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“Il deficit rispetto al Pil continuerà a scendere”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, al Forum Ambrosetti di Cernobbio, annunciando per ottobre “una legge di bilancio che conferma i principi della politica economica fin qui seguiti dal governo. Cioè il contemporaneo perseguire di due obiettivi che si rafforzano: il consolidamento della finanza pubblica e il sostegno alla crescita”. E a margine del Forum ha dichiarato: “Nella legge di Stabilita’ ci saranno interventi selettivi, selezionati ed efficaci per il sostegno agli investimenti per la produttivita’ e per la competitivita’”.

Nell’Eurozona il forte invecchiamento previsto nei prossimi vent’anni potrebbe frenare la crescita della produttività e provocare rallentamenti sull’economia. Ad essere maggiormente interessati al fenomeno sono l’Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia. L’osservazione è del Fondo Monetario Internazionale in un articolo sul blog ufficiale dell’istituzione. Una previsione dai toni preoccupanti dal momento che “tali Paesi hanno già livelli elevati di debito e uno scarso spazio di manovra fiscale, e hanno bisogno di una rapida crescita della produttività per costruire competitività e abbattere la disoccupazione”. Per gli economisti Shekhar Aiyar, Christian Ebeke e Xiaobo Shao, nel prossimo ventennio la popolazione dell’Eurozona dovrebbe invecchiare significativamente perché i pensionati aumenteranno rispetto alle persone in età lavorativa e crescerà anche l’età media dei lavoratori in età compresa tra 55 e 64 anni.

Filippo Taddei replica ai dati resi noti ieri sulla grave congiuntura che attraversa l’economia italiana sul fronte della produzione. “La frenata nella crescita del II trimestre 2016 poco più che attesa, ci consegna due elementi di analisi. Il primo è sulla necessità europea, e non solo italiana, di sostenere la crescita e investimenti con più determinazione”. Lo ha affermato Filippo Taddei, responsabile Economia del Pd. “Anche la Francia segna una crescita congiunturale nulla, indicando una difficoltà generale che sarebbe ingenuo affrontare solamente a livello dei singoli Paesi. La seconda, caratteristica italiana, è la continuazione della creazione di lavoro. La crescita rallenta, non così fa l’occupazione. Un fattore – conclude l’esponente del Pd – che ci può far ben sperare per il futuro”

Cresce l’economia in Italia, ma con moderazione. Spingono i consumi e migliorano gli investimenti. A rilevarlo è l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. L’Istituto comunque precisa che la crescita rallenta a breve termine. Intanto ai risultati positivi ottenuti nel primo trimestre si affiancano punte di debolezza nelle aspettative delle imprese e negli ordini del settore manifatturiero. Aumentano, rispetto al trimestre precedente, i consumi nazionali e gli investimenti fissi lordi (+ 0,2%). L’industria in senso stretto segna +1,2% di crescita, ma calano gli ordinativi (-1,4%). Segnali di miglioramento si riscontrano sul mercato immobiliare.