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Migliaia di persone si sono riunite in Plaza de Colon, a Madrid, per difendere l’unita’ della Spagna dopo la dichiarazione di indipendenza approvata dal parlamento catalano. La manifestazione e’ stata convocata dalla Fondazione per la difesa della nazione spagnola (Denaes). Vi partecipano, fra gli altri la presidente della regione di Madrid Cristina Cifuentes (Pp) e il vicesegretario popolare Pablo Casado. Molti sventolano la Rojigualda, la bandiera rosso-oro della Spagna.

 

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“Io ho visto un esito molto positivo della direzione del Pd. Si è chiusa con unvoto unanime anche sulla volontà di costruire un centrosinistra largo. Ma è chiaro che per costruire alleanze non bastache le vogliamo noi: dipende anche dalla disponibilità delle altre forze del centrosinistra”. Lo dice Piero Fassino in un’intervista al Mattino. “L’appello di Renzi è a tutte le forze di centrosinistra. Tutte. Serve un’unità più ampia, non lacerazioni e divisioni che ci indeboliscano. Renzi è stato chiaro: i nostri avversari non sono a sinistra, ma sono i populismi e il ritorno della destra – prosegue l’ex sindaco di Torino -. E’ evidente che se si vuole costruire una prospettiva unitaria non si può avere come principale caratteristica l’antagonismo dentro il centrosinistra. Dire che si vuole l’unità e fare la guerra a Renzi sono due cose che non stanno insieme. Se si accetta l’appello all’unità, tutti dovranno fare passi in questa direzione”. Quanto al Rosatellum bis che andrà in aula martedì Fassino dice: “Penso che offra tre vantaggi. Primo: recupera un principio maggioritario, che nel Mattarellum era più alto, ma che grazie a un terzo di eletti nei collegi uninominali consente di recuperare un radicamento territoriale e un rapporto elettori-eletto andato perso negli ultimi anni. Secondo: supera le preferenze, meccanismo che nel tempo aveva manifestato patologie degenerative. Terzo: riconosce il valore delle coalizioni e spinge a realizzarle. Sono tre fatti positivi che il Consultellum non prevede”. Il governo farebbe bene a porre la questione di fiducia? “Il voto di fiducia metterebbe al riparo dal rischio di franchi tiratori, ma è una valutazione politica che deve essere fatta dal premier e dall’esecutivo”, conclude.

Ancora sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani, alla luce di una crisi politica generalizzata che vede il Pd sempre piu’ spaccato al suo interno tra area Renzi e area Franceschini. Una tensione interna ad alto rischio, soprattutto dopo l’uscita dal Pd della componente che fa riferimento a Bersani e a cui guarda con particolare interesse il movimento lanciato da Pisapia. Misterioso, ma non troppo, il tentativo di Prodi di ricondurre le diverse correnti ad un’unica Sinistra, perche’ e’ sempre piu’ evidente che solo uniti si vince, mentre a sinistra si respira un clima sempre piu’ individualista e autoreferenziale. Esattamente quello che e’ successo a destra quattro anni fa, quando, uscito di scena Berlusconi, si sono moltiplicati partiti e partitini, nel vano tentativo di definire sempre meglio piccole identita’ particolari. Ma se a sinistra la divisione e’ sempre in agguato, a destra, nonostante la lezione ricevuta, la ricomposizione stenta a trovare una vita forte ed unitaria e il ritorno in scena di Berlusconi e’ salutato come una speranza e come un rischio”. Lo dice Paola Binetti, deputata dell’Udc, che aggiunge: “Risolto il problema dei delfini, perche’ come ha affermato ieri Berlusconi, non essendo una monarchia non ci sono ne’ ci saranno mai delfini, resta comunque aperto il problema della successione in un centrodestra che tutti danno in ripresa e con ampie possibilita’ di vincere, ma solo se sapra’ ritrovare la sua unita’. In definitiva il problema chiave resta sempre questo: capire come si possa rimanere uniti davanti alle provocazioni di un contesto socio-culturale in rapidissima evoluzione o come si possa ricostruire l’unita’ dopo i primi segnali di crisi”

“Il centrodestra deve essere unito”. Lo ha detto Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato e senatore di Forza Italia, a margine di un evento tenutosi nella sede dell’Ugl a Roma. “Gli elettori ci cercano e poi magari votano la lista civica, Forza Italia o la Lega – ha spiegato – pero’ cercano una rappresentanza che sia unita: questo e’ il messaggio che ci arriva dagli elettori che sono sempre piu’ avanti degli eletti o aspiranti tali”. Ed ha aggiunto: Oggi ci ripropongono il cammino verso l’unita’ con tutte le forze alternative alla sinistra e sta a noi cogliere questo messaggio”.

Un “messaggio molto forte dell’unita’ dei Ventisette, come abbiamo gia’ fatto il 25 marzo a Roma, celebrando non solo i sessant’anni di storia di successo dell’Unione ma anche il futuro della nostra integrazione europea”: e’ quanto si aspetta oggi dalla riunione dei capi di stato e di governo dell’Ue sulla Brexit, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. “Discuteremo temi connessi alla nostra futura partnership con il Regno Unito – ha affermato Mogherini – solo in una seconda fase, anche per quanto riguarda la politica estera e di sicurezza, ma posso gia’ dire che la Brexit non tocchera’ in modo significativo il nostro lavoro complessivo. Saremo in futuro, anche a Ventisette, il primo mercato nel mondo”, oltre che “il primo donatore umanitario e per lo sviluppo” e un “provider molto forte” di sicurezza e difesa.