Cosa rimane oggi di La Pira? “Un’eredita’ profonda, sintetizzabile in tre concetti: la politica come vocazione e non come ricerca di un tornaconto personale; una tensione verso i poveri, gli sfruttati e gli emarginati; una ricerca della pace internazionale attraverso il dialogo”. Ad affermarlo è il presidente dei vescovi italiani, Gualtiero Bassetti, sulle pagine dell’Osservatore romano. Domani ricorrono 40 anni dalla morte dell’ex sindaco di Firenze e democristiano, di cui e’ avviata la causa di beatificazione.
Per Bassetti la fede in La Pira era: “il motore della sua azione”. Scrive il presidente della Cei: “Il ‘sindaco santo’ e’ stato uno dei simboli, non l’unico, ma sicuramente uno dei piu’ importanti, di una stagione nobile del cattolicesimo politico in Italia”. E sottolinea riferendosi a quel periodo: “La stagione dello spirito costituente e della ricostruzione del paese. La stagione di una generazione di cattolici colta, sobria e appassionata, che aveva conosciuto i disastri del fascismo, che combatteva il comunismo e che faceva politica come ‘un impegno di umanita’ e santita” senza cercare nulla per se stessi”.





