Sebbene l’inflazione stia convergendo verso l’obiettivo a medio termine intorno al 2%, la Banca centrale europea “ha ancora bisogno di vedere ulteriori prove del fatto che le dinamiche si stanno muovendo nella giusta direzione”. Lo ha affermato il presidente della Bce Mario Draghi in una conferenza a Francoforte confermando di conseguenza una politica monetaria “paziente, persistente e prudente” con aggiustamenti “prevedibili” e che proseguiranno a un ritmo misurato. Draghi ha evidenziato comunque i progressi dell’economia dell’Eurozona anche se restano spazi di recupero. Ad esempio se gli investimenti delle aziende sono a un livello del 7% superiore a quello precrisi, per il settore costruzioni il gap resta del 17% “e solo ora ha iniziato a risalire”. Quanto al mercato del lavoro, “da metà 2013 l’occupazione è cresciuta di circa 7,5 miliardi di unità e tutta la perdita registrata durante la crisi è stata recuperata”. Quanto ai consumi, gli acquisti ‘non essenziali’ che “tendono a essere rimandati durante le recessioni, al momento sono solo del 2% superiori al livello precrisi indicando come questa spesa delle famiglie ha ancora spazio per sostenere la crescita”.





