economia

“Abbiamo avuto una relazione del presidente della Banca centrale europea in cui sostanzialmente Draghi ha ripreso alcuni dati sull’andamento dell’economia”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni parlando dei lavori del Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Draghi ha parlato di “tassi di crescita, inflazione, che giustificano a suo avviso delle valutazioni positive ma contemporaneamente la necessità di proseguire nelle politiche monetarie seguite fin qui dalla Bce – ha riferito il presidente del Consiglio – Su questo c’è stata una discussione perché, e questo vale anche per l’Italia, il fatto che ci siano dati macroeconomici positivi, non si traduce immediatamente in conseguenze sul piano sociale e nella percezione dei nostri cittadini”. Per Gentiloni: “Bisogna sempre fare attenzione a non accontentarsi dei dati macroeconomici anche quando sono, come avviene in questo momento, piuttosto incoraggianti: oggi l’Europa ha una crescita leggermente superiore a quella degli Stati Uniti.

l 2017 sarà particolarmente delicato per l’economia siciliana, che dovrebbe essere contraddistinta da una fase di ulteriore indebolimento della domanda. E’ la previsione contenuta nel 46esimo Report Sicilia, il Rapporto sull’economia dell’Isola del Diste Consulting, presentato oggi a Palermo dalla Fondazione Curella. Il tasso di crescita del prodotto interno lordo, infatti, non dovrebbe andare oltre lo 0,5 per cento (+0,7 per cento il dato dell’Italia), dopo l’aumento medio annuo dell’1,5 per cento del biennio precedente. Sul mercato del lavoro, la tendenza alla diminuzione dell’occupazione emersa nell’estate scorsa dovrebbe proseguire nella prima parte dell’anno, per poi riportare spunti migliorativi. “La domanda di lavoro manterrà una sostanziale stabilità – spiegano dal Diste consulting -, con nuove flessioni in agricoltura e nelle costruzioni bilanciate dagli aumenti attesi per l’industria e i servizi. Il tasso di disoccupazione dovrebbe salire al 22,5 per cento, anche perché l’urgenza d’integrare i magri bilanci familiari indurrà un discreto numero di inoccupati a entrare nel mercato del lavoro per cercare attivamente un impiego”. Saranno fiacchi i consumi delle famiglie. Il 2017 dovrebbe chiudersi, secondo le previsioni, con un +0,6 per cento, lievemente inferiore all’anno passato, dovuto al ristagno dell’occupazione e del reddito disponibile, al progressivo rincaro dei prodotti energetici e al contenimento del potere d’acquisto. Gli investimenti fissi conserveranno un profilo di crescita stentata (+1,7 per cento).

L’investitore miliardario Carl Icahn sarà nominato consigliere speciale del presidente eletto Donald Trump sulle questioni di regolamentazione economica. Per il ruolo, fa sapere il team di Trump, Icahn, 80 anni, molto conosciuto nel mercato Usa, non percepirà uno stipendio non essendo l’incarico un posto di governo. “Carl – ha affermato il presidente eletto in una nota – è stato con me fin dal principio ed essendo uno dei migliori uomini d’affari del mondo è una cosa che ho molto apprezzato”. Ed ha aggiunto: “E’ una persona con una capacità innata a predire il futuro, specialmente per quel che riguarda le finanze e le economie”. Per Trump fino ad oggi ci sono state regole eccessive che hanno penalizzato le imprese.

“Mille giorni di strada fatta assieme. C’e’ ancora molto da fare, insieme #lavoltabuona”. Così il premier Matteo Renzi su Twitter e Facebook in occasione del video realizzato sui mille giorni di governo. Nel video, che si apre con le parole del giuramento da presidente del Consiglio, vengono elencati i provvedimenti realizzati dal governo dal momento del suo insediamento. Si va dal Jobs act alla giustizia, dalle unioni civili allo spreco alimentare e al caporalato, dalla riforma delle banche popolari alla legge sul cinema. Dopo mille giorni di governo per il premier le cose “vanno meglio” ma non sempre “vanno bene”. Renzi lo dice a Palazzo Chigi e poi a ‘Otto e mezzo’ su La 7: “Non sono soddisfatto se lo fossi, vorrebbe dire che sto sbagliando tutto”, così ha risposto ieri a Lilli Gruber. Secondo Renzi, “c’è ancora moltissimo da fare nel Mezzogiorno”. Ha dichiarato in conferenza stampa a Palazzo Chigi: l’Italia, tre anni fa, “stava attraversando un’ecatombe di posti di lavoro”, ed ha aggiunto di “voler cambiare l’Europa”, soprattutto su crescita e gestione migranti. Una slide dei mille giorni snocciolava, tra le altre attività, i numeri sull’economia: il Pil al +1,6%, il rapporto deficit/Pil al -0,4%, il debito pubblico a -43 miliardi di euro, i consumi delle famiglie a +3%. Ad eccezione del debito pubblico, che si riferisce al periodo agosto-settembre 2016, le altre cifre si riferiscono al periodo primo trimestre 2014- terzo trimestre 2016. (immagine: Ufficio Stampa Presidenza del Consiglio)

Il ministro dell’Economia Carlo Padoan ha confermato la previsione del governo di crescita del Pil dell’1% prevista per il 2017. L’occasione è stata l’audizione in Parlamento sulla nota di aggiornamento al Def, il documento di economia e finanza che anticipa i contenuti della manovra finanziaria. Il ministro ha illustrato le misure previste nella legge di Bilancio da inviare a Bruxelles: tra queste, competitività (347 milioni), sviluppo 3,8miliardi, interventi sul sociale (3 miliardi), nuove politiche tra cui pensioni minime, capitale umano e contratti pubblici (3,2 miliardi). L’entità della manovra in via di approvazione è di 24,5 miliardi. Le coperture arriveranno in gran parte da “aumenti permanenti di gettito” e entrate Iva, tagli e revisione della spesa pubblica. Per questa voce si prevedono tagli di circa 2,6 miliardi. Il titolare del Dicastero di via XX Settembre comunque ha affermato che le previsioni economiche dell’esecutivo circa gli effetti della legge di Bilancio sono “ancora passibili di variazione”, perché il testo deve essere discusso dal Consiglio dei ministri.

Il premio Nobel 2001 per l’Economia, Joseph Stiglitz non é uno che le manda a dire. Viene apprezzato proprio per la semplicità del suo pensiero. Le sue critiche all’Unione europea e in particolare all’euro come moneta unica non sono nuove ma lo scenario che si é venuto a creare negli ultimi mesi, dalla Brexit in poi, e la sfiducia crescente nei confronti di Bruxelles, sembrano alimentare le sue motivazioni. ‘L’austerità – spiega l’economista – ha ucciso la crescita nella Ue. Se Renzi dovesse perdere il referendum, partirebbe il processo irreversibile della fuga dall’euro da parte dell’Italia e non solo. Oggi la realtà é che i governi sono troppo deboli e che il vero potere é concentrato nelle mani della Germania e della Bce. Non si possono fare riforme con la pistola alla testa di popoli indeboliti dalla crisi. Non é una sorpresa per me vedere che Hollande é debole, che Renzi perde consensi e che in Spagna non si fa nemmeno un governo. E’ stato un errore lanciare la moneta unica senza avere le infrastrutture politiche ed economiche adeguate e capaci di gestirla’

Renzi e Padoan difendono i conti del Documento di economia e finanza (Def), dopo le perplessità sollevate da Bankitalia, Ufficio parlamentare di Bilancio e Corte dei Conti sulla previsione del governo della crescita del Pil dell’1% prevista per il 2017, di cui si è discusso nelle audizioni delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Come sempre – sottolinea il presidente del Consiglio – a ottobre gli esperti ci dicono che le nostre misure non hanno copertura e i numeri non tornano”. E aggiunge: “Essendo previsioni glielo dico tra un anno chi ha ragione”. E spiega le sue ragioni su Facebook: “Abbiamo sempre trovato le coperture, smentendo le previsioni negative: continueremo a farlo. Ma mentre gli esperti discutono io oggi vado ad incontrare chi il Pil lo produce non chi lo analizza: visiterò una decina di aziende piccole e grandi della provincia di Treviso: dalle realtà artigianali fino a multinazionali. Per me è doveroso che il presidente del consiglio sia accanto a chi ogni mattina rischia e lotta per creare posti di lavoro”. Per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan il traguardo è “ambizioso”, ma “realizzabile”. Intanto anche il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto, al ribasso, i numeri indicati da Roma, ritoccando la crescita (+0,8% nel 2016 e +0,9% nel 2017) e il peso del debito pubblico che salirà nei prossimi due anni al 133,2% e al 133,4% (Le previsioni dell’Italia sono del 132,8% nel 2016 e 132,5% nel 2017).

“Consolidamento di bilancio” e anche “risorse mirate e selettive per la crescita” con norme che “hanno gia’ funzionato come il superammortamento”. A dirlo è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, intervistato dal Gr1 Rai riguardo alla prossima legge di bilancio. Sul Def il ministro ricorda che per quanto riguarda le spese per i migranti “la pressione sul bilancio continua perche’ il fenomeno non si arresta e sulle conseguenze del sisma le cifre precise non sono state chiarite. Per questo abbiamo chiesto – ribadisce – un eventuale 0,4 di estensione del deficit, margine entro il quale ricomprendere le spese necessarie”.

Stime di crescita dell’economia: il governo rivede le sue previsioni. I dati non sono cosi incoraggianti come si pensava. “L’economia italiana sta crescendo non così velocemente come vorremmo. Le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso anche nei dati che il Governo rilascerà ad ottobre”. Così ha anticipato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intervenendo all’Euromoney Conference. Il settore delle banche “si sta muovendo nella giusta direzione e la mia idea è che i numeri sugli Npl in Italia sono esagerati”. Padoan sottolinea come gli Npl siano “concentrati in un certo numero di banche”. Padoan rileva inoltre nel suo intervento all’Euromoney Conference che “ci vuole un po’ di tempo per tornare alla normalità, non lo dico io, lo dice anche la Bce”. “La riforma del Senato renderà più celere e efficace il processo legislativo oltre a ridurre i costi della politica. Votare sì, non solo riduce i costi ma semplifica la macchina pubblica”, sottolinea il ministro dell’economia. Si preannuncia un autunno molto ‘caldo’ per il governo, alle prese con molti dossier aperti e di difficile soluzione.

L’economia dell’area euro è “solida ma lo scenario base rimane soggetto a rischi al ribasso”. Lo afferma il presidente della Bce Mario Draghi nella conferenza dopo il consiglio direttivo, che ha lasciato fermi i tassi. “Non abbiamo discusso” dell’estensione del programma di acquisti (Qe), dice Draghi, ricordando come il consiglio dei governatori della Bce abbia dato incarico ai comitati “di valutare le opzioni per assicurare una corretta attuazione del nostro programma di acquisto”. Le indagini mostrano come “il credito stia raggiungendo le imprese non finanziarie e la nostra politica è stata molto effettiva”. Per il consiglio direttivo “il credito sta crescendo costantemente dal 2014” e “la trasmissione della politica monetaria non ha mai funzionato meglio di oggi”.