Cose di Sicilia

La Direzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo ha disposto la proroga di due anni di tutti i contratti a tempo determinato con scadenza 31 dicembre 2016. I contratti di oltre 200 medici, in particolare, sono stati prorogati a giugno 2017, mentre i colleghi “contrattisti” hanno avuto la proroga dei contratti fino al 31.12.2018, oltre che l’opportunità di partecipare ai concorsi per la stabilizzazione di altri 49 posti di ruolo per le categorie “A” e “B”. Ciò è avvenuto con provvedimento della direzione generale del 23.11.2016. “Tutto ciò, dà respiro all’organizzazione aziendale e quindi al miglioramento dell’assistenza ai cittadini – osserva – la segreteria aziendale Dirstat Asp di Palermo – ed in attesa delle determinazioni che saranno assunte in sede legislativa dalla Regione siciliana per il superamento dell’attuale condizione di precariato di questi lavoratori, come formalmente preannunziato lo scorso mese di settembre dall’assessore alla Salute”. L’organizzazione sindacale accoglie positivamente la decisione dell’azienda, “nella speranza che vengano presto risolti anche gli altri problemi connessi alla carenza di personale degli altri profili e ruoli, con l’avvio dei concorsi pubblici da anni ancora bloccati per la nota vicenda della rete ospedaliera sulla quale l’assessorato regionale alla Salute non ha ancora dato le dovute e concrete risposte, prima che a noi sindacati, ai cittadini”.

Si è tenuto a Bagheria presso l’Auditorium San Pietro un incontro – organizzato da Prospettiva Futura – sul referendum costituzionale, che ha visto la partecipazione di giuristi ed esperti. Tra gli interventi, quello del Prof Roberto Di Maria, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’università Kore di Enna, di Giovanni Scalia, presidente di Sicilia Group, e di Alessandra Iannì, presidente di Prospettiva Futura che cosi commenta l’iniziativa ‘ la nostra associazione ha condotto uno studio approfondito della materia e una analisi delle ragioni che hanno portato alla proposta di riforma, ritenendo valide le motivazioni del SI. E’ vero, la norma non è perfetta e si poteva fare di meglio, ma la riforma propone di fatto una occasione imperdibile di rinnovamento’. Per Roberto Di Maria ‘ il superamento del bicameralismo paritario assicurerà un migliore bilanciamento dei poteri fra il Parlamento e il Governo, oltre a semplificare sensibilmente il procedimento di approvazione delle leggi, determinando cosi maggiore stabilità di governo nonché maggiore trasparenza politica nei rapporti fra maggioranza ed opposizione; identico bilanciamento assicurato peraltro, nei rapporti fra lo Stato e le Regioni, dalla modifica del Titolo V, parte II, in armonia con i recenti asserti, in materia, della Corte Costituzionale. Una riforma che, in ultima analisi, rafforza gli strumenti di partecipazione democratica s, soprattutto, rinvigorisce il principio, da tanti anni sbiadito, di responsabilità politica delle istituzioni e del corpo elettorale’. Nel suo intervento in rappresentanza del mondo imprenditoriale, Giovanni Scalia, ha sottolineato come ‘la riforma costituzionale rappresenti una occasione per rendere il nostro sistema piu’ agile ed efficiente. Una occasione storica di modernizzazione’. Alessandra Iannì non nasconde la sua soddisfazione per l’esito dell’incontro ‘siamo particolarmente felici perché alla manifestazione hanno partecipato in tanti, studenti, amministratori locali, a testimonianza di come l’argomento riscuota interesse e del desiderio dei cittadini di capire i contenuti della riforma al di là delle strumentalizzazioni politiche’. Presente all’incontro l’on Saverio Romano, capogruppo di Sc-Ala alla Camera dei Deputati ‘il voto del 4 dicembre rappresenta un momento politico e istituzionale molto importante: occorre proseguire nel percorso di riforme, avviando quelle modifiche costituzionali in grado di accompagnare il Paese nella crescita. Votare sì significa credere nella possibilità di una inversione di rotta’. Alla manifestazione ha partecipato il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, il segretario cittadino del PD, Orazio Amenta e il segretario provinciale del PD Daniele Vella, ma anche altri esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni.


Lunedì 21 novembre si aprono a Palermo ‘Le giornate dell’Economia del Mezzogiorno’, appuntamento, giunto alla nona edizione, che mette in luce i mali del Meridione e le strade per uscire dall’arretratezza, unico modo per rilanciare tutto il Paese. Due gli incontri che segneranno la prima giornata di lavori. A Palazzo Steri, di mattina, si parlerà, come da tradizione, delle Università del Meridione, della loro missione e dei rapporti con il territorio. Introdurranno i lavori alle 9 Fabrizio Micari, rettore dell’Università degli Studi di Palermo e Pietro Busetta, presidente Fondazione Curella e docente all’Università del capoluogo siciliano. Nel pomeriggio, alle 15,30, appuntamento a Palazzo delle Aquile, con l’apertura ufficiale delle Giornate dell’Economia del Mezzogiorno, quest’anno dal titolo: “Dall’ammuina al Nuovo ordine sociale”. Si parlerà di sviluppo socio-economico del Sud del Paese con la lectio magistralis del professore Adriano Giannola, presidente dello Svimez, cui seguiranno gli interventi di altri economisti e il dibattito. L’Italia negli ultimi anni è un Paese che in tutte le classifiche degli indicatori più importanti è rimasto indietro. Bastano alcuni dati per dimostrarlo: Il primo è nel turismo. Rispetto al dato mondiale in termini di numero di visitatori. l’Italia rimane ora, dietro molti paesi compresa la Spagna; nell’attrazione di investimenti dall’esterno dell’area si piazza invece dietro Cile, le Isole Caiman e la Polonia. In termini di Pil pro capite l’Italia si attesta a 36.130$, contro i 48.110$ del Regno Unito, 44.030$ della Germania e i 42.380$ della Francia. “E’ un destino avverso che ci sta portando fuori dal novero dei paesi industrializzati e che rende difficile una ripresa sempre annunciata e mai veramente consolidata? Oppure è il prevalere di forze sociali inadeguate che pensano di poter distribuire le risorse senza crearle il vero problema? Che sia forse un sistema istituzionale arretrato, un dualismo economico mai risolto e, in fin dei conti, una classe dirigente e politica ormai fuori dalla storia che non riesce ad adottare le soluzioni appropriate per un rilancio possibile il vero, problema?” E’ la riflessione che si pone come filo conduttore delle giornate. “Noi propendiamo per la seconda ipotesi – spiega il professore Pietro Busetta, economista, presidente della Fondazione Curella – ed è questo il motivo della scelta degli argomenti e del titolo “Dall’ammuina al nuovo ordine sociale”, di questa nona edizione delle Giornate dell’economia del Mezzogiorno e del trentesimo osservatorio congiunturale. L’ammuina è un’antica pratica in voga sulle navi della flotta borbonica. Un comando che veniva impartito ai marinai e che consisteva nel far muovere la ciurma da una parte all’altra dell’imbarcazione simulando, così, grande agitazione ed un grande impegno”. I fatti dicono che il Sud del Paese si sta spopolando come effetto di un mancato sviluppo dell’area: la peggiore soluzione della questione meridionale per la nostra realtà e per il Paese. Per Busetta “Le soluzioni potevano essere tre”. Osserva l’economista: “La prima avrebbe dovuto prevedere uno sviluppo economico che assorbisse i circa tre milioni di potenziali lavoratori per avvicinare il rapporto da 1 persona su 4 che lavora 1 su 2 del Regno Unito; la seconda avrebbe previsto di assistere con un sussidio da 700 € mensili coloro che fossero rimasti fuori dal mercato del lavoro, quei tre milioni nel Mezzogiorno o sette milioni nel Paese. Una soluzione, questa, che costerebbe però 25 miliardi per il Mezzogiorno o 56 miliardi per tutto il Paese, la qual cosa non è praticabile. La terza, infine, sarebbe quella di spopolare l’area in modo da abbassare il rapporto diminuendo il denominatore, portandolo dai 21 milioni di abitanti a 18 -19 in modo da portare il rapporto tra occupati e popolazione ad un valore più vicino 1 a 2 dei Paesi sviluppati. E questa – afferma il professore Busetta – è l’unica strada che si sta percorrendo, considerato che ormai da una decina di anni il numero di occupati del Mezzogiorno, è fermo su quello zoccolo duro dei sei milioni dai quali non ci si riesce a discostare”. Conclude Busetta: “Il Governo nazionale è dunque chiamato a completare quelle condizioni di Stato minimo che consentano a tutta la Nazione di essere attrattiva. Tutto questo deve essere compreso dal Paese che deve anche riuscire ad avere quella visione di lungo periodo che serve. L’alternativa è la prosecuzione del declino che ormai da oltre vent’anni ci vede non più protagonisti ma figure di secondo piano nella scena mondiale. Per far questo è necessario intervenire con un processo di riforme che riportino il Paese nella posizione che per storia, civiltà e cultura si merita”. Il 2015 è stato un anno particolarmente favorevole per diversi aspetti: annata agraria favorevole, crescita del turismo, accelerazione della spesa pubblica per la chiusura del ciclo di programmazione dei Fondi europei 2007 – 2013, occupazione (+94 mila unità). Tutte le regioni meridionali hanno registrato un segno positivo nella crescita del PIL, la migliore performance è della Basilicata (+5,5%), la più contenuta quella di Campania, Puglia e Sardegna (+0,2%). In sintesi nel 2015 il Sud, ha visto crescere il suo Pil dell’1%, più che nel resto del Paese, dove è stato pari allo 0,7%. Ciò è la conseguenza di alcune condizioni peculiari, che non è scontato si ripetano. In questa ripartenza, l’occupazione, la cui dinamica favorevole è stata in parte dovuta alla forte decontribuzione sulle nuove assunzioni col Jobs Act, è stata decisiva per la crescita del prodotto. La sfida è non lasciare che questa performance conservi i caratteri dell’eccezionalità, e ciò potrà avvenire solo se saranno fatte precise scelte politiche. In base ai dati Simez la ripresa del Paese è più lenta del previsto. Quest’anno il Pil dovrebbe aumentare dello 0,3% al Sud e dello 0,9% nel resto del Paese. Il principale driver della crescita sarebbe costituito dalla domanda interna, innanzitutto dalla spesa delle famiglie sul territorio (+0,7% nel Sud, +0,6% nel Centro-Nord). Che, nelle regioni centrali e settentrionali, verrebbe affiancata da un’accelerazione nella spesa per gli investimenti totali (+2%), mentre al Sud si fermerebbe al +0,6%. Nel 2017 l’evoluzione congiunturale delle due macro aree sarebbe invece simile: +0,9% nel Sud e +1,1% nel Centro-Nord. “Il nodo vero, ancora una volta – come si sostiene nelle Giornate dell’Economie e del Mezzogiorno – è lo sviluppo economico nazionale, per ottenere il quale il Mezzogiorno può essere un’opportunità. L’incontro  è un’occasione per riflettere e commentare sui tratti di fondo delle trasformazioni economiche, sociali e demografiche avvenute nell’area dopo sette anni di recessione ininterrotta. E saranno identificati gli elementi che consentano di rendere più solida e durevole la ripartenza dell’economia meridionale e dell’intero Paese, ben oltre la congiuntura.

Attore comico, opinionista e il più famoso degli insegnanti di lingua inglese per le sue tecniche innovative, John Peter Sloan ha deciso di trasferirsi in Sicilia per lavoro e per viverci. Aprirà una scuola a Menfi, in provincia di Agrigento, il 7 dicembre. L’insegnante attore che ha rivoluzionato i metodi di apprendimento della lingua britannica per bambini e adulti, con quello che è conosciuto come ‘metodo Sloan’ e che punta sullo studio-divertimento e sugli esempi basati su immagini e dialoghi diretti, è autore di decine di grammatiche inglesi e ormai un punto di riferimento per docenti e studenti. Sloan sarà in Sicilia con Asia Gagliano, di Menfi e insegnante di inglese, con cui ha curato il metodo rivolto ai più piccoli e intitolato “Da zero kids”. La “Sloan Scuola di Inglese di Asia Gagliano” sarà aperta ai bambini, agli adulti e ai docenti che vogliono sviluppare al meglio l’apprendimento tra i propri allievi. Quattordici sono le pubblicazioni editoriali di John Peter Sloan – noto anche come comico di Zelig, Amici, Quelli che il calcio, opinionista nei talk show televisivi e speaker per numerose radio – che hanno venduto centinaia di migliaia di copie e che sono pubblicate, oltre che in Italia, in Francia, Germania, Spagna, Polonia e Brasile. Le stesse tecniche, conosciute come metodo Sloan sono applicate anche per insegnare lo spagnolo e il francese. “Parto da un’aula – dice Sloan, nato a Birmingham il 27 febbraio 1969 e in Italia dal 1990 – e spero che col tempo diventeranno due o tre”.  Secondo Sloan “serve tanto l’inglese qui in Sicilia” e “non è colpa dei siciliani se non sono spigliati in inglese. Il problema – osserva – è dei docenti che devono imparare a insegnare. I siciliani, così creativi, hanno di certo una carta in più per imparare le lingue”. Sul suo trasferimento da Milano in Sicilia, Sloan spiega: “Sono stato a Menfi tre anni fa in vacanza e da allora sono tornato più volte in Sicilia, fino alla scelta di trasferirmi definitivamente qui”. E continua: “Non capisco come ho fatto a vivere 20 anni a Milano, quando a Menfi posso lavorare, scrivere e vedere il mare dalla finestra della mia attuale abitazione. E vivere così è fantastico. Qui la vita è bella, semplice e ancora a misura d’uomo”. Questo il suo progetto per la Sicilia, che nasce dall’esperienza vissuta a Roma e Milano: “Bastano poche lezioni per imparare e parlare l’inglese da zero, semplicemente giocando. Voglio fare della mia lingua il passaporto dei siciliani nel mondo. E io voglio scommettere su quest’isola”.

Sarà celebrato’ il 20 gennaio, davanti al tribunale monocratico di Catania, il processo al giornalista Sergio Scandura accusato di diffamazione. A querelare il cronista e’ stata la giornalista Nadia La Malfa, ex addetto stampa del gruppo Pd all’Ars e adesso nell’ufficio di gabinetto dell’assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo. La vicenda risale al 2012 quando Scandura scrisse un articolo sul “Revolution day”, il concerto organizzato per festeggiare a piazza Politeama l’elezione del presidente della Regione Rosario Crocetta. A presentare la manifestazione c’era La Malfa e Scandura scrisse a questo proposito sul quotidiano on line “Linkiesta”: “una presentatrice che – se non fosse per la silhouette (ma solo per quella ci mancherebbe) che porta alla mente una celebre consigliera regionale del Nord Italia – e’ la dolce meta’ del segretario regionale del Pd appena eletto deputato al parlamento siculo”. Per Nadia La Malfa e’ chiaro il riferimento a Nicole Minetti. Il giornalista inoltre insinuerebbe – secondo la querelante – che il suo ruolo nell’ufficio stampa del Pd sia il risultato di una relazione sentimentale con Giuseppe Lupo. Per La Malfa e’ grave anche il fatto che il giornalista abbia violato la sua privacy, scrivendo di questa relazione. (fonte: Ansa)

La povertà e le disuguaglianze sociali sono ancora un’ombra sulla crescita del Sud. Nel 2015, infatti, 10 meridionali su 100 risultano in condizioni di povertà assoluta, contro poco più di 6 nel Centro-Nord. A scattare la fotografia è il “Rapporto Svimez 2016 sull’economia del mezzogiorno”, presentato oggi a Roma dall’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Sud. Il rischio di cadere in povertà è triplo al Sud rispetto al resto del Paese, nelle due regioni più grandi, Sicilia e Campania, sfiora il 40%, avvertono gli analisti.

In Sicilia nei primi sei mesi  dell’anno il tasso di disoccupazione resta fra i piu alti d’Italia: risulta pari al 21,9%, il doppio rispetto alla media nazionale 11,8%. Eppure da gennaio a giugno 2016 nell’Isola aumentano gli occupati: sono oltre 25 mila in piu (+1,9%) rispetto allo stesso periodo dell’anno 2015. Lo rivela Bankitalia nel rapporto semestrale sull’economia della Sicilia. Secondo lo studio la crescita degli occupati ha riguardato soltanto il settore dei servizi (+3,8%) e in particolare il commercio, gli alberghi e i ristoranti, a fronte di un calo nella amministrazione pubblica e nella difesa, in agricoltura, nell’industria in senso stretto e nelle costruzioni. Secondo l’analisi, nei primi 9 mesi dell’anno il ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese siciliane e’ diminuito del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Dal 22 al 25 novembre si tiene in Sicilia Travelexpo Roadshow, l’appuntamento tradizionale di fine anno con workshop no-stop tra operatori turistici e agenti di viaggio per conoscere le opportunità per le festività natalizie e le anticipazioni della prossima stagione. Riconfermata la formula con tappe in giro per la Sicilia: si inizia a Palermo martedì 22 novembre al San Paolo Palace, per proseguire ad Agrigento (il 23 novembre) all’Hotel della Valle; quindi doppio appuntamento giovedì 24 novembre con prima tappa a Siracusa al Parco delle Fontane Hotel e nel tardo pomeriggio a Ragusa al Mediterraneo Palace, prima del gran finale a Catania venerdì 25 novembre al Catania International Airport Hotel. Numerosi gli operatori di livello nazionale che hanno deciso di partecipare, tra compagnie aeree e di navigazione, tour operator, gds, società di noleggio auto, compagnie assicurative, e altri sono in procinto di aggiungersi nei prossimi giorni. Hanno già aderito all’evento Adr Mobility, AirArabia, Air Madagascar, Albatravel Group, Amadeus Italia, Axa Assistance, Boscolo Tours, Catalunya, Caronte&Tourist, Chinasia T.O., Dollar, Easy Parking, Europ Assistance, Expedia Taap, Global Gsa, Grandi Navi Veloci, Hertz, Isola Azzurra Viaggi, Merlinx, Mts City Breaks, Sais Trasporti, Siremar, Thrifty, Traveltool, Tttlines, Vacanze In Camper, Venere.com, Volonline, Vueling. I workshop con light lunch si svolgeranno tutti tra le 12 e le 16, ad eccezione della tappa di Ragusa (18,30 – 21) dove è previsto un post dinner. L’ingresso è gratuito e riservato agli agenti di viaggio, previa pre-registrazione online.

Tra gli addetti ai lavori è conosciuta come ‘Ngs’. Dietro questa sigla c’è la Next Generation Sequencing, un’apparecchiatura di alta tecnologia che sta rivoluzionando lo studio della genomica e della biologia molecolare. Da poche settimane la Ngs è all’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, in particolare all’Ospedale Cervello, dove è stato avviato un sistema che permette di individuare in tempi brevissimi la presenza e la tipologia di malattie genetiche rare, causate da un ampio numero di geni, accorciando un percorso che richiedeva prima oltre un anno per lo studio di un singolo soggetto, in relazione all’ampiezza dei tratti di Dna da analizzare. Tutto questo è stato possibile a Palermo attraverso una sinergia fra l’Unità operativa di Ematologia e malattie rare del sangue (direttore Aurelio Maggio), il laboratorio di diagnostica molecolare delle malattie ematologiche rare (responsabile Antonino Giambona) e il Centro di riferimento regionale per le malattie genetiche rare, cromosomiche e della sindrome di Down (direttore Maria Piccione). La strumentazione permette di ottenere i dati di laboratorio in pochi giorni. Tali dati, particolarmente complessi, vengono elaborati dagli esperti biologi molecolari del Cervello nelle due-tre settimane successive. Ciò permette di definire l’analisi entro un mese rispetto ai 9-12 mesi precedentemente necessari con la metodologia del sequenziamento genico classico. Proprio per le sue caratteristiche la Ngs è utilizzata per esaminare le patologie ad eterogeneità genetica, quelle cioè alle quali sono associati più geni. “La possibilità di amplificare molti geni in contemporanea – sottolinea Aurelio Maggio – e di individuarne alterazioni che potrebbero nascondere patologie come la microcefalia, l’epilessia, l’autismo, altre malattie malformative è spettacolare! E’ come avere in una stanza 150 fotocopiatori che realizzano fotocopie di pezzi di libro (Dna) differenti. Alla fine, dopo qualche ora, la stanza sarà tanto sommersa da questi pezzi di libro che non si potrà far a meno di comprendere cosa ci sia scritto”.
La procedura, l’abbattimento di tempi e costi e i primi casi
La Ngs esamina il Dna del paziente affetto o per il quale si sospetta una malattia genetica e permette di leggere fino a 150 geni contemporaneamente. Il procedimento può essere inoltre utilizzato contemporaneamente per analizzare il Dna di soggetti differenti riducendo ancora di più i tempi di risposta ed abbattendo i costi di oltre il 70%. Il processo seguito da questa apparecchiatura parte in pratica da uno “stampo base” e poi una volta inserito il Dna del paziente insieme ai reagenti, inizia a scansionare la sequenza dei nucleotidi, cioè le unità che compongono una molecola di Dna, e all’interno dei nucleotidi sequenzia le quattro basi che compongono il filamento del Dna. Il procedimento di lettura e di sequenza individua in poco tempo la presenza o meno dell’anomalia genetica. Una volta che la macchina ha esaurito il suo compito, in un massimo appunto di tre giorni, spetta poi al medico analista leggere e studiare questo esito e trarre le conclusioni. In genere bastano non più di tre settimane. I risultati vengono resi disponibili al genetista che si troverà, a questo punto, disponibile una diagnosi per la quale, prima, erano richiesti parecchi mesi. Si potrà, quindi, in tempi brevi intraprendere il percorso terapeutico più appropriato.
Oltre all’abbattimento dei tempi di individuazione delle malattie, gli effetti positivi della Ngs ricadono sui costi aziendali, dall’impiego di forza lavoro per un periodo di pochi giorni piuttosto che di mesi, all’uso limitato dei reagenti, oltre agli effetti a cascata che un’individuazione rapida della malattia comporta per i costi del servizio sanitario. L’utilizzo della NGS è stato preceduto e accompagnato da una approfondita fase di formazione, i cui costi sono stati sostenuti dall’Associazione Piera Cutino.
La prima patologia ad essere testata è stata la sindrome di Noonan, una malattia genetica caratterizzata da un insieme di malformazioni congenite dell’individuo per la quale sono stati individuati 14 geni. La Ngs “sequenzia” quindi il Dna del paziente e scopre dove, e se è presente, il difetto genetico. Nella fase di avvio della Ngs si sta lavorando o si lavorerà anche sulle microcefalie autosomiche recessive. Inoltre, la Ngs è la procedura portante del progetto nazionale di ricerca sulle distrofie retiniche che vede la collaborazione dell’Aris (Associazione retinopatici e ipovedenti siciliani), diretta da Rocco Di Lorenzo, e il gruppo della Dr.ssa Elena D’Alcamo dell’Unità di Ricerca “Piera Cutino”. Ma il campo di applicazione della Ngs è molto ampio e comprende di fatto tutte le patologie genetiche.

Giornalisti, economisti, rappresentanti delle istituzioni e imprenditori si riuniranno al Festival del giornalismo enogastronomico che si terrà a Galati Mamertino, nel Messinese, dall’11 al 13 novembre, per discutere di sviluppo nel territorio dei Nebrodi. Il tema della manifestazione, giunta quest’anno alla terza edizione, è “Il futuro e’ local”. Il Festival è organizzato dall’associazione Network in collaborazione con il comune di Galati Mamertino, Unioncamere Sicilia, Credito siciliano e l’azienda locale De Gusto. Sarà un’occasione di incontro e discussione a partire proprio da un circuito economico virtuoso ma ancora, purtroppo, embrionale e non sistemico, che si sta avviando in quest’area della Sicilia. Il Festival si pone soprattutto come un’occasione di lavoro, un modo per fare network e sviluppare business in un territorio che vede una crescente attenzione del mercato cinese per i prodotti di Suino nero, la costituzione del consorzio per la commercializzazione della Provola dei Nebrodi, attivita’ di promozione e di organizzazione di eventi, escursioni dell’associazione La Stretta di Longi, alta qualita’ della ristorazione, il progetto del pane dei Nebrodi come presidio Slow Food, il ritorno alla semina del grano antico siciliano. La formula del Festival e’ quella di far incontrare in un unico contesto (che quest’anno e’ l’Incubatore dei Nebrodi che si trova a Galati) addetti ai lavori ma non solo. Saranno presentate iniziative che puntano sui prodotti locali (dai salumi ai formaggi, alle conserve) E poi sara’ l’occasione per i giovani per incontrare gli esperti, chiedere informazioni, approfondire alcuni aspetti per una possibile iniziativa imprenditoriale. Tra gli appuntamenti di questa edizione del Festival, la tavola rotonda di venerdi’ pomeriggio che tratterà il tema “Tra filiere e innovazione, le prospettive dello sviluppo locale”, e quella di sabato mattina dal titolo “Verso la creazione del Biodistretto dei Nebrodi” per iniziativa del comune di Mirto. Sabato pomeriggio un altro importante incontro dal tema “Dal produttore al consumatore: il valore della filiera corta”. Venerdi’ pomeriggio saranno presenti il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, e il vicepresidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Santino Franchina. Sabato pomeriggio interverra’ l’europarlamentare Michela Giuffrida. Nel corso della tre-giorni verranno presentati i libri dei giornalisti Lidia Tilotta e Salvo Toscano.