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 La Bce, che ha lasciato i tassi di interesse fermi al minimo storico, alza la stima della crescita 2016, dall’1,4% all’1,6%, e ritocca anche la stima dell’inflazione, che passa dallo 0,1% allo 0,2%. In questo scenario, assumono grande valore le parole del presidente Mario Draghi. La ripresa resta “modesta ma stabile. “La crescita continua ad essere sostenuta dalla domanda interna” mentre incidono negativamente le esportazioni deboli. La domanda interna resta sostenuta dalla trasmissione delle nostre misure di politica monetaria all’economia reale. I rischi al ribasso “continuano a riguardare gli sviluppi nell’economia globale, il prossimo referendum britannico e ad altri rischi geopolitici”. Proprio sul rischio Brexit la riflessione di Draghi. ‘La posizione della Bce rispetto all’ipotesi è inequivocabile: rimanere nell’Unione europea fa bene alla Gran Bretagna e fa bene all’Europa, ma la Bce è pronta a qualunque scenario:in caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, la Bce “valuterebbe la natura e l’impatto dell’eventuale shock, vigilando anche sugli effetti secondari”.

 

Landini,votare no oggi per poter dire si’ domani leader Fiom, Renzi lascia? Su 60 mln non c’e’ un solo genio. “Votare no oggi significa poter dire di si’ domani al cambiamento della societa’” e significa rafforzare la possibilità di “poter continuare a far si’ che le persone si associno tra di loro e discutano”: cosi’ il leader della Fiom Maurizio Landini oggi a Firenze al convegno promosso da ‘Liberta’ e giustizia’ per sostenere le ragioni del no al referendum sulla riforma costituzionale. In alcuni passaggi del suo intervento Landini si e’ riferito anche all’annuncio di Renzi circa il suo abbandono della politica se dovesse prevalere il no: “Mi chiedo – ha detto fra l’altro – se in questo Paese dove siamo 60 milioni ci sia solo un genio e nessun altro che sia in grado di impegnarsi’

‘Il proibizionismo ci sta portando i narcos in casa’. Questa la provocazione di Benedetto Della Vedova. “Il maresciallo Silvio Mirarchi, carabiniere, e’ stato brutalmente assassinato nelle vicinanze di una piantagione di marijuana a Marsala. Gli inquirenti dovranno indagare per capire se il movente sia diverso da quello che appare, naturalmente, ma tutto lascia per il momento supporre che l’omicidio sia legato proprio alla produzione illegale della cannabis. Se cosi’ fosse, avremmo il primo evidente segnale che il costoso e inutile proibizionismo su questa sostanza (l’osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha certificato ieri l’altro che il mercato della cannabis e’ in continua espansione) ci sta portando i narcos in casa”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, promotore dell’Intergruppo cannabis legale. “Il commercio di cannabis prodotta direttamente in Italia rappresenta un affare miliardario su cui le narcomafie, desiderose di diversificare i propri business, punteranno sempre piu’ massicciamente. Legalizzare la cannabis toglie alla criminalita’ il mercato oggi piu’ redditizio, evita processi e galera ai consumatori, consente di controllare le sostanze e rendere piu’ credibile il contrasto al consumo dei minori. Inoltre dirotta quelli che oggi sono i sovraprofitti delle mafie al bilancio della stato attraverso imposte sul consumo, licenze, tasse e contributi di imprese e lavoratori lungo la filiera. La nostra proposta e’ chiara; non altrettanto quella di chi propone di proseguire come nulla fosse”.

 

“Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e Personale Civile della Difesa, oggi festeggiamo il 70° anniversario della Repubblica, una ricorrenza dal grande valore simbolico che incoraggia in tutti noi una profonda riflessione sulla nostra storia, sui valori fondanti della nostra identita’ e sul futuro che ci aspetta. Con il referendum del 2 giugno 1946 gli italiani scelsero una nuova forma istituzionale, gettando le basi di quel processo di rinnovamento politico e sociale cui aspirava il Paese e fissando nella liberta’, nella giustizia e nella solidarieta’ sociale i suoi valori di riferimento”. Cosi’ il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in occasione del 70mo anniversario della Repubblica. “Celebrare questa data significa- aggiunge Pinotti- riaffermare con forza e convinzione l’autenticita’ di quella scelta che settanta anni fa ha portato l’Italia, dopo il difficile avvio del processo di Unita’ nazionale e due guerre mondiali che ne hanno profondamente lacerato il tessuto sociale, ad incamminarsi sulla via della modernita’ e del progresso. Oggi e’ il giorno in cui tutti gli italiani e le Forze armate, che di quel passaggio fondamentale sono state indiscusse protagoniste, esprimono un sentimento di sincera appartenenza a questo straordinario Paese, orgogliosi della sua storia e di quanto ha saputo costruire negli anni, della credibilita’ internazionale che e’ riuscita a guadagnarsi, della solidarieta’ che riesce ad esprimere nei confronti di popoli che chiedono aiuto e sostegno’.

Rapporti sempre piu’ tesi fra la Germania e la Turchia di Erdogan. Stavolta ad inasprire le relazioni diplomatiche tra i due Paesi é la questione degli armeni. l Parlamento tedesco ha approvato oggi una mozione che etichetta come ‘genocidio’ la strage di armeni compiuta dai turchi ottomani un secolo fa. Dura la reazione della Turchia: l’eventuale approvazione nel voto di oggi al Bundestag tedesco di una risoluzione che definisca come genocidio sarebbe un gesto “irrazionale”, aveva detto poco prima del voto il premier Binali Yildirim, dopo giorni di un’aspra campagna di accuse al riguardo condotta dalle autorità di Ankara. Il voto nel Parlamento di Berlino, ha aggiunto Yildirim, sarà “un vero e proprio test per l’amicizia” tra i due Paesi, sostenendo che comunque è “un problema della Germania” visto che lì vivono “3,5 milioni di elettori di origine turca” che “contribuiscono per “40 miliardi all’economia tedesca”. In precedenza, il premier di Ankara aveva assicurato che in ogni caso non sarà questo voto a mettere in discussione l’accordo con l’Ue sui migranti. La Turchia ha intanto richiamato il proprio ambasciatore in Germania.

Nell’aprile 2016 gli occupati totali sono stati 22 milioni e 634 mila. Si tratta di 14 milioni e 837 mila dipendenti permanenti e di 2 milioni e 337 mila dipendenti a termine, di 5 milioni e 460 mila occupati indipendenti. Sono dati dell’Istat, l’occupazione sale, ma ci sono ancora da recuperare, rispetto all’aprile del 2008, 547 mila posti di lavoro.

E’ morto Il maresciallo capo dei Carabinieri, Silvio Mirarchi, ferito ieri sera durante un servizio antidroga nelle campagne di Marsala, in provincia di Trapani. Mirarchi era sposato e padre di due figli. In borghese, si era diretto verso due serre dove i colleghi successivamente avevano scoperto una lunga distesa di piantagioni di marjuana. Probabilmente il terreno era custodito da uomini armati. Gli uomini del comando provinciale di Trapani, diretti dal colonnello Stefano Russo hanno arrestato il proprietario delle serre.

Gli scienziati tedeschi hanno testato per la prima volta sull’uomo un vaccino antitumore, secondo quanto pubblicato da uno studio sulla rivista Nature. I ricercatori dell’università di Magonza Johannes Gutenberg, alla ricerca di una cura universale, hanno sperimentato su tre pazienti affetti da melanoma avanzato la tecnica che istruisce il sistema immunitario ad attaccare i tumori.

Sono 15 le vittime e oltre 40 i feriti, secondo la polizia locale, nell’esplosione di un’autobomba avvenuta ieri a Mogadiscio all’Hotel Ambassador, frequentato da esponenti del governo e uomini d’affari. Tra le persone morte, anche due deputati. Un commando di almeno tre terroristi, secondo testimoni sul posto, ha fatto esplodere l’autobomba all’ingresso dell’albergo della capitale della Somalia, mentre due persone sono entrate tra le pareti squarciate, aprendo il fuoco con i kalashnikov contro gli ospiti dell’hotel. Secondo fonti locali, l’attacco di ieri sarebbe una vendetta per l’uccisione, da parte dell’esercito somalo, di Mohamed Mohamud, presunta mente dell’attacco compiuto dagli Shabaab all’università di Garissa, in Kenya, nell’aprile del 2015.

Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Roberto Giachetti (centrosinistra), Stefano Fassina (Sinistra italiana), Alfio Marchini (Forza Italia) e Virginia Raggi (Movimento 5 Stelle): dopo quelli di Milano, anche i candidati a sindaco di Roma si mettono a confronto su Skytg24, nel dibattito condotto da Gianluca Semprini. Alla fine, nel voto dei telespettatori la più convincente è risultata la Raggi (43%), poi Giachetti (20%), Meloni (19%), Marchini (13%), Fassina (5%). I candidati si sono affrontati sui temi piu’ vari, dalla sicurezza alle periferie, dal trasporto pubblico al tema di mafia capitale. Stando al responso tv, la sfida per il ballottaggio sarebbe quella tra Meloni e Giachetti. Lontano, al terzo posto, il candidato Marchini.