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Studenti da tutta Italia, arrivati in Sicilia anche con la ‘nave della legalità’, oggi parteciperanno ai cortei per le strade di Palermo per le celebrazioni del XXV anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio che si concluderanno sotto l’albero Falcone dove, alle 17.58, ora della strage di Capaci, verra’ suonato il Silenzio dal trombettiere della Polizia di Stato. La commemorazione, prima di questo momento solenne a cui parteciperanno le autorità, sarà animata da artisti, tra cui Giuliano Sangiorgi dei Negramaro ed Ermal Meta. Nei due attentati di Capaci e vai D’Amelio persero la vita i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e gli uomini e le donne delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina. Gli studenti protagonisti della manifestazione #PalermoChiamaItalia parteciperanno ai due cortei che attraverseranno i principali luoghi della memoria della citta’. La partenza e’ prevista alle 15.30 dall’Aula Bunker e alle 16.00 da Via d’Amelio. I due cortei si uniranno sotto l’albero Falcone in via Notarbartolo alle 17.00. La Giornata del 23 maggio prevede iniziative anche nelle principali piazze delle regioni italiane, grazie al contributo dei “Tavoli della Legalita’”, gruppi di lavoro regionali nati dalla collaborazione tra il ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca (Miur), il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), l’Autorita’ Nazionale Anticorruzione (Anac), l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) e gli istituiti scolastici con l’obiettivo di attuare programmi regionali di educazione alla legalita’ e alla corresponsabilita’.

“I giovani non credono che lo Stato sia piu’ efficiente, dinamico, deciso e forte della mafia. E questo e’ il dato che piu’ mi ha allarmato”. Cosi’ il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci, sintetizza i risultati di una indagine sulla percezione del fenomeno mafioso e del concetto di legalita’ che ha coinvolto circa 150 studenti della scuola media. Lo studio, condotto sul campione di preadolescenti di quattro comuni siciliani (Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Palagonia, Paterno’), e’ stato diviso in due fasce d’eta’, una relativa alla scuola media inferiore e un’altra sulla popolazione studentesca universitaria, i cui risultati saranno diffusi la prossima settimana. “I risultati saranno presentati ai parlamentari, al governo, a presidente dell’assemblea, ai Comuni, alle scuole”, ha aggiunto Musumeci. “Ne’ i ragazzi interpellati ne’ i professori – spiega – erano a conoscenza che a condurre l’indagine e’ stata la commissione antimafia, per non condizionare i risultati della rilevazione”. “Secondo il campione analizzato – dice Orazio Ricciardello, del dipartimento di scienze della formazione dell’Universita’ di Catania, che ha curato la ricerca – il pizzo e’ considerato un comportamento piu’ grave del furto in un negozio, ma se si guarda alla risoluzione delle controversie quotidiane la mafia e’ considerata piu’ rapida, efficiente, decisa e forte dello Stato, nei confronti del quale i ragazzi hanno un atteggiamento misto a neutralita’ e indifferenza. Scarsa importanza, poi, viene attribuita al pagamento delle tasse”. Musumeci ha specificato che l’indagine e’ stata condotta, a titolo gratuito, salvo un rimborso spese per tre esperte che hanno collaborato alla fase successiva dell’indagine sul campione di 18-22 anni, “perche’ la politica e’ sobrieta’”, ha commentato.

E’ vero gli studenti universitari scrivono male, vanno avanti per parole chiave, faticano a mettere insieme un periodo articolato, la costruzione della frase e’ elementare e i vocaboli scarsi ma “non stracciamoci le vesti”. il rettore di Roma Tre, Mario Panizza commenta cosi’ l’iniziativa dei 600 docenti universitari che hanno rivolto un grido d’allarme al Governo e al Parlamento. Per il rettore : “Esiste un reale impoverimento della lingua usata dai nostri studenti forse dovuta realmente alla frequentazione dei social e all’uso dilagante degli sms. I periodi usati sono secchi, il costrutto manca, quando si devono addentrare in una frase piu’ articolata sbagliano”. Panizza comunque è ottimista e aggiunge: “Di contro c’e’ una grande nuova attenzione alla lingua italiana, specialmente all’estero dove in molti e sempre di piu’ sono gli interessati ad apprenderla”. Continua il rettore: “E’ importante che gli insegnanti, di qualsiasi disciplina, pretendano relazioni e componimenti scritti bene – non solo chi insegna Dante. E questo non puo’ che aiutare a migliorare l’uso dell’italiano da parte dei giovani”.

Ma di quale Europa unita parliamo? Qui la moneta unica non c’entra nulla e neanche la Brexit. Ammettiamolo pure: l’idea di una Europa dei popoli riunita politicamente ed economicamente rimane un’utopia se e’ vero come e’ vero che su alcuni moduli d’iscrizione messi online da molte circoscrizioni scolastiche britanniche di Inghilterra e Galles c’era la distinzione tra “Italiani”, “Italiani-Siciliani” e “Italiani-Napoletani”. Piccoli e meschini razzismi, beceri luoghi comuni, progetto Erasmus che va a farsi benedire, alla faccia di chi se la prende con l’austerity come unica causa del fallimento di un ambizioso progetto politico. In questa Europa non ci crede piu’ nessuno. I populisti lo sanno e ne approfittano, perche’ distruggere e’ sempre molto piu’ facile che costruire: soprattutto se da distruggere c’e’ qualcosa che non si regge in piedi e, da costruire, un progetto indefinito.

Succede a Bologna che il preside Maurizio Lazzarini del liceo scientifico Enrico Fermi invii alle famiglie dei suoi 1500 studenti un decalogo. Una sorta di Carta per i genitori per aiutarli nel loro rapporto con i professori e l’istituto. Eccolo: evitate di parlare con i docenti; sostituitevi ai vostri figli: cercate di eliminare tutte le esperienze che li possano mettere in difficolta’; non controllate mai il registro elettronico; credete loro anche contro l’evidenza; date sempre la colpa alla scuola; giustificateli sempre e comunque; non sosteneteli nel loro impegno quotidiano; non premiate mai il loro sforzo; date assoluta importanza piu’ al voto che alle cose che imparano ed alla loro crescita; non ascoltateli quando parlano di loro e dei loro problemi extrascolastici. Seguendo queste semplici istruzioni la Scuola sara’ resa innocua!’”

Scuola al via per quasi 8 milioni di studenti delle istituzioni statali e oltre 939.000 di quelle paritarie. Nella Provincia autonoma di Bolzano la campanella ha suonato lo scorso 5 settembre. Lunedì 12 settembre riprenderanno invece le lezioni in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Nei giorni a seguire le altre regioni. Gli studenti delle scuole statali sono 7.816.408, 370.597 le classi distribuite nelle 8.281 istituzioni scolastiche presenti sul territorio per un totale di 41.163 sedi. In particolare, sono 978.081 gli alunni delle scuole dell’infanzia, 2.572.969 quelli della primaria, 1.638.684 i ragazzi della secondaria di I grado e 2.626.674 quelli della secondaria di II grado. Gli alunni diversamente abili sono 224.509. Fra le regioni con più alunni iscritti, la Lombardia che ne conta 1.190.393, seguono Campania (909.010), Sicilia (754.438) e Lazio (737.940).