terremoto

“Fare presto e non lasciare solo nessuno. Gli impegni che ci siamo assunti all’indomani dei tragici terremoti che hanno colpito l’Italia. Il sisma ha devastato paesi ed economie. 300 mila persone interessate, 200 mila edifici danneggiati o distrutti in un’area di oltre 600 chilometri quadrati. Sono i numeri di questo dramma cui facciamo fronte con il decreto legge approvato oggi alla Camera”. Lo scrive Ettore Rosato, presidente deputati Pd, su Facebook. “Vogliamo ricostruire tutto com’era e dov’era, restituendo alle popolazioni colpite le loro case e le loro attivita’, i loro luoghi di culto e gli spazi comuni. Si interviene con risarcimenti del 100% alle abitazioni principali, alle attivita’ produttive e si prevedono indennizzi anche alle seconde case. Secondo una procedura lineare e semplificata che vedra’ negli uffici regionali per la ricostruzione un interlocutore vicino ai cittadini per informare e concedere i benefici previsti dal provvedimento”, aggiunge Rosato. “Il decreto si muove nel solco dell’ ‘obbiettivo sicurezza’. Non solo interventi urgenti per la ricostruzione, ma valorizzazione di modelli e regole nuove di prevenzione delle emergenze, facendo tesoro delle buone esperienze del passato. Un piano che si connette al progetto “Casa Italia” che unira’ la messa in sicurezza del territorio, con gli interventi di bonifica, la riqualificazione urbana, con le misure per la sicurezza sismica. Un ringraziamento a Vasco Errani, commissario straordinario per il sisma, che si sta adoperando con fattiva immediatezza e ha prontamente gia’ adottato molti degli atti per affrontare questa emergenza”.

Almeno cento morti, ma il numero delle vittime è destinato a salire nell’isola di Sumatra, dopo la scossa di magnitudo 6.5 che ha devastato la costa nord dell’isola, nello stretto di Malacca. Ci sarebbero 150mila persone coinvolte, tanti in fuga sulle colline, centinaia di edifici distrutti o danneggiati. La provincia indonesiana di Aceh ha rivissuto l’incubo di un devastante terremoto, dodici anni dopo lo tsunami che causò oltre centomila vittime in questa zona. La scossa è stata registrata ieri alle ore 6.03 locali (le 23 in Italia). Sono migliaia le persone impegnate negli soccorsi e si continua a scavare sotto le macerie. Centinaia i feriti. Il terremoto ha registrato diverse scosse di assestamento. Il sisma, in termini di sistema di placche, e’ associato a quello di magnitudo 9,1 del 26 dicembre del 2004, che provoco’ oltre 160mila vittime in Indonesia, a causa dello tsunami che segui’, e agli altri due avvenuti nella stessa regione, quello di magnitudo 8,6 del 2005 e di magnitudo 8,5 del 2007.

L’Italia e’ un paese a rischio sismico e sappiamo che “statisticamente ci sono almeno 25 terremoti distruttivi ogni secolo e che ogni 4-5 anni ci puo’ essere un terremoto importante”. Cosi’ il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni, nel suo intervento al Workshop sulla prevenzione del rischio sismico in Italia e Giappone, organizzato a Roma dalla Fondazione Italia-Giappone e dall’Ambasciata del Giappone, in collaborazione con il ministero degli Esteri. “Non siamo ancora in grado di dire quando ci sara’ un terremoto – ha detto Doglioni – ma abbiamo buone indicazioni per poter dire quanto sara’ grande e, su base probabilistica, dove ci sara’”. E almeno in questi territori possiamo difenderci applicando pratiche di prevenzione. Ma per Doglioni in Italia manca “la consapevolezza di come e’ fatto il nostro territorio”. Aggiunge: “Dobbiamo studiarlo di piu’ e studiare i meccanismi che controllano terremoti e vulcani”.

“Siamo bravissimi, sulle emergenze. Ma la vera sfida, temeraria, è sui tempi lunghi. Bisogna imparare a difendere il nostro patrimonio edilizio, storico e culturale giorno dopo giorno, anno dopo anno. Lavorandoci per mezzo secolo”. Così in una intervista al Corriere della Sera, l’architetto e senatore a vita Renzo Piano, che collabora a “Casa Italia”, il piano sul contrasto del rischio sismico e idrogeologico che ha in dote 75 miliardi di euro da spendere in 15 anni. Osserva Piano: “La natura non è buona o cattiva: se ne infischia di noi”. E continua: “C’è bisogno di verità e questa verità deve entrare nella testa della gente. Che deve accettare la realtà come in Giappone. Lì se tu chiedi a un bambino cosa deve fare lui lo sa. Perché sono decenni che glielo spiegano a scuola”. Aggiunge: “E’ necessaria una rivoluzione culturale”. Il senatore a vita annuncia che si stanno individuando “comuni-tipo e dentro questi comuni una decina di edifici-tipo” per fare dei “prototipi che possano poi servire da modello a tutti”.

Non ascoltate ciò che dicono autorevoli soloni a Bruxelles” perché “tutto quello che serve per le scuole, in termini di adeguamento antisismico ed efficientamento, va messo assolutamente fuori dal patto di stabilità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso dell’inaugurazione del nuovo Pronto soccorso dell’ospedale di Vaio, a Fidenza. “Tutto ciò che serve per l’edilizia scolastica va fuori dal patto di stabilità” perché “è una cosa cruciale – ha spiegato Renzi – non ascoltate ciò che dicono autorevoli soloni a Bruxelles”. Nel suo intervento all’inaugurazione, il premier ha ricordato le 300 vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto e le numerose famiglie sfollate dopo le ultime scosse di ottobre. Poi ha ribadito: “tutto quello che serve per le scuole, in termini di adeguamento antisismico ed efficientamento, va messo assolutamente fuori dal patto”. Tra l’altro “ogni anno noi diamo 20 miliardi all’Europa e ne riceve 12” per via delle “regole che ha voluto un governo tecnico prima di noi”.

E’ considerato “un vero e proprio sciacallaggio” nei confronti di aziende della Valnerina colpite dal terremoto quello legato ad alcuni messaggi via social network e Whatsapp secondo Giovanni Agerato di Confartigianato Umbria. Lo ha detto al Gr3, giornale radio Rai. “Purtroppo via social network ma anche via whatsApp – ha sostenuto Agerato – stanno girando dei messaggi con degli elenchi delle aziende per acquistare prodotti che provengono soprattutto dalla zona di Norcia e dintorni. Un vero e proprio sciacallaggio nei confronti di aziende che magari hanno anche grandi problemi: a volte succede anche che i nomi delle aziende siano veri; il problema e’ che le aziende non sanno di far parte di questa lista. Per quanto riguarda le prime scosse di terremoto quelle che hanno interessato le zone di Amatrice non si era notato questo problema. Invece adesso con le repliche di Norcia si sta verificando”. Secondo Agerato per arginare il problema “e’ importate fare una sorta di cabina di regia con il Comune, la Camera di commercio con le associazioni di categoria”. “L’importante – ha aggiunto – e’ rivolgersi, per quanto riguarda Norcia e’ stato costituito un consorzio di produttori, a canali ufficiali”.

La raccolta fondi a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma in centro Italia attraverso il numero solidale 45500 ha raggiunto 3.062.970 euro. Il numero è stato riattivato dopo la scossa del 30 ottobre dal Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con gli operatori di telefonia fissa e mobile. All’iniziativa partecipano gli operatori Tim, Vodafone, Wind, H3G, PosteMobile, Fastweb, CoopVoce, Tiscali Mobile, TWT, Uno Communications, CloudItalia, Convergenze. Si possono donare due euro inviando un sms solidale o, per gli operatori di linea fissa, effettuando una chiamata al numero 45500. Il numero solidale 45500 nella prima fase di attivazione, dal 24 agosto al 9 ottobre, aveva gia’ raccolto oltre 15 milioni di euro. Tutti i fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori al Dipartimento della Protezione Civile che si occuperà di destinarli alle regioni colpite dal sisma.

Il 71% degli italiani sarebbe pronto a ospitare in casa uno sfollato del terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale. In caso di un migrante, invece, solo il 24% metterebbe a disposizione la propria abitazione. E’ quanto emerge da un sondaggio Ixe’, trasmesso oggi ad Agora’ (Raitre). – SAREBBE DISPOSTO AD OSPITARE UNO SFOLLATO DEL TERREMOTO? SI’ 71% NO 28% NON SA 1% Sondaggio Ixe’ – SAREBBE DISPOSTO AD OSPITARE UN MIGRANTE? SI’ 24% NO 73% NON SA 3% Sondaggio Ixe’

“Altri 500 militari saranno inviati elle zone terremotate del centro Italia per vigilare sulle case degli sfollati contro gli sciacalli. Lo dice il ministro della Difesa Roberta Pinotti in una intervista al Messaggero.  “Le spese per le forze armate non servono soltanto per la Difesa – spiega il ministro – ma per dare sicurezza ai cittadini”. E aggiunge: “Lavoriamo in perfetta armonia con la Protezione civile che coordina passo per passo gli interventi”. Continua Pinotti: “Oltre ai 1.237 militari con 134 mezzi già sul terreno, siamo pronti a inviare 500 uomini, in coordinamento con l’Interno, per presidiare le zone terremotate e prevenire gli atti di sciacallaggio”. Finora i militari, ha raccontato il ministro, “sono stati impegnati per la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, nella distribuzione di cibo e generi di conforto, per interventi sanitari e ricognizioni aeree”.

“Non c’e’ spazio per alcun rinvio del referendum. Anzi, bisogna utilizzare ogni momento e ogni occasione per spiegare agli italiani i danni di una riforma costituzionale nociva per la nostra democrazia. Dopo l’appuntamento di Viareggio, continuero’ con convinzione a spiegare in giro per l’Italia gli effetti di un ddl che, abbinato ad una legge elettorale che fa di una minoranza una maggioranza assoluta, consegna il Paese nelle mani di un uomo solo al comando. Domani pomeriggio saro’ a Napoli, nell’aula magna del Centro congressi dell’Universita’ Federico II, per confrontarmi e difendere le sacrosante ragioni del no. Certo come sono che, quando si entra nel merito delle questioni, senza preconcetti e con un’analisi onesta, la propaganda renziana viene smentita e dimostra tutti i suoi limiti.” Lo ha dichiarato l’ex presidente del Senato, Renato Schifani.