Def

“Il centrodestra ha vinto le elezioni ed è l’unica forza politica con un programma, approvato col 37 per cento dei consensi, che mettiamo al centro del dibattito”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista ad “Avvenire”. Brunetta pensa al dialogo con le altre forze politiche “non solo Pd, anche M5s” perché sui programmi “si scopre che ci sono molte più cose che uniscono”. E tra queste, il documento di programmazione economico finanziaria, Def, che “da problema può diventare opportunità”.

Sul documento di programmazione economica e finanziaria (Def) “il M5S sarà determinante: noi abbiamo le idee chiare e siamo già al lavoro su una proposta che renderemo nota nei prossimi giorni: dentro ci saranno i nosti punti programmatici”. Lo ha detto Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle.”Il Def- ha spiegato – dovra’ essere approvato a maggioranza assoluta del Parlamento, quindi il gruppo parlamentare del M5S, la lampadina gialla che illumina Camera e Senato, sara’ determinante, noi abbiamo gia’ le idee chiare e siamo gia’ al lavoro su proposta che renderemo nota nei prossimi giorni. Dentro ci saranno i nostri punti programmatici per il paese su quelli vogliamo discutere in maniera trasparente e vedere chi ci sta”.

“Forza Italia non fornirà alcun sostegno alla maggioranza” sul voto alla nota di aggiornamento del Def. Lo ha detto il presidente dei senatori azzurri, Paolo Romani, intervistato dal Sole 24 Ore. La necessità di avere la maggioranza assoluta di 161 voti è questione che “riguarda il governo e i partiti che lo sostengono”, ha aggiunto. “La nostra – ha spiegato Romani – è sempre stata e sarà la linea della responsabilità. Ma è evidente che provvedimenti come il Def o la manovra sono i cardini dell’azione di governo e della maggioranza, che peraltro ha i numeri, visto che oscilla tra 159 e 161 e in ogni caso con i ‘flussi migratori’ che abbiamo visto al Senato non credo sarà difficile raggiungerla”, ha concluso.

“Il Paese non ha bisogno di uomini soli al comando. O l’Italia si muove tutta insieme o non va da nessuna parte”: per questo e’ necessario “che il Governo dialoghi, non strumentalmente, con le parti sociali”. E’ quanto sostenuto dal Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro (Cnel) in audizione sul Def davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato. Per quanto riguarda il tema delle famiglie in poverta’ – circa 13 milioni di persone versano in condizioni gravemente disagiate – “nel Def mancano adeguate proposte – si osserva in una nota – la poverta’ crescente, +155% dal 2007, implicherebbe un ripensamento completo del sistema di protezione sociale. Il Cnel registra, con rammarico, la mancata previsione nel Def e nei suoi allegati di un nuovo sistema degli assegni familiari che venga in aiuto alle famiglie con figli”. E continua: “Non si parla di cifre e non sono previste politiche per incoraggiare la natalita’ e manca una riduzione dell’Irpef per le famiglie numerose. Le proposte di politica sociale contenute nel Def non sono assolutamente sufficienti per riavviare il cosiddetto ascensore sociale, cioe’ l’aspettativa di miglioramento per se’, per la propria famiglia e per la comunita’”. Sulle questioni europee, poi, “serve una svolta culturale e politica. A fronte di un consenso sempre piu’ decrescente verso l’Europa, sono necessarie iniziative coraggiose quali la predisposizione di un bilancio comune, un ministro dell’Economia e un ministro dell’Interno comuni”. Da ultimo il presidente del Cnel ha fatto presente che “a tutt’oggi, il Cnel non e’ posto, nonostante l’esito del referendum costituzionale, nelle condizioni minime per poter operare: da gennaio 2015 i consiglieri del Cnel lavorano gratuitamente finanziando di tasca propria le varie attivita’”.

‘Se accelerassimo la contrazione del deficit oltre il ragionevole rischieremmo di colpire la ripresa”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, impegnate nell’esame del Def. ”Occorre un aggiustamento di bilancio graduale” che si ottiene attraverso una ”politica economica equilibrata”. L’Italia deve tener conto, nel percorrere un ”sentiero stretto”, della ”direzione di marcia verso il risanamento dei conti e della velocità di marcia, che deve essere adeguata alla capacità di sostenere la ripresa”.

“Per esprimere un giudizio sul Def è ancora presto, poiché non abbiamo ancora ricevuto i testi e quindi il condizionale è assolutamente d’obbligo”. Queste le parole di Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, intervistata stamattina dal Giornale Radio Rai. “Crediamo che sia una buona notizia non aver fatto una manovra depressiva. Non c’è l’aumento dell’Iva, non ci sono tagli alla crescita e questo è assolutamente un fatto importante”, aggiunge Furlan. “E’ stata confermata una politica di detassazione della contrattazione di secondo livello e – prosegue la leader sindacale – per gli accordi aziendali quelli che favoriscono la partecipazione organizzativa dei lavoratori e altro elemento significativo è la conferma delle risorse per la ricostruzione delle aree terremotate e per il sostegno alle imprese delle stesse zone, così come sono importanti gli interventi previsti per la lotta alla povertà e per favorire l’inclusione sociale”. “Ci pare però di non avere ancora visto sufficiente determinazione per mettere le mani ad una vera riforma fiscale e di riduzione delle imposte per aumentare i salari dei lavoratori e le pensioni. Questo è un aspetto fondamentale per il Paese e crediamo sia, anche con i dati che sono emersi in questi ultimi tempi, una situazione che esige una risposta immediata dal Governo”, conclude Furlan.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha incontrato i deputati del Partito democratico per discutere dei provvedimenti economici che il Governo si appresta a varare. Il Consiglio dei ministri approverà la prossima settimana il documento di economia e finanza (Def) e la ‘manovrina’ di correzione da 3,4 miliardi di euro chiesta da Bruxelles. Padoan ha spiegato che il Governo varerà diverse misure “da leggere insieme” e che confermeranno, “la politica economica degli ultimi tre anni”. Si farà leva anche sulla rottamazione delle cartelle esattoriali con norme che hanno l’obiettivo di incentivare l’adesione alla procedura gia’ esistente. I parlamentari hanno ribadito il no a nuovi aumenti di tasse e hanno discusso con il ministro di privatizzazioni e della riforma del catasto, temi su cui è emersa da la necessità di un approfondimento, come ha scritto su Facebook il capogruppo Ettore Rosato. I senatori del Pd dovrebbero incontrare il ministro dell’Economia subito dopo la presentazione del Def in Parlamento.

Il ministro dell’Economia Carlo Padoan ha confermato la previsione del governo di crescita del Pil dell’1% prevista per il 2017. L’occasione è stata l’audizione in Parlamento sulla nota di aggiornamento al Def, il documento di economia e finanza che anticipa i contenuti della manovra finanziaria. Il ministro ha illustrato le misure previste nella legge di Bilancio da inviare a Bruxelles: tra queste, competitività (347 milioni), sviluppo 3,8miliardi, interventi sul sociale (3 miliardi), nuove politiche tra cui pensioni minime, capitale umano e contratti pubblici (3,2 miliardi). L’entità della manovra in via di approvazione è di 24,5 miliardi. Le coperture arriveranno in gran parte da “aumenti permanenti di gettito” e entrate Iva, tagli e revisione della spesa pubblica. Per questa voce si prevedono tagli di circa 2,6 miliardi. Il titolare del Dicastero di via XX Settembre comunque ha affermato che le previsioni economiche dell’esecutivo circa gli effetti della legge di Bilancio sono “ancora passibili di variazione”, perché il testo deve essere discusso dal Consiglio dei ministri.

La previsione del governo della crescita del Pil dell’1% prevista per il 2017 è “un obiettivo ambizioso”. Ad affermarlo è il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, nell’audizione di fronte alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, riguardo alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), che rivede il quadro macroeconomico delineato ad aprile prevedendo per il prossimo anno una crescita del Pil dell’1% a livello programmatico. E a sottolinearlo in audizione è anche il presidente dell’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb), Giuseppe Pisauro, che sulle stime spiega: “Appaiono contrassegnate da un eccesso di ottimismo” e risultano “significativamente fuori linea rispetto all’intervallo dei previsori del panel Upb”. E sulle spese riguardo ad eventi straordinari: c’è “incertezza sulla possibilità che la richiesta di considerare le spese menzionate quali connesse a eventi inconsueti, nel limite di importo di 4 decimi di Pil, sia accolta in sede europea”, die Pisauro, riferendosi alla richiesta italiana di aumentare il deficit al 2,4% per le spese legate alla ricostruzione post-sisma e al flusso migratorio. Anche il il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, pur ritenendo “nel suo insieme equilibrato” l’aggiornamento del Def” nota “elementi di fragilità cui occorrerà prestare attenzione”. Per il presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Il deficit continua a scendere, il Pil continua a salire. Passo dopo passo, piano piano, ma la direzione e’ quella”, così scrive il premier nella consueta sua e-News della settimana .