Virginia Raggi

Caos nella giunta capitolina a guida Virginia Raggi. Si dimettono: capo di gabinetto, assessore al Bilancio, il direttore generale e amministratore unico di Atac e l’amministratore unico di Ama. In sostanza, l’ente Anticorruzione, l’Anac, avrebbe ritenuto sbagliata la procedura adottata per le nomine e l’entita’ dello stipendio assegnato ai nuovi vertici. Un caso che conferma l’inadeguatezza amministrativa e gestionale dei grillini nelle citta’ che governano. Travolti dalla ricerca di una purezza assoluta e dal confronto continuo con una base del movimento puritana che chiede l’impossibile, per distinguersi da tutte le altre amministrazioni e per ubbidire ad un elettorato che vuole non solo trasparenza ma immobilismo: perche’ solo chi sta fermo non sbaglia, perche’ solo chi tiene le mani in tasca non corre il rischio di sporcarsele. I pentastellati, nella protesta antisistema sono bravissimi. Nel governo della cosa pubblica, sinora, si sono rivelati ridicoli e grotteschi.

“Il MoVimento 5 Stelle ha vinto a Roma e Torino e, stando ai risultati attuali, in quasi tutti e venti i comuni dove e’ andato al ballottaggio. E’ un giorno storico, da oggi cambia tutto. Virginia Raggi e’ la nuova sindaco di Roma, la prima donna nella storia a ricoprire questa carica, e Chiara Appendino e’ la nuova sindaco di Torino”. Cosi’ un post sul blog di Beppe Grillo firmato Movimento Cinque Stelle. “I cittadini – aggiunge il Movimento- riconoscono al MoVimento 5 Stelle la capacita’ di governare e hanno scelto l’unica forza politica che ha fatto proposte concrete per i dieci milioni di poveri italiani e per le PMI che non ce la fanno piu’. Chi parla di referendum, di Olimpiadi, di 80 euro e di legge elettorale e’ completamente scollato dalla realta’ del Paese. Grazie a tutti i candidati, grazie a tutti gli attivisti che hanno reso possibile queste campagne elettorali realizzate con piccole donazioni volontarie, grazie a tutti i cittadini che hanno deciso di darci fiducia. E grazie a Gianroberto che insieme a Beppe ha dato vita a tutto questo. Ora tocca a noi. Ed e’ solo l’inizio”.

Non accenna a stemperarsi la guerra tra Pd e M5S sulla presunta omissione, da parte della candidata grillina a sindaco, Virginia Raggi, di una sua consulenza. È una battaglia di veleni quella che si sta consumando a poche ore dal voto. Al centro delle polemiche resta il caso della consulenza di Virginia Raggi alla Asl di Civitavecchia. Lei, per tutta risposta, posta su Facebook “l’autocertificazione del 2015, nella quale specifica di aver svolto l’incarico, come legale fiduciario”. Ma lo scontro diventa incandescente quando il senatore Stefano Esposito, rilanciando una notizia di Repubblica, dice che sull’affare Asl la Procura ha aperto un fascicolo. “Nessuna indagine è stata aperta, nessun esposto è ancora giunto all’attenzione dei magistrati”, rettificano fonti della Procura romana. Raggi intanto spiega: “L’autocertificazione è del 2015 perché è nel 2015 che percepisco il relativo compenso. Per quanto riguarda invece l’incarico del 2012 non ero ancora consigliere e non era previsto alcun albo speciale. Con questa mia ultima delucidazione sull’ennesimo attacco montato ad arte dal Pd si chiude una delle campagne più sporche degli ultimi anni”. Ma il Pd parte in massa all’attacco: “Raggi è bugiarda e viola il silenzio elettorale”. Matteo Orfini e Debora Serracchiani puntano il dito contro la candidata M5s definendola “bugiarda” per la spiegazione fornita sulla consulenza.

La candidata del M5S a sindaco di Roma, Virginia Raggi, denuncia lo stato comatoso dei trasporti nella città eterna, alle prese con mille emergenze e disfunzioni. ‘Oggi si sono registrati diversi disagi in alcune stazioni della linea A della metro, anche se il problema va avanti da almeno due settimane. Corse rallentate e caos sulle banchine, con molti cittadini persino bloccati sulle scale mobili e treni strapieni che nemmeno un carro bestiame. Gli schermi agli ingressi delle stazioni recitavano ‘causa mancanza treni attese superiori al previsto’, ma nessuno spiega il perché. Allora lo facciamo noi: da questa mattina sono infatti poco più di 15 i treni che viaggiano in città, su un numero totale di 33 mezzi. Sapete perché? Perché su più della metà si è verificato un eccessivo assottigliamento delle ruote, che ovviamente non permette la circolazione. E a pagare sono sempre i cittadini, che poi scaricano la propria frustrazione, legittima, contro i macchinisti (totalmente incolpevoli dei disagi). Così ci mettono l’uno contro l’altro!”. Così su Facebook la candidata a sindaco di Roma, Virginia Raggi. “Ma la domanda da porsi è un’altra: dove sono state finora le amministrazioni che dovevano vigilare sulla manutenzione dei treni? Eppure il M5S già a giugno 2014 aveva segnalato il problema. Ecco, questo è lo stato in cui ci troviamo. Mentre qualcuno va mendicando voti qua e là sbandierando slogan di ogni genere e tentando di polarizzare il dibattito su falsi temi, la Capitale è ostaggio di emergenze ogni giorno. Noi lavoriamo sull’ordinario, la nostra sarà una ‘rivoluzione gentile’ e faremo tornare grande questa città!”.

“Io a Roma mi asterrei”. Umberto Bossi prende le distanze da Matteo Salvini, che per il ballottaggio delle amministrative nella Capitale si è già schierato per Virginia Raggi. Bossi, interpellato dalla Dire, non condivide l’opinione di chi vede nei Cinque Stelle i tratti della Lega Nord delle origini. “La Lega si batteva per la libertà del nord oppresso. Per lo stato federale contro il centralismo. Loro si battono per valori anche giusti, come l’onestà. Ma per noi viene prima la libertà. Perché senza la libertà non puoi garantire neppure l’onestà'”, spiega Bossi.