Theresa May

La Camera dei Lord britannica ha approvato un nuovo emendamento al progetto di legge sulla Brexit, che dà il potere al Parlamento di porre il veto al futuro accordo per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. L’emendamento è stato approvato con 366 voti a favore e 268 contrari. Lo scorso 1° marzo i Lord avevano approvato un emendamento per garantire i diritti dei cittadini comunitari che vivono nel Regno Unito prima dell’uscita del Paese dall’Ue. Adesso il nuovo testo tornerà alla Camera dei comuni che potrebbe ribaltare le modifiche introdotte dai Lord, che, a loro volta, saranno chiamati a dare il voto finale al progetto di legge. Successivamente sarà la regina Elisabetta a dare l’ultimo via libera. La premier britannica Theresa May aveva in programma di comunicare a Bruxelles l’attivazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona questa settimana, ma gli emendamenti dei Lord hanno allungato l’iter parlamentare.

“In questo momento stiamo abbandonando l’Unione europea e pianifichiamo un vertice biennale del Commonwealth. Costruiremo una Gran Bretagna veramente mondiale”. Così il premier britannico Theresa May in un discorso alla Lancaster House di Londra dove ha parlato del piano Brexit. “Non vogliamo più essere membri del mercato unico europeo”, ha detto il primo ministro. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è stata votata dal 52 per cento dei cittadini britannici a favore al referendum del 23 giugno 2016. May si è impegnata a sottoporre un piano omogeneo al Parlamento, che si potrà esprimere sull’accordo finale che fisserà le relazioni tra il Regno Unito e l’Ue. Il primo ministro ha anche sottolineato che il Regno Unito aspira ad avere una visione più globale, anche se intende rimanere allo stesso tempo “un buon amico e vicino” dell’Europa. “La tutela dell’Unione è al cuore di ogni azione della Gran Bretagna perché soltanto uniti possiamo cogliere le opportunità che ci attendono”, ha sottolineato il premier britannico.

Il suo Natale con il papa’ prete, i 90 anni della regina Elisabetta e, naturalmente, la Brexit. Sono stati tanti gli argomenti toccati dalla premier britannica Theresa May nel suo primo messaggio di Natale che, quasi tutti i media del Regno, definiscono “il piu’ religioso degli ultimi anni”. Il primo ministro conservatore ha invitato i cittadini britannici a “celebrare con le nostre famiglie la nascita di Cristo e il suo messaggio di perdono, amore e speranza”. May poi ha ricordato i cristiani perseguitati nel mondo e ha affermato “la determinazione a difendere la liberta’ di religione”. Nella parte piu’ politica del suo messaggio la premier ha rivolto un appello all’unita’ della Gran Bretagna in vista della Brexit. “Dal momento che ci apprestiamo a lasciare l’Unione europea dobbiamo cogliere la storica opportunita’ di ritagliarci un nuovo determinante ruolo nel mondo e restare uniti verso il nostro futuro”, ha dichiarato May all’indomani delle rivelazioni del Times su un certa “frustrazione e delusione” da parte della regina Elisabetta nei confronti della premier che vorrebbe mantenere segreti per quanto riguarda i piani della Brexit. Domani sara’ la volta della sovrana parlare ai sudditi nel tradizionale messaggio Natale registrato nei giorni scorsi.

Il premier britannico Theresa May ha chiamato la cancelliera tedesca Angela Merkel per assicurare il rispetto de tempi per l’uscita del Regno Unito dall’Ue. La telefonata sulla Brexit è avvenuta dopo il colloquio con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. A darne notizia, Downing Street, secondo cui sono in programma altre telefonate simili ai leader europei. Ieri l’Alta corte di Londra ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti pro Ue che chiedono un voto del Parlamento di Westminster per avviare l’iter della Brexit. Il giudice ha dato torto al governo di Theresa May che, invece, rivendica il diritto d’invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona e di volerlo fare entro marzo 2017. “Il principio fondamentale della costituzione del Regno Unito è che il Parlamento è sovrano”, ha detto il giudice dell’Alta corte, Lord Thomas of Cwmgiedd, nel leggere il verdetto. Il governo è pronto al ricorso alla Corte Suprema. Intanto il deputato conservatore Stephen Phillips ha annunciato le sue dimissioni per protesta contro la gestione della Brexit da parte del governo May, ma ha giudicato giusta la decisione della Corte di fare esprimere il Parlamento. Alla battaglia legale sulla Brexit e pro Ue potrebbe prendere parte la Scozia, appoggiando Gina Miller, donna d’affari e attivista, che ha organizzato e guidato la campagna per ‘sfidare’ in tribunale il governo di Theresa May sulla Brexit. Per la leader scozzese Nicola Sturgeon il verdetto di ieri dell’Alta corte, che ha dato torto all’esecutivo May, rivela uno stato di “caos e confusione totale” nel governo di Londra.

Il premier britannico Theresa May al vertice europeo di Bruxelles sui futuri negoziati sulla Brexit dice che “Ci saranno momenti difficili e saranno necessari compromessi”. May comunque è “ottimista”. Afferma il premier riguardo all’uscita del Regno Unito dall’Unione: “Vogliamo negoziare il migliore accordo possibile per quanto riguarda il libero mercato”, ma fino a quando non saranno conclusi i negoziati “la Gran Bretagna resta a pieno titolo un membro dell’Unione europea, con tutti i diritti e doveri, e gli altri leader hanno accettato questo”. Cosi May prima di andare a pranzo con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker per il previsto incontro bilaterale.

Ancora in evidenza sulla stampa britannica il discorso di Theresa May, premier del Regno Unito e leader dei conservatori, al congresso annuale del suo partito. Secondo la lettura di “Bagehot”, la rubrica del settimanale “The Economist” dedicata agli affari interni, l’intervento segnala una svolta verso una direzione lontana dal pensiero liberale. Le sue parole hanno investito come un bulldozer un assunto della politica nazionale: la sinistra ha vinto le battaglie sociali degli ultimi decenni; la destra quelle economiche, col risultato di un liberalismo orientato al libero mercato combinato con tendenze culturali piuttosto progressiste. May sta portando i Tory a sinistra sull’economia; nel frattempo, socialmente, li sta spostando piu’ a destra. La svolta non piace all’editorialista del quotidiano conservatore “The Times” Philip Collins, secondo il quale il voto per la Brexit non da’ a May il mandato per imporre un nuovo programma e indulgere in politiche non liberali senza essere passata per una vittoria elettorale. Un editoriale non firmato di “The Telegraph”, altra testata conservatrice, esorta la premier a non colpire le imprese nel suo tentativo di rendere piu’ attraente il partito.

Il primo ministro inglese Theresa May nonché leader del partito conservatore dissipa i dubbi e le incertezze e fissa i tempi della effettiva Brexit, ossia della definitiva uscita della Gran Bretagna dalla Unione europea ‘saremo sovrani entro marzo. C’é un piano per la Brexit, che eviti contraccolpi e sovrapposizioni’. La posta in palio é molto alta: la fase di transizione potrebbe causare delle perdite economiche ma anche essere motivo di una confusione legislativa oltre che finanziaria. L’articolo 50 del Trattato di Lisbona che darà il via a due anni di negoziazioni sui modi e sui termini del distacco dall’Unione, verrà richiamato nel primo trimestre del 2017 ‘non ci saranno ritardi non necessari – ha assicurato la May – e le modalità che sceglieremo per la Brexit saranno nell’interesse del Regno Unito. Diventeremo un paese indipendente e sovrano e faremo ciò che fanno i paesi indipendenti e sovrani: decideremo noi come controllare l’immigrazione, decideremo noi quali leggi varare. La Gran Bretagna del dopo Brexit sarà un paese realmente globale, sicuro e libero di guardare alle possibilità economiche e diplomatiche con un’ottica internazionale’

Il primo ministro britannico Theresa May vuole lasciare l’Unione europea senza l’avallo del Parlamento. Lo scrive il Daily Telegraph. Secondo il quotidiano, che non cita la fonte, May vorrebbe aggirare il voto dei deputati che erano contrari alla Brexit. A ottobre sarà comunque l’Alta corte di Giustizia di Londra che dovrà decidere sulla possibilità di attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, per avviare la procedura di divorzio da Bruxelles, senza previo voto del Parlamento.

Secondo il quotidiano britannico The Times, Matteo Renzi vuole concretizzare al vertice di Ventotene del 22 agosto uno ‘scambio’ con Angela Merkel: il presidente del Consiglio sarebbe pronto ad appoggiare la linea morbida della cancelliera tedesca sulla Brexit per ottenere il sostegno tedesco ad un allentamento delle regole di austerity. Il Times arriva a questa conclusione, in vista dell’incontro di lunedì tra Renzi, Merkel e il presidente francese Francois Hollande a Ventotene, analizzando il cambio della posizione del premier sui tempi dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue dopo il referendum del 23 giugno. All’esortazione a “non perdere neppure un minuto”, il capo dell’esecutivo italiano, argomenta il quotidiano britannico in un articolo intitolato “Renzi si salva la pelle con un accordo sulla Brexit”, ha optato per una linea più cauta, concordando in particolare con la neo-premier Theresa May sulla possibilità di un’uscita dall’Ue più lenta, anche per evitare una sovrapposizione con le elezioni tedesche dell’anno prossimo. “Accettando di sostenere la leader tedesca, Renzi ora spera che lei l’aiuterà a sbloccare i fondi che potrebbero salvare la sua carriera politica. A Renzi servirà il superamento dei livelli di deficit concordati con Bruxelles per realizzare una serie di tagli fiscali promessi e aumenti retributivi, nel momento in cui i dati mostrano che l’economia italiana è di nuovo sull’orlo di una recessione”. Secondo il Times, in particolare, “Renzi spera che rilanciare la spesa possa contribuire a conquistare il favore dell’elettorato prima del referendum di novembre con cui ha messo in gioco il suo futuro” politico.

La premier del Regno Unito, Theresa May, ha incontrato a Roma il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, per parlare della Brexit e di altri temi di politica internazionale. La stampa britannica evidenzia alcuni elementi delle dichiarazioni della leader di Downing Street, nel tentativo di comprendere in che direzione stia andando il governo di Londra. May ha detto che i preparativi per i negoziati sono in corso e di essere “aperta” a varie soluzioni; di preferire un accordo su misura con l’Unione Europea rispetto all’adozione di un modello preesistente; di volere strette relazioni commerciali rispondendo al tempo stesso alle preoccupazioni della popolazione sull’immigrazione; di poter, infine, garantire i diritti dei cittadini comunitari residenti in Gran Bretagna a patto che gli altri paesi membri facciano lo stesso nei confronti dei cittadini britannici.