“Nulla di personale verso Stefano Parisi, ma la sua avventura, non è partita bene: troppe ambiguità, troppi baci e abbracci con vecchi arnesi centristi e Ncd, troppe posizioni equivoche. C’è la sensazione che, negli ‘architetti’ della sua candidatura, nel ‘mandato’ che gli è stato conferito, prevalga una logica di questo tipo: ridiamo una verniciata a Forza Italia, salviamo il salvabile, cerchiamo di mantenere un ‘tesoretto’ minimo del 10%, e, con quel gruzzolo, teniamoci pronti a ripresentarci al tavolo del governo per un ‘Nazareno 2”’. Lo scrive il deputato di Cor, Daniele Capezzone. “E’ un approccio sbagliato che non tiene conto di un fatto: i 13 milioni di elettori che il centrodestra ha perso negli ultimi 5 anni” che “adesso stanno a casa, e da tempo rifiutano ogni offerta politica esistente. Ora non si accontentano di un concorso di bellezza. Ma hanno bisogno di una sfida di idee, una competizione di proposte. Ecco perché servono le primarie (non a caso, a quanto pare, scansate pure da Parisi)”. “Servono non per una fissazione feticistica, o per scimmiottare le primarie-farsa del Pd. Ma per tentare di innescare un protagonismo mediatico del centrodestra che sia basato su contenuti”. Dei quali, conclude Capezzone, i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto ricominceranno a parlare domani in un convegno che si terrà alle 15 al Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra.





