Ukip

“Nel primo pomeriggio io e Davide Casaleggio abbiamo avuto una Skype call con Nigel Farage, ex leader della delegazione inglese Ukip e presidente del gruppo Efdd. Abbiamo rinnovato l’accordo, rinunciando alla carica della co-presidenza che fino ad oggi e’ stata occupata da David Borrelli”. Lo ha annunciato ieri Beppe Grillo, con un post sul blog. “Fallito l’accordo con il gruppo ALDE – continua Grillo – abbiamo rispettato la volonta’ espressa dalla rete applicando la seconda scelta piu’ votata dai certificati: rimanere nel gruppo Efdd. Smentiamo le false informazioni che circolano da ieri: le carte fatte circolare non ci appartengono, non abbiamo firmato nessun contratto, si tratta di un elenco di punti comuni e di contrasto. Dopo i risultati della votazione e’ scoppiato il caso mediatico. Un intero sistema ha tremato”. E continua: “Verhostadt, che oggi si propone come negoziatore per la Brexit dovrebbe solo vergognarsi, perché da meschino si è piegato alle pressioni dell’establishment. “In Europa per l’Italia” era il nostro slogan per le elezioni del 2014, il nostro programma non cambia di una virgola e non sarebbe cambiato con l’ingresso in un altro gruppo. Dispiace per quei pochi portavoce, che probabilmente non sanno come funziona il Parlamento Europeo, che hanno parlato di “cercare di entrare nell’establishment”. David Borrelli, che ringrazio, ha portato avanti una trattativa per cercare di rendere più efficace la realizzazione del nostro programma, che continueremo a portare avanti in EFDD”.

L’ex leader dell’Ukip britannico, l’euroscettico Nigel Farage, uno degli artefici del voto sulla Brexit, ha detto che tornera’ a occuparsi del partito se il Regno Unito non prendera’ con decisione la strada del divorzio da Bruxelles. “Se la Brexit non dovesse essere concessa – ha spiegato- allora dovrei pensare seriamente di tornare. Ma spero di non doverlo fare”. Farage, che continua a essere europarlamentare a Bruxelles, si era dimesso dalla guida dello United Kingdom Independence Party dopo il successo del fronte del ‘Leave’ al referendum dello scorso 23 giugno, ufficialmente per riprendere in mano la sua vita e avere piu’ tempo da dedicare a se stesso. La stampa britannica, fra l’altro, oggi ha riportato come la Brexit potrebbe arrivare persino non prima del 2019, a causa delle difficolta’ burocratiche e dell’indecisione dell’esecutivo. Farage in mattinata ha anche twittato: “Sto iniziando a rilevare un sacco di frustrazione da parte dei 17 milioni che hanno votato per uscire. Il governo deve affrontare questa situazione e consegnarci la Brexit”.