Confindustria

“Piu’ investimenti, piu’ export e piu’ occupazione — sia pure in termini non ancora soddisfacenti — ci dicono che la strada imboccata e’ quella giusta. Siamo un grande Paese, con enormi potenzialita’ come dimostrano proprio i dati dell’inversione di tendenza. Ma dobbiamo capire che siamo in un momento nel quale non si deve dare un pochino a tutti di quel minimo che ci siamo guadagnati, ma servono impegno e sacrificio per investire sul futuro”. A dirlo e’ il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in una intervista al Corriere della Sera. “Il Jobs act dimostra come assunzioni a tempo indeterminato abbiano comportato anche un aumento dei consumi in parallelo – aggiunge Boccia -. E’ normale che chi ha un lavoro stabile pensi al mutuo, a comprarsi un auto. E’ per questo che abbiamo bisogno di iniziative forti sul fronte del lavoro e dei giovani. Tema che entra nell’elenco delle priorita’ ma che invece e’ il problema piu’ urgente”. Quindi una richiesta al mondo della politica: “chiediamo alle forze politiche – dice Boccia – non di sospendere il confronto elettorale, che e’ il sale della democrazia, ma di mettere in sicurezza in modo condiviso la legge di stabilita’ e i provvedimenti per spingere l’economia accogliendo l’invito del Capo dello Stato”.

“Dopo il Jobs Act e il piano Industria 4.0 serve un grande piano di inclusione dei giovani” nel mondo del lavoro. Lo ha detto Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, parlando all’assemblea annuale di Assoclima. “Per questo chiediamo l’azzeramento del cuneo fiscale per i giovani nei primi tre anni” di assunzione, ha precisato Boccia, spiegando che “vogliamo permettere ai giovani di fare progetti per il futuro, accendere un mutuo, comprare una macchina… Vogliamo riattivate la domanda” attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani. “Vogliamo dare valore al lavoro, includere e non escludere”, ha continuato Boccia, sottolineando che “vogliamo dire alla politica italiana, in questa fase di eccitazione pre-elettorale, che la nostra proposta crea consenso”, un consenso “che a noi non interessa ma alla politica si'”.

“L’Europa è un vincolo che dobbiamo trasformare in opportunità. L’Europa ha un debito aggregato inferiore agli Usa, è il mercato più ricco del mondo, può essere una grande opportunità, occorre una integrazione politica europea di grande livello perché una Europa così ha i suoi limiti e li sta dimostrando”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia al suo arrivo all assemblea di Confindustria Vicenza. “Se noi vogliamo rispondere come europei ai protezionismi degli altri, abbiamo bisogno di un mercato europeo che sia all’altezza di una grande questione, che è quella che abbiamo definito nazionale ed anche europea, cioè tornare ai fondamentali attraverso l’industria”, ha concluso.

Il Mezzogiorno e’ la grande sfida del Paese, occorre usare al meglio i fondi strutturali fidelizzando gli investitori e attraendo nuove industrie”. Lo ha detto, da Palermo, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine della seconda edizione del ‘Premio Mimi’ La Cavera’. “Adesso si aprira’ una grande stagione di sviluppo – ha aggiunto – dobbiamo essere molto attenti, perche’ adesso si avviera’ un dibattito molto aperto sulla politica di coesione che e’ un elemento determinante della politica europea”.

“Serve un’Europa attrezzata per competere sullo scenario globale, si devono ripensare le politiche in campo economico. Politicamente questa e’ una fase di ripartenza, sono convinto che si possa aprire una nuova fase politica”. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, Sandro Gozi, intervenendo al convegno di Confindustria “La ripresa globale si consolida. Italia a ruota. Europa: integrazione o disaffezione”. “Anche sulla concorrenza penso si debba fare un lavoro congiunto” ha aggiunto Gozi ” dobbiamo aprire una nuova fase, spesso, sulle politiche della concorrenza, la Commissione Europea applica e impone queste norme ragionando come mercato unico europeo, questo ci indebolisce, noi dobbiamo capire che oggi parliamo di mercato globale. Usciamo dalla dittatura del trimestre, da verifiche che diventano fastidiose e poco utili sullo stato delle riforme, ogni tre mesi, dobbiamo aver un ‘Europa che incoraggia e accompagni le riforme”.

“Non seguire le facili soluzioni ma dare un’idea di visione al Paese. Mi sembra molto chiara la politica di Macron, per un’Europa più forte ed integrata nell’interesse della Francia e dell’Europa”. Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea di Federchimica, a Milano, a chi gli domandava quale esperienza deve trarre l’Italia dal voto francese. “La grande sfida è chi conquista il mercato più ricco del mondo, che è l’Europa. Dobbiamo dare forza e competitività alle imprese europee per difendere questo grande patrimonio di valori e economia che abbiamo”, ha aggiunto.

“Su questo non ci esprimiamo. Noi siamo a vocazione maggioritaria”. E’ la risposta data ad un giornalista dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, su eventuali elezioni anticipate. “Quando si andra’ alle elezioni – ha detto – l’augurio e’ che possa emergere dalle urne un governo stabile che possa realizzare una politica di medio termine. Perche’ le grandi questioni che abbiamo e le criticita’ vanno affrontate in un piano di medio termine”.

“In tempi di risorse scarse bisogna avere il coraggio di fare scelte selettive e per riuscirci occorre poter contare su un contesto che non muti a ogni stormir di fronda dove, nell’illusione di accontentare tutti, si finisce con lo sciupare risorse preziose. Perche’ la politica possa riappropriarsi del suo ruolo di guida del Paese, cosa che noi auspichiamo vivamente, c’e’ bisogno che la stessa politica si dia gli strumenti giusti per farlo”. Lo afferma il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un’intervista a Qn in cui dice no al proporzionale. “Ciascun imprenditore per assumere le sue decisioni d’investimento ha bisogno di un orizzonte lungo e largo oltre che, possibilmente, sgombro da nuvole”, rileva Boccia. “Condizioni difficili da avere tutte insieme ma che non possono, pero’, essere negate in partenza perche’ vorrebbe dire indebolire fortemente la capacita’ di crescita di un Paese”. “Il cambio repentino di orientamenti e scelte politiche, gli stop and go al quale siamo abituati ma non rassegnati, le riforme fatte e disfatte senza che si abbia il tempo di apprezzarne gli effetti, sono tutti sintomi di un sistema erratico capace di produrre tatticismi e di scoraggiare qualsiasi strategia”, sottolinea Boccia. “E mentre dovremmo creare le condizioni per attrarre capitali da tutto il mondo, senza i quali non ci sara’ ripresa, corriamo il rischio – avverte – di lasciar fuggire quelli interni che inevitabilmente andranno alla ricerca di opportunita’ migliori”.

Giuseppe Catanzaro e’ il nuovo presidente di Sicindustria. Ad eleggerlo, oggi pomeriggio, l’Assemblea dei delegati che ha, di fatto, ratificato il risultato delle consultazioni svolte dalla commissione di designazione, che hanno coinvolto l’intera base associativa. Eletta anche la squadra dei vicepresidenti: Alessandro Albanese (vicepresidente vicario); Rosario Amaru’ e Gregory Bongiorno. I delegati sono: Ivo Blandina (infrastrutture); Carmelo Turco (rapporti con le aziende dei comparti di raffinazione e petrolchimica); Silvio Ontario (education). Cinquant’anni, imprenditore impegnato con l’azienda di famiglia in attivita’ legate al settore ambientale e della produzione di energia, Catanzaro subentra ad Antonello Montante e guidera’ l’associazione per i prossimi 4 anni. All’interno del sistema confindustriale ha ricoperto diversi ruoli: vicario di Confindustria Sicilia; presidente dei giovani di Confindustria Agrigento; presidente di Confindustria Agrigento; componente del Gruppo tecnico Ambiente di Confindustria e componente supplente della Commissione di saggi per l’elezione del presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia. Dopo l’elezione, il presidente Montante ha ringraziato la squadra forte e coesa che lo ha supportato in questi anni. “Questa presidenza – ha detto – ha attraversato il periodo piu’ lungo di recessione dal secondo dopoguerra ad oggi”. . “Un risultato che e’ andato al di la’ di ogni possibile iniziale previsione – ha sottolineato Catanzaro – Il profondo cambiamento organizzativo dei mercati e degli assetti istituzionali ha portato alla riforma del sistema e alla nascita di Sicindustria”. Al momento dell’elezione, Catanzaro ha reso noto di aver lasciato ogni ruolo gestionale all’interno dell’azienda di famiglia: “Pur non essendo un atto obbligato – ha spiegato – ho voluto farlo per dedicare tutto il mio tempo e il mio impegno al sostegno delle imprese che producono e operano in Sicilia”.

Questa mattina il Comitato di Presidenza e l’Advisory Board di Confindustria hanno incontrato il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, in vista dell’anniversario della firma dei Trattati di Roma, il prossimo 25 marzo. Al centro dei colloqui la necessità di rilanciare una robusta politica industriale europea e di mettere al centro dell’agenda la crescita e l’occupazione. Gli industriali e il presidente Tajani si sono trovati d’accordo su un’idea di Europa più vicina ai cittadini e alle esigenze dell’economia reale e hanno approfondito alcuni temi, tra cui una politica commerciale che valorizzi le competenze e la qualità delle produzioni europee contro ogni forma di concorrenza sleale. Oggi più che mai abbiamo bisogno che l’Europa eserciti un ruolo forte sulla scena mondiale, dando certezze alle imprese e garantendo prosperità ai cittadini – ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia – Ciò che sta accadendo in questi mesi, dalla Brexit, alle misure annunciate dalla nuova Amministrazione americana, rischia di compromettere l’attuale assetto geopolitico, frutto di un lavoro paziente, durato decenni. L’Europa non deve fare passi indietro e continuare a rappresentare un baluardo di libertà, un simbolo di progresso e una certezza di sicurezza sociale”. “Anche per questo – ha spiegato Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa – in accordo con le associazioni imprenditoriali dei Paesi fondatori della comunità europea e insieme a BusinessEurope, abbiamo deciso di promuovere un incontro a Roma i prossimi 23 e 24 marzo, al quale abbiamo invitato il presidente Tajani. Obiettivo: sottolineare il nostro attaccamento all’Europa, difendere i risultati raggiunti in questi 60 anni e cementare l’impegno del mondo imprenditoriale a preservarne i valori fondanti per nuove e ambiziose frontiere comuni. L’idea è siglare un appello solenne a difesa dei valori europei e sostenere a gran voce il progetto di integrazione europea per rilanciare un’Europa ancora più forte e competitiva”.