Casini

“Dopo aver collaborato per quattro anni e mezzo con tre governi di centrosinistra, sarebbe incomprensibile per gli elettori un ritorno a destra, sarebbe la fine della politica”. Meglio procedere “con coerenza, perché lo spazio per una proposta politica c’è, ed è enorme”. Lo dice Pierferdinando Casini, riguardo ad Alfano, leader di Aletrnativa popolare, in un’intervista al Corriere della Sera. “Ma ci rendiamo conto – spiega Casini – che, a parte D’Alia, non c’è un ministro del governo Letta nominato dal centrodestra che, perso il posto, non si sia ricollocato contro Renzi? Sono automatismi dovuti solo a convenienze elettorali. E poi ci lamentiamo della scarsa partecipazione al voto, ovvia conseguenza di una politica completamente indifferente ai contenuti”. E aggiunge: a proposito di consultazioni in vista delle elezioni regionali in Sicilia a novembre e delle politiche doce incombe la riforma della legge elettorale: “Che Alfano si incontri con Ghedini e Micciché sinceramente, lo ritengo degradante”.

Le organizzazioni non governative che criticano il Codice di autoregolamentazione “o lo accettano o gli sarà imposto”. Lo afferma il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini in una intervista al Quotidiano Nazionale. “Se le ong dichiarano di non volere a bordo ufficiali della polizia italiana e se insistono in comportamenti sospetti come chiudere i transponder quando sono a salvare vite umane in Libia allora ha ragione il procuratore di Catania. Non è normale. Vuol dire che hanno qualcosa da nascondere”. E se le ong non accettano il nuovo codice “Vadano da un’altra parte” conclude Casini.

In primo piano nella politica internazionale le nuove accuse dell’ex capo dell’Fbi, James Comey, a Donald Trump sul Russiagate. Interpellato al riguardo dal Messaggero, il presidente della commissione Esteri del Senato e docente di Geopolitica del Mediterraneo alla Lumsa, Pierferdinando Casini. Si dichiara “garantista da sempre, lo sono anche rispetto a Trump. Ma questo è un problema che riguarda solo gli americani, mentre mi preoccupano di Trump i riflessi della sua politica estera. Passare dal tweet in cui accusa il Qatar di complicità col terrorismo, a una telefonata all’Emiro assicurandogli la mediazione, è sorprendente. . . Trump aumenta il disordine mondiale”. Lo Stato Islamico sta per essere sconfitto. Perché solo ora? “C’è stato un salto di qualità nella volontà dei Paesi della coalizione di colpire il Califfato. Anche chi lo aveva foraggiato sotto banco e aveva accettato di commercializzare il suo petrolio e i reperti archeologici trafugati, ha capito che era diventato un serpente troppo pericoloso per tutti e adesso c’è l’intesa a schiacciarlo”. Quale conseguenza avrà la sua sparizione? “L’Occidente deve aspettarsi un’offensiva del terrore attraverso i foreign fighters di ritorno, paradossalmente non è scontato che la sconfitta del Califfato sia indolore per noi. Anzi, dovremmo aumentare la prevenzione e vigilanza: più sarà sconfitto sul terreno siro-iracheno, più l’Isis esporterà il terrorismo, con emissari e una propaganda jihadista su Internet che fa adepti tra gli immigrati della seconda e terza generazione in Europa”.

“Oggi ci siamo riuniti al Tempio di Adriano per aprire un grande dibattito e costruire un’area politica nuova. Eravamo tantissimi, italiani, fieri, ed europei, che amano la pace, la prosperita’, la liberta’”. Lo scrive su facebook Angelino Alfano, ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare. “Con Casini, Tosi, Zanetti- spiega- e’ in corso un processo che nasce dal ‘basso’. Non c’e’ in cantiere una fusione fredda ma qualcosa di veramente grande e robusto, che vedra’ il coinvolgimento e la partecipazione di tantissimi italiani: le primarie. La parola d’ordine e’: spogliarsi dei propri particolarismi di partito e aprirsi a un’area nuova che si posiziona saldamente al centro. Le primarie sono aperte a tutti, devono essere aperte a tutti, vogliamo che siano aperte a tutti! Chi vuole, quindi, puo’ partecipare”. “Ci sono solo due paletti insormontabili- sottolinea Alfano-: noi non ci possiamo alleare a destra con chi ci vuole portare fuori dall’Europa e a sinistra con chi guarda ancora al passato come abbiamo visto, per esempio, con la battaglia sui voucher. Centrodestra e centrosinistra sono finiti: nasce un’area politica nuova, moderata, popolare, liberale! E le primarie saranno il calore per riscaldare questo ambizioso progetto che oggi ci ha visto qui, tutti insieme”.

‘Credo sia un’azione limitata, circoscritta e in gran parte prevedibile. Dopo tutte queste settimane di presidenza, Trump ha parlato tanto e realizzato poco. La sua credibilita’ sulla politica internazionale, se non fosse intervenuto dopo le parole di ieri, sarebbe stata gravemente scossa”. Cosi’ Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri del Senato, ad Agora’ (RaiTre), ha commentato l’attacco degli Stati Uniti in Siria. “Gli Stati Uniti hanno fatto un’azione dimostrativa – ha aggiunto il leader di Centristi per l’Europa – non credo avra’ piu’ di tante conseguenze sulla Siria”. “I primi che Trump avra’ avvertito saranno stati i russi, i quali hanno reagito secondo una commedia annunciata – ha osservato Casini – ma in realta’ i russi sapevano dell’azione e gli americani si sono ben guardati dal colpirli”. “E’ chiaro che oggi Trump si e’ fatto carico anche di un crescente malumore dei turchi. Probabilmente – ha concluso – questo e’ un segnale anche di ripresa di una certa intesa con la Turchia che negli ultimi mesi era stata problematica”.

I moderati “devono smetterla con le divisioni del passato e mettersi assieme, cercando di scegliere leader con il metodo democratico delle primarie”. Lo sostiene Pierferdinando Casini per arginare Grillo e Salvini. Casini, intervenendo ad un’iniziativa del suo movimento, Centristi per l’Europa, ha esortato i moderati a “risollevare la schiena” e a cercare di “risolvere i problemi del Paese”. Eventuali primarie per la scelta del leader, ha dichiarato, sarebbero “aperte a chi ci vuole stare”. Per il presidente della commissione Esteri del Senato, il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e’ un interlocutore naturale, mentre su Forza Italia dice che “dipende da loro: se fanno la lista unica con Salvini, ne prendiamo atto”.

“Area popolare, Centristi per l’Europa, le danno solidarieta’ e mandato in modo convinto”. Lo dice Pier Ferdinando Casini, intervenendo in Aula al Senato, dopo le comunicazioni del premier Gentiloni in vista del Consiglio europeo del 9 e 10 marzo. Casini dice si’ alle “cooperazioni rafforzate. Non sono nuove – spiega – ma oggi queste rappresentano una sfida perche’ l’Ue cosi’ non puo’ rimanere cosi'”. Il presidente della commissione Esteri del Senato sottolinea ancora una volta come sia “inaccettabile quel doppio binario per cui l’Europa e’ distratta sull’immigrazione e rigorosa in aritmetica contabile. Non ci possiamo stare – afferma Casini – e noi dobbiamo sollecitare una politica maggiore presenza nel mediterraneo”. Infine, il rapporto con la Russia: “Io sono – conclude Casini – per trovare un’intesa possibile con la Russia perche’ e’ un partner fondamentale e oggi sta occupando posizioni perche’ qualcuno le ha lasciato spazio”.

“Su Mediaset si realizza un’unità nazionale a difesa dell’italianità di una azienda di comunicazione strategica. È un segnale importante; la politica non può essere così faziosa da perdere di vista gli interessi del Paese. Non è un caso che gli unici a cantare fuori dal coro siano ancora una volta i 5 Stelle”. Lo afferma in una nota Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato.

“Oggi la sfida non e’ piu’ fra destra e sinistra, almeno in Europa. Lo scontro e’ fra una politica che specula sulle paure e una politica che cerca di risolvere i problemi. Salvini e’ perfetto nello speculare sulle paure ma qualcuno dovrebbe spiegargli che all’incasso andra’ Grillo, non lui”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Milano a un incontro per il si’ al referendum costituzionale. L’ex presidente della Camera ha sostenuto che ormai “la possibilita’ di fare un centrodestra come l’avevamo sognato non c’e’ piu'”. “Stefano Parisi – ha concluso – e’ un amico carissimo, una persona per bene e la pensa come me. Ma questa cosa qua non c’e’, la vede solo qualche affezionato. Li’ c’e’ una dinamica che li obblighera’ a un rapporto prioritario con la Lega, non a caso in Forza Italia c’e’ qualcuno come Toti che getta il cuore oltre l’ostacolo e va alle manifestazioni della Lega”.

“Oggi il centrodestra italiano deve scegliere: o sta col Ppe e la Merkel, oppure sta con Le Pen. Confalonieri l’ha fatto notare e ha ragione. Questi sapientoni di Forza Italia che sanno solo distruggere mi sembrano per meta’ incompetenti e per meta’ dilettanti allo sbaraglio. Perche’ oggi la grande questione non e’ tra sinistra e destra, ma tra il populismo nelle varie sembianze, da Le Pen a Grillo, e le forze responsabili”. Cosi’ il leader centrista Pier Ferdinando Casini in un’intervista alla Stampa. “Confalonieri esprime il buonsenso di chi deve far tornare i conti e, quando sente certe idiozie alla Salvini tipo uscire dall’euro, dice a Fi: ma vi rendete conto che, continuando a scuotere l’albero dell’anti-renzismo, alla fine ne raccogliera’ i frutti solo Grillo? Una prospettiva che Confalonieri non puo’ accettare, ma nemmeno Berlusconi. Difatti ha ripetuto piu’ volte che M5S per lui rappresenta il pericolo piu’ serio”. “Qualora il centrodestra assumesse i connotati di forza seria e responsabile, decisa a fare argine contro i populismi, verrebbero meno le motivazioni di tante divisioni. Se invece l’obiettivo fosse la demolizione di Renzi nella speranza di sostituirlo, beh, allora auguri”, dice Casini, convinto che “una volta cacciato Renzi, il pallino del gioco non tornera’ a destra. Se lo prendera’ M5S. Per cui – conclude – posso capire certi risentimenti del mondo berlusconiano nei confronti del premier, ma impostarci su una politica a me sembra follia”.