centrodestra

“Le due strade, quella di una corsa solitaria della Lega e quella dello sforzo di provare a creare una coalizione più larga sono entrambe aperte, sono strade che stiamo valutando”. Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa organizzata in via Bellerio, a Milano, al termine del Consiglio federale. “Noi lavoreremo per avere coalizioni e forze riunite per prendere un voto in più di Renzi e di Grillo”, ha dichiarato Salvini, sottolineando che al centro ci deve essere “un programma chiaro e condiviso prima del voto”. Ha aggiunto il segretario leghista: “Siamo pronti alla battaglia, che sarà a livello nazionale”, e nel caso ci fossero le primarie “come segretario della prima forza politica alternativa a Grillo e Renzi sono assolutamente pronto a competere con chiunque e dovunque”.

 

Nel giorno in cui il suo movimento ‘Energie per l’Italia’ discute del futuro della Capitale, in un incontro romano con esponenti locali di Forza Italia e all’interno di un tour per l’Italia, Stefano Parisi a ‘Rmc news’ anticipa il progetto per un’area popolare e moderata in Italia. “Il mio lavoro non è quello di sostituire Silvio Berlusconi, che è insostituibile. Ma il centro-destra ha perso 10 milioni di voti, e il rischio è quello di consegnare il paese a Grillo. Bisogna aggiornare i programmi e riconquistare la fiducia degli Italiani: lo si fa con un lavoro comune, come generare un soggetto politico nuovo (il suo, n.d.r.) e nel contempo consolidare il voto di Forza Italia”. Su Roma aggiunge: “Bisogna ripartire dalla costruzione di una unità del centro-destra: con un candidato unico, oggi non avremmo avuto un sindaco inesperto e improprio per il futuro”. Su governo e voto spiega: “Gentiloni sta raccogliendo i problemi dei disastri fatti dalla politica dissennata di Renzi. Bisogna votare presto, ma con una riforma buona: ci vuole un esecutivo forte, per un Paese da ricostruire con un mandato popolare chiaro, di lungo periodo. Mi auguro che si faccia una legge elettorale che duri per 100 anni: spero nel senso di responsabilità dei politici, che non è tanto”. E infine su Tajani. “Dopo la sua elezione a presidente dell’Europarlamento, gli ho fatto gli auguri. Gli Italiani hanno posizioni cruciali nelle istituzioni continentali (Draghi, Tajani). Credo che un ruolo italiano più forte genererà innovazione, in un’Europa sempre più defilata”.

Oltre cinquanta, tra movimenti, liste civiche e associazioni territoriali, ieri a Roma hanno firmato un patto di adesione con “Idea – Popolo e Libertà”, il progetto politico del senatore Gaetano Quagliarello, per un totale di oltre 300 amministratori locali da quasi tutte le regioni d’Italia, che si aggiungono agli 8 parlamentari, 10 consiglieri regionali, sindaci e consiglieri comunali già nel partito. “E’ un inizio confortante – dichiara il presidente di ‘Idea’ Gaetano Quagliariello – ‘Idea’ vive una felice contraddizione: aver costruito un piccolo partito per coltivare la grande ambizione di contribuire alla costruzione di un forte e ampio partito di centrodestra. Noi continuiamo a credere nella possibilità di dar vita a una coalizione che ambisca a governare questo Paese, nella chiarezza del confronto e nella ricerca di sintesi comuni”.

“Parisi? E’ simile a un fiume carsico. Scompare e riaffiora in superficie all’improvviso. Se in natura si conoscono le cause di questo fenomeno, in politica nel caso di Parisi sono sconosciute, si possono avanzare solo delle ipotesi o delle illazioni. Porte aperte a chi vuole dare un contributo, se ne e’ capace, ma Forza Italia a mio parere ha una classe dirigente che puo’ e deve affrontare le scadenze e gli appuntamenti decisivi che incombono. Non abbiamo bisogno di chi scompare e riappare, serve molto impegno, passione, esperienza e capacita’ per ricostruire il partito e il centrodestra”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Altero Matteoli.

Si terra’ martedi’ 13 dicembre a Roma il primo evento ‘Energie per l’Italia’. Dopo il primo incontro milanese, il movimento di Parisi arriva nella capitale con un evento aperto in cui saranno presentati i principi e gli obiettivi di Energie per l’Italia, oltre al suo modello organizzativo. Epi nasce per costruire una proposta di governo credibile e innovativa, liberale e popolare. Durante l’incontro saranno presentate le modalita’ di adesione: ‘Accendi la tua lampadina!’ e’ l’immagine scelta per l’apertura dei circoli Epi sul territorio. La struttura di Energie per l’Italia e’ orizzontale e diffusa: non prevede gerarchie ma una rete collaborativa fatta di “lampadine” accese in tutta Italia per indicare una alternativa di centrodestra positiva che riaggreghi il popolo dei moderati e consenta di uscire dalla crisi politica. L’appuntamento e’ per il 13 dicembre alle 19,00 al Parco dei Principi Grand Hotel & Spa, Via Frescobaldi, 5.

In democrazia vince la maggioranza. Numeri che decidono la bonta’ di un’idea e di un programma quando non anche di un candidato. E’ innegabile: il premier Matteo Renzi ha perso ma gli si riconosce il coraggio o forse l’incoscienza: ha puntato tutte le sue fiches su questa mano. Avra’ una rivincita? Forse. Intanto Renzi preannuncia le dimissioni in un discorso che ne conferma le capacita’ di politico di spessore. Cosa accadra’ adesso? L’alternativa a lui e al suo governo sono i famelici populismi di Grillo da una parte e di Salvini dall’altra. Il centrodestra sta cercando ancora se stesso nei pressi dell’ombelico di Berlusconi, il Pd presentera’ il conto al suo segretario-premier. Un panorama inquietante che non lascia presagire nulla di buono. La speculazione finanziaria e’ dietro l’angolo. Positiva la partecipazione al voto, da dimenticare la tracotanza di una campagna referendaria violenta e volgare. La Costituzione rimane invariata. Anche il Cnel e il Senato: gli italiani hanno voluto cosi. Evviva l’Italia, evviva gli italiani.

“I prossimi leader verranno scelti dai cittadini, non a tavolino, non nei salotti, non nelle cantine. Io dal 5 dicembre sono pronto a girare tutta l’Italia con le nostre idee, le nostre proposte, la nostra squadra”. Lo ha detto Matteo Salvini, al Tour della Sovranita’ organizzato da Fdi, commentando l’annuncio di Silvio Berlusconi di volersi ricandidare alla leadership del centrodestra, “Di Berlusconi apprezzo l’impegno nella campagna per il No. Dal 5 dicembre parleremo di tutto il resto. L’importante e’ che gli italiani sappiano che dopo la vittoria del No l’Italia riparte con una nuova squadra che sta gia’ governando Regioni importanti, come la Lombardia, il Veneto o la Liguria, e quindi mandiamo a casa Renzi che di bugie ne ha dette fin troppe”. Alla domanda se sia disposto a “venire a patti” con Stefano Parisi per unire il centrodestra, Salvini ha replicato: “scendere a patti e’ quello che ha fatto Renzi con Alfano per cambiare la Costituzione. Non scendo a patti con nessuno: ascolto, coinvolgo, allargo ma non ho nostalgie del passato, degli inciuci: Verdini, Alfano o Cicchitto non li voglio vedere nemmeno in foto”.

“No, perchè io sto dentro il centrodestra”. Stefano Parisi, intervistato dal quotidiano “il Dubbio” rifiuta seccamente l’etichetta di nuovo Corrado Passera del centrodestra, eclissatosi dalla scena politica dopo il fallimento del movimento politico da lui fondato e della campagna elettorale alle Comunali per palazzo Marino. “Non sono nè rammaricato, nè offeso con Silvio Berlusconi”, dice Parisi sulla scomunica ricevuta dall’ex Cav. Convinto che “Forza Italia ha un bivio davanti: farsi guidare da Salvini oppure stare con i liberali popolari che è il nostro mondo”. Un mondo che Parisi è convinto essere rappresentato da lui e al quale chiama anche “i leghisti moderati”. “Si devono – dice di loro- farsi sentire”. Perchè “la Lega che io conosco ha un’anima riformista ed è composta da gente di governo, da amministratori con lunga esperienza”. Infine, ha precisato Parisi, “non  ho mai detto che farò come Trump ma di guardare a Trump che vinto senza l’appoggio del partito repubblicano”, restando convinto che “i partiti non hanno futuro”.

“Dietro gli ondeggiamenti di Berlusconi sulle persone (da Toti a Parisi) c’e’ una profonda incertezza sulla linea politica. Il cavaliere ancora non ha deciso se accentuare il ruolo di centro di Forza Italia o investire tutte le sue limitate risorse politiche in una coalizione di centro-destra, in questo secondo caso rassegnandosi alla leadership di Salvini”. Lo dice Fabrizio Cicchitto (Ncd), che aggiunge: “Invece Berlusconi vorrebbe la botte piena, la moglie ubriaca e l’amante ingioiellata: cioe’ vorrebbe ricomporre il centro-destra, riprendere la leadership con Salvini messo in riga, ed essere riconosciuto come il ‘grande vecchio’ che contratta a nome di tutti con un Pd e un Renzi ammaccati auspicabilmente dalla vittoria del No. Salvini, pero’, non accetta ne’ la graduatoria ne’ l’ordine di servizio di Berlusconi e anzi propone la sua leadership la sua ‘narrazione’ politica (Trump, via dall’euro, muri e respingimenti) e vuole le primarie”. “Berlusconi- conclude Cicchitto- e’ di fronte a una scelta, cosa per lui sgradevolissima, perche’ ha sempre cercato di non scegliere preferendo la somma delle forze piu’ varie che pero’ hanno un comune denominatore e cioe’ l’accettazione della sua leadership e anche di una linea politica a zig zag”.

“Trovare un mio erede? Io spero che ci sia, fino adesso non sono stato capace di fare una scelta. Avevo puntato molto su qualcuno che poi è passato dall’altra parte. Alcuni personaggi hanno deluso. Quindi oggi in Italia leader veri dentro la politica ce n’è solo uno ed è Matteo Renzi, fuori dalla politica forse ce n’è qualcuno ma dalla politica è stato buttato fuori”. Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervenendo a Rtl 102.5. Questa affermazione del Cavaliere dopo la sostanziale delegittimazione di Stefano Parisi, il manager incaricato di rinnovare Forza Italia e di riunificare il centrodestra e al quale e’ stato ordinato di non litigare con il litigioso Matteo Salvini