“Io ho visto un esito molto positivo della direzione del Pd. Si è chiusa con unvoto unanime anche sulla volontà di costruire un centrosinistra largo. Ma è chiaro che per costruire alleanze non bastache le vogliamo noi: dipende anche dalla disponibilità delle altre forze del centrosinistra”. Lo dice Piero Fassino in un’intervista al Mattino. “L’appello di Renzi è a tutte le forze di centrosinistra. Tutte. Serve un’unità più ampia, non lacerazioni e divisioni che ci indeboliscano. Renzi è stato chiaro: i nostri avversari non sono a sinistra, ma sono i populismi e il ritorno della destra – prosegue l’ex sindaco di Torino -. E’ evidente che se si vuole costruire una prospettiva unitaria non si può avere come principale caratteristica l’antagonismo dentro il centrosinistra. Dire che si vuole l’unità e fare la guerra a Renzi sono due cose che non stanno insieme. Se si accetta l’appello all’unità, tutti dovranno fare passi in questa direzione”. Quanto al Rosatellum bis che andrà in aula martedì Fassino dice: “Penso che offra tre vantaggi. Primo: recupera un principio maggioritario, che nel Mattarellum era più alto, ma che grazie a un terzo di eletti nei collegi uninominali consente di recuperare un radicamento territoriale e un rapporto elettori-eletto andato perso negli ultimi anni. Secondo: supera le preferenze, meccanismo che nel tempo aveva manifestato patologie degenerative. Terzo: riconosce il valore delle coalizioni e spinge a realizzarle. Sono tre fatti positivi che il Consultellum non prevede”. Il governo farebbe bene a porre la questione di fiducia? “Il voto di fiducia metterebbe al riparo dal rischio di franchi tiratori, ma è una valutazione politica che deve essere fatta dal premier e dall’esecutivo”, conclude.





