Aleppo

Nelle ultime 24 ore quasi 3 mila bambini sono stati evacuati da Aleppo orientale in Siria, ma “centinaia di altri bambini vulnerabili sono ancora intrappolati in questa parte della città e rischiano di morire se non saranno evacuati in breve tempo”. Lo dice in una nota Anthony Lake, direttore generale Unicef. Fra gli oltre 2.700 bambini evacuati da Aleppo est alcuni sono malati, altri feriti e molti hanno perso i genitori. “L’Unicef e i suoi partner – aggiunge Lake – sono in attesa, pronti ad evacuare questi bambini. Imploriamo tutte le parti coinvolte nel conflitto di permetterci di portarli in salvo”.

I lealisti avanzano su Aleppo Est e controllano la ‘Città vecchia’ dopo la conquista di oggi di altri due sobborghi. Secondo Russia Today le truppe di Assad hanno riconquistato l’85% di Aleppo Est dopo una violenta battaglia con i ribelli. Un consigliere militare russo, Ruslan Galitsky, e’ morto per le ferite riportate in un attacco dell’opposizione siriana moderata su un quartiere residenziale di Aleppo. A renderlo noto è stato il ministero della Difesa russo. E’ di oltre 50 civili uccisi il bilancio dei bombardamenti aerei governativi e russi su Aleppo est nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono fonti mediche della protezione civile dei quartieri sud-orientali di Aleppo. Intanto i capi dell’opposizione siriana ad Aleppo hanno presentato una proposta di tregua per la durata di 5 giorni. Secondo l’emittente televisiva “al Jazeera”, l’obiettivo dell’opposizione siriana e’ permettere ai civili di uscire dalle zone assediate della citta’, in particolare per poter prestare soccorso ai feriti.

Sono circa 10mila i civili fuggiti dalla periferia orientale della città siriana di Aleppo, dove le forze governative hanno ripreso il controllo di questa parte della città. Lo rende noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Gli sfollati hanno raggiunto zone della città sotto il controllo delle forze siriane democratiche (Fsd) un’alleanza curda-arabo sostenuta dagli Stati Uniti. Circa 6mila civili sono fuggiti da Aleppo orientale al quartiere Shaykh Maqsud, nel nord, controllato da Fsd, mentre 4mila persone si sono spostate in zone controllate dalle forze governative. Intanto l’Onu, l’Unicef e numerose organizzazioni non governative continuano a lanciare appelli richiamando l’attenzione sulle condizioni dei civili intrappolati ad Aleppo, che sono insostenibili. Circa 250mila persone, soltanto nell’area Est della città, sono sotto l’assedio imposto dal regime di Damasco da oltre 4 mesi, mentre continuano i raid aerei intensificati nelle ultime settimane.

“Occorre fermare la strage ad Aleppo” e il tempo perche’ la Russia eserciti la sua azione “moderatrice” sul regime di Damasco si sta esaurendo: cosi’ il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervenuto stamane alla trasmissione Rai, Radio Anch’io. Il responsabile della Farnesina ha escluso la possibilita’ di nuove sanzioni a Mosca e indicato la diplomazia come la strada per arrivare a una tregua dei bombardamenti. E in questo senso ha lanciato un allerta a Mosca: “Non si puo’ ignorare che c’e’ un responsabile principale della strage di Aleppo, ed e’ il regime siriano. Oggi Damasco ha l’idea di poter conquistare Aleppo est, distruggendola e bombardandola. E’ inaccettabile che la Russia gli dia copertura”. “Il messaggio al governo di Mosca -ha sottolineato- deve essere chiaro: proprio noi italiani che abbiamo sempre sottolineato la possibilita’ di un ruolo moderatore della Russia siamo alle ultime verifiche: o la strage finisce, subito, ni questo momento oppure, se continuano i bombardamenti, sara’ molto difficile ricostruire un clima adeguato”.

“Più di 3,7 milioni di bambini siriani sotto i 5 anni non conoscono altro che fughe, violenze e insicurezza. Circa 306.000 sono nati come rifugiati nei Paesi vicini.” Lo ha detto Christophe Boulierac, portavoce dell’Unicef, che stima la necessità di aiuti umanitari in Siria e nei paesi vicini per 8,4 milioni di bambini. Peggiorata per i civili la situazione nella parte orientale di Aleppo dove le famiglie hanno rubinetti a secco e non accedono alla rete pubblica di acqua. Molte di queste la cercano nei pozzi con rischio di malattie. Dall’Unicef un appello alle parti in conflitto affinché consentano l’accesso sicuro ai tecnici per riparare le reti elettriche in modo da ripristinare la fornitura d’acqua in città.