Virginia Raggi

“Insomma la Raggi con i Marra aveva siglato un patto d’acciaio? Se corrispondesse al vero quanto oggi riportato da un quotidiano, ovvero il rapporto rinnegato dalla Raggi stessa con Marra e di conseguenza con il fratello, stipendio compreso, invece sarebbe strettissimo. Un dettaglio non da poco visto che la Raggi nel rapporto all’Anac aveva dato un’altra versione”. Lo afferma Ernesto Carbone, deputato e membro della segreteria Pd. “Insomma se il contenuto della chat riportato oggi fosse vero, la Raggi avrebbe raccontato il falso e il suo rapporto con Raffaele Marra sarebbe stato determinante per lo stipendio del fratello. Ogni giorno che passa sembra sempre piu’ evidente che la verita’ politica sul rapporto tra Marra e la Raggi deve ancora essere scritta”, conclude.

Beppe Grillo e il sindaco di Roma Virginia Raggi dopo l’arresto di Raffaele Marra e la lunga riunione dei vertici della maggioranza sulla crisi del Campidoglio riconoscono errori e annunciano soluzioni in due post pubblicati sul blog del leader del Movimento 5 Stelle. “Roma va avanti con Virginia Raggi sindaco del MoVimento 5 Stelle”, scrive Grillo. “Sono stati fatti degli errori che Virginia ha riconosciuto: si e’ fidata delle persone piu’ sbagliate del mondo. Da oggi – aggiunge – si cambia marcia. Bisogna riparare agli errori fatti per fugare ogni dubbio. L’attivita’ fatta da persone che si sono dimostrate inaffidabili sara’ attentamente vagliata e opportunamente annullata o riesaminata da cima a fondo. Governare Roma e’ piu’ difficile di governare il Paese. Lo sapevamo e non intendiamo sottrarci a questo compito assegnatoci dal popolo”. Il leader dei pentastellati annuncia la definizione a breve di “un codice etico che regola il comportamento degli eletti del MoVimento 5 Stelle in caso di procedimenti giudiziari”. Continua Grillo: “Ci stanno combattendo con tutte le armi comprese le denunce facili che comunque comportano atti dovuti come l’iscrizione nel registro degli indagati o gli avvisi di garanzia. Nessuno pensi di poterci fermare cosi’. Mettiamo la barra a dritta e avanti tutta”. Intanto la giunta Raggi viene commissariata. Scrive il sindaco sul blog di Grillo: “Al termine delle ultime due riunioni di maggioranza, in cui erano presenti i consiglieri comunali, alcuni assessori e i presidenti dei Municipi del MoVimento 5 Stelle, e dopo un confronto con il garante Beppe Grillo abbiamo stabilito di dare un segno di cambiamento. Daniele Frongia ha deciso di rinunciare al ruolo di vicesindaco mantenendo le deleghe alle Politiche giovanili e allo Sport. Contestualmente Salvatore Romeo ha deciso di dimettersi dall’incarico di capo della Segreteria politica. Al contempo a breve avvieremo una nuova due diligence su tutti gli atti già varati”.

‘Ma cosa sta aspettando il sindaco Raggi a dimettersi? Ma come puo’ pensare di andare avanti dopo tutto quello che e’ successo in questi sei mesi? Con credibilita’ pensa di proseguire? Questo di Marra non e’ un incidente di percorso”. Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord. “Come puo’ proseguire una giunta – continua – che in sei mesi ha perso il capo di gabinetto, perche’ la sua nomina era illegittima, poi l’assessore al Bilancio, con il suo sostituto che non fa nemmeno in tempo a insediarsi prima di essere silurato perche’ indagato, quindi i vertici dell’Atac, a seguire il Ragioniere Generale del Comune, infine dopo una telenovela lunga sei mesi l’assessore all’Ambiente in quanto indagato e ora il ‘braccio destro’ perche’ arrestato. E tutte queste persone sono state scelte dal sindaco Raggi, che ci ha messo la faccia e la credibilita’ assumendosi la responsabilita’ di queste scelte davanti ai cittadini romani che l’avevano votata. Sindaco Raggi faccia la cosa giusta, si dimetta, non resti incollata alla poltrona. Faccia vedere che lei non e’ come la Boschi, che doveva ritirarsi dalla politica se avesse perso il referendum e invece e’ rimasta a palazzo Chigi, e che per questo il suo movimento giustamente attacca in continuazione. Forza sindaca, faccia la cosa giusta, per lei e la sua citta’”.

“Forse dovrebbe fare meno video impostati e rimanere molto piu’ umana, come abbiamo cercato di fare noi e penso che sia stata una chiave vincente”. Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ormai ex M5s, torna cosi’ a commentare – ai microfoni del Tgr di Rai Emilia Romagna – le inchieste di Roma e la posizione del sindaco a 5 stelle Virginia Raggi. Una vicenda che conferma, ha aggiunto, “le cose che ho sempre detto: che l’onesta’ non te la da’ un logo, che se si parte solo con la demagogia si puo’ costruire solo delle fondamenta molto deboli, che poi fanno inevitabilmente crollare le cose”. Secondo Pizzarotti, a Roma “o si riparte da una situazione di questo tipo o definitivamente crollera’”. Anche perche’ nel direttorio M5s “si parla di scaricare l’ennesimo sindaco, com’e’ stato per me, com’e’ stato per Comacchio, per Gela, per Quarto, piuttosto che, invece, fare un’ammissione di colpa, rappresentare il fatto che amministrare e’ difficile. E che bisogna cambiare passo”, conclude.

“Abbiamo appreso con sorpresa dell’arresto di Raffaele Marra per fatti che non riguardano questa amministrazione”, Così il sindaco di Roma Virginia Raggi in una breve conferenza stampa ha commentato l’arresto del capo del Personale. Stamattina un altro brutto risveglio per il Campidoglio e la giunta Raggi. Dopo le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro, il sindaco di Roma ha appreso dell’arresto del suo capo del Personale, Raffaele Marra, ex vice capo di Gabinetto. Marra è stato prelevato questa mattina dalle forze dell’ordine con l’accusa di corruzione. Già nella sindacatura di Gianni Alemanno, e da oltre dieci anni Campidoglio, la scelta di Marra da parte della Raggi nel suo Gabinetto aveva suscitato polemiche nel Movimento 5 Stelle e, dopo i malumori, il sindaco l’aveva spostato al personale. “Marra era già un dirigente dell’ amministrazione di Roma da oltre dieci anni”, ha affermato il sindaco, che ha aggiunto: “Verrà presto sostituito” e “l’amministrazione va avanti”. E, verso i cittadini e il Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: “Di questo mi dispiace nei confronti dei cittadini romani e del M5S e me ne scuso con i romani e di Beppe Grillo che aveva sollevato qualche perplessità”. Il riferimento è alle polemiche dei mesi scorsi. Raggi rivendica inoltre di aver segnalato il caso degli affitti d’oro pagati dal comune di Roma al costruttore Sergio Scarpellini arrestato insieme a Marra.

La Guardia di finanza ha effettuato ieri in Campidoglio perquisizioni per acquisire i documenti relativi a nomine e assunzioni effettuate dal sindaco Virginia Raggi. La notizia e’ riportata sul sito internet del quotidiano “La Repubblica”. Secondo il giornale, in particolare, sarebbero stati acquisiti i documenti sulla nomina di Salvatore Romeo, capo della segreteria politica della Raggi. Il fascicolo sulle nomine della sindaca Virginia Raggi, scaturito da un esposto di Fratelli d’Italia, e’ senza ipotesi di reato e senza indagati. Le perquisizioni di ieri a Palazzo Senatorio sono state effettuate dalla sezione di polizia giudiziaria di piazzale Clodio diretta da Maurizia Quattrone.

“Sulla vicenda Muraro i conti non tornano, alla pari dei tempi. I vertici dei 5 stelle, a cominciare da Grillo e dalla Raggi, pur sapendo da luglio che l’assessore era indagata, l’hanno lasciata al suo posto. Perche’ una difesa all’apparenza? C’era qualche cosa di ancora piu’ grave su cui la Muraro doveva lavorare? Di certo non si trattava dell’interesse dei cittadini. I pompieri piromani a 5 stelle ci risparmino la buffonata del finto “Aventino” e rispondano della copertura politica e morale data alla Muraro”. E’ quanto afferma Ernesto Carbone, della segreteria nazionale del Pd.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha formalmente dato il via alle celebrazioni del 4 novembre, Giorno dell’unità nazionale e giornata delle Forze armate, deponendo questa mattina una corona d’alloro sulla tomba del Milite ignoto. Un omaggio ai caduti di tutte le guerre reso dal capo dello Stato – dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli – insieme al presidente del Senato Pietro Grasso, alla presidente della Camera Laura Boldrini, al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi, al ministro della Difesa Roberta Pinotti, al capo di Stato Maggiore della Difesa generale Claudio Graziano e alle alte cariche civili e militari. Presenti, fra gli altri, anche il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma Virginia Raggi. Dopo il consueto passaggio della Pattuglia acrobatica, che ha diffuso in cielo una scia con i colori bianco, rosso e verde della nostra bandiera Mattarella ha passato in rassegna le bandiere dei diversi ordini militari. Un momento di particolare emozione tra la folla sistemata dietro le transenne che delimitavano la zona si è avuto quando è atterrato nel centro di Piazza Venezia un paracadutista, recando con sè un tricolore. Dopo il passaggio delle frecce tricolori Mattarella, con il ministro Pinotti, ha proceduto alla consegna delle Croci di “Cavaliere” dell’Ordine Militare d’Italia allo Stendardo del 1° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” e alla Bandiera di Guerra del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”. Renzi, prima di andare via, si è fermato a salutare un gruppo di militari, fra cui l’ex deputato Gianfranco Paglia (ufficiale paracadutista dell’esercito costretto sulla sedia a rotelle in seguito ad una grave ferita subita nel 1993 durante una missione in Somalia), il quale gli ha domandato cosa ne pensasse della cerimonia. “Questa è più bella del solito – ha risposto il premier – mi è piaciuta di più”.

Andare avanti, da “leoni”, nella “rivoluzione” della Capitale, nonostante tutti siano “contro”. Restare con i piedi ben piantati per terra, sui territori, ad ascoltare i cittadini, per tradurre le loro richieste in atti amministrativi. Suona cosi’ l’invito che Beppe Grillo rivolge alla squadra M5S del Campidoglio riunita nella Sala delle Bandiere di Palazzo Senatorio. Davanti al leader dei pentastellati, in tarda mattinata, ci sono i consiglieri comunali di maggioranza, Virginia Raggi e il vicesindaco Daniele Frongia. A tutti loro Grillo rivolge parole di sostegno e incoraggiamento: “Virginia e’ una macchina da guerra, voi consiglieri siete perfetti. Stiamo crescendo e i romani ci sostengono sempre di piu'”. Gli altri – sostiene il comico genovese con la sua consueta verve – “ce li abbiamo tutti contro, e’ una meraviglia, ma siamo dei leoni. Siete il Movimento cinque stelle, state rivoluzionando la citta’. Non fermatevi!”. Poi, l’esortazione a concentrarsi sulla “politica sul territorio, che e’ la piu’ importante, la politica di serie A. Dobbiamo sempre ascoltare i cittadini – afferma – e trasformare loro richieste in atti”. Per molti eletti e’ il primo faccia a faccia con il cofondatore del movimento, per Virginia Raggi no. Dopo il leader a Cinque Stelle e’ lei a prendere la parola: “Stiamo pensando al contingente ma lavorando nella direzione del cambiamento. E siamo gia’ su quella strada. Certo ci sono le emergenze, eredita’ del passato, ma non ci spaventano. E di certo non ci fermeranno”. Tra i temi concreti si parla di Atac. Grillo sostiene la prima cittadina nell’opposizione con tutti i mezzi all’ipotesi commissariamento (avanzata ieri da un odg bipartisan votato in Senato). “L’Atac non si tocca perche’ e’ dei cittadini – la promessa della sindaca – Se vogliono la guerra, la guerra avranno”. Il presidente della commissione Trasporti Enrico Stefano annuncia per la prossima settimana l’approdo in Aula di “una mozione che va in direzione esattamente opposta a quella dell’odg, contro l’ipotesi del commissariamento e la privatizzazione. Sottolineeremo anche le responsabilita’ delle passate amministrazioni su Atac e delineeremo il futuro dell’azienda”. Beppe Grillo attacca a testa bassa su Mafia Capitale e punta il dito contro il Partito Democratici reo della “devastazione” di Roma.

“L’atteggiamento che hanno tenuto in questi mesi il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e l’assessore all’Ambiente, Paola Muraro, e’ inqualificabile: mentire ai cittadini e’ il peggior tradimento possibile perche’ rompe il legame di fiducia che lega elettori ed eletti. Il primo cittadino della Capitale era tenuto a riferire dell’iscrizione del registro degli indagati del suo assessore. Lo prevede un principio fondamentale per chi fa politica, quello dell’etica della responsabilita’. I 5 Stelle, invece, hanno voluto nascondere la testa sotto la sabbia, ma a giocare a fare gli struzzi prima o poi si cade in errore. E quando la verita’ viene a galla occorre prenderne atto e assumere un comportamento diverso”. Lo dice Salvatore Margiotta, senatore Pd.