Walter Veltroni

“Il Pd e’ nato per portare una nuova novella al Paese: finalmente ci si unisce e non ci si tirano i piatti alla prima occasione”. Lo  ha detto il primo segretario del Pd, Walter Veltroni, intervenendo al teatro Eliseo in occasione della celebrazione dei dieci anni  del Partito democratico.  “Non abbiate mai paura della parola sinistra – ha continuato in un passaggio del suo intervento – perché non si tratta solo di “una collocazione parlamentare”. Ha osservato Veltroni: . “La sinistra ci ha messo troppo a capire che liberta’ e giustizia non sono separabili. La sinistra deve essere sempre liberta’, la piu’ piena liberta’ di coltivare le proprie idee e le proprie convinzioni”.

“Lo Ius soli non è un tema di partito, né deve diventarlo. Non può essere una bandiera elettorale. Sia piuttosto al centro di una grande campagna culturale e civile. Vorrei che ogni singolo parlamentare fosse chiamato a rispondere alla propria coscienza su un’idea di società”. Così Walter Veltroni, intervistato da ‘la Repubblica’, lancia un appello a tutti i parlamentari per votare la legge che, sottolinea, “prevede filtri adeguati, equilibrata. Pragmaticamente, l’aspetto demografico, del Pil e del welfare. E poi i valori di una società dell’inclusione”. E aggiunge: “Ci sono tanti parlamentari di centrodestra sensibili al tema dei diritti. E tanti nel Movimento 5 stelle che non riesco a immaginare sulle posizioni della Lega, almeno per come li conosco”. Quanto ai veti di Ap, “fatico a pensare che molti dei parlamentari di Ap, una volta superata una preoccupazione politica , non siano interpellati nelle loro coscienze di cittadini e cattolici.. Bisogna provarci”, ribadisce Veltroni. E insiste: “E’ materia per uomini di buona volontà. Sia chiaro, non voglio che appaia soltanto come una battaglia di principio. È importante difendere la nostra identità e garantire la sicurezza, come sta facendo in modo equilibrato ed efficace il ministro Minniti. E per fare tutto questo occorrono anche autentiche politiche di integrazione”, conclude l’ex sindaco di Roma sottolineando che “la politica deve collocarsi più avanti del sentimento comune”.

“Lo smarrimento della politica non e’ solo un problema della sinistra. Credo ci sia una grande difficolta’ della politica ad interpretare le cose nuove, e’ gia’ capitato nella storia. La rivoluzione in corso e’ paragonabile a quella industriale”. Lo ha detto Walter Veltroni ospite del Caffe’ della Versiliana. “Siamo di fronte – ha aggiunto – ad un tempo completamente inedito, tanto che la destra non e’ piu’ la destra: Trump non e’ paragonabile a personaggi di destra come Bush o Regan. La sinistra trova difficolta’ in gran parte del mondo. Io credo che queste categorie, destra e sinistra, esistano ancora. Pero’ il problema centrale del nostro tempo e’ questo: le generazioni precedenti avevano un ciclo di vita definito: studiavano, trovavano lavoro, mettevano su casa, figli, pensione e via. Ora, quale di questa situazione e’ rimasta sicura nella vita dei ragazzi? Studiare, e poi? La sinistra deve cercare di costruire un punto di armonia tra assetto produttivo e sicurezza. Perche’ non si fanno figli? Perche’ non c’e’ sicurezza, perche’ non hanno una speranza. E non solo in Italia. Il problema e’ come la societa’ moderna possa unire flessibilita’ e sicurezza”.

“La Rai rischia di perdere a favore di Mediaset i talenti che ha costruito in decenni, per una norma approvata in Parlamento in una delle ventate di demagogia. La Rai non può tornare a essere pallina da ping-pong nel tornado della politica. Invece è ancora la politica a decidere se l’amministratore delegato deve andarsene; e il criterio è il modo in cui ha gestito l’informazione. Ancora non si capisce che i grandi orientamenti di massa non sono determinati dai tg o dai talk-show, ma dal flusso culturale. Il successo di Berlusconi fu figlio di Dallas e di Dinasty, non di Emilio Fede. La Rai è un’azienda; senza autonomia, è morta”. Lo dice l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni in una intervista al Corriere della sera.

Dopo diversi mesi di silenzio, Walter Veltroni, politico di riferimento di una certa sinistra, torna a commentare i fatti della politica nazionale e internazionale e lo fa in una intervista a La Repubblica. ‘Bisogna farsi carico del disagio sociale e riuscire a progettare una societa’ nuova. Nazionalismi e paure mettono a rischio la democrazia. C’é una parola che non vogliamo pronunciare ma lo stesso Papa Francesco ha parlato piu’ volte del pericolo di una terza guerra mondiale: l’Europa é stato il grande antidoto alla guerra: popoli che si erano fatti la guerra scoprivano la bellezza della pace. Manca oggi quella che il cardinale Martini chiamava ‘l’intelligenza complessiva delle cose’. Per quanto riguarda la situazione italiana, il governo ha fatto cose importanti ma a Renzi consiglio di riflettere sull’Italicum. Occorre tornare ad agire in profondita’ e ad avere una maggiore capacità di inclusione. Nel consenso del M5S c’é anche tanta sinistra, ma non sono voti perduti, a patto di cambiare’