Caos nella giunta capitolina a guida Virginia Raggi. Si dimettono: capo di gabinetto, assessore al Bilancio, il direttore generale e amministratore unico di Atac e l’amministratore unico di Ama. In sostanza, l’ente Anticorruzione, l’Anac, avrebbe ritenuto sbagliata la procedura adottata per le nomine e l’entita’ dello stipendio assegnato ai nuovi vertici. Un caso che conferma l’inadeguatezza amministrativa e gestionale dei grillini nelle citta’ che governano. Travolti dalla ricerca di una purezza assoluta e dal confronto continuo con una base del movimento puritana che chiede l’impossibile, per distinguersi da tutte le altre amministrazioni e per ubbidire ad un elettorato che vuole non solo trasparenza ma immobilismo: perche’ solo chi sta fermo non sbaglia, perche’ solo chi tiene le mani in tasca non corre il rischio di sporcarsele. I pentastellati, nella protesta antisistema sono bravissimi. Nel governo della cosa pubblica, sinora, si sono rivelati ridicoli e grotteschi.











