Berlusconi

“La candidatura di Silvio Berlusconi e’ naturale e doverosa da parte sua: senza Silvio in campo del centrodestra rimane ben poco. Lunedi’ al Congresso di Rivoluzione Cristiana attendiamo la conferma della settima discesa in campo di Berlusconi, la piu’ imprevedibile ed entusiasmante”. Cosi’ il presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi ricordando l’appuntamento del Congresso di lunedi’ 28 novembre.

“O si cambia o se vogliono galleggiare ne trovano altri, si resta con i soliti”. Così il premier Matteo Renzi a Rtl 102.5. “Ma se qualcuno vuole fare strani pasticci il giorno dopo li fa senza di me. Se i cittadini dicono di No e vogliono un sistema che è quello decrepito che non funziona, io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo o un governicchio. Il governo tecnico l’abbiamo avuto più volte e sonno salite le tasse”. “Io non sono disposto a stare ai giochini della vecchia politica. Io non ce la faccio a restare abbarbicato a una poltrona con il gusto di mantenere la poltrona. Io sto qui se posso cambiare le cose. Il 5 dicembre non c’è l’invasione delle cavallette o l’Armageddon. Se vince il No, rimane tutto come adesso. Gli italiani non si devono far fregare dai politici, che cercano un pretesto per conservare i privilegi che hanno sempre avuto. Stanno cercando tanti pretesti per difendere i loro privilegi. Ormai mi sembra evidente che si fa comunque la legge elettorale nuova, in ogni caso. Non ci vedo niente di male nell’Italicum perché il ballottaggio mi sembra la cosa più giusta. In Parlamento uno vuole una cosa, uno l’altra, uno le preferenze, uno i collegi che sono una cosa meravigliosa. Ma sia che vinca il Sì, sia che vinca il No la legge va cambiata. Ormai è chiaro. E questo elimina anche il problema del combinato disposto con il referendum”. E infine la sfida con gli altri leader. “A quindici giorni dal voto, ribadisco che mi piacerebbe fare un confronto civile con Silvio Berlusconi e un confronto con Beppe Grillo, che sono i capi dei due partiti principali, insieme a quello che io rappresento. Possiamo farlo in radio, in tv: il problema non è dove farlo ma se accettano, ma mi piacerebbe un confronto civile, pacato”. “Grillo dice che vuole che io mi confronti con uno più giovane: sono disposto a farlo con il figlio di Casaleggio”. Renzi risponde anche al Cav che lo ha definito l’unico leader in questo momento in politica. Perché Silvio Berlusconi ha detto che Matteo Renzi è l’unico leader? “Non lo so, per me la spiegazione ora è difficile da trovare. Con rispetto per Berlusconi, una volta mi definisce un pericoloso dittatore, un’altra volta un leader… Il fatto è che adesso c’è una riforma che anche gli elettori di Berlusconi, molti di quelli che in passato hanno votato Forza Italia, non possono non votare e fanno fatica a motivare un No che è dettato da antipatia per il governo in carica. Anche Berlusconi è d’accordo con la riforma ma poi ha tolto il sostegno dopo l’elezione di Mattarella”.

 

“Dietro gli ondeggiamenti di Berlusconi sulle persone (da Toti a Parisi) c’e’ una profonda incertezza sulla linea politica. Il cavaliere ancora non ha deciso se accentuare il ruolo di centro di Forza Italia o investire tutte le sue limitate risorse politiche in una coalizione di centro-destra, in questo secondo caso rassegnandosi alla leadership di Salvini”. Lo dice Fabrizio Cicchitto (Ncd), che aggiunge: “Invece Berlusconi vorrebbe la botte piena, la moglie ubriaca e l’amante ingioiellata: cioe’ vorrebbe ricomporre il centro-destra, riprendere la leadership con Salvini messo in riga, ed essere riconosciuto come il ‘grande vecchio’ che contratta a nome di tutti con un Pd e un Renzi ammaccati auspicabilmente dalla vittoria del No. Salvini, pero’, non accetta ne’ la graduatoria ne’ l’ordine di servizio di Berlusconi e anzi propone la sua leadership la sua ‘narrazione’ politica (Trump, via dall’euro, muri e respingimenti) e vuole le primarie”. “Berlusconi- conclude Cicchitto- e’ di fronte a una scelta, cosa per lui sgradevolissima, perche’ ha sempre cercato di non scegliere preferendo la somma delle forze piu’ varie che pero’ hanno un comune denominatore e cioe’ l’accettazione della sua leadership e anche di una linea politica a zig zag”.

E pensare che gli argomenti e le opportunita’ per un ritorno al potere del centrodestra nel nostro Paese ci sarebbero tutti. Pazienza. Il problema e’ che Silvio Berlusconi non vuol farsi da parte, ne’ di lato e neanche fingere di ritirarsi per agire dietro le quinte. Tutto deve ruotare attorno alla sua persona, con le conseguenze nefaste che conosciamo. Dopo avere lanciato Stefano Parisi con il compito di unificare quel che resta del centrodestra, oggi dobbiamo assistere alla sua delegittimazione ‘nessuna leadership se continua lo scontro con Salvini’ ha sentenziato il Cavaliere. In pratica, Re Silvio ha intimato al manager non solo di non litigare con il leader della Lega – ringalluzzito per la vittoria di Trump – ma anche di porgergli l’altra guancia, tutte le volte che lo prendera’ a sberle. Non si capisce dunque quale funzione Stefano Parisi debba conservare, se non quella di utile idiota nell’attesa che il contesto cambi. Una specie di traghettatore verso il Nulla. La realta’ e’ che Parisi e’ gia’ stato sacrificato sull’altare di una unita’ del centrodestra che non e’ nelle cose, sino a quando tutto dovra’ continuare a ruotare attorno all’ottuagenario Berlusconi che lavora affinche’ dopo di lui restino solo le macerie, anticipandone addirittura i tempi.

“Matteo Salvini si candida alla leadership di un centrodestra che interpreta bisogni ed esigenze e che da’ risposte concrete, non birignao, non il si potrebbe, ma coraggiose”. Così il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti a margine della manifestazione della Lega Nord a Firenze per il ‘no’ al referendum costituzionale. “Questa e’ la Lega ed e’ il messaggio che parte da qua”, afferma il governatore. “Berlusconi non c’e’ per motivi giustificabili io credo, – aggiunge – poi gli altri vedremo. Sono decisioni che prendera’ Salvini, che sta facendo un ottimo lavoro davvero, rinfrancato anche da quello che e’ successo di la’ dall’Atlantico, che noi avevamo previsto, io l’avevo previsto. Sono molto soddisfatto”.

L’elettorato di centrodestra e’ da sempre per le riforme istituzionali. Questa riforma ‘porta la firma di Berlusconi’ si disse in Aula. Forza Italia dunque dovrebbe essere per il si’. Invece, per inseguire un’effimera vendetta contro Renzi, il Cavaliere sta facendo un regalo a Grillo. Senza rendersene conto sta organizzando la volata finale che portera’ il M5S a vincere le prossime elezioni politiche”. Lo afferma Marcello Pera a margine di un’iniziativa di Liberi Si’. “Silvio Berlusconi – ha aggiunto – non e’ piu’ il leader forte e coraggioso di un tempo. A furia di farsi concavo e convesso con tutti e su tutto, e’ diventato un politicante piatto. Ormai subisce gli eventi e si limita ad assecondare il sondaggio di giornata. Il suo contributo politico in questi ultimi mesi? Usare Parisi contro i dirigenti di Forza Italia per poi aizzare questi ultimi contro lo stesso Parisi. Senza parlare della fatidica conferenza programmatica di novembre che e’ servita a tener buoni i suoi e di cui non si sa piu’ nulla, un copione che conosciamo bene. Cosi’ facendo, Berlusconi ha gia’ portato alla disintegrazione del centrodestra. Continuando su questa strada, regalera’ l’Italia a Grillo, la dara’ vinta ai cattocomunisti della Prima Repubblica e riconsegnera’ il Pd a D’Alema: davvero una misera eredita’ politica. Silvio – ha concluso Pera – che ti e’ successo? Come fai a parlare di rischio autoritario? Dove e’ il leader che voleva il 51% dei voti per governare? Ti ricordi quando volevi il presidenzialismo e ti lamentavi di avere meno poteri di un sindaco? Non ti consento di rinnegare la tua storia e quella di Forza Italia’

Sale di un punto, in una settimana, la fiducia in Matteo Renzi (32%), e nel governo (30%). Lo dice l’Istituto Ixe’, che ha fatto un sondaggio illustrato oggi ad Agora’ (Raitre). Tra i leader politici, al comando c’e’ sempre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ottiene piena fiducia dal 53% degli italiani. – FIDUCIA NEI LEADER: MATTARELLA 53% (+3%) RENZI 32% (+1%) MELONI 22% (+1%) GRILLO 21% (+1%) DI MAIO 18% (+1%) SALVINI 17% PARISI 13%  (-1%) BERLUSCONI 13% ALFANO 10% (+1%) ZANETTI 10% (+1%). Per quanto riguarda i partiti, il Pd in testa. Guadagna il Pd e perde (lievemente) il M5S nelle intenzioni di voto dell’Istituto Ixe’. Il partito guidato da Matteo Renzi, in una settimana, passa dal 33,1% al 33,4% (+0,3%), mentre il M5S scende dello 0,2%, fermandosi al 29,1%. La Lega Nord cala di mezzo punto (13,4%). Scende anche Forza Italia, che passa dal 9,6% al 9,5%. INTENZIONI DI VOTO 4 novembre: PD 33,4%, M5S 29,1%, LEGA 13,4%, FI 9,5%  SIN.IT. 3,7% , FDI 3,2% , AP(NCD+UDC) 2,4% VERDI 0,9% 1,0% -0,1% PRC 0,6%, SC 0,3%. Referendum,affluenza al 58%.”No” in vantaggio. Sale al 58% (+2%) l’ipotesi di affluenza alle urne, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre, mentre si riduce a un punto la forbice tra “Si'” e “No”, a vantaggio di chi e’ contro la riforma voluta dal governo (39% a 38%. Una settimana fa la situazione era 40% a 37% per il “No”). Gli elettori del Pd rimangono fortemente propensi a votare “Si'” (73%), quelli M5S e Lega Nord a votare “No” (69% e 60%). – ANDRA’ A VOTARE AL REFERENDUM COSTITUZIONALE? SI’ 58%, NO 30%, NON SA 12% COME VOTERA’ AL REFERENDUM COSTITUZIONALE? (tra chi andra’ a votare) SI’ 38%, NO 39%, NON SA 23% 23%

I politici continuano a dividersi e a protestare sul ruolo dell’informazione televisiva in relazione al referendum. I detrattori del governo e del premier insistono sulla presenza preponderante delle ragioni del Sì sul quesito referendario. Adesso il leader della Lega auspica un ruolo piu’ attivo di Mediaset in senso inverso, non fosse altro che per il fatto che Berlusconi sostiene le ragioni del No. In realtà dovrebbe essere garantito spazio eguale a tutti su ogni network. Ma Salvini non la pensa così ‘Sul voto del 4 dicembre “spero ci sia l’impegno del partito Forza Italia e anche dei canali Mediaset. Alcune trasmissioni Mediaset sembrano la Rai, onore a La7 che mantiene un’aura di imparzialita’”. Lo dice Matteo Salvini, segretario della lega nord, a ‘Omnibus’ su La7.

Secondo Silvio Berlusconi, per assicurare rappresentativita’ e governabilita’ “l’unica direzione possibile di riforma elettorale e’ il ritorno al proporzionale con una seria soglia di sbarramento. Se nessuno dovesse davvero prevalere sara’ necessario un accordo tra due poli, come e’ avvenuto in Germania, in Spagna e in Austria”. Lo ha detto Silvio Berlusconi a Bruno Vespa per il libro “C’eravamo tanto amati. Amore e politica. Riti e miti. Una storia del costume italiano” in uscita il 4 novembre da Mondadori- Rai Eri. “Con l’Italicum si rischia la deriva populista”, avverte Berlusconi.

‘Caro presidente Berlusconi e (se mi permetti ancora) caro Silvio, l’adunata dei no accorsi sotto il balcone di Massimo D’Alema (un’antologia da Spoon River) ha mostrato in modo tangibile che collocare Forza Italia sotto quell’insegna equivale a tradirne la storia e a danneggiarne l’immagine”. Lo scrive l’ex presidente Fi del Senato Marcello Pera, in una lettera aperta a Silvio Berlusconi chiedendo di ripensare la collocazione di Forza Italia sul referendum costituzionale del 4 dicembre, schierandola in zona Cesarini a favore del Sì. “Caro presidente Berlusconi – sottolinea fra l’altro Pera nella lettera aperta pubblicata da “Libero”- si tratta di fare i conti con il nostro passato, la nostra vocazione, l’interesse dell’Italia, e infine di scegliere. Votando sì al referendum o lasciando i propri elettori liberi di votare sì, non occorrerebbe neppure smentirsi con un dietro-front immotivato, anche se la motivazione ci sarebbe, perché Forza Italia ha votato a favore della riforma due volte e, come disse un parlamentare di Forza Italia nelle dichiarazioni di voto finali, la riforma porta la firma anche di Silvio Berlusconi”. “C’è adesso – scrive ancora Pera- un’occasione d’oro, che Renzi ha offerto: la revisione della legge elettorale. Prendendolo sul serio, Forza Italia può ottenere una riforma migliore per sé e per quel centrodestra che prima o poi si dovrà ricostituire su basi liberali. Può togliere ai Cinquestelle il grimaldello che gli è stato regalato. Può rinascere dalle sue ceneri. Altro che fare un dispetto a Renzi per aver eletto il presidente Mattarella. Altro che prendersi una rivincita giudiziaria sulla sciagurata legge Severino! Berlusconi sarebbe un Padre della patria. Un ritrovato punto di riferimento dei moderati. Una figura insostituibile per la stabilità del sistema e la salvezza dell’Italia. Un interlocutore internazionale affidabile. Votando sì, si esce dall’angolo e si rientra al centro della scena. Io mi ostino a crederci, caro presidente Berlusconi. Lei è ancora il generale che motiva e guida le truppe rimaste, mentre i suoi colonnelli e finti alleati, oggi come ieri, pensano solo all’intendenza. Perciò confido in Lei. Con una stretta di mano”. Lo stesso D’Alema è stato onesto: quei No non fanno una forza di governo e servono solo per mandare a casa Renzi. Riflettiamo su questo punto, la “cacciata del tiranno” evocata da D’Alema contro Renzi, con esattamente gli stessi termini in cui la predicava contro Berlusconi (“è pericoloso per la democrazia”), e pensiamo allo scenario più che prevedibile che ne consegue. Mandare a casa il governo è il compito dell’opposizione. Però una opposizione che mandi a casa un governo senza potergli subentrare non fa il proprio mestiere. Apre una crisi politica e istituzionale da cui non trae, né per sé, né per l’Italia, alcun beneficio. Per essere più espliciti: se Renzi va a casa, Forza Italia non va al governo. Perché gli mancano le forze per vincere da sola, avendo già perso credibilità presso milioni di elettori, e gli mancano anche per vincere in coalizione, perché una coalizione tra Forza Italia, nuovi lepenisti e vecchi nazionalisti avrebbe l’effetto di distruggerne la natura e di ridurne ancora la consistenza elettorale, come peraltro i supposti alleati dichiarano di voler fare. Insomma: Renzi va a casa, D’Alema torna protagonista del suo partito, che a quel punto si sarà trasformato nell’ennesima variante della serie Pci-Pds-Ds, Grillo raccoglie i frutti di chi ha scosso l’albero, e Forza Italia finalmente sarà… irrilevante! Soprattutto se si considerano l’interesse dell’Italia e le aspettative sull’Italia manifestate esplicitamente dall’Unione europea, la Banca centrale europea, gli Stati Uniti, i mercati finanziari, mandare a casa Renzi in queste condizioni a me sembra un gioco non solo perdente ma irresponsabile e suicida. Renzi sarà sostituito, prima o poi, ma se prima non si può, o prima non è conveniente (anche perché fa alcune delle nostre politiche), allora è meglio aspettare il poi e nel frattempo agire per prepararlo. Consideriamo ora lo scenario opposto. Forza Italia sostiene Renzi sulla riforma costituzionale. È evidente che chi è determinante per salvare un governo, entra nel governo, ne orienta la composizione e ne condiziona le scelte. Può obbligarlo a politiche che quello non intende fare, oppure che farebbe sol che ne avesse la forza. Può intestarsi le riforme. Può mostrare che le sue ricette sono indispensabili. Può presentarsi come salvatore dell’Italia in un momento di crisi gravissima. Dove sta l’interesse di Forza Italia? Con il primo scenario, diventa piccola e isolata e porta l’Italia a correre rischi greci (anche i comunisti greci vinsero un referendum e poi chiamarono la troika e stesero la mano a mo’ di piattino), con il secondo scenario diventa protagonista e può risollevare il Paese. Nell’un caso continuerà a smobilitare i propri, ora attoniti e frastornati e abbandonati, elettori, nell’altro tornerà a galvanizzarli. Perché avranno definitivamente mandato a casa D’Alema, come i liberali desiderano, non Renzi, che vuole anche lui mandare a casa D’Alema. Certo, facendo passare la riforma costituzionale, Forza Italia si inimicherebbe la Lega attuale, ma i liberali non sono lepenisti e i democratici non sono populisti. Questi vogliono solo contarsi a spese di Forza Italia, Forza Italia vuole governare a vantaggio dell’Italia. Il secondo scenario lo hanno compreso, con diversi gradi di consapevolezza, Scelta civica, Ala, Ncd. Lo hanno compreso decine di ex-parlamentari di Forza Italia, compresi fondatori e ex-ministri, che hanno aderito a Liberisi, con tanti comitati che si stanno costituendo in tutta Italia. Lo hanno compreso gli elettori di Forza Italia che in numero sempre crescente, come dicono i sondaggi, si oppongono alla gabbia del No. Messi tutti assieme, sono gli stessi cittadini che nel 1994 vollero la nascita di una forza liberale, riformista, moderata ma determinata, e nel 2016 ne vogliono la rinascita.