Annamaria Furlan

“Non si tratta di contrapporre le ragioni degli anziani a quelle dei giovani. Rivedere l’automatismo che lega l’adeguamento dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita e’ un’iniziativa che invece va proprio a favore dei giovani”. E’ quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un’intervista al quotidiano la Repubblica. “Le analisi che sono state proposte da Cesare Damiano e da Maurizio Sacconi danno proeizioni molto diverse rispetto a quelle dell’Inps. Inoltre la maggiore crescita del Pil, la flessibilita’ che il nostro governo deve pretendere dalla Ue e un po’ di piu’ di sana lotta all’evasione potrebbero permetterci di trovare maggiori risorse”, aggiunge la leader della Cisl. “Non abbiamo chiesto la cancellazione del meccanismo sull’aspettativa di vita. Abbiamo chiesto invece di ripensarlo, anche perche’ l’aspettativa di vita non e’ uniforme, varia da lavoro a lavoro. Un meccanismo cosi’ draconiano andrebbe rivisitato anche in considerazione dei lavori usuranti. In prospettiva, lavorare fino a 70 anni per tutti e’ inimmaginabile. Credo che questa situazione vada analizzata meglio, e infatti c’e’ un tavolo aperto con il governo. Ci rivedremo tra fine agosto e i primi di settembre”. Per Furlan “l’Ape sociale e l’Ape volontaria sono meccanismi di flessibilita’ per l’anticipo in uscita, ma intanto il meccanismo dell’aspettativa di vita va avanti come se nulla fosse. Credo che invece fermarsi e valutare sia importante, anche per dare prospettive ai giovani. Ed e’ inaccettabile che questa esigenza debba essere messa in contrapposizione agli incentivi per le assunzioni giovanili che il governo intende varare, invece mirano entrambi a dare al Paese la spinta per crescere”. La segretaria della Cisl ha precisato infine che “stiamo parlando non dei pensionati attuali, ma di quelli che in pensione ci dovranno andare, compresi i giovani, che con il meccanismo del contributivo avranno una pensione insostenibile. Il tema del calcolo della pensione futura, e della creazione di una pensione di garanzia, che copra i tanti momenti di precariato e di buchi contributivi che i lavoratori attuali si ritroveranno a fine carriera non interessa gli anziani, ma proprio i giovani. Il problema e’ che in questo Paese il tema dello scontro tra generazioni piace alla politica, mentre invece e’ la coesione tra generazioni che ha reso grande l’Italia”.

“Giovanni Falcone e Paolo Borsellino avevano cercato di combattere la mafia con grandi capacita’ investigative, individuando responsabilita’, connivenze e connessioni, anche dentro lo Stato”. E’ quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annanaria Furlan, in un editoriale pubblicato oggi sul Giornale di Sicilia a 25 anni dalla strage di Capaci, come riporta una nota. “La mafia e’ composta da uomini che si possono sconfiggere, purche’ lo si voglia’, diceva Giovanni Falcone. Ed oggi quelle sue parole profetiche rimangono attuali, in una Italia dove la presenza e le infiltrazioni di mafia, ‘ndrangheta e camorra sono forse ancora piu’ forti del passato ed anzi si sono estese in tutte le aree del paese, nelle attivita’ economiche, negli appalti pubblici, nel gioco d’azzardo, nella gestione dei rifiuti, nello sfruttamento dell’immigrazione clandestina e persino nell’utilizzo delle risorse pubbliche per l’accoglienza dei profughi”. La leader della Cisl ricorda che un mese dopo la strage di Capaci fu il mondo del lavoro a scendere in campo per sollecitare una risposta unitaria ed attiva di tutto il paese, senza distinzioni, di fronte all’attacco portato al cuore delle istituzioni democratiche dalla mafia.

“Bisogna salvare la nostra compagnia di bandiera perche’ e’ un asset fondamentale anche per il turismo del nostro paese. Aspettiamo la decisione degli azionisti e del governo. Ma Bisogna evitare a tutti i costi la liquidazione e la svendita a pezzi di Alitalia. Sarebbe un disastro per i lavoratori di Alitalia e anche per quelli dell’indotto”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan.

“La democrazia economica e la partecipazione organizzativa sono gli strumenti per rendere i lavoratori piu’ forti, protagonisti attivi del cambiamento”. Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, nel suo intervento conclusivo al Congresso della Cisl dell’area metropolitana di Torino-Canavese. “Attraverso la contrattazione, la partecipazione ed anche i fondi previdenziali possiamo influenzare le imprese, dove e come si produce, contribuire alla qualita’ ed alla competitivita’ delle aziende. Questa e’ la grande sfida che la Cisl lancera’ nel suo Congresso, adeguandoci al cambiamento anche sul piano organizzativo”. La Furlan ha sottolineato che “i processi di innovazione di industria 4.0 dovranno vedere anche una valorizzazione del ruolo del lavoro 4.0 e della formazione 4.0 come avviene da tempo in Germania in modo dare nuovo slancio alla contrattazione aziendale ed al ruolo dei delegati”.

“E’ importante quello che oggi assieme alla Ces diremo ai grandi dell’Europa, che, se non vuole morire, deve assolutamente cambiare. Deve diventare l’Europa che mette al centro il lavoro, lo sviluppo, l’occupazione, il welfare dei cittadini”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, a margine dell’incontro delle tre confederazioni italiane con la segreteria della Ces, la confederazione europea dei sindacati, e i rappresentanti di delle organizzazioni dei lavoratori di alcuni Paesi europei nell’ambito delle celebrazioni per i 60 dei Trattati di Roma. “Questo è il mandato che noi affidiamo a loro – ha proseguito – e non vogliamo essere delusi come non vogliono essere delusi gli uomini e le donne convintamente europeiste, ma vogliono sentire un Europa vicina, un’Europa che si occupi dei problemi della gente. Credo che davanti agli attentati terroristici l’Europa debba essere ancora più forte e unita. L’Europa deve rispondere a tutto questo perché è fondamentale per l’equilibrio del mondo. E’ e deve essere costruttrice di pace, ma questo si può realizzare davvero solo se si iniziano a costruire gli Stati Uniti d’Europa, un’unica politica economica; un’unica politica di welfare; e anche un’unica politica che sappia rispondere agli attacchi terroristici”.