Casa Bianca

Domani Donald Trump giurera’ da 45esimo presidente degli Stati Uniti all’esterno del Campidoglio, a Washington. Alle 9,30 (le 15,30 in Italia), il nuovo presidente e l’uscente, Barack Obama si incontreranno alla Casa Bianca, accompagnati dalle mogli. Secondo il rituale Trump e Obama percorrano insieme Pennsylvania Avenue, fino al Campidoglio. La cerimonia di inaugurazione inizierà alle 11,30 (17,30 in Italia). Donald Trump presterà giuramento nelle mani del presidente della Corte Suprema, il giudice John Roberts e poi pronuncera’ il suo discorso inaugurale. Nel pomeriggio, Trump e il vice presidente Mike Pence guideranno la parata dal Campidoglio lungo Pennsylvania Avenue, fino all’arrivo alla Casa Bianca.

Donald Trump ha annunciato in una intervista alla Fox che la sua amministrazione non sposterà il briefing con i giornalisti in uno spazio piu’ ampio fuori della Casa Bianca, ipotesi che aveva suscitato proteste e timori, ma che sceglierà i rappresentanti dei media che entreranno perché c’é una forte richiesta. “Supplicheranno per una sala più grande molto presto”, ha sottolineato. Il presidente eletto intanto non ha risparmiato un nuovo attacco ai media. Intervistato da Fox alla vigilia del suo insediamento alla Casa Bianca, ha confessato di non amare l’uso di Twitter, ma di essere costretto ad usarlo per colpa di una stampa “molto disonesta”. “E questo e’ l’unico modo in cui posso contrattaccare”. “Se la stampa fosse onesta – ha aggiunto – non userei per nulla Twitter”.

Continuano i rifiuti a Donald Trump da parte di tanti artisti. Il neo-presidente degli Stati Uniti è alla ricerca di artisti che vogliano esibirsi alla sua cerimonia di insediamento alla Casa Bianca ma al momento pare abbia ricevuto tanti ‘no’. L’ultimo in ordine di tempo è arrivato dal trio “Il Volo”, Gianluca Ginoble, Ignazio Boschetto e Piero Barone, dopo la sorpresa iniziale, si sono confrontati, ci hanno riflettuto e alla fine sono arrivati alla conclusione di rifiutato. “Abbiamo rifiutato il suo invito perché non siamo mai stati d’accordo con le sue idee: non possiamo appoggiare un uomo che ha basato la sua ascesa politica sul populismo oltre che su atteggiamenti xenofobi e razzisti”. “La musica non c’entra con la politica – continuano – come artisti abbiamo una grande eco. Non potevamo cantare per una persona con cui non condividiamo quasi niente”. Negli Stati Uniti Il Volo hanno grande seguito. Il concerto del prossimo 4 marzo alla Radio City Music Hall è già «sold out» tanto che ora si prevede una nuova data.

Nuovo tassello nell’organigramma della futura amministrazione Usa: Kellyanne Conway, 49enne analista politica ed ex direttrice della campagna elettorale di Donald Trump, e’ stata nominata da quest’ultimo consigliere della Presidenza. Considerata l’artefice della vittoria a sorpresa di Trump, prima donna a conquistare un risultato del genere nella storia americana, in pratica Conway continuera’ a svolgere per lui le stesse mansioni, ma da dentro la Casa Bianca anziche’ dall’esterno. I rapporti strettissimi tra i due, iniziati un mese dopo la nomination ottenuta lo scorso luglio dal tycoon alla convention repubblicana di Cleveland, non si sono infatti mai allentati.

L’arrivo di Steve Bannon alla Casa Bianca è “un allarmante segnale” del fatto che Donald Trump voglia mantenere “la visione divisiva e di odio che ha caratterizzato la sua campagna”. Ad affermarlo è la democratica Nancy Pelosi che, in un comunicato ripreso dai media Usa, ha definito “nazionalista bianco” l’uomo che è stato nominato consigliere e principale stratega della Casa Bianca di Donald Trump. “Dopo aver vinto la presidenza ma aver perso il voto popolare, il presidente eletto Trump deve cercare di unire gli americani, non continuare ad alimentare le fiamme delle divisione e del fanatismo”, ha detto ancora la Pelosi, capogruppo della minoranza democratica alla Camera.

Barack Obama e il suo successore Donald Trump si sono incontrati alla Casa Bianca per un colloquio, durato un’ora e mezza, in cui si è cercato di dare al Paese un segnale di collaborazione e unità dopo una campagna elettorale accesa e le proteste post elezioni di un’America che resta divisa . L’incontro e’ stato “meno imbarazzante di quanto ci si potesse aspettare”, ha detto Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca. Obama, durante la campagna elettorale, aveva definito Trump “inadatto” a fare il presidente, e Trump aveva messo in discussione la sua nascita americana. “Noi vogliamo fare tutto il possibile per aiutarti ad avere successo, perche’ se tu hai successo il Paese ha successo”, ha dichiarato Obama, e Trump ha sottolineato: “E’ un grande onore essere con voi”. Sono stati discussi temi di politica interna ed estera ed aspetti organizzativi sul passaggio di consegne. I due, tuttavia, ha detto il portavoce Earnest, non hanno superato le loro “profonde differenze”. Trump al termine del colloquio ha ribadito l’intenzione di intervenire sulla riforma delle tasse e sulla sanità stravolgendo le azioni del presidente Usa uscente. “Per me e’ estremamente importante aver potuto spiegare al presidente alcune difficolta’ e alcuni problemi che io vedo in questo Paese”, ha affermato Trump. Non c’è stata la foto opportunity tra gli Obama e la futura coppia presidenziale, anche se la Casa Bianca ha precisato che non e’ stata cancellata. Il vice del magnate americano, Mike Pence,  ha incontrato Joe Biden per mettere a punto la transizione che durera’ sino al 20 gennaio, giorno del giuramento. Intanto in casa repubblicana si pensa a formare la squadra di governo e a preparare l’agenda per gli incontri con i leader internazionali. Trump ha già sentito il presidente del Consiglio Matteo Renzi in una telefonata di congratulazioni da parte dell’Italia. E ha chiamato il premier britannico Theresa May e il premier irlandese, Enda Kenny. Silenzio nelle prime ore post elezioni, da parte degli altri leader del Vecchio Continente.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà ricevuto oggi dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il premier Renzi e la moglie Agnese sono attesi intorno alle 9 del mattino (le 15 in Italia) alla Casa Bianca. Dopo la solenne cerimonia di benvenuto i due leader pronunceranno un discorso seguito da un incontro bilaterale e da una conferenza stampa congiunta (intorno alle 11.40, le 17.40 in Italia). Al centro dell’incontro di Renzi con Obama ci saranno le riforme, il futuro dell’Europa, la crescita economica, il terrorismo come annunciato dal portavoce della Casa Bianca Josh Earnest durante la conferenza stampa di presentazione della visita ufficiale del premier Renzi a Washington. “Ospitare una cerimonia come una visita ufficiale e una cena di Stato per celebrare la collaborazione, amicizia e alleanza è qualcosa che il presidente ha sentito come importante prima di concludere il suo mandato”, ha detto Earnest. Per gli Usa “l’Italia è da lungo tempo uno degli alleati più forti e vicini dell’America”. Lo dichiara Barack Obama in una intervista a La Repubblica, pubblicata nel giorno in cui il presidente del Consiglio Renzi è ricevuto alla Casa Bianca. Il presidente americano apprezza del premier italiano la “visione e le riforme ambiziose”, in particolare la sua consapevolezza riguardo al fatto che “Paesi come l’Italia devono proseguire il loro percorso di riforme per aumentare la produttività, stimolare gli investimenti privati e scatenare l’innovazione”. E sull’incontro con il premier italiano, Obama afferma: “Matteo sa bene che il progresso deve essere ancora più veloce, e un tema centrale delle nostre discussioni sarà come i nostri Paesi possano continuare a lavorare insieme per creare più crescita e occupazione su entrambe le sponde dell’Atlantico”. Guardando al vecchio continente, dichiara il presidente degli Usa: “altri Paesi hanno adottato un approccio diverso. Credo che le misure di austerità abbiano contribuito al rallentamento della crescita in Europa. In certi paesi, abbiamo visto anni di stagnazione, che ha alimentato le frustrazioni economiche e le ansie che vediamo in tutto il continente, soprattutto tra i giovani che hanno più probabilità di essere disoccupati”.

La Casa Bianca esulta per i buoni risultati sul fronte dell’occupazione, a luglio ben oltre le attese, e sottolinea come l’economia americana dai primi del 2010 (quando il mercato del lavoro comincio’ a riprendersi dopo la grande crisi) ha creato ben 15 milioni di nuovi posti di lavoro. L’economia americana ha creato nel mese di luglio 255 mila nuovi posti di lavoro, ben oltre le attese. Il tasso di disoccupazione e’ rimasto fermo al 4,9%. Le previsioni per il mese di luglio erano di 180-190 mila nuovi posti di lavoro, in netto calo rispetto ai 287 mila del mese di giugno. I dati sono stati accolti quindi a Wall Street con grande sorpresa, visti come la spia di un’economia che pur non correndo mostra una crescita stabile. Buone notizie anche sul fronte dei salari, cresciuti a luglio di 8 centesimi l’ora o del 2,6% su base annua.

“Mi sveglio ogni giorno in una casa che è stata costruita dagli schiavi….”. Si commuove Michelle Obama, e commuove tutta l’America, in uno dei passaggi più toccanti del discorso della scorsa notte alla convention in cui ha rivendicato la grandezza del suo Paese che ha permesso al primo presidente afroamericano di arrivare alla Casa Bianca ed ora permetterà alla prima donna di diventare presidente. “Questa è la storia di questo Paese, la storia che mi ha portato su questo palco questa notte, la storia di generazioni di persone che hanno sentito le sferza della frusta, la vergogna della schiavitù, la sofferenza della segregazione ma hanno continuato a crescere e sperare e fare quello che dovevano fare perché oggi io mi svegliassi ogni giorno in una casa costruita da schiavi….” ha detto tra gli applausi la prima first lady afroamericana. “E guardo le mie figlie, due belle, intelligenti giovani donne nere, che giocano con i cani sul prato della Casa Bianca e grazie ad Hillary Clinton, le mie figlie, e tutti i nostri figli, ora ritengono scontato che una donna possa diventare presidente degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Non lasciate che nessuno vi dica dobbiamo rendere l’America grande di nuovo – è stato l’affondo finale a Donald Trump – perché questo è il più grande Paese del mondo”.

Donald Trump è ufficialmente il candidato repubblicano alle presidenziali americane dell’8 novembre. Un anno fa, la designazione sembrava un’utopia, mentre politici, giornalisti e osservatori la ritenevano qualcosa di irrealizzabile. Invece, nel secondo giorno della convention nazionale a Cleveland, in Ohio, Trump è riuscito a superare il numero minimo di delegati necessari per essere il candidato del Grand Old Party e già pochi minuti dopo twittava: “E’ un grande onore”, “lavorerò molto e non vi deluderò”. Parallelamente è arrivata per acclamazione anche la nomina di Mike Pence, governatore dell’Indiana, come vice di Trump. Ora che ha avuto l’appoggio dei delegati, il newyorchese dovrà accettare giovedì la candidatura nel tradizionale discorso di chiusura della convention. Prima, sarà investito l’aspirante alla vicepresidenza, che pronuncerà anch’egli un discorso per accettare l’incarico.In un videomessaggio trasmesso da New York, dove si trovava, Trump ha esultato: “Oggi è stato un giorno molto, molto speciale, e non lo dimenticherò”.