Brexit

La Camera dei Comuni del Regno Unito ha approvato la legge che autorizza il governo britannico ad avviare i due anni di negoziati per l’uscita dall’Ue. La legge è stata approvata con 494 voti a favore e 122 contrari. Il testo passerà adesso al vaglio della Camera dei Lord.

“In questo momento stiamo abbandonando l’Unione europea e pianifichiamo un vertice biennale del Commonwealth. Costruiremo una Gran Bretagna veramente mondiale”. Così il premier britannico Theresa May in un discorso alla Lancaster House di Londra dove ha parlato del piano Brexit. “Non vogliamo più essere membri del mercato unico europeo”, ha detto il primo ministro. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è stata votata dal 52 per cento dei cittadini britannici a favore al referendum del 23 giugno 2016. May si è impegnata a sottoporre un piano omogeneo al Parlamento, che si potrà esprimere sull’accordo finale che fisserà le relazioni tra il Regno Unito e l’Ue. Il primo ministro ha anche sottolineato che il Regno Unito aspira ad avere una visione più globale, anche se intende rimanere allo stesso tempo “un buon amico e vicino” dell’Europa. “La tutela dell’Unione è al cuore di ogni azione della Gran Bretagna perché soltanto uniti possiamo cogliere le opportunità che ci attendono”, ha sottolineato il premier britannico.

Non puo’ riprendersi tranquillamente dal suo forte raffreddore la regina Elisabetta perche’ qualcuno la trascina nuovamente nella polemica sulla Brexit. A farlo e’ una dei giornalisti piu’ quotati della Bbc, Laura Kuenssberg, fra l’altro a capo della redazione politica nel canale all news dell’emittente, che durante una intervista radiofonica ha rivelato che una fonte le disse prima del referendum che la sovrana aveva fatto commenti favorevoli all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione ma la commentatrice non riuscendo a verificare quell’affermazione non l’ha resa pubblica. Non si era fatto invece tutti questi scrupoli il Sun che lo scorso marzo ha tirato per la giacca Elisabetta ‘schierandola’ di fatto fra gli euroscettici con tanto di titolo in prima pagina. Questo aveva provocato un’insolita protesta formale di Buckingham Palace all’organismo di controllo dei media nei confronti del giornale popolare. Kuenssberg ha spiegato che e’ prassi della Bbc avere la conferma di una notizia tanto eclatante, che tra l’altro metterebbe in discussione la neutralita’ della famiglia reale, da un’altra fonte, che pero’ la giornalista non ha trovato.

Il suo Natale con il papa’ prete, i 90 anni della regina Elisabetta e, naturalmente, la Brexit. Sono stati tanti gli argomenti toccati dalla premier britannica Theresa May nel suo primo messaggio di Natale che, quasi tutti i media del Regno, definiscono “il piu’ religioso degli ultimi anni”. Il primo ministro conservatore ha invitato i cittadini britannici a “celebrare con le nostre famiglie la nascita di Cristo e il suo messaggio di perdono, amore e speranza”. May poi ha ricordato i cristiani perseguitati nel mondo e ha affermato “la determinazione a difendere la liberta’ di religione”. Nella parte piu’ politica del suo messaggio la premier ha rivolto un appello all’unita’ della Gran Bretagna in vista della Brexit. “Dal momento che ci apprestiamo a lasciare l’Unione europea dobbiamo cogliere la storica opportunita’ di ritagliarci un nuovo determinante ruolo nel mondo e restare uniti verso il nostro futuro”, ha dichiarato May all’indomani delle rivelazioni del Times su un certa “frustrazione e delusione” da parte della regina Elisabetta nei confronti della premier che vorrebbe mantenere segreti per quanto riguarda i piani della Brexit. Domani sara’ la volta della sovrana parlare ai sudditi nel tradizionale messaggio Natale registrato nei giorni scorsi.

Il Centro studi di Confindustria, nel suo studio ‘La crisi a un punto di snodo’ presentato oggi a Roma, ha rivisto al rialzo le sue stime sul Pil italiano, che crescerà dello 0,9% quest’anno (la stima precedente era +0,7%), dello 0,8% il prossimo anno (era +0,5%) e si prevede che accelererà all’1,0% nel 2018. Secondo le stime del Csc il recupero del Pil è continuato anche nel quarto trimestre di quest’anno (+0,15%) ed è previsto procedere nel 2017 a un ritmo medio di +0,27%, frenerà, poi, a +0,22% nel 2018. Il Csc evidenzia “una dinamica trimestrale più robusta di quella attesa per quest’anno e per gli effetti espansivi delle recenti misure governative”. Le stime però non tengono conto della crisi di Governo, spiegano il Csc ma i rischi sono anche altri infatti il contesto economico generale è di estrema vulnerabilità, e sul quale nell’arco del prossimo biennio sono elevati i rischi al ribasso. Usa, Brexit, elezioni in Italia, Francia, Germania e Olanda le maggiori incognite, cui va aggiunta la vittoria del ‘no’, che potrebbe generare “un’instabilità politica che depotenzierebbe gli stessi incentivi agli investimenti”. La crescita continuerà a essere sostenuta principalmente dalla domanda interna, spiega il Csc, in particolare, gli investimenti delle imprese in macchinari e apparecchiature.

 

Non ha rimpianti David Cameron: commentando per la prima volta in un intervento pubblico dopo l’uscita da Downing Street, l’ex premier britannico difende la decisione di aver indetto il referendum sulla Brexit nonostante, sottolinea la Bbc, gli sia costato il posto. L’ex leader Tory ha cosi’ ripercorso i difficili momenti dello scorso giugno nel corso di una conferenza negli Usa, alla Depauw University dell’Indiana. Cameron ha sottolineato che la questione Brexit stava “avvelenando” la politica del Regno Unito e il suo partito conservatore, oltre a rappresentare un motivo di frustrazione per i britannici. Queste ragioni lo hanno quindi indotto a premere sull’acceleratore del voto popolare. Nel suo intervento ha descritto la vittoria degli euroscettici nel referendum del 23 giugno e l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti come espressioni di un “movimento dell’insoddisfazione” e ha lanciato un appello ai leader occidentali affinché aiutino quanti si sentono penalizzati dalla globalizzazione.

“La Brexit e le dimissioni di Matteo Renzi fanno parte della stessa storia. Il progetto europeo è sotto una pressione senza precedenti. La decisione britannica di lasciare la Ue è la prova più evidente, ma nella lunga distanza la crisi in corso in Italia potrebbe costituire una minaccia ancora più grave alla sopravvivenza della Ue”. E’ quanto si legge in un commento di Gideon Rachman sul Financial Times, in cui si sottolinea che “è possibile che Renzi sia uno degli ultimi primi ministri italiani a rappresentare la sua tradizionale posizione pro europea”, ricordando le posizioni del M5S. Secondo Ft, il “populismo italiano potrebbe alla fine minacciare la Ue in modo più profondo della Brexit” non solo perché l’Italia, a differenza del Regno Unito, è uno dei sei membri fondatori, ma anche perché è all’interno dell’eurozona: “Se la Brexit è una faccenda dolorosa e complicata, non minaccia direttamente la sopravvivenza della moneta unica o rischia di provocare una crisi finanziaria”, scrive Rachman affermando che “la catena di eventi avviata dalla sconfitta di Renzi nel referendum potrebbe portare ad entrambi”. Si fa riferimento alla questione delle banche e al fatto che “le rinnovate preoccupazioni sulle dimensioni del debito dell’Italia possano spaventare gli investitori, facendo salire i tassi di interessi e minacciando la stessa solvenza dello stato italiano. E continuando con la prospettiva catastrofista, Ft afferma che “sarebbe molto più difficile organizzare un bailout dell’Italia di quanto sia stato ‘salvare’ la Grecia, considerata le dimensioni della sua economia, la quantità di denaro dovrebbe essere molto maggiore”. “Anche se gli italiani riusciranno a mettere insieme un nuovo governo ed evitare la crisi della banche, il quadro più ampio è ancora cupo. L’economia italiana è stagnante e il suo centro politico si sta disintegrando”, conclude il commento che ricorda che nazionalisti e populisti siano in ascesa in altri Paesi europei. E che a marzo, quando Londra ha promesso di presentare la notifica formale di Brexit, i leader della Ue si dovrebbero riunire proprio in Italia per festeggiare i 60 anni della firma dei Trattati di Roma. “Di questo passo, sarà più una veglia funebre che una festa”.

Il premier britannico Theresa May ha chiamato la cancelliera tedesca Angela Merkel per assicurare il rispetto de tempi per l’uscita del Regno Unito dall’Ue. La telefonata sulla Brexit è avvenuta dopo il colloquio con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. A darne notizia, Downing Street, secondo cui sono in programma altre telefonate simili ai leader europei. Ieri l’Alta corte di Londra ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti pro Ue che chiedono un voto del Parlamento di Westminster per avviare l’iter della Brexit. Il giudice ha dato torto al governo di Theresa May che, invece, rivendica il diritto d’invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona e di volerlo fare entro marzo 2017. “Il principio fondamentale della costituzione del Regno Unito è che il Parlamento è sovrano”, ha detto il giudice dell’Alta corte, Lord Thomas of Cwmgiedd, nel leggere il verdetto. Il governo è pronto al ricorso alla Corte Suprema. Intanto il deputato conservatore Stephen Phillips ha annunciato le sue dimissioni per protesta contro la gestione della Brexit da parte del governo May, ma ha giudicato giusta la decisione della Corte di fare esprimere il Parlamento. Alla battaglia legale sulla Brexit e pro Ue potrebbe prendere parte la Scozia, appoggiando Gina Miller, donna d’affari e attivista, che ha organizzato e guidato la campagna per ‘sfidare’ in tribunale il governo di Theresa May sulla Brexit. Per la leader scozzese Nicola Sturgeon il verdetto di ieri dell’Alta corte, che ha dato torto all’esecutivo May, rivela uno stato di “caos e confusione totale” nel governo di Londra.

Il governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, ha annunciato l’intenzione di prolungare il suo mandato di un anno, fino al giugno 2019. In una lettera al Cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, il governatore spiega di aver fatto questa scelta per restare in carica e offrire il proprio contributo fino al termine del processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Nella sua risposta il Cancelliere – le lettere sono state pubblicate sul sito della BoE – replica di essere molto ‘felice’ della decisione di Carney, che continuera’ a guidare l’istituto centrale in un periodo ‘delicato’ per l’economia britannica, durante i negoziati con l’Ue. Ieri il premier britannico, Theresa May, attraverso un portavoce, aveva ribadito la fiducia nei confronti di Mark Carney, dopo le indiscrezioni di stampa secondo le quali il banchiere canadese stava valutando l’ipotesi di dimissioni anticipate.

Il premier britannico Theresa May al vertice europeo di Bruxelles sui futuri negoziati sulla Brexit dice che “Ci saranno momenti difficili e saranno necessari compromessi”. May comunque è “ottimista”. Afferma il premier riguardo all’uscita del Regno Unito dall’Unione: “Vogliamo negoziare il migliore accordo possibile per quanto riguarda il libero mercato”, ma fino a quando non saranno conclusi i negoziati “la Gran Bretagna resta a pieno titolo un membro dell’Unione europea, con tutti i diritti e doveri, e gli altri leader hanno accettato questo”. Cosi May prima di andare a pranzo con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker per il previsto incontro bilaterale.