Che senso hanno le proteste di molti cittadini americani nei confronti dell’elezione di Donald Trump a presidente Usa? Le trovo fastidiose, pur riconoscendo che il magnate e’ un personaggio inquietante e pericoloso. La sua elezione e’ stata regolare. Viene da chiedersi se gli elettori, come i clienti di un negozio, abbiano sempre ragione. Io credo di si’. L’istituto democratico non e’ la perfezione: e’ quello che presenta meno svantaggi. Certo, populismo e demagogia sono due nemici, ma anche in questo caso sarebbe preferibile chiedersi cosa ha fatto la politica ‘responsabile e saggia’ per evitare che un uomo come Trump potesse varcare, da presidente, la soglia della Casa Bianca. Hillary Clinton era l’avversario migliore? No. Sicuramente esperta e preparata nel ruolo, ma troppo invischiata nelle logiche del potere. Il popolo non e’ quasi mai politically correct. Segue l’istinto, la pancia, l’umore, la paura, la simpatia, l’antipatia, l’interesse particolare, la seduzione del candidato. Ecco uno dei paradossi della democrazia: la maggioranza ha sempre ragione, ma ovviamente non sempre puo’ averla. La minoranza non ce l’ha mai, ma e’ immaginabile che sia cosi? Non resta che affidarsi alla funzionalita’ di un sistema politico e istituzionale fatto di pesi e di contrappesi, che non si faccia affascinare dalla efficienza di una dittatura, piu’ o meno apparente. Perche’ questo metterebbe a repentaglio il nostro bene supremo: la liberta’.



