Cose di Sicilia

Dopo 12 anni riapre a Messina la sede del quotidiano “La Sicilia”. Alla cerimonia di inaugurazione era presente, tra gli altri, il condirettore Domenico Ciancio, e diversi collaboratori della zona ionica. Nel corso della breve cerimonia, i giornalisti messinesi Cesare Giorgianni, Sergio Magazzu’ e Salvatore Pernice hanno voluto ricordare chi non c’e’ piu’: Gino Mauro, storico responsabile della redazione de “La Sicilia”, e Beppe Alfano, corrispondente del quotidiano ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l’8 Gennaio del ’93. La sede si trova in via XXVII Luglio.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha cancellato dall’elenco dei pubblicisti Filippo Siragusa, corrispondente – oggi sospeso – del Giornale di Sicilia da Castelvetrano, coinvolto in una inchiesta della Dda di Palermo sui presunti fiancheggiatori del boss superlatitante Matteo Messina Denaro. E’ quanto si legge in una nota dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Era stato lo stesso Siragusa, indagato con l’ipotesi di fittizia intestazione di beni, non aggravata dall’agevolazione della mafia, a chiedere la cancellazione temporanea, dopo essere stato sottoposto all’obbligo di dimora, misura cautelare che per legge non consente la sospensione dall’Ordine. “Nel ribadire la gravita’ delle accuse rivolte a Siragusa – si legge in una nota – e nel rispetto della presunzione di innocenza, il Consiglio da’ atto della sua scelta, adottata con l’auspicio di chiarire la propria posizione con i magistrati, ma tenendo l’Ordine e i giornalisti siciliani fuori da un contesto in cui l’attivita’ professionale non c’entra per niente”. “Auguriamo a Filippo di riuscire a dimostrare la sua estraneita’ ai fatti – conclude la nota dell’Ordine – e gli diamo atto che decisioni forti come la sua non sono state adottate da molti, all’interno della nostra categoria e non solo”.

“Serve una grande rottamazione anche per la Sicilia. Se mi si consente una provocazione, occorrerebbe prendere l’Isola, immergerla per tre volte nell’Oceano indiano, per essere certi che non resti vivo nessuno, e poi rimetterla al suo posto, tra le sue bellezze, per un nuovo rapporto tra uomo e natura. Anche questa in fondo e’ una rottamazione…”. E’ la provocazione del presidente emerito della Fondazione Sicilia Giovanni Puglisi, intervenendo alla presentazione della mostra “Guttuso, la forza delle cose”, a Villa Zito, a Palermo, curata da Fabio Carapezza Guttuso e Susanna Zatti.

La Sicilia è la quinta regione italiana, dopo Lombardia, Piemonte, Emilia e Toscana, ad avere avviato il programma di donazione a cuore fermo, uno degli obiettivi strategici del Centro Nazionale Trapianti. Il trapianto da donatore “a cuore non battente” si differenzia dal protocollo tradizionale per il prelievo degli organi (che normalmente avviene da un donatore in stato di morte cerebrale) perché il decesso è dichiarato in seguito alla cessazione dell’attività cardiaca e il prelievo è effettuato rispettando il periodo di osservazione di 20 minuti che conclude il processo di accertamento di morte. Tale procedura permette l’utilizzo dell’organo anche dopo il prolungato periodo di assenza di attività cardiaca grazie a una particolare tecnica di circolazione extracorporea, l’Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation) che, utilizzata dopo l’accertamento di morte, mantiene l’ossigenazione e la normale temperatura corporea ritardando il danno da ischemia che comprometterebbe l’utilizzo degli organi per il trapianto.
“E’ un evento molto importante – dichiara il direttore del Cnt, Alessandro Nanni Costa – che rilancia la Sicilia ai vertici della rete trapiantologica del nostro paese”.
Il prelievo di organi è stato reso possibile grazie all’assenso dato dalla famiglia del donatore, un uomo di 59 anni ricoverato d’urgenza al Civico, il 14 dicembre scorso, per un infarto. Le condizioni cliniche del paziente si erano aggravate nelle ore successive, fino all’arresto cardiaco irreversibile, avvenuto ieri pomeriggio.
Dopo il consenso dei familiari alla donazione, tutte le procedure per la circolazione extracorporea (Ecmo) e il mantenimento del donatore, finalizzato alla preservazione degli organi, sono state eseguite da un’equipe congiunta Civico – Ismett. Gli organi prelevati, i reni, il fegato e un polmone, sono stati trasferiti all’ Ismett per la perfusione che permette, grazie a sofisticati macchinari, di rigenerare gli organi migliorandone la circolazione del sangue e l’ossigenazione dei tessuti. La perfusionista Elisabetta Lodi, racconta: “I reni sono stati inseriti in due macchine portatili per la perfusione che al loro interno contengono un circuito con un ossigenatore, una bombola di ossigeno e una pompa che spinge il flusso”. Il periodo di perfusione, infatti, rappresenta anche un momento di valutazione funzionale. Nanni Costa aggiunge: “La valutazione degli organi, fatta secondo i rigidi criteri vigenti, ha purtroppo escluso, in questo caso, la possibilità che potessero essere trapiantati”.
Il direttore del Crt Bruna Piazza sottolinea: “Questo è stato un esempio di grande integrazione e cooperazione tra il personale e le strutture coinvolte, ossia Crt, Arnas Civico e Ismett. Il prelievo di organi da un donatore a cuore fermo è un intervento complesso dal punto di vista organizzativo, a partire dal sistema di emergenza e dalle équipe di medici e operatori sanitari coinvolti. Il mio grazie – afferma Bruna Piazza – va innanzitutto alla famiglia del donatore, che ha dato il suo assenso, e a tutte le professionalità che sono state impegnate in questa nuova procedura così laboriosa e difficile, a partire dagli operatori del Coordinamento operativo del Crt”.

In Sicindustria nasce Federturismo con l’obiettivo di rappresentare il comparto del turismo, creando momenti di confronto e di sviluppo degli interessi delle imprese. Presidente è stato eletto Giuseppe Cassarà, uno degli operatori turistici siciliani più eclettici che, negli anni, ha creato realtà come il Florio Park hotel di Magaggiari, a Cinisi, e il Grand Hotel Wagner di Palermo. Il tutto dall’interno della Coretur, agenzia di viaggi e tour operator. Federturismo Sicindustria comprenderà tutte le aree del Turismo, ad esclusione della ristorazione. “All’interno della nuova sezione – spiega Cassarà – saranno accolte le imprese dell’intera filiera del turismo, a partire dalle categorie più rappresentative degli Alberghi e delle Agenzie di viaggio. Con una Sicindustria unica, più forte e propositiva, non si poteva trascurare un comparto fondamentale per l’economia siciliana come quello del turismo e sono felice di poter guidare questa sezione che, mi impegno sin da ora, a rendere elemento di traino per tutto il sistema”.

Palermo dal 15 al 18 dicembre accoglierà le delizie del cibo di strada secondo le migliori proposte locali e di tutto il mondo. Palermo Street Food Fest è una quattro giorni di degustazioni che racconterà passioni e tradizioni culinarie attraverso un percorso che si snoderà tra le vie del l centro storico: lungo via Roma, dalla Stazione Centrale a Corso Vittorio Emanuele e a Piazza Sant’Anna. Lungo via Roma sarà allestito il Villaggio di degustazione mentre a Piazza Sant’Anna si svolgeranno cooking show, wine tasting e convegni. La tradizionale convivialità, la capacità tutta “Palermitana” di rendere ogni posto “casa”, ogni odore ricordo, ogni sapore storia, sarà il filo rosso che intreccerà il Palermo Street Food Fest.

Inaugurato a Palermo il Centro di riferimento regionale per le malattie rare dell’Ospedale Cervello, il primo percorso ambulatoriale multidisciplinare per i disturbi dello spettro autistico in Sicilia. Si tratta di un centro, integrato con il percorso delle malattie genetiche rare, che garantirà al paziente affetto da autismo la possibilità di ottenere una diagnosi o una terapia effettuando le visite specialistiche, gli esami  o le prestazioni terapeutiche attraverso un numero limitato di accessi e in tempi brevi, presso un’unica struttura. L’iniziativa è dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, grazie ad un progetto della Direzione strategica, in collaborazione con l’Asp 6. Fra le due Aziende è stato siglato il primo dicembre un protocollo d’intesa. Per Gervasio Venuti, direttore generale dell’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello “Si realizza un modello virtuoso ed efficiente di integrazione fra realtà ospedaliera e realtà territoriale. Un percorso che offre risposte vere ad un disturbo del neuro sviluppo, come quello dell’autismo, che se affrontato nei tempi e nei modi opportuni può essere combattuto in maniera efficace”. Ha aggiunto Venuti: “Cronicità e fragilità sono due elementi fondamentali della sanità del presente e del futuro ed è questa sfida che dobbiamo raccogliere per lavorare in termini di progettualità e di risorse economiche”. L’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi ha sottolineato come “grazie all’impegno di tre donne straordinarie, come Maria Piccione, Giovanna Gambino e Rosi Pennino, raggiungiamo un obiettivo molto atteso dal mondo dell’autismo e che pone la Sicilia all’avanguardia in questo settore”. “E’ un percorso – hanno spiegato Giovanna Gambino e Maria Piccione – che vede al centro innanzitutto la persona autistica, con tutte le sue difficoltà, le sue incertezze e le sue fragilità. Nessuno di loro dovrà più sbattersi da un posto all’altro per trovare risposte ai propri bisogni. L’autismo trova origine in una base genetica e il coordinamento con le malattie genetiche rare rende il percorso pienamente ed opportunamente integrato”.
Il nuovo servizio risponde alle prescrizioni previste dalla legge 134 del 2015 che punta a dare risposte operative ai bisogni assistenziali delle persone affette da sindromi autistiche, attraverso appunto l’organizzazione di percorsi facilitati di valutazione e monitoraggio clinico strumentale a carattere multidisciplinare. Il percorso prevede fra l’altro uno sportello informativo, una modalità di accesso veloce per i pazienti autistici nelle aree di emergenza e la possibilità di avvalersi di CasAmica, la struttura ricettiva che ospita familiari e accompagnatori dei pazienti ricoverati presso l’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello. (Immagine: momenti dell’inaugurazione del Centro con Maria Piccione, Gervasio Venuti, Antonio Candela, Rosi Pennino e Giovanna Gambino. Ufficio Stampa Villa Sofia-Cervello)

Dopo un anno e mezzo di chiusura per ristrutturazione, riapre al pubblico lunedì 26 dicembre il complesso monumentale di Villa Cattolica, a Bagheria. Non un giorno qualunque, ma il giorno del 105esimo anniversario della nascita del pittore Renato Guttuso, al quale è dedicato l’omonimo Museo e che nel giardino di Villa Cattolica riposa. Un Museo più tecnologico e accessibile, una nuova pavimentazione esterna, un nuovo impianto di illuminazione, un ascensore, delle postazioni touch screen e un sistema di rilevazione delle polveri e delle temperature all’interno delle stanze. Un’operazione di restyling resa possibile grazie al progetto cofinanziato dall’Unione Europea. 1.500 opere esposte, tra dipinti, disegni e sculture non solo di Renato Guttuso, ma anche di altri protagonisti del panorama artistico del XX secolo. E poi le altre sezioni, come quella sul cartellonismo cinematografico, sulla pittura di carretto, sulla fotografia. Un percorso museale arricchito ulteriormente dalle donazioni di altri artisti o da acquisizioni. “Una sfida importantissima per tutta la città di Bagheria – sottolinea il sindaco, Patrizio Cinque. Il Museo Guttuso è l’oracolo della cultura bagherese, da cui deve partire la rinascita culturale della città”. “Abbiamo lavorato duramente – spiega l’assessore alla Cultura, Romina Aiello – per restituire, al complesso monumentale di Villa Cattolica e a Bagheria tutta, il prestigio che meritano. Questo non è un punto di arrivo, semmai è il punto di partenza verso una nuova vita del Museo Guttuso”. “Non si tratta semplicemente dell’allestimento di una mostra – spiega Dora Favatella Lo Cascio, già direttrice del Museo Guttuso – ma dell’allestimento di un Museo intero. Un Museo importante, fiore all’occhiello della città, visitato negli anni da due milioni e mezzo di persone”. Sarà anche l’occasione per presentare il nuovo logo della città di Bagheria, frutto di uno studio storico-iconografico a cura di Alessio Manna, bagherese, studente dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo.

Luigi Bordonaro, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, è il primo Garante dei Diritti per l’infanzia nominato in Sicilia. Con questa nomina la Sicilia si allinea alle altre regioni d’Italia. Il Garante svolgerà l’attività presso l’Assessorato regionale della Famiglia e Politiche sociali, al fine di garantire e promuovere la piena attuazione dei diritti dei minori. Lo comunica l’assessore Gianluca Miccichè che, in attuazione della Convenzione Onu sui diritti del fanciullo del novembre 1989, ha voluto questa designazione a tutela e a difesa dei diritti di bambini e adolescenti. Prevenzione dei fenomeni di esclusione sociale, devianza minorile e violenza, vigilanza sulla programmazione radiotelevisiva e sulle altre forme di comunicazione, controllo sui fenomeni dell’evasione e della dispersione scolastica, nonché tutela del diritto di ogni fanciullo ad una vita sana e sicura, all’interno delle famiglia e delle comunità locali, sono soltanto alcuni dei delicati compiti affidati al Garante. Bordonaro, Ordinario di Storia e Filosofia fino al 2011, è componente dell’osservatorio interistituzionale per la dispersione scolastica, autore di numerose pubblicazioni sul disagio giovanile, sulla devianza e dispersione scolastica. Bordonaro, è stato nominato con l’apprezzamento della Giunta di Governo. Per l’assessore alle Politiche Sociali Gianluca Miccichè: “La nomina del Garante conferma il percorso già intrapreso da quest’amministrazione per una proficua collaborazione con tutte le istituzioni regionali, nazionali e comunitarie, nonché con le organizzazioni non governative e del privato sociale”.

C’è una ripresa della compravendita di case in Sicilia. L’analisi del mercato residenziale registra un andamento positivo in tutte le province dell’Isola. Questo è il dato fondamentale rilevato dalla Nota territoriale Omi pubblicata dall’Osservatorio del mercato immobiliare in collaborazione con l’Ufficio provinciale di Catania Territorio. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nel primo semestre del 2016, nelle province di Catania, Messina e Ragusa l’aumento delle compravendite è stato superiore al 20%, per le province di Agrigento e Caltanissetta ha superato il 15% mentre nelle restanti province di Enna, Palermo, Siracusa e Trapani l’incremento è compreso tra il 7% e l’11%. In particolare, le province con maggiore numero di transazioni sono Palermo, con un Numero di Transazioni Normalizzate pari a 4.184, Catania (3.662 Ntn) e Messina con (2.305 Ntn). Nel capoluogo etneo e nella sua provincia si registra, rispetto al 1° semestre 2015, una crescita delle compravendite rispettivamente pari al 31,6% e al 22%. Per maggiori informazioni, la nota integrale può essere consultata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, alla pagina: www.agenziaentrate.gov.it