elezioni Sicilia

Quando “ero presidente del Consiglio e collaborando con la Regione Sicilia abbiamo esteso la rete autostradale siciliana, abbiamo investito risorse in misura superiore a quella di qualsiasi altro governo, abbiamo firmato gli accordi per la costruzione del Ponte sullo Stretto per avvicinare la Sicilia all’Europa: una iniziativa gettata al vento, con gravi danni economici, dai successivi governi di sinistra. In quegli anni, ancora, abbiamo arrestato la quasi totalità dei più pericolosi latitanti di mafia”. Lo ha detto il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una intervista al Giornale di Sicilia.

“Cancelleri cacci l’assessore hater che vuole bruciare vivo Ettore Rosato. Chi odia è impresentabile tanto quanto chi ruba”. Lo scrive su Twitter il candidato presidente della Regione siciliana del centrosinistra, Fabrizio Micari, a proposito del tweet choc del futuro assessore del M5S, Angelo Parisi, indicato nella squadra di governo da Giancarlo Cancelleri. “Posso capire che Cancelleri non sapesse di avere a che fare con un odiatore di professione – aggiunge – ma adesso che lo sa lo deve cacciare”.

“Non sono uno che si impressiona, mai. Neanche quando leggo fiumi di odio contro di noi sui social. Ma la frase ‘Ettore Rosato, noi ti bruceremo vivo’, mi fa male. Per la mia famiglia e per i miei figli, naturalmente. E perché non l’ha scritta uno qualsiasi. Ma un signore a cui il candidato 5 Stelle Cancelleri vuole far fare l’assessore ai rifiuti in caso di vittoria”. Lo affermo su Facebook il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. “Si chiama Angelo (lasciamo stare il cognome) e vuole bruciare vivo un avversario, vuole bruciarmi vivo perché sulla legge elettorale non la penso come lui. Ma vi rendete conto di quanta violenza, seppur sul web? Di quanta meschinità umana?”, insiste l’esponente dem. “Le elezioni si vincono e si perdono, è la vita. Ma quando si perde la dignità, beh, allora è difficile recuperarla. Cari amici 5 Stelle, i veri impresentabili siete voi. Col vostro linguaggio squadrista e i vostri insulti – rincara la dose Rosato – state distruggendo la normale discussione politica. Caro Grillo, caro Di Maio, fermatevi. Siete ancora in tempo. Restate umani, almeno voi”.

“L’on. Cancelleri non perde occasione per tirarmi in ballo in una danza – la campagna elettorale – alla quale non partecipo. Ormai è di moda insultare e lui lo sta facendo con più frequenza e cattiveria degli altri”, così Toto’ Cuffaro risponde alle dichiarazioni del candidato 5 Stelle alla presidenza della Regione siciliana.
“Farebbe bene, – continua – ammesso che ne abbia voglia o ne senta il bisogno, a dire ai siciliani cosa si propone di fare per la crescita della Sicilia, per il ‘dramma lavoro’, per la sanità, per le infrastrutture, per l’agricoltura, il turismo e la valorizzazione dei beni culturali, per le politiche della famiglia. Sino ad oggi, a parte gli insulti e gli sproloqui su di me e i miei amici, gli ho sentito dire solo quello che non vuole fare ma sappia che tutto questo è un po’ pochino per fare il Presidente. I miei elettori sono stati quasi due milioni e tanti di questi oggi votano 5 Stelle. Ma stia tranquillo, Cancelleri, non sono delinquenti, erano e sono persone perbene.
La prego, abbia rispetto per loro, sono siciliani: provi ad avere rispetto anche dei suoi avversari politici, è la regola prima per chi fa politica e aspira a ricoprire incarichi istituzionali”.
E conclude: “On. Cancelleri si sforzi di pensare, tra le sue tante convinzioni, che la politica non è una farsa e nemmeno una commedia ma cio’ che occorre è l’idea in un progetto di bene comune, l’impegno e il lavoro che servono per realizzarlo e tutto questo non da soli, ma insieme a tutti quelli che vogliono offrire un loro contributo. Buona fortuna on. Cancelleri. A lei ma soprattutto alla Sicilia e ai siciliani”.

“La mafia è un atteggiamento che risiede in tante forze politiche, in tanti rapporti tra una parte di imprenditoria deviata e la politica e nella corruzione della pubblica amministrazione”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5S), intervenuto a Palermo per sostenere la candidatura di Giancarlo Cancelleri a presidente della Regione siciliana. In Sicilia si volta domenica 5 novembre.
“Di mafia si può parlare in tanti casi – ha aggiunto Di Maio – e con tanti argomenti ma la morale è una sola: se ci affidiamo a chi ha governato questa regione e l’ha data in mano alla mafia per troppi anni, allora questa regione continuerà solo a parlare di mafia per tanti anni ancora”.

Quella del M5S è una richiesta risibile perché la Sicilia dei Gattopardi o degli impresentabili non si combatte in questa maniera. Si combatte con una battaglia fatta di coerenza e di competenza. Non si costruisce il futuro con gli slogan e con il turpiloquio populista, il futuro della Sicilia e del sud Italia si costruisce a partire da un’analisi spietata di come hanno funzionato i dirigenti e mettendo in campo un progetto credibile. A volte, l’incompetenza al governo fa gli stessi danni che fa la corruzione al governo, come si vede in diverse città d’Italia”. Così Nichi Vendola, ex governatore della Puglia e militante di Sinistra italiana, a Palermo per un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato della sinistra alla presidenza della Regione siciliana Claudio Fava, ha commentato all’Adnkronos la richiesta da parte del M5S di inviare osservatori Osce per monitorare il voto del 5 novembre.

Inviato da iPhone

“Mi confronto nelle piazze con la gente. Non posso accettare pure gli inviti di circoli parrocchiali per confrontarmi con gli altri candidati. Ho ricevuto 26 inviti e li ho rifiutati tutti per non fare torto a nessuno”. Lo ha detto il candidato a governatore della Sicilia Nello Musumeci, collegato telefonicamente, durante una conferenza stampa del presidente Fdi Giorgia Meloni a Trapani. “Poi francamente non capisco cosa dovrei dire a Cancelleri che non ha mai amministrato neppure un condominio”, ha aggiunto Musumeci. Sul tema la Meloni ha aggiunto che a Virginia Raggi, quando era candidata a sindaco di Roma, Di Maio e company non hanno chiesto alcun confronto pubblico.

“Vi stiamo chiedendo di governare la Sicilia nel periodo peggiore di questa Regione. Ci stiamo prendendo solo responsabilita’ solo oneri, nessun onore per i problemi che ci saranno”. Lo ha detto Luigi Di Maio a Marineo (Pa). “Ma lo vogliamo fare perche’ prima di cambiare Paese vogliamo provare a cambiare il Paese”, ha aggiunto. “In Sicilia – ha affermato – hanno scatenato la guerra tra poveri. Ho visto questo in questi anni con i precari degli enti locali, con i forestali e con i lavoratori della formazione professionale”.

Lavoro e sviluppo, occupazione giovanile, infrastrutture, iniziative contro le disuguaglianze sociali e contro la poverta’, legalita’, risanamento dei conti, riforme: sono i temi su cui Cgil, Cisl e Uil siciliane hanno chiesto il confronto a tutti i candidati alla presidenza della Regione. Alla chiamata dei sindacati hanno gia’ risposto Claudio Fava, Fabrizio Micari e Nello Musumeci. Con loro i primi incontri. Il confronto con Fava, rendono noto i sindacati, si terra’ il 16 ottobre alle 10 presso la sede Uil di via Antonio di San Giuliano 365, a Catania. Quello con Micari il 21 ottobre a Palermo nella sede della Cgil regionale, in via Bernabei 22. Con Musumeci i sindacati si incontreranno il 27 ottobre alle 10,30 nella sede della Cisl regionale, in piazza Castelnuovo 35 a Palermo. Cgil, Cisl e Uil hanno inviato ai candidati un documento con il quale sollecitano “impegni precisi” sugli argomenti indicati, snocciolando le loro proposte “affinche’ la Sicilia possa interrompere il declino e intraprendere una nuova strada di sviluppo”. Cgil, Cisl e Uil siciliane ricordano che negli ultimi otto anni nell’Isola sono andati perduti 120 mila posti di lavoro e che la disoccupazione giovanile e’ al 57%. “E’ un quadro drammatico – scrivono i segretari Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone – che ha visto crescere il disagio sociale e di fronte al quale non c’e’ stata finora un’iniziativa politica capace di invertire la rotta. E’ chiaro che ci vuole una svolta e questa svolta chi sara’ eletto dovra’ garantirla”.

“Non entro nel tritacarne mediatico e nella campagna del fango contro Genovese jr, ma rimanendo dentro la corretta competizione politica, mi pare che Genovese, non junior, sia diventato il padre padrone del centrodestra. A questo punto, non solo ha salvato il sindaco di Messina, Renato Accorinti, dalla nostra mozione di sfiducia in Consiglio comunale, ma penso scegliera’ anche il prossimo candidato a Sindaco di Messina del centrodestra”. Lo afferma il coordinatore nazionale dei Centristi per l’Europa, Gianpiero D’Alia, durante la convention di presentazione, a Messina, della lista provinciale di Alternativa popolare-Centristi per Micari.