Berlusconi

Il centrodestra pensa al rilancio politico. Il percorso lo spiega Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia in una intervista a Libero dopo aver partecipato al vertice di Arcore con Silvio Berlusconi per Forza Italia e Matteo Salvini, leader della Lega. “Ci siamo nuovamente seduti al tavolo insieme – dice Meloni – Ma ciò non significa che ci pentiamo delle scelte prese negli ultimi mesi. Anzi le rivendichiamo”. E aggiunge: “Noi siamo rimasti fedeli alla nostra linea. Anche alle ultime elezioni amministrative. Il risultato di Roma ha dimostrato che questo è il modello di centrodestra che ha più successo tra i cittadini”. E sull’atteggiamento nei confronti del governo Renzi: “Noi non abbiamo mai avuto dubbi”, mentre “Forza Italia, invece, negli anni, è stata più ondivaga. E anche recentemente ho letto dichiarazioni, come quelle di Stefano Parisi, che sembravano alimentare dubbi su cosa fare il giorno dopo, nel caso in cui Renzi perdesse il referendum”. Sulla consultazione popolare riguardo alla riforma costituzionale spiega la leader di Fratelli d’Italia: “Inutile negare che il referendum può essere anche un’occasione per liberarci di questo governo di burattini. Dobbiamo dare messaggi chiari al nostro elettorato se vogliamo motivarlo ad andare a votare no. E su questo punto, il vertice di mercoledì ha fatto chiarezza”. Le priorità del programma da scrivere dopo l’incontro di Arcore sono: “Tasse, sicurezza, immigrazione, famiglia”. Meloni rivendica “di aver ottenuto l’inserimento di alcune nostre battaglie storiche, come il tetto alle tasse in Costituzione e il diritto per i cittadini di esprimersi sulla ratifica dei trattati internazionali, compresi quelli sulla nostra presenza nell’Ue”. E poi sull’Italicum: “Avremo una linea comune sulla legge elettorale, fissando un punto: nessuno si presterà a governi di inciucio che non siano frutto del consenso popolare quando Renzi perderà il referendum”. (immagine Fabio Cimaglia/LaPresse)

Quello sottoscritto ieri ad Arcore da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è un accordo per il futuro del Paese, per il rilancio del centrodestra unito di governo, per una prospettiva che rappresenti un’alternativa reale e credibile al Partito democratico e a Matteo Renzi”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Ecco i sette punti dell’Accordo di Arcore: I tre leader hanno concordato sulla necessita’ di un forte impegno del centro destra, unito nella battaglia contro la falsa riforma costituzionale. 2. La vittoria del NO non sara’ un salto nel buio, ne’ la fine di un processo riformatore. Al contrario, creera’ le condizioni perche’ si possa parlare di riforme vere: i tre partiti si impegnano fin d’ora a farsi promotori di una nuova riforma costituzionale che: introdurra’ il presidenzialismo con l’elezione diretta del Capo dello Stato; imporra’ il vincolo di mandato ai parlamentari (chi cambia idea deve dimettersi); tagliera’ davvero, “dimezzandoli”, costi e numero dei parlamentari; differenziera’ seriamente il ruolo fra Camera e Senato; riorganizzera’ lo Stato sulla base di un federalismo capace di valorizzare le comunita’ territoriali; riconoscera’ al popolo il diritto di esprimersi ogni qualvolta i trattati internazionali prevedano cessione di sovranita’. 3. Non per nostra scelta, ma per decisione del Presidente del Consiglio, il referendum sara’ anche un giudizio sul governo Renzi. Tale giudizio non puo’ che essere gravemente negativo; “4. Per queste ragioni, dopo la vittoria del NO riteniamo che il Governo dovra’ trarne le conseguenze, e in ogni caso escludiamo qualsiasi sostegno parlamentare ad un esecutivo che non abbia la fiducia dei cittadini – sottolinea Brunetta -; 5. Le forze politiche del centro-destra daranno quindi il massimo impulso alla campagna referendaria, con iniziative congiunte e specifiche di ogni partito, per sensibilizzare la maggioranza degli italiani evidenziando il disegno di potere, inefficiente ma pervasivo, del Presidente Renzi e del Partito Democratico. 6. I tre partiti metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per allargare il perimetro del centro-destra, facendo appello alla societa’ civile, ai milioni di italiani che non credono piu’ in questa politica, e che di fronte al fallimento del renzismo vogliono contribuire con una risposta credibile a un progetto di governo serio dell’Italia. 7. Le tre forze politiche del centro-destra infine intensificheranno nei prossimi mesi il lavoro di elaborazione del programma, sulla base di quanto gia’ concordato, mettendo al centro: la diminuzione delle imposte sulla famiglia e altre politiche di sostegno al nucleo fondante della nostra societa’; una grande riforma fiscale basata sulla flat-tax, con un limite in Costituzione alla pressione fiscale in rapporto al Pil; un impegno rigoroso per la sicurezza che risponda alle legittime paure dei cittadini; una piu’ forte e piu’ organica politica di contrasto all’immigrazione clandestina e ai rischi di infiltrazioni terroristiche”, conclude il capogruppo.

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sono incontrati ad Arcore per fare il punto sulla situazione politica e sulle imminenti scadenze, a partire dal referendum costituzionale che si svolgerà il 4 dicembre. E’ quanto si legge in una nota di Forza Italia. Il presidente di Fi, il segretario federale della Lega Nord e la presidente di Fratelli d’Italia “hanno concordato sulla necessità di un forte impegno del Centrodestra, unito nella battaglia contro una falsa riforma” e l’impegno per la promozione di una “nuova riforma costituzionale” a partire dall’introduzione del “presidenzialismo con l’elezione diretta del capo dello Stato”.

“Nessuno potra’ mai cancellare l’intuizione grandiosa della discesa in campo, lo sbaragliare in un baleno la fu gioiosa macchina da guerra dei comunisti mai pentiti che stavano per acchiappare il potere: quel ’94 fu un secondo ’48, e cambio’ la storia restituendo legittimita’ e speranza a un popolo orfano, disperso e smarrito: quel ventre sommerso d’Italia che tu hai saputo vellicare e nobilitare, e dargli una guida”. Lo scrive Denis Verdini in una lettera a Silvio Berlusconi, in occasione del suo 80esimo compleanno. Nella lunga missiva, pubblicata da Il Tempo, il leader di Ala ed ex braccio destro di Berlusconi, ripercorre l’impresa “gigantesca” del Cavaliere che ha “modernizzato” la politica e la societa’, e ricorda quando “ti vidi varcare la soglia del Nazareno accanto al nuovo leader dei tuoi avversari per scrivere insieme la riforma costituzionale dopo che grazie solo a te e al fazzoletto spazzolato come un prestigiatore sulla sedia di Travaglio nessuno aveva vinto le elezioni, ebbi un sussulto di gioia. Mi sembrava una grande rivincita, la nemesi perfetta di vent’anni di guerriglia civile, la plastica dimostrazione che – alla faccia di tutto e di tutti – Berlusconi era ancora il centro vitale della politica. Poi e’ andata come e’ andata, e ancora mi chiedo perche’. Di una cosa pero’ sono fermamente convinto: non puoi chiedere ai tuoi piccoli e ventennali nemici, che a differenza di te non avranno un solo rigo sui libri di storia, di interpretare questi sentimenti, di guardare oltre il proprio naso. Per come la vedo io, tocca per destino a chi e’ nato grande ergersi sulle difficolta’ e fare luce quando il buio e’ piu’ fitto. Tocca a te, Silvio. Questo, intendiamoci, non e’ ne’ un appello ne’ un consiglio. In tanti hanno cercato di tirarti per la giacca, e hai sempre fatto di testa tua. Giustamente e inesorabilmente. Il fatto e’ che, seduto in quel caffe’, non ho ancora capito se sono io ad aver sbagliato strada o se ancora una volta e’ incomprensibile la tua grandezza. Sara’ la storia a dirlo. Ho letto che non ti viene in mente neppure un nome di un vero amico in politica. Una constatazione amara – scrive Verdini – ma amicizia e politica, in effetti, sono come le convergenze parallele: destinate a incontrarsi ma non si incontrano praticamente mai. La politica, si sa, ti conduce a usare la testa, se ce l’hai, piu’ dell’anima, se ce l’hai. Ho letto anche che non vuoi doni, ma io ti regalo ugualmente un dubbio, un dubbio quasi amletico: se il Nazareno lo avessi portato in fondo tu, sarebbe stato un bene o un male per l’Italia? A te l’ardua sentenza, carissimo Presidente”.

Niccolò Ghedini, il legale di fiducia di Berlusconi, non ci sta e chiarisce una volta per tutte. ‘Anche quest’oggi, come nei giorni scorsi, su alcuni quotidiani si prospetta la sussistenza di un incarico apicale in Forza Italia conferitomi dal presidente Berlusconi. La notizia è totalmente inventata e destituita di ogni fondamento. Forza Italia ha già un eccellente gruppo dirigente”, dichiara Ghedini di Fi. “Il presidente Berlusconi – aggiunge- è impegnato in prima persona nella riorganizzazione del movimento e nel rilancio del centro destra. Il mio apporto politico a Forza Italia è quello di sempre, ovvero collaborare come militante e parlamentare nella quotidianità del lavoro politico di Forza Italia e soprattutto seguire le vicende riguardanti la giustizia, devastata dalle improvvide iniziative dell’attuale governo Renzi, ed avere il privilegio di difendere come avvocato il presidente Berlusconi, a cui sono grato per la fiducia, che è stato perseguitato, innocente, da anni di ingiusti processi, limitato nella sua attività imprenditoriale e politica e che attende finalmente di essere completamente scagionato da ogni infondata e assurda accusa”.

“Berlusconi ha scelto solo una persona per organizzare il suo partito. E li’ mi fermo. Ma in seguito dovra’ ascoltare anche gli alleati”. Lo ha detto il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi a commento della decisione annunciata oggi da Silvio Berlusconi di conferire a Stefano  Parisi un incarico di rilancio di Forza Italia . “Salvini – ha spiegato Bossi dai microfoni di Radio Radicale – ha gia’ detto di non essere d’accordo con questa iniziativa. Ma nel suo partito ognuno fa quello che vuole. Se Berlusconi ha solo in mente di riorganizzare il suo partito va bene. In politica il problema sono i programmi. Non e’ mai la persona”. Bossi e’ convinto che il ministro dell’Interno Angelino Alfano e’ intenzionato a riaprire il dialogo con Berlusconi? A questa domanda Bossi risponde: “Penso proprio di si’. Anche Berlusconi – ha affermato – potrebbe essere interessato. Ma Berlusconi deve anche pensare che e’ necessario ascoltare gli alleati”. Il dialogo precluderebbe la riapertura del confronto con la Lega Nord? “Con Salvini sicuramente! Pero’, buona norma vuole che e’ necessario coinvolgere anche gli alleati. Berlusconi lo sa. E al momento opportuno lo fara’ perche’ Berlusconi e’ tutto, tranne che uno stupido”.

Ben venga il contributo di Stefano Parisi per un nuovo centrodestra, ma da Forza Italia nessuna investitura come nuovo leader del futuro. E’ questa la sintesi trovata nel pranzo ad Arcore, tra Silvio Berlusconi e lo stato maggiore del partito a poco più di un mese dal suo intervento al cuore. Il tavolo del vertice di Villa San Martino, già carico di argomenti come per esempio la riorganizzazione di Forza Italia visto il nuovo assetto affidato a Confalonieri e Letta, è stato sparigliato dal caso dell’ex direttore generale di Confindustria, che proprio ieri si è fatto avanti come possibile guida del centrodestra. Berlusconi in una nota fa infatti sapere che bisogna “riannodare i fili del dialogo con quel popolo di centrodestra che continua ad essere maggioranza nel Paese” e tutto questo può accadere “anche attraverso l’apertura al contributo di chi intende condividere questo percorso politico a cominciare dai protagonisti delle recenti elezioni amministrative come Stefano Parisi”. All’interno del partito sono infatti in molti quelli che non hanno gradito il passo in avanti di Parisi, come Paolo Romani, Renato Brunetta e Giovanni Toti, mentre l’ex Cav sembra averlo apprezzato e in un certo senso anche sostenuto.

“Voglio provare a rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare, alternativo al centrosinistra e concorrente con i Cinque Stelle”, un progetto che prenderà forma “con una convention programmatica a settembre, a Milano, in cui raccoglieremo idee e proposte”. Stefano Parisi, candidato perdente del centrodestra a sindaco di Milano, in una intervista a La Stampa annuncia la sua ‘discesa in campo’ per “dare una mano” alla ricostruzione del centrodestra, partendo proprio dall’esperienza fatta nel capoluogo lombardo che “non va dispersa”. All’appuntamento di settembre “coinvolgerò persone che arrivano dall’università e dall’impresa”, che non abbiano una lunga carriera politica alle spalle ma che comunque “abbiano dimostrato di saper fare”. Perchè “la politica ha vissuto una breve fase giovanilista, in cui sembrava un merito non aver fatto niente”. Un messaggio che Parisi rivolge “a tutti, anche oltre il perimetro che mi ha sostenuto. Parlo all’opinione pubblica moderata, che va risvegliata nell’interesse e nella partecipazione”. Sul leader di Fi Silvio Berlusconi, “penso che guardi al mio progetto con interesse” e nel centrodestra del futuro avrà un ruolo “come fondatore. E’ stato a lungo motore della parte più moderata dello schieramento, deve continuare ad esserlo”. Sui contenuti, Parisi invoca “rigore e regole chiare” verso gli immigrati, convinto che quello di Salvini non possa essere liquidato come “populismo” ma esprima “un malessere reale”. Ecco, “voglio dare risposte a quelle paure”. Nei confronti della Ue, “giusto il rigore di Bruxelles sulla finanza pubblica, ad essere sbagliata è la burocrazia” che frena l’economia. Ma il punto chiave della proposta di Parisi sono le riforme: al referendum spiega che voterà no, ma aggiunge: “Qualunque sia l’esito del voto, il governo non deve cadere. Tutte le forze politiche dovrebbero approvare una legge costituzionale che sostituisca il Senato con un’Assemblea costituente. L’Assemblea – spiega – sarà eletta con metodo proporzionale contemporaneamente alle elezioni politiche, lavorerà per 18 mesi e discuterà delle proposte di riforma, poche e semplici, portate dai partiti”.

L’Handelsblatt dedica un lungo articolo dal titolo “Al lavoro per l’eredita’” all’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. L’eredita’ imprenditoriale, innanzitutto, ma anche quella politica legata ai destini di Forza Italia. Il quotidiano economico tedesco prende spunto dalla delicata operazione al cuore subita dall’ex premier, “una svolta nella vita dell’imprenditore e del quattro volte presidente del Consiglio”. In ballo il futuro della holding di famiglia Mediaset, del Milan e di Forza Italia. “Berlusconi non pensa a ritirarsi, al contrario, cerca di tenere assieme il suo impero”, scrive il giornale, e “lavora all’eredita’ consultandosi con un ristretto gruppo di confidenti”. Handelsblatt ricostruisce la discendenza del leader di Forza Italia, sottolineando che le sue speranze sono riposte soprattutto nella figlia Marina, “che Berlusconi stima molto” e ricorda il ruolo del figlio Pier Silvio alla guida di Mediaset e le trattative con investitori cinesi per la vendita del Milan. Solo in politica l’eredita’ e’ difficile, conclude l’Handelsblatt, perche’ in famiglia non si trova nessuno che voglia ripercorrere le tracce paterne: a lungo in Italia si e’ speculato sulla figlia Marina, che ha pero’ sempre smentito con decisione.

“Nella immaginifica operetta allestita sul ‘Corriere’ da Francesco Verderami, c’è un punto di verità: Silvio Berlusconi è la sola presenza forte e seria al centro della vita politica italiana. Se l’è guadagnata una volta di più con la chiarezza della scelta per il no sicuramente intelligente al referendum contro il sì altrettanto sicuramente stupido, con rispetto parlando”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Insomma – aggiunge – si è guadagnato rispetto e interlocutori di fronti diversissimi per la ragione opposta a quella asserita dal ‘Corriere’, il quale fa credere che il Cavaliere, come certi signori e signore, sia in vendita”.