“Il Paese non ha bisogno di uomini soli al comando. O l’Italia si muove tutta insieme o non va da nessuna parte”: per questo e’ necessario “che il Governo dialoghi, non strumentalmente, con le parti sociali”. E’ quanto sostenuto dal Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro (Cnel) in audizione sul Def davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato. Per quanto riguarda il tema delle famiglie in poverta’ – circa 13 milioni di persone versano in condizioni gravemente disagiate – “nel Def mancano adeguate proposte – si osserva in una nota – la poverta’ crescente, +155% dal 2007, implicherebbe un ripensamento completo del sistema di protezione sociale. Il Cnel registra, con rammarico, la mancata previsione nel Def e nei suoi allegati di un nuovo sistema degli assegni familiari che venga in aiuto alle famiglie con figli”. E continua: “Non si parla di cifre e non sono previste politiche per incoraggiare la natalita’ e manca una riduzione dell’Irpef per le famiglie numerose. Le proposte di politica sociale contenute nel Def non sono assolutamente sufficienti per riavviare il cosiddetto ascensore sociale, cioe’ l’aspettativa di miglioramento per se’, per la propria famiglia e per la comunita’”. Sulle questioni europee, poi, “serve una svolta culturale e politica. A fronte di un consenso sempre piu’ decrescente verso l’Europa, sono necessarie iniziative coraggiose quali la predisposizione di un bilancio comune, un ministro dell’Economia e un ministro dell’Interno comuni”. Da ultimo il presidente del Cnel ha fatto presente che “a tutt’oggi, il Cnel non e’ posto, nonostante l’esito del referendum costituzionale, nelle condizioni minime per poter operare: da gennaio 2015 i consiglieri del Cnel lavorano gratuitamente finanziando di tasca propria le varie attivita’”.





