Cicchitto

“Se per mediare con Salvini sull’euro la proposta di Berlusconi e’ quella della doppia moneta, allora ciò significa che da un lato la lezione di ciò che avvenne nel 2011 non e’ servita a nulla e che comunque e’ già segnato in partenza il cumulo di contraddizioni su delicatissime questioni economico e finanziarie che verrebbe sprigionato da un governo di centrodestra fondato sulla sommatoria di posizioni vicine a quelle della Le Pen e di posizioni vicine a quelle della Merkel”. Lo afferma il deputato di Ap, Fabrizio Cicchitto. “Se c’è’ una cosa su cui non si può proprio scherzare e’ quella di combinare pasticci sulle questioni monetarie specie da parte di un Paese che quale che sia la formula politica di Governo ha un altissimo debito pubblico”, conclude Cicchitto.

“E’ sempre più evidente che sulla vicenda siciliana si giocano più partite nazionali. Allora non capiamo francamente il senso di quello che propone il Centrodestra ad AP: AP è buona in Sicilia perché può essere decisiva per la vittoria, ma Alfano e company sono brutti sporchi e cattivi a livello nazionale dove non servono”.Lo afferma l’onorevole Fabrizio Cicchitto (Alternativa popolare) che aggiunge: “Ma che razza di proposta politica è questa? In effetti, a renderla impraticabile c’è il fatto che davvero insulti a parte, fra AP e Salvini-Meloni c’è una differenza strategica di fondo. Berlusconi vuole la botte piena e la moglie ubriaca, AP a livello regionale e Salvini e Meloni a livello nazionale, ma questo è uno schema nel quale AP non può cadere a meno di non volersi suicidare”.

“Noi di Alternativa Popolare rimaniamo convinti che essa ha una sola chance, quella di presentare in modo limpido e chiaro un’alternativa di centro aggregando con generosita’ ed apertura tutte le forze disponili, facendo leva sui molti punti deboli, contraddizioni, perversioni del Movimento 5 Stelle (un movimento populista a guida autoritaria, un autentico pericolo per la democrazia rappresentativa) del centro-destra (profondamente diviso sui programmi fra Forza Italia e Lega Nord) e del PD (le cui contraddizioni devastanti sono sotto gli occhi di tutti). AP deve rivolgersi a quel 10% almeno di italiani che non si riconosce in nessuna di queste tre forze e aree politiche prevalenti. Cosi’ Fabrizio Cicchitto (Alternativa Popolare) all’HuffingtonPost, Presidente della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) della Camera dei deputati. “per farlo in modo credibile -aggiunge – pero’ non deve stare a piatire alleanze con nessuno. Allora finora noi ci siamo ben guardati dal dire alcunche’ sulle prossime elezioni regionali siciliane. Siccome pero’ durante tutto questo tormentone estivo le vicende siciliane hanno dominato anche il quadro nazionale allora non possiamo fare a meno di avanzare una modesta proposta per rovesciare una tendenza che ha nuociuto a tutta Alternativa Popolare, a quella siciliana e a quella nazionale. Che AP siciliana avanzi la candidatura di un suo esponente alla presidenza della Regione (in AP siciliana abbiamo personalita’ di alto profilo). E poi aspettiamo le reazioni dei due poli di centro-destra e di centro-sinistra pronti a realizzare la convergenza con chi appoggiasse il nostro candidato, pronti pero’ anche a presentarci da soli forti di una consistenza non trascurabile. Questo e’ l’unico modo, a nostro avviso, per cancellare gli effetti negativi di un tormentone di mezza estate che, ‘diversamente dal sogno’, ha molto nuociuto e per riprendere l’iniziativa politica a livello nazionale e a livello regionale”.

“Il governo Gentiloni sta facendo il possibile e talora l’impossibile, sia in Italia che all’estero, in una situazione assai difficile”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, deputato di Ap che aggiunge: “Non può certo attaccarlo chi nel Pd da tempo ha lavorato contro la maggioranza che sostiene il governo ricercando intese solo con le forze di opposizione in primis l’M5s sulla legge elettorale e sui vitalizi, tema questo che va molto al di là dei suoi aspetti monetari ma che attiene a una visione della democrazia parlamentare”. Continua Cicchitto: “Paradossalmente Renzi non solo rifiuta le coalizioni, ma se ne fa qualcuna, la realizza alla rovescia: con la Lega e col M5s”. E di conseguenza “in una situazione di questo tipo – aggiunge – Gentiloni sta facendo dei miracoli di cui tutti gli devono essere grati, in primo luogo il Pd. Infatti e’ evidente che a livello internazionale e anche in Europa si e’ aperta una dialettica di nuovo tipo nella quale bisogna combinare insieme la difesa degli interessi nazionali con la cornice europea che non può essere infranta perche’ gli esisti sarebbero catastrofici”.

Il Nuovo Centrodestra si prepara all’assemblea del prossimo 18 marzo che dovrebbe segnare una svolta politica precisa, a partir dal cambio del nome: “Ncd ha una scadenza che e’ quella del 18 marzo. In quella giornata faremo una cosa che avremmo dovuto fare da molto tempo e cioe’ il cambio del nome del partito. Il nuovo nome fara’ riferimento esclusivamente ai moderati, ai riformisti e all’area di centro”, ha spiegato Fabrizio Cicchitto al quotidiano ‘Il Dubbio’. L’esponente Ncd e presidente della Commissione Esteri della Camera aggiunge: “Sulla base dell’esperienza maturata durante questi anni sceglieremo una collocazione netta senza riferimenti al centrodestra ma soltanto al centro. La cosa non e’ mai stata riconosciuta pubblicamente, ma questa legislatura e’ durata 4 anni, e puo’ durarne 5, grazie alla nostra decisione di appoggiare il governo Letta che non fu un atto di trasformismo, ma un atto necessario per evitare altre elezioni politiche anticipate e quindi un’avventura. Lo aveva fatto anche Berlusconi nel 2013 quando aveva capito che le elezioni avevano sconvolto il quadro politico e messo fine al bipolarismo, rendendo necessarie larghe intese tra Pd e Pdl”. “Arrivati a questo punto ci troviamo davanti a una situazione in cui mi pare assai probabile che andremo da soli alle elezioni – sottolinea Cicchitto – a prescindere dalla legge elettorale”.

“Nella sua intervista a al Tempo Silvio Berlusconi cortesemente avverte l’Ncd che Forza Italia non e’ un taxi. Forza Italia pero’ e’ in una posizione assai contraddittoria perche’ se si colloca sul terreno del Ppe non puo’ certo allearsi con Lega e Fdi. Ne’ una via d’uscita puo’ essere quella delle due monete, l’euro per uso internazionale e la lira per uso interno. A sua volta l’Ncd deve far si che il 18 marzo – data scelta per una assise nella quale cambiera’ il suo nome – dovra’ dar vita ad un partito di centro che metta nel conto di andare alle elezioni da solo o con un patto federativo con le altre forze che adesso sostengono il governo Gentiloni”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, Ncd. “Il partito-movimento che nascera’ il 18 marzo dovra’ rivolgersi agli italiani che non si riconoscono ne’ nel populismo prevalente nel centrodestra ne’ nello scontro fra leaderismo e paleo-sinistra per di piu’ con la complicazione giustizialista populista rappresentata da Emiliano che oggi e’ in atto nel Pd. Questa scelta implica alcuni precisi contenuti programmatici: europeismo, Nato, taglio della spesa pubblica corrente, riduzione della pressione fiscale. Cio’ implica un sostegno pieno all’attuale governo per la fine naturale della legislatura: con una legge elettorale proporzionale le alleanze verranno dopo le elezioni anche perche’ oggi nessuno sa quale configurazione politica avra’ il centrodestra e neanche quale sara’ l’esito dello scontro senza esclusione di nessun colpo in atto oggi nel Pd”, conclude.

“Il ministro Orlando ha cercato in tutto questo periodo di combinare insieme le esigenze di una riforma della Giustizia fondata sul superamento della situazione precedente nel rispetto dell’autonomia reciproca della politica e della magistratura. L’attacco frontale che oggi gli rivolge Davigo ha un solo significato: che l’Anm vuole in modo ferreo ribadire quella supremazia della magistratura sulla politica che e’ stata denunciata addirittura da Monsignor Galantino”. Cosi’ Fabrizio Cicchitto, deputato di Area Popolare e presidente della commissione Esteri.

“E’ bene confrontarsi con i magistrati sulle questioni di fondo che riguardano la riforma della Giustizia, dalla divisione delle carriere al modo di elezione del Csm alle intercettazioni e anche, visti gli esiti di una serie di processi al modo con cui si fanno le indagini e ne viene data pubblicita’. Il giornalista Mattia Feltri sulla Stampa fornisce un elenco dissacratorio su tutti i politici incriminati con grande rumore mediatico e poi assolti: ne abbiamo contati ben 14 a cui ne aggiungiamo un altro che non e’ nell’elenco e che e’ la De Girolamo. Su questi nodi e’ auspicabile confrontarsi con la magistratura piuttosto che rompere sulla questione delle pensioni dove tutti i torti non ce l’hanno”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, presidente della Commissione esteri della Camera, di Ncd.

“Gia’ e’ barbarica l’opzione teorica del M5S secondo cui chi e’ indagato deve dimettersi perche’ e’ addirittura in contrasto con la Costituzione, ma la cosa diventa addirittura paradossale quando su questo principio generale si adotta la prassi dei due pesi e delle due misure. Tutto cio’ vuol dire l’arbitrio piu’ generale di un nuovissimo ceto politico formato con procedure paradossali che e’ gia’ diventato casta e che si divide anche in correnti per spartirsi un potere che per colpa di tutti gli errori fatti dal centrodestra e dal centrosinistra gli e’ piovuto nelle mani”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, di Ncd.

“L’asse russo-iraniano, che ha agganciato anche la Turchia, dal quale io però non prevedo nulla di buono per quello che riguarda gli equilibri internazionali. Siamo in una situazione assolutamente non facile, accentuata poi dal fatto che le elezioni presidenziali americane fanno sì che gli Stati Uniti stanno in campo con una mano sola. Direi che c’è una situazione di stallo totale sia della politica estera dell’Unione, sia per certi aspetti della stessa politica estera americana, almeno per quello che riguarda il Medio Oriente”. Così Fabrizio Cicchitto, deputato di Area Popolare e Presidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari intervenuto questa mattina alla trasmissione ‘Ma cos’è questa estate’ su Radio 24 a proposito della situazione mediorientale. Il pallino ce l’ha in mano la Russia di Putin che ha giocato spregiudicatamente una carta decisiva: quella di sostenere a tutti i costi una dittatura, quella dittatura di Assad, che è poi alle radici di tutta la crisi umanitaria che stiamo oggi misurando. Per sostenere una realtà che ha prodotto finora 250mila / 300mila morti e milioni di emigrati, rifugiati e così via, l’Iran in comune intesa con la Russia sta appoggiando Assad con conseguenze umanitarie che sono davanti a noi”.