centrodestra

E pensare che gli argomenti e le opportunita’ per un ritorno al potere del centrodestra nel nostro Paese ci sarebbero tutti. Pazienza. Il problema e’ che Silvio Berlusconi non vuol farsi da parte, ne’ di lato e neanche fingere di ritirarsi per agire dietro le quinte. Tutto deve ruotare attorno alla sua persona, con le conseguenze nefaste che conosciamo. Dopo avere lanciato Stefano Parisi con il compito di unificare quel che resta del centrodestra, oggi dobbiamo assistere alla sua delegittimazione ‘nessuna leadership se continua lo scontro con Salvini’ ha sentenziato il Cavaliere. In pratica, Re Silvio ha intimato al manager non solo di non litigare con il leader della Lega – ringalluzzito per la vittoria di Trump – ma anche di porgergli l’altra guancia, tutte le volte che lo prendera’ a sberle. Non si capisce dunque quale funzione Stefano Parisi debba conservare, se non quella di utile idiota nell’attesa che il contesto cambi. Una specie di traghettatore verso il Nulla. La realta’ e’ che Parisi e’ gia’ stato sacrificato sull’altare di una unita’ del centrodestra che non e’ nelle cose, sino a quando tutto dovra’ continuare a ruotare attorno all’ottuagenario Berlusconi che lavora affinche’ dopo di lui restino solo le macerie, anticipandone addirittura i tempi.

“Domenica prossima l’appuntamento dell’Adriano, indetto assieme ad Alemanno ed Azione Nazionale, sara’ l’occasione per rivedere tantissime bandiere che sventoleranno per le nostre idee”. Lo scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. “Nella societa’ del diritto relativista, occorre proclamare con nettezza che non esiste la creazione del figlio a proprio piacimento e che la tecnica e’ funzionale alla vita e non viceversa. In uno Stato condizionato dal folle convincimento che le tasse che paghiamo servano solo a pagare debiti – prosegue Storace – occorre pretendere una autentica svolta sociale. In una Nazione invasa da un’immigrazione senza precedenti, si deve avere il coraggio di negare che rappresenti una tendenza xenofoba il rifiuto di facili integrazioni estranee alla cultura dei doveri. Viviamo il tempo del pensiero debole, ma Donald Trump dimostra che nella piu’ grande democrazia del mondo si puo’ scardinare l’obbligo del politicamente corretto. Occorre capire chi puo’ rappresentarlo al meglio – aggiunge Storace su Il Giornale d’Italia – per recuperare dall’oceano dell’astensione milioni di italiani di destra che oggi non saprebbero per chi votare senza una presenza attiva e organizzata. Non sono le diatribe fra Renzi e Junker ma il modello di societa’ quello che segna le differenze fra destra e sinistra. Da destra occorrono risposte nette, che non esauriscono il loro fascino in un accordo ad Arcore. Sicuramente occorre il partito unico, ma non quello che costruirono Berlusconi e Fini negli anni del loro successo come Pdl che fu un modello senz’anima, costruito nel nome della mistica di una unita’ che dura solo fino a che sta al potere perche’ e’ senza valori. Serve il partito unico delle destre e occorrera’ vincere ogni resistenza. Se ne renda conto anche Fratelli d’Italia, che alle prossime elezioni politiche – conclude Storace – rischiera’ di pagare duramente la propaganda contro i piccoli partiti, che sara’ sempre piu’ spietata qualunque sia la legge elettorale. Guardiamo un po’ piu’ in la’ dell’orto di famiglia”.

“Non crediamo che tra Salvini e Stefano Parisi sia una questione puramente e semplicemente di temperamenti o lotta per il potere ma piuttosto crediamo vi sia l’esistenza di dissensi profondi e strategici. Non vediamo infatti come una forza che non abbia deciso di uscire dal Ppe possa allearsi con Salvini”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, deputato di Ncd, che aggiunge: “Detto cio’ pero’ sia Berlusconi sia Parisi votando no giocano col fuoco perche’ da un lato contestano una riforma votata da Forza Italia e tutta una fase condivisa ma dall’altro lato qualora con il loro contributo prevalesse il no mettono in moto una sorta di deflagrazione politica nella quale a parte il Pd le forze che avrebbero il maggiore spazio sarebbero appunto il M5S e la Lega”.

“Matteo Salvini si candida alla leadership di un centrodestra che interpreta bisogni ed esigenze e che da’ risposte concrete, non birignao, non il si potrebbe, ma coraggiose”. Così il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti a margine della manifestazione della Lega Nord a Firenze per il ‘no’ al referendum costituzionale. “Questa e’ la Lega ed e’ il messaggio che parte da qua”, afferma il governatore. “Berlusconi non c’e’ per motivi giustificabili io credo, – aggiunge – poi gli altri vedremo. Sono decisioni che prendera’ Salvini, che sta facendo un ottimo lavoro davvero, rinfrancato anche da quello che e’ successo di la’ dall’Atlantico, che noi avevamo previsto, io l’avevo previsto. Sono molto soddisfatto”.

“Oggi la sfida non e’ piu’ fra destra e sinistra, almeno in Europa. Lo scontro e’ fra una politica che specula sulle paure e una politica che cerca di risolvere i problemi. Salvini e’ perfetto nello speculare sulle paure ma qualcuno dovrebbe spiegargli che all’incasso andra’ Grillo, non lui”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Milano a un incontro per il si’ al referendum costituzionale. L’ex presidente della Camera ha sostenuto che ormai “la possibilita’ di fare un centrodestra come l’avevamo sognato non c’e’ piu'”. “Stefano Parisi – ha concluso – e’ un amico carissimo, una persona per bene e la pensa come me. Ma questa cosa qua non c’e’, la vede solo qualche affezionato. Li’ c’e’ una dinamica che li obblighera’ a un rapporto prioritario con la Lega, non a caso in Forza Italia c’e’ qualcuno come Toti che getta il cuore oltre l’ostacolo e va alle manifestazioni della Lega”.

Nel centrodestra immaginato da Giovanni Toti, c’è spazio anche per Angelino Alfano? Il governatore della Liguria e consigliere di Silvio Berlusconi, ha risposto a questa domanda ai microfoni di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, la trasmissione condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. “Alfano nella coalizione del centrodestra? Bisogna vedere come va il ravvedimento operoso…” Cosa intende dire? “Il ravvedimento operoso avviene quando, per esempio, non si paga qualcosa col fisco, per una dimenticanza o per un errore. Prima che qualcuno lo scopra, il ravvedimento operoso ti consente di pagare lo stesso, in ritardo, facendo capire che l’errore lo hai fatto senza intenzionalità”. Quindi dovrebbe chiedere scusa e potrebbe tornare con voi? “Onestamente non so se Alfano si ritiene ancora compatibile con noi dopo l’esperienza al governo”. Lei lo vorrebbe? “Io non ho problemi, lo vorrei. Alla Regione Liguria governo con una maggioranza dove c’è anche Ncd”, ha concluso a Radio1 Toti.

 

“Da alcuni anni, il centrodestra italiano si e’ abituato a giocare in uno stadio vuoto. Noi vogliamo invece uno stadio pieno. E oggi qui c’e’ uno stadio pieno, di spettatori appassionati, di spettatori che vogliono prendere in mano il loro futuro”. Cosi’ Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti, aprendo i lavori della Convenzione Blu, la due giorni organizzata dai Cor a Roma, presso l’Hotel The Church Village. “Da qualche tempo, nello stadio del centrodestra – sottolinea- la regola era che l’applauso era obbligatorio e il voto era facoltativo. Noi vogliamo rovesciare questa regola: qui l’applauso e’ facoltativo, mentre il voto e’ obbligatorio. Perche’ gli spettatori sono giocatori. Vi sembrera’ incredibile, rispetto alle abitudini della politica italiana di questi anni, ma noi oggi in sei tavoli tematici discuteremo, tutti, delle nostre proposte (sull’Europa, sull’immigrazione, sulle tasse, sulle pensioni, sulla burocrazia), ognuno potra’ dire la sua, domattina ne riparleremo in plenaria, e poi si votera’. Avete capito bene: si votera’. Ognuno di voi ha il suo telefonino, da qui a domattina potrete scaricare una ‘app’, e voteremo. Avete presente quella cosa che non si fa quasi piu’? Discutere, partecipare, votare? Ecco, noi vogliamo farla. Mai piu’ decisioni in stanze chiuse, alle spalle dei cittadini. Questa e’ la Convenzione Blu”.

Domani Giovedi’ 3 novembre alle ore 17.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, Raffaele Fitto leader dei Conservatori e Riformisti presenta alla stampa la “Convenzione Blu”, iniziativa che si terra’ sabato 5 e domenica 6 novembre a Roma all’Hotel The Church Village, via di Torre Rossa, 94 . “L’obiettivo de “La Convenzione Blu” e’ quello di gettare le basi per il futuro di un centrodestra che sia – spiega Fitto – aperto al confronto sulla base di regole nuove, come per esempio le primarie per scegliere leader e programmi, e che sia realmente alternativo a Renzi a cominciare dal No al Referendum”.

Stefano Parisi, nel corso di una visita in Israele, ha incontrato alcuni leader politici della maggioranza e dell’opposizione e membri del governo. Con loro ha discusso della situazione in Medioriente, dell’evoluzione politica interna israeliana e ha potuto illustrare il suo programma di rigenerazione del centrodestra italiano. Gli incontri sono avvenuti alla Knesset, il Parlamento Israeliano, nel giorno del suo insediamento dopo la pausa festiva. Tra i temi affrontati anche che il referendum e la situazione politica italiana, nonché la sua evoluzione a seguito dell’esito referendario del 4 dicembre.

“La notizia non e’ che l’Italia partecipera’ pro quota a una esercitazione Nato in Europa, la notizia e’ che questo scateni reazioni indignate da quasi tutte le parti politiche. Per l’annessione della Crimea o la guerra nel Donbass ci sono state reazioni molto meno allarmate. Del resto, se i bombardamenti su Aleppo fossero stati non dico israeliani, ma americani, avremmo visto una indignazione che oggi non c’e. Il punto politico e’ il ritorno potente di un sentimento antamericano nella politica italiana: si parla dei presunti fallimenti della politica di Obama e si ammira Putin. Io penso esattamente il contrario, dal punto di vista politico generale e per l’interesse italiano ed europeo”. Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova. Questa vicenda, poi, e’ l’ennesima tappa dell’evoluzione paradossale del centrodestra italiano, che ha abbandonato l’europeismo e l’atlantismo e insegue, esattamente come la sinistra estrema e Grillo, la fascinazione per la non democrazia putiniana. In questo c’e’ un fronte compatto e’ indistinguibile Ferrero-Salvini-Meloni-Brunetta-Grillo, antiamericani e antimultilateralisti. Ma l’italia, per fortuna, fa ancora parte della Nato oltre che della Ue, e il sistema di solidarieta’ atlantica resta determinante per la sicurezza degli italiani. Anche per quelli che considerano una esercitazione preannunciata in Estonia piu’ “aggressiva” dell’annessione russa della Crimea”, conclude Della Vedova.