Ugl

“I dati sulla poverta’ contengono gia’ le soluzioni per sconfiggerla e che l’Ugl indica da anni: una vera politica dei redditi, politiche attive del lavoro e una rivoluzione del sistema fiscale con l’introduzione del quoziente familiare”. Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, alla luce delle rilevazioni odierne dell’Istat, sottolineando “l’evidente e bruciante sconfitta delle politiche portate avanti fino ad oggi sia dall’Europa sia dai governi nazionali”. Per Capone “e’ paradossale per un paese civile che, nelle famiglie in cui la persona di riferimento e’ un operaio, l’incidenza della poverta’ assoluta risulti doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%), superiore addirittura a quelle in cui la persona di riferimento si e’ ritirata dal lavoro (3,7%). A cio’ si risponde con una seria politica dei redditi, falcidiati da anni di miope lotta alla crescita dell’inflazione attraverso la moderazione salariale, tant’e’ che oggi combattiamo la deflazione, e con contratti di lavoro rinnovati alla scadenza purche’ non siano rinnovi a perdere. Servono anche investimenti nelle politiche attive del lavoro e nella politica industriale”.

“Un primo maggio di confronto e di condivisione, questo l’obiettivo della nostra tre giorni di Festa del Lavoro: tre giorni dedicati ai lavoratori, ai pensionati, a chi un lavoro non ce l’ha e lo cerca e a chi invece si e’ arreso”. Cosi’ Francesco Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, impegnato in questi giorni a Latina, dove nasce un intero ‘Villaggio del Lavoro’. “Dopo due giornate di confronto con il mondo politico nazionale e locale – spiega – domani le piazze e le vie della citta’ saranno interamente dedicate al lavoro e ai lavoratori, ai disoccupati e ai pensionati, alle famiglie, cioe’ a quell’Italia forte che, nonostante tutto, va avanti e contribuisce per questo a costruire un Paese migliore. Il nostro Primo maggio e’ un messaggio forte inviato al governo affinche’ il lavoro torni centrale nell’agenda politica ed economica e cosi’ anche i diritti dei lavoratori”. Domani, dalle ore 10.00 avra’ inizio il concentramento presso piazza del Quadrato. La partenza del corteo e’ prevista per le ore 10:30. L’arrivo sara’ a piazza del Popolo, dove il segretario generale dell’Ugl chiudera’ la manifestazione con il comizio.

“Di fronte alla pressione dei mercati e alla richiesta sempre piu’ pressante di sovranita’ da parte dei popoli occidentali, occorre riallacciare quel patto sociale nazionale che e’ fondamento stesso della politica e dello Stato e che vede come ultimo fine il benessere generale, presente e futuro, della nazione”. Cosi’, in un passaggio della sua relazione, il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, ha aperto i lavori del Consiglio nazionale. “Benessere – ha spiegato – inteso come sicurezza economica e lavoro dignitoso, diritto alla salute e ad un ambiente sano, ricerca scientifica, innovazione tecnologica, crescita culturale e prospettive di vita dignitose e sicure”. Per Capone significa “continuare a combattere contro le delocalizzazioni selvagge, combattere l’ultra liberismo nella disciplina del lavoro semplificata nel Jobs Act, puntare sull’alternanza scuola-lavoro, contrastare l’austerity, gli sprechi e i privilegi. Tutto cio’ si puo’ fare solo con un ulteriore salto di qualita’ da parte nostra, individuando anche con quali forze trovare convergenze, ognuno nel rispetto del proprio ruolo ed e’ per questo che oggi ho deciso di partecipare alla manifestazione ‘Italia Sovrana’. Sara’ fondamentale – ha detto in conclusione Capone – l’avvio da febbraio della nostra Conferenza programmatica che rappresenta la necessaria fase di dibattito precongressuale per costruire una piattaforma di rilancio della Ugl. In questa stessa ottica va inquadrata la creazione di una Scuola di formazione con un progetto di sviluppo delle conoscenze e delle competenze dei nostri quadri sindacali all’altezza delle sfide che ci attendono”.

“L’Istat fotografa una realta’ ben nota: almeno dalla crisi del 2008, i pensionati sono diventati il salvagente di tante famiglie che grazie al reddito degli anziani riescono ancora ad evitare di varcare la soglia della poverta’”. Lo afferma il segretario confederale dell’Ugl, Ornella Petillo, sottolineando come sia “una realta’ sempre piu’ paradossale quella in cui viviamo oggi, perche’ il lavoro spesso non garantisce l’indipendenza, a causa anche di redditi adeguati a far fronte ai bisogni e alle aspettative dei giovani e delle giovani famiglie. Tutto cio’ si lega fortemente al problema della denatalita’ di cui soffre l’Italia ormai da diverso tempo e che non e’ mai stato seriamente, strutturalmente affrontato”. “L’Ugl – conclude Petillo – torna a chiedere anche al governo Gentiloni che nella sua agenda politica vi sia spazio per il ‘Piano nazionale per la Famiglia’, previsto da una legge dello Stato inspiegabilmente disattesa”.