Zanetti

“Oggi Equitalia diventa Agenzia entrate – Riscossione. Non puo’ essere considerata una scommessa vinta. Il Governo Renzi aveva assunto l’impegno ad abolire l’aggio e a rivedere le more anche a regime. Noi, con l’appoggio determinante dei nostri gruppi parlamentari, avevamo proposto la rottamazione delle cartelle proprio per sistemare un passato di ingiustizia e al tempo stesso per finanziare nei primi due anni, con gli incassi della rottamazione, gli interventi di riduzione di aggi e more a regime, una volta nato il nuovo ente”. Così Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e gia’ viceministro all’Economia del governo Renzi. “Non ho dubbio alcuno che, se fosse andato avanti il Governo Renzi, lo avremmo fatto – aggiunge – perche’ Matteo Renzi aveva dimostrato di credere e puntare molto su questo progetto, nonostante le resistenze al cambiamento che c’erano da parte di molti, nella stessa maggioranza e nello stesso governo, a cominciare proprio dal MEF. Il Governo Gentiloni non ha pero’ dato a tutt’oggi seguito a questi impegni e, fino a quando cio’ non verra’ fatto, bisogna dire con onesta’ che quello che si celebra oggi e’ per ora solo il cambiamento di un nome e poco altro. Vanno riformati aggio, more e, per chi non paga, ma dichiara correttamente, pure le sanzioni: allora si’ che potremo dire di aver cambiato il volto alla riscossione e fatto qualcosa di utile per gli italiani. E allora si’ che potremo celebrare un successo. Oggi, da celebrare, c’e’ ben poco”.

“Oggi ci siamo riuniti al Tempio di Adriano per aprire un grande dibattito e costruire un’area politica nuova. Eravamo tantissimi, italiani, fieri, ed europei, che amano la pace, la prosperita’, la liberta’”. Lo scrive su facebook Angelino Alfano, ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare. “Con Casini, Tosi, Zanetti- spiega- e’ in corso un processo che nasce dal ‘basso’. Non c’e’ in cantiere una fusione fredda ma qualcosa di veramente grande e robusto, che vedra’ il coinvolgimento e la partecipazione di tantissimi italiani: le primarie. La parola d’ordine e’: spogliarsi dei propri particolarismi di partito e aprirsi a un’area nuova che si posiziona saldamente al centro. Le primarie sono aperte a tutti, devono essere aperte a tutti, vogliamo che siano aperte a tutti! Chi vuole, quindi, puo’ partecipare”. “Ci sono solo due paletti insormontabili- sottolinea Alfano-: noi non ci possiamo alleare a destra con chi ci vuole portare fuori dall’Europa e a sinistra con chi guarda ancora al passato come abbiamo visto, per esempio, con la battaglia sui voucher. Centrodestra e centrosinistra sono finiti: nasce un’area politica nuova, moderata, popolare, liberale! E le primarie saranno il calore per riscaldare questo ambizioso progetto che oggi ci ha visto qui, tutti insieme”.

“Matteo Renzi deve immediatamente mettersi alla guida del ‘Popolo del Sì’, del Sì alle riforme e alla modernizzazione del Paese, come ha chiesto di fare oggi Enrico Zanetti in una intervista rilasciata ad Avvenire”. Così Mariano Rabino, portavoce di Scelta Civica – Ala per la Costituente liberale e popolare. “Noi di Scelta Civica – Ala ci siamo – dichiara Rabino – anche se abbiamo deciso di non sostenere il governo Gentiloni, proprio perché non aveva e non ha senso un governo fotocopia, senza Renzi”. Per il parlamentare: “Gli ultimi sondaggi pubblicati dal Corriere della Sera, secondo i quali il M5S supera il PD e diventa il primo partito italiano, nonostante i disastri della Raggi a Roma, gli arresti, il pasticcio combinato a Bruxelles con l’Alde, dimostrano che il malessere degli italiani non tiene conto delle ideologie e quasi più neppure dei programmi dei partiti politici”. E quindi “bisogna dimostrare di sapere e volere fare poche cose, semplici, immediate, vicine alle esigenze dei cittadini”. Rabino illustra il programma dei prossimi giorni: “Lavoreremo nelle prossime settimane per mettere insieme le forze liberali e moderate che hanno sostenuto le riforme del governo Renzi e che, senza ambiguità, si considerano alternative alla destra populista e lepenista di Salvini, e ritengono ineludibile, per il bene dell’Italia, un’alleanza con un rinnovato partito guidato da Matteo Renzi”.

“Se Beppe Grillo ipotizza l’ingresso del Movimento 5 Stelle nell’Alde, delle due l’una: i liberal-democratici europei non sono più il movimento che più di tutti crede nella massima integrazione politica degli Stati Uniti d’Europa e sono diventati euroscettici, oppure il Movimento 5 Stelle non crede più nei referendum per l’uscita dall’euro che nessun liberal-democratico europeo sosterrebbe mai”. Lo scrive Enrico Zanetti, segretario politico di Scelta Civica. “Entrambe le cose – prosegue – mi sembrano improbabili, anche se la seconda sarebbe indubbiamente un fatto molto positivo di totale discontinuità rispetto alla storia politica dei 5 Stelle”.

“All’indomani della formazione del Governo” Ala-Sc aveva chiesto al premier Paolo Gentiloni “un chiarimento politico sulla nostra piena partecipazione alla maggioranza. Abbiamo atteso pazientemente in queste settimane, ma nessun chiarimento politico e’ arrivato”. Lo afferma il segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti che annuncia: “Di fronte a questo atteggiamento incomprensibile, non sono disponibile alla mia conferma quale viceministro al Mef. I gruppi Ala-Sc avevano chiesto un chiarimento al presidente del Consiglio “per tenere fede all’impegno assunto con il Capo dello Stato, durante le consultazioni, circa la nostra disponibilita’ a sostenere un governo in questa difficilissima fase di transizione. “Abbiamo atteso pazientemente in queste settimane, ma nessun chiarimento politico e’ arrivato. E’ arrivata invece la proposta di confermare la squadra dei sottosegretari e dei viceminsitri, di cui faccio parte”, spiega Zanetti che, sulla sua rinuncia al ruolo di viceministro dell’Economia sottolinea: “all’antipolitica delle conferme in blocco a prescindere, dei governi fotocopia dove l’unico che ha il coraggio di fare un passo indietro e’ Matteo Renzi, preferiamo la politica”. “Intendo continuare a lavorare sul piano politico e insieme agli amici di Scelta Civica e Ala per dare rappresentanza a quegli oltre tredici milioni e mezzo di italiani che il 4 dicembre scorso hanno votato Si al referendum costituzionale, al quale abbiamo garantito un importante contributo con la costituzione dei comitati LiberiSi’, raccogliendo la sfida riformatrice portata avanti da Matteo Renzi”, conclude.

Chiarire entro giovedi’ prossimo a quanto ammontano le “spese eccezionali” per migranti e terremoto inserite nel documento programmatico di bilancio e, in particolare, perche’ le cifre sul deficit nominale e strutturale contenute nel Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) si scostano in modo cosi’ “sostanziale” dagli impegni presi la scorsa primavera. Queste le principali richieste avanzate dalla Commissione europea all’Italia nella lettera che i commissari per l’euro e gli affari economici, Valdis Domrovskis e Pierre Moscovici hanno inviato oggi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan proprio mentre il premier Matteo Renzi minacciava il veto al bilancio Ue se dall’Europa non arrivera’ un aiuto concreto per affrontare l’emergenza migranti. Nelle due pagine scarse della missiva si osserva innanzitutto che ?il cambiamento pianificato nel saldo strutturale per il 2017? e’ ?negativo e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o piu’ raccomandato dal Consiglio” lo scorso luglio. Da qui, in sostanza, la necessita’ di “chiedere ulteriori informazioni su diversi punti al fine di valutare se l’Italia rispetta le condizioni in base alle quali e’ stata riconosciuta una flessibilita’ addizionale per il 2016?. Nel testo della lettera non si fanno cifre sul disavanzo programmato per quest’anno, ma il riferimento di Bruxelles e’ al target dell’1,8% indicato per il deficit nominale lo scorso maggio e ora salito al 2,3% nel Bdp. Oltre all’Italia, lettere con richieste di chiarimenti sono state inviate dai commissari europei ad altri sei Paesi – Belgio, Cipro, Spagna, Portogallo, Finlandia e Lituania – per i quali e’ stato ritenuto necessario acquisire maggiori informazioni prima di procedere a una valutazione complessiva del rispetto, da parte delle manovre sotto esame, delle regole previste dal Patto di stabilita’ e dell’obiettivo di bilancio a medio termine. La Commissione Ue ?intende continuare un dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare a una valutazione finale? del Dbp, scrivono in chiusura della lettera Dombrovskis e Moscovici e ?i nostri servizi sono pronti a fornire assistenza? nel corso del processo di valutazione in atto. La comunicazione ricevuta da Bruxelles e’ ?assolutamente normale?, e’ stato la prima reazione di Padoan, secondo il quale ?la manovra sara’ mantenuta?. Anche perche’, ha spiegato durante la registrazione del programma “Politics”, senza le spese per terremoti e migranti ?il nostro deficit sarebbe meno del 2%, una cifra bassissima?. Dal canto suo il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, ha paventato la possibilita’ di qualche limitata correzione. ?Piccoli ritocchi possono essere sempre possibili – ha detto – grandi stravolgimenti no?. Un invito a non drammatizzare la dialettica in corso tra Roma e Bruxelles e’ stato lanciato anche dal presidente del gruppo dei socialdemocratici all’Europarlamento, Gianni Pittella, secondo il quale si sta facendo ?molto clamore per poco. Sono sicuro – ha aggiunto – che alla fine si trovera’ un accordo’

Alla fine Enrico Zanetti vince il braccio di ferro con Mario Monti e mantiene il nome di Scelta Civica. L’ufficio di Presidenza di Montecitorio ha deliberato, infatti, la nascita di due nuovi gruppi parlamentari dalla scissione di Scelta Civica di luglio scorso e a Zanetti ha lasciato la titolarita’ del nome Sc. Un gruppo, quindi, si chiama ‘Scelta civica verso i cittadini per l’Italia-Maie’ con Zanetti, i 4 deputati ex civici, un esponente del Maie (Movimento degli italiani nel mondo, ndr) e 10 deputati verdiniani di Ala. A loro e’ stata concessa la deroga dal momento che sono 16 deputati e non 20 come dovrebbero essere da regolamento della Camera. L’altro gruppo, invece, si chiama ‘Civici e innovatori’: di questo fanno parte i 15 deputati eletti nel 2013 con il partito di Monti. Per loro la deroga invece e’ a tempo determinato: avranno un “tempo congruo”, e’ stato spiegato al termine dela riunione dell’ufficio di presidenza, per cercare gli altri 5 deputati ed arrivare alla quota di 20 necessaria per avere un gruppo alla Camera. L’ufficio di presidenza era stato sospeso per un’ora circa perche’ era arrivata una lettera di Monti nella quale rivendicava di essere proprietario di nome e simbolo di Scelta Civica. Ma dall’approfondimento del deputato Pd Giovanni Sanga, incaricato dell’istruttoria sul caso, secondo quanto viene riferito, e’ emerso che “dalla scrittura privata non risulta che il senatore Monti sia proprietario del nome” ma solo del simbolo.