Zagrebelsky

“Per me è un grande dolore. Per il nostro Paese è un grande vuoto”. Così il professor Gustavo Zagrebelsky parla di Stefano Rodotà, in una intervista a Repubblica. “Un uomo di grande rigore e grande cultura. Di molta moderazione e di molta costanza nel perseguire i suoi ideali. A ciò aggiungerei uno stile asciutto, e, non sembri una contraddizione, molto dolce” aggiunge.Ma lui invece è stato oggetto di pesanti aggressioni… “Sì, ne voglio ricordare in particolare una. Quando fu proposto come possibile presidente della Repubblica fu oggetto di un’ignobile campagna di denigrazione”. Sul tema dei diritti, spiega Zagrebelsky, “Rodotà è stato un pioniere. Negli ultimi decenni si è occupato a fondo di temi come gli aspetti giuridici della bioetica, l’impatto delle nuove tecnologie sull’esistenza delle generazioni presenti e future, lo sviluppo della tecnica e i rischi di disumanizzazione della vita. E infine della disciplina giuridica e dei diritti della circolazione dei dati in rete”.La sua posizione, prosegue, “era quella di chi si rende conto che esistono, e oggi esistono sempre più numerosi, problemi difficili, e difficili in quanto presentano diversi lati. È evidente che esiste un lato dell’essenziale libertà dell’informazione e uno della difesa della dignità delle persone. Anzi, a questo proposito, mi viene in mente che negli ultimi anni, l’interesse di Rodotà si era allargato dai temi strettamente giuridici, a quelli più ampi di natura culturale e morale”

“Il Paese è diviso in due. Se vince il ‘sì’, ci sarà una resa dei conti nei confronti di chi ha osteggiato questa politica, se vince il ‘no’, c’è il rischio di destabilizzazione costituzionale in una materia dove viceversa la concordia costituzionale dovrebbe essere il primo obiettivo a cui mirare”. Così il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, presidente onorario del comitato per il ‘No’ al referendum costituzionale. Zagrebelsky è intervenuto al congresso di Magistratura democratica a Bologna, in una sala gremita da oltre 200 persone che, alla fine del suo discorso, gli hanno tributato un lunghissimo applauso. “Si è agito irresponsabilmente per spaccare il Paese e le associazioni, come l’Anm o quella dei costituzionalisti – accusa l’ex presidente della Corte costituzionale – C’è stata una forte personalizzazione del referendum e io vedo tutti i giorni in televisione la stessa persona, non vedo alcun passo indietro. C’è un clima di divisione che non ho mai visto in nessun referendum. Io, che sono anziano, non ricordo un referendum in un clima come questo, nemmeno il referendum del 2 giugno 1946 aveva spaccato così il paese, perché la Dc aveva lasciato liberi i suoi elettori di votare e questo aveva abbassato il tono del conflitto. Anche per la riforma Berlusconi del 2006 il clima era tutto diverso, perché si era detto che un conto era la riforma, un conto il governo”.

“Credo che l’elettorato moderato oggi sta guardando al SI’ perche’ ha paura che dopo il NO ci sia il vuoto”. Cosi’ Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia, Stefano Parisi, parlando del referendum costituzionale dai microfoni di Mix24 su Radio 24. “Io penso che innanzitutto – ha spiegato – dobbiamo dimostrare che se vince il NO in Italia c’e’ comunque una continuita’ e c’e’ soprattutto una forza di governo che e’ il centro destra che si candida a governare con serieta’ e fa le riforme vere”. Secondo Parisi “Sempre i fronti del NO sono variegati. Non e’ certo un’alleanza politica strategica. Anche con Zagrebelsky credo che io sia una delle persone piu’ lontane al mondo da Zagrebelsky eppure siamo nel fronte del no” Quello di Parisi e’ un No alla riforma “Complessivo, perche’ mantiene una grande confusione nel rapporto tra regioni e stato. Azzera definitivamente qualsiasi forma di federalismo fiscale in Italia. Il che vuol dire che, se passa il SI’, le tasse a tutti i livelli, anche a livello locale le decidera’ il Presidente del Consiglio. Poi il nuovo Senato e’ una grande confusione. Guardi di cosa buona c’e’ l’abolizione del CNEL”.