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Si chiama Generation What ed è un sondaggio internazionale che ha l’obiettivo di fornire una fotografia della gioventù europea, per conoscerne i gusti, le speranze, le ambizioni, le paure.
Possono partecipare uomini e donne dai 16 ai 34 anni attraverso la Rai, che guida l’edizione italiana, collegandosi al sito internet www.generation-what.it e compilando il questionario. Il sondaggio sarà online fino al 31 ottobre. Ideato da un gruppo di lavoro di sociologi, il questionario pone 149 domande che interessano sei aree della vita della Generazione Millennial: la famiglia; gli amici e i colleghi; la percezione del sé (sentimenti e sessualità), società e lavoro, il futuro, l’Europa. Il progetto è nato da un’idea di France Télévision nel 2013. Dopo il successo decretato da 230 mila questionari compilati e 23 milioni di risposte, che hanno prodotto documentari e dibattiti sull’universo giovanile in chiave europea, l’Ebu (European Broadcasting Union, Unione europea dei servizi pubblici radiotelevisivi), ha lanciato il programma a livello internazionale e lo ha indicato come priorità del 2016. A guidare l’edizione italiana è la Rai con la collaborazione del sito Repubblica.it. Sono 12 i paesi aderenti a Generation what: Francia, Germania, Austria, Belgio, Spagna, Italia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Galles, Repubblica Ceca e Grecia.
“Generation What – ha detto il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto – rappresenta una splendida occasione per svolgere il nostro ruolo di servizio pubblico permettendoci di capire meglio il nostro Paese e di intercettare e comprendere in maniera più approfondita i sentimenti delle nuove generazioni”.

‘Limmigrazione spaventa, sbagliata la politica per il Mediterraneo. Donald Trump in fondo è un leader europeo, autore di una politica che si basa sulla paura , generata dai problemi legati all’immigrazione. Così Romano Prodi. “L’immigrazione non guidata -ha sottolineato il professore- spaventa e trasforma la nostra cultura politica. Anzi, l’ha già trasformata e siamo riusciti a trasformare anche la cultura politica americana, perché in fondo Trump è un leader europeo. Noi pensiamo che sia qualcosa di nuovo ma se analizzate il contenuto del discorso di Trump sono le stesse paure che nascono da questa politica sbagliata per il Mediterraneo”. “Poi ci sono le americanate, ma è una paura che da qualche tempo non è più la paura di destra, è la paura tout court”.

E’ polemica tra il presidente del Coni Malagò con il candidato sindaco al comune di Roma per il Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi. “Le affermazioni di Virginia Raggi sono umilianti, offensive e incomprensibili”. Così il presidente del Coni replica alle parole del candidato sindaco al comune di Roma per il Movimento 5 Stelle, secondo la quale “con il debito che ha la capitale pensare a ospitare le Olimpiadi del 2024 è criminale”. “Sono rimasto molto sorpreso in negativo dalle sue dichiarazioni: dire oggi una cosa del genere, dare del criminale a chi parla delle Olimpiadi si commenta da solo. Mi auguro che chiarisca e smentisca, perché il mondo dello sport ha il diritto di parlare della candidatura a ospitare le Olimpiadi. E poi con la Raggi ci siamo confrontati per due ore pochi giorni fa e abbiamo concordato un comunicato che potete leggere, nel quale ha scritto di non essere prevenuta e non avere pregiudizi”.

Il premier non ci sta e risponde all’accusa di difensore degli interessi della casta e dei poteri forti che da più parti gli viene lanciata.”Stiamo facendo una battaglia per ridurre il numero dei politici con il referendum: faremo vedere chi e’ davvero la casta, la casta sono quelli contrari”.  Così il premeir Matteo Renzi durante una iniziativa a Varese. Renzi sul palco ha lanciato anche un appello in vista del referendum agli elettori della Lega Nord. “Sulla battaglia per il referendum – ha aggiunto – si misura la distanza tra la realta’ e i fatti, la distanza enorme tra cio’ che voleva fare la Lega Nord all’inizio e quello che fa adesso”.

Torna a salire il tasso di disoccupazione ad aprile ma in contemporanea si registra una crescita dell’occupazione. Lo rileva l’Istat sottolineando che il dato si spiega con l’aumento della partecipazione al mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione nel mese sale all’11,7% (era all’11,5% a marzo secondo il dato rivisto). Rispetto a aprile 2015 il tasso di disoccupazione diminuisce di 0,4 punti percentuali. I disoccupati sono 2.986.000 in crescita di 50.000 unità su marzo e in calo di 93.000 unità su aprile 2015. Crescono occupati, ad aprile +51.000 su marzo  – Cresce la partecipazione al mercato del lavoro e aumentano contemporaneamente disoccupati e occupati. Gli inattivi ad aprile – rileva l’Istat – diminuiscono di 113.000 unità rispetto a marzo e di 292.000 unità su aprile 2015. Gli occupati crescono di 51.000 unità su marzo e di 215.000 su aprile 2015 trainati dalla crescita dell’occupazione degli over 50 (+25.000 in un mese, +261.000 in un anno). I disoccupati aumentano di 50.000 unità rispetto a marzo e diminuiscono di 93.000 unità su aprile 2015.

Berlusconi: con Renzi rischio regime autoritario, non c’è libertà “In Italia quattro colpi di Stato da Mani pulite in poi” . Cosi il leader di Forza Italia in diretta a Radio Radio ‘nel nostro Paese’ ci sono stati”quattro colpi di Stato” e con l’effetto combinato della riforma costituzionale e della riforma elettorale, il cosiddetto Italicum, c’è il rischio di una deriva autoritaria. Il primo dei colpi di stato è stato quello di “Mani pulite, poi quando Bossi ha fatto cadere il Governo per una vicenda nella quale sono stato assolto pienamente, poi nel 2011 quando siamo stati costretti alle dimissioni dal capo dello Stato e poi quando ho partecipato alle elezioni nel 2013 dopo che mi ero allontanato dalla politica nel 2012 e in 23 giorni ho aumentato i voti al mio partito del 10%; hanno visto che io ero ancora pericoloso allora si sono presi uno dei tanti processi contro di me, hanno composto un cosiddetto collegio feriale con quattro giudici di sinistra e un altro che poi ha detto che quella sentenza era una mascalzonata, un plotone di esecuzione contro di me”. Oggi, ha sostenuto ancora l’ex presidente del Consiglio, “C’è un signore che si chiama Matteo Renzi, al governo abusivamente e illegittimamente, sostenuto da sessanta senatori che sono stati eletti per contrastare la sinistra e hanno tradito il loro mandato alla Camera con 130 deputati che la Corte, nonostante i giudici di sinistra, ha dichiarato incostituzionali. E questo signore non solo governa ma occupa militarmente tutto l’occupabile negli enti pubblici come la Rai e ha voluto cambiare la Costituzione e mettendo insieme questo cambio con l’Italicum si avrebbe una sola Camera che fa le leggi e un solo partito, il suo, e un solo leader, Renzi, che diventerebbe il padrone del governo, del Parlamento e di tutto e gli italiani si troverebbero di fronte a qualcosa che io non saprei definire altrimenti che un regime”. Secondo Berlusconi l’Italia è di fronte al rischio di “una deriva autoritaria che non ci meritiamo, oggi siamo in una democrazia sospesa e se non c’è democrazia non c’è libertà”.

Il governatore di Bankitalia sulla politica di investimenti “se risorse limitate pianificare misure su orizzonte più ampio. Per la ripresa dell’economia è indispensabile rilanciare gli investimenti pubblici e sostenere il reddito delle persone meno abbienti. “Per sostenere una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio di investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti; sono importanti una ulteriore riduzione del cuneo fiscale che grava sul lavoro, il rafforzamento di incentivi per l’innovazione, il sostegno ai redditi dei meno abbienti, particolarmente colpiti dalla crisi”. E comunque se i margini oggi disponibili nel bilancio sono limitati è comunque possibile programmare l’attuazione di questi interventi su un orizzonte temporale più ampio”.

L’ex pm di Mani Pulite, Francesco Greco, titolare di tanti importanti inchieste (tra le altre quelle su Montedison, Enimont, Parmalat e sulle Scalate bancarie) è il nuovo procuratore di Milano. Originario di Napoli, 65 anni, è in magistratura dal 1977 e in procura – dove è in servizio da 37 anni – è il responsabile del pool sui reati economici e finanziari. Il Plenum del Csm lo ha nominato a larga maggioranza, preferendo lui al pm milanese Alberto Nobili. Greco é tra i massimi esperti nei cosiddetti reati economici.

Incertezza sul futuro e fine della classe media. Gli italiani si sentono su un ascensore in discesa. Questo il dato piu’ significativo dell’indagine Demos-Coop illustrata su La Repubblica da Ilvo Diamanti. Un solo esempio: cala la dimensione progettuale e la voglia di costruire. Per due persone su tre è inutile fare progetti a lungo termine. Siamo diventati pessimisti. Nonostante i nostri governi, da oltre vent’anni, cerchino di tirarci su di morale. Prima Berlusconi: assimilava i pessimisti ai comunisti. Mentre oggi Renzi cerca di utilizzare le variazioni dell’economia e del mercato del lavoro, positive, per quanto lievi e contraddittorie, per sollevare il morale degli italiani e migliorare il clima d’opinione. Eppure, nonostante tutto, la maggioranza degli italiani non ci crede. Non riesce a percepire – e ad “accettare” – questo cambiamento. Due italiani su tre ritengono, infatti, che sia «inutile fare progetti per sé e per la propria famiglia». «Perché il futuro è incerto e carico di rischi». Dal 2000 ad oggi, si tratta del livello più elevato registrato dai sondaggi. Segnala un sentimento di inquietudine più acuto di quello osservato nel biennio 2008-2010. Gli anni della crisi, quando l’indice di incertezza verso il futuro, in sensibile aumento, superò di poco il 55%. Oggi, però, l’insicurezza è cresciuta ancora. In misura particolarmente intensa. Soprattutto negli ultimi anni. Rispetto all’anno scorso: di circa 7 punti. Non per questo viviamo tempi di ribellione. Di rabbia. Semmai, di delusione. Come abbiamo avuto modo di osservare in altre occasioni: ci siamo abituati al declino. Non siamo contenti di quel che avviene, ovviamente. Ma “resistiamo”. Attaccati alla famiglia, alle reti sociali, distese sul territorio. Pratichiamo “l’arte di arrangiarsi”, della quale, in Italia, siamo maestri. Tuttavia, il problema esiste e tende a riprodursi. A divenire patologico. Soprattutto perché riflette – e, a sua volta, moltiplica – un’altra sensazione, un’altra percezione, che abbiamo già registrato, negli ultimi anni. La “discesa sociale”. Più di preciso, la perdita di posizione – in altri termini: lo scivolamento – nella scala di classe. La maggior parte degli italiani, infatti, oggi ritiene di appartenere a una classe sociale “bassa o medio-bassa”. È una percezione condivisa dal 54% delle persone (intervistate da Demos-Coop): 12 punti in più rispetto al 2011. Come su un ascensore in discesa.

Lo showman pugliese lancia la sua idea ‘ne ho parlato con Franceschini: “La canzone italiana deve essere adottata e divulgata nelle scuole”. Arbore ne parla con i giornalisti a margine del concerto della sua Orchestra Italiana a Campobasso. “Credo sia importante rivendicare che la cultura cosiddetta media, come la canzone popolare napoletana e la canzone d’autore, é invece cultura alta. Le nostre istituzioni non hanno ancora capito che i versi di Salvatore Di Giacomo, di Libero Bovio e di tanti altri, sono una cultura che rimarra’, come pure la canzone italiana”. “Sto facendo una piccola battaglia, e spero che il ministro Franceschini mi dia retta. Ha gia’ approvato questa cosa a parole, perche’ la canzone italiana venga finalmente adottata anche dalle scuole, venga tradotta in inglese e venga divulgata. La canzone italiana del Novecento – prosegue – da ‘Signorinella’ fino a Simone Cristicchi, Daniele Silvestri, e Vinicio Capossela, passando per Dalla, Endrigo, Battisti, ha scritto pagine di cultura straordinarie. Sono pagine piu’ forti di quelle che hanno scritto i francesi, perche’ loro hanno cento canzoni meravigliose, ma poi si sono fermati. Quindi la nostra canzone andrebbe divulgata dalle istituzioni, dovrebbe essere interesse dell’Italia promuovere l’immagine del Paese attraverso la canzone. Speriamo che questa cosa venga raccolta”.