Cose di Sicilia

“Sono molto felice che il professore Fabrizio Micari abbia deciso di indicare come vicepresidente della Regione Giovanni La via”. Cosi’ il leader di Alternativa Popolare Angelino Alfano a Palermo durante la conferenza stampa per la presentazione del programma per le Regionali in Sicilia, annunciando il ticket tra il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana, Fabrizio Micari e Giovanni La Via. “E’ un momento molto importante: avevamo indicato una terna di nomi tra D’Alia, La Via e Misuraca. Oggi abbiamo avuto oggi il riconoscimento di una indicazione importante perche’ il professore La Via sara’ il nostro porta bandiera in campagna elettorale: illustrera’ provincia per provincia il nostro programma. Credo che i moderati siciliani potranno riconoscersi attorno alla candidatura seria, competente e giovane di Micari e La Via. Sara’ un ticket bello anche perche’ Micari e’ la via giusta”.

“La sinistra non la consideriamo un avversario in Sicilia, l’avversario sono i Cinque stelle”. Lo ha detto il coordinatore di Fi in Sicilia Gianfranco Micciche’ durante il dibattito organizzato da L’Opionione nel parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca). “La partita in Sicilia sara’ decisiva a livello nazionale? Credo di si’ – ha detto ancora Micciche’ -, se cosi non fosse probabilmente non avremmo chiuso cosi’ bene gli accordi di coalizione come abbiamo chiuso. La Lega in Sicilia non ha tanti voti, la Meloni comincia ora a costruire una struttura. Abbiamo fatto fatica anche a convincere il presidente Berlusconi, ma e’ chiaro che dovevamo stare tutti insieme. Abbiamo sei liste, tutte competitive. Abbiamo generato uno stato confusionale nei centristi di Casini e Alfano. Sembra che Alfano indichi una strada e i suoi vanno da un’altra. La sinistra in Sicilia non ha una testa pensante, con chi parli parli sembra di parlare con un muro. I migliori del Pd se ne sono andati con la sinistra di Fava e Articolo Uno. La sinistra non la consideriamo un avversario, consideriamo avversari i Cinque Stelle. Tre mesi fa sembrava non ci fosse partita per la Sicilia. Oggi la partita c’e’ ma credo alla fine la coppa la prenderemo noi”.

“In Sicilia il consenso, in passato, si e’ ottenuto con il favore, con i figli che affollavano le segreterie dei partiti per un diritto sacrosanto che e’ quello al lavoro ed e’ questo quello che noi dobbiamo spiegare siciliani. Serve uno shock serve ridare speranza ragazzi”. L’ha detto il candidato del centro destra alla presidenza della Regione Nello Musumeci, intervenendo nel corso della prima uscita pubblica d’apertura della campagna elettorale per la corsa a Palazzo D’Orleans. “La partita si vince proponendo cose concrete – ha aggiunto – basta col libro dei sogni, se penso al programma di Crocetta… impresentabile sotto ogni aspetto, con tutto il rispetto per la persona; una mostruosita’ politica e istituzionale”.

“Quello che serve e’ novita’ e competenza nella costruzione di un progetto politico che sia vincente e’ che dia delle azioni concrete per il futuro di questa terra”. Lo ha detto Fabrizio Micari alla presidenza della Regione Siciliana in un incontro a Taormina con Matteo Renzi. “Convincere la gente ad andare a votare – ha aggiunto il rettore di Palermo – dipende da noi, da quello che siamo disposti a fare in queste settimane per dimostrare la bonta’ di un progetto. Se non si hanno idee e se non si hanno nuovi progetti le persone non crederanno nel futuro”.

“Se non avessi conosciuto per tempo Fabrizio Ferrandelli, leggendo il comunicato col quale annuncia che alle prossime elezioni regionali sosterra’ la candidatura di Micari alla Presidenza della Regione, sarei rimasta sbigottita cosi’ come lo rimarranno di certo le migliaia di persone che, ingannate, lo hanno votato”. Lo afferma la consigliera comunale a Palermo, Marianna Caronia. “Ma ormai non c’e’ piu’ niente che Ferrandelli possa fare per meravigliarci. – aggiunge – Subito dopo aver avuto il sostegno di buona parte del centro destra e della sottoscritta nelle recenti elezioni amministrative, si e’ consegnato mani e piedi al sindaco Orlando calpestando in concorso con lo stesso e con altri le piu’ elementari regole della democrazia. Adesso un’altra bella virata a sinistra usando strumentalmente e demagogicamente la scusa della presunta resa dei moderati alla destra”.

“Per me è impensabile una Sicilia in mano a Salvini. Per questo dopo che si è chiuso il quadro attorno alla candidatura di Musumeci, con una resa dei moderati all’estrema destra antieuropea e antimeridionale, ho incontrato Matteo Renzi e ho dato la mia disponibilità per discutere insieme di un progetto di governo per la Sicilia, che corrisponda a quello che il movimento de ‘I Coraggiosi’ ha sempre immaginato per le nostre Città e per l’isola: un progetto cui le forze moderate si sono sottratte, preferendo l’abbraccio mortale con i populismi ad una prospettiva moderna ed europeista, che è l’unica che ci interessa. Di questo e del futuro della Sicilia, abbiamo parlato con Matteo Renzi”. Lo dichiara Fabrizio Ferrandelli, leader dei ‘Coraggiosi’. “Nelle prossime ore – aggiunge – convocherò l’assemblea dei Coraggiosi e proporrò di approvare l’appoggio attivo, in tutte le province, al professor Micari”.

“Il ritiro di Rosario Crocetta dalla competizione elettorale per le regionali e’ emblematico del totale fallimento degli ultimi cinque anni di governo. Crocetta e il Partito Democratico hanno illuso i siciliani per poi lasciarli con un pugno di mosche in mano, ancora piu’ poveri ed ancora piu’ soli. Prima gli annunci fragorosi, poi la rivoluzione mancata. Acqua, rifiuti, province, formazione e forestali, sono solo alcune delle tante riforme sbandierate e non portate a termine. La Sicilia ha perso cinque anni importanti. Ora si deve voltare pagina, con una maggioranza finalmente responsabile ed un governatore, Nello Musumeci, che dia alla nostra terra una reale occasione di riscatto e crescita”. Lo dice Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars. 

L’editore palermitano Ottavio Navarra appoggia la candidatura di Claudio Fava alla presidenza della Regione Sicilia. Lo si annuncia in una nota congiunta di Navarra e dello stesso Fava in cui entrambi definiscono i punti di forte condivisione nella sfida elettorale siciliana, a partire dalla “costruzione di un polo alternativo a quelli esistenti non in grado di rappresentare una risposta alle speranze dei siciliani”. Fava e Navarra apprezzano il percorso avviato da mesi da centinaia di attivisti con il supporto di diverse forze politiche della sinistra, di movimenti e realtà associative, “percorso che ha creato le premesse di questo progetto” e, alla luce di tutto ciò, danno appuntamento per il 10 settembre ad una assemblea regionale alla quale proporre un percorso programmatico e la candidatura di Claudio Fava. “L’assemblea sancirà l’atto di nascita di una sfida politica che non si esaurirà con il voto del 5 novembre – scrivono Fava e Navarra -. Per questo chiamiamo a raccolta le esperienze migliori della società siciliana. E’ il tempo di un cambiamento necessario ed utile. Vogliamo mettere a disposizione – proseguono Fava e Navarra – dei siciliani e di tutte le forze che sostengono questo progetto le nostre competenze e la nostra passione”.

“Non intendiamo esprimere giudizi e nemmeno entrare nel merito di scelte personali che sono a totale appannaggio dell’uomo, ma come soggetti della societa’ civile che rappresentiamo e parti sociali dell’istituzione Universita’, non possiamo rimanere indifferenti sulla scelta fatta dal magnifico rettore di Palermo, Fabrizio Micari, che a nostro avviso, mette l’Universita’ in seria difficolta’ istituzionale”. Cosi’ il segretario della Cisl Universita’ Palermo-Trapani, Maurizio Ippolito, interviene sulla candidatura alle elezioni regionali del rettore di Palermo, Fabrizio Micari. “Rimaniamo sbigottiti dal fatto che in questo frullatore mediatico – aggiunge – sia stata catapultata l’Universita’ di Palermo con il suo Rettore, trascinando cosi’ negli ambiti di discussione di schieramenti e alleanze politiche tutta la comunita’ accademica, visto il suo ruolo di legale rappresentante”. “Non vogliamo commentare le dichiarazioni fatte ai media – sottolinea il sindacalista -, ma apparira’ evidente che nel pieno di una ristrutturazione, ancora non completata e da noi contestata insieme a una parte dei sindacati tanto da dichiarare uno sciopero per il prossimo 20, questa scelta contraddice in modo netto quanto promesso all’elettorato accademico poco piu’ di 2 anni fa, in occasione della sua elezione. Ci chiediamo come possa conciliare la propria disponibilita’ a candidarsi per uno schieramento politico e svolgere il ruolo di super partes che deve necessariamente avere un Rettore a capo di una comunita’ accademica di oltre 5 mila dipendenti e 45 mila studenti”. “Non potra’ che rappresentare solo una parte, in netta contraddizione all’articolo 1 comma 5 dello Statuto dell’Universita’ che ribadisce il ‘carattere laico, pluralistico e indipendente da ogni orientamento ideologico, religioso e politico’ del ruolo”, conclude.

Armao o Musumeci candidato governatore in Sicilia? “Noi di ‘Cantiere popolare’ non abbiamo mai posto veti, nè pregiudiziali nei confronti di qualcuno, nemmeno su Musumeci. Registriamo, però, che quest’ultimo non ha preso le distanze nei confronti di coloro i quali si sono espressi con valutazioni politiche e non solo, lontane del nostro modo di vedere”. Nelle ultime ore si parla con insistenza di un’intesa ormai chiusa nel centrodestra sul nome di Nello Musumeci alla presidenza della Regione siciliana, ma Saverio Romano, leader di ‘Cantiere popolare’, spiega all’Adnkronos: ”Ad oggi ufficialmente non ci è stata proposta alcuna candidatura” e ”per noi è ancora in campo quella del professor Lagalla”. I centristi di ‘Cantiere popolare’, sono in “riunione permanente”, si sono visti stamattina e torneranno a riunirsi nel pomeriggio. Romano fa il punto della situazione: ”E’ fallita l’ipotesi alla quale abbiamo lavorato io e Miccichè principalmente per allargare la coalizione a un fronte centrista che fino ad oggi non c’è stato. Due nuovi partner della coalizione, che fino ad ora in Sicilia non erano presenti come la Meloni e Salvini, hanno prima posto un ‘non possumus’ all’alleanza con Alfano e successivamente hanno detto che ci stavano ad un’intesa elettorale, ma solo se il candidato fosse di loro espressione, snaturando anche il profilo civico che Musumeci in questi ultimi anni si era dato e facendolo apparire più di destra di quanto non sia”. “Tutto ciò, ovviamente -avverte- mette in crisi un sistema di alleanze in Sicilia, che fino ad oggi prevedeva una forte leadership moderata con Forza Italia interlocutore forte, stabile e di garanzia”. ”Tutto questo -spiega Romano- è diventato oggetto di dibattito dentro al mio partito ‘Cantiere popolare’ e con i miei tradizionali e naturali interlocutori, gli Autonomisti, il Movimento civico di Ferrandelli e ‘Idea Sicilia’ del professore Lagalla, prenderemo una decisione sul da farsi, tenuto conto che ancora oggi ufficialmente non c’è stata avanzata alcuna proposta di candidatura e di coalizione e che quella del professo Lagalla è ancora in campo”. Se Silvio Berlusconi e Lega-Fdi convergeranno su Musumeci, ‘Cantiere popolare’ è pronto a correre da solo? “Intanto la nostra valutazione verte su ciò che è già accaduto, ogni cosa a suo tempo”, dice l’ex ministro dell’Agricoltura. (Adnkronos)