elezioni Sicilia

“La campagna elettorale si fa per strada, non con i confronti. Io ho ricevuto 22 inviti a confronti tra candidati, significa non potere fare i 140 comuni che ancora devo visitare. Io non sono uomo da palcoscenico, ma da piazza, ho bisogno di incontrarmi con la gente”. Lo ha detto Nello Musumeci, candidato per il centrodestra, replicando così ai candidati Claudio Fava e Fabrizio Micari che lo hanno criticato per avere deciso di non partecipare a nessun confronto tra candidati. E rispondendo a Giancarlo Cancelleri, che lo ha invitato a un confronto per il prossimo 13 ottobre, dice: “Se Giancarlo cerca qualche riflettore, dopo che Di Maio e Di Battista sono andati via, sono problemi suoi. Io cammino da solo e la gente mi riconosce”.

“La Sicilia si cambia con un programma serio portato avanti da persone perbene: questo è quello che sta facendo il MoVimento 5 Stelle. La priorità del nostro candidato governatore Giancarlo Cancelleri è giustamente quella del lavoro. I dati sulla disoccupazione, soprattutto giovanile, dimostrano il disastro che centro, destra e sinistra hanno fatto nell’Isola, disossata in maniera vergognosa dai partiti. Con il MoVimento 5 Stelle si può finalmente voltare pagina”. Lo afferma Giulia Grillo, deputata dell’M5S.

Nella recente direzione di Alternativa popolare abbiamo dichiarato di essere alternativi al Movimento 5 Stelle, alla Lega e a tutti i populisti e sovranisti, mentre rispetto al Pd con il quale abbiamo collaborato per 4 anni al governo, siamo autonomi e con esso, a seconda dei rapporti politici, di forza e dei programmi possiamo realizzare coalizioni o alternanze”. Lo dichiara Fabrizio Cicchitto (Ap). “Sulla base di questa impostazione generale -aggiunge- in Sicilia sosteniamo con una nostra lista insieme al Pd la candidatura di Micari, rettore all’Università di Palermo. Esprimiamo piena solidarietà agli amici siciliani impegnati in una campagna elettorale durissima. Abbiamo chiesto a Forza Italia di convergere in una grande area di centro, alternativa alla Lega, ma non abbiamo neanche avuto una risposta”. “Adesso -prosegue- siamo impegnati a definire un’impostazione programmatica che dia il senso che un’area di centro quale la nostra ha posizioni originali e autonome sia da quelle di centro-destra, sia da quelle di centro-sinistra innanzitutto sul terreno della giustizia e sul nodo costituito dal taglio della spesa pubblica e della riduzione della spesa fiscale. Francamente, sulla base di questa impostazione -conclude- non si può dire sic et simpliciter che siamo alternativi al Pd”.

A un mese dal voto per le elezioni regionali in Sicilia, Nello Musumeci, con il 34,5% e’ oggi in vantaggio di due punti e mezzo su Giancarlo Cancelleri, attestato al 32%. E’ la fotografia scattata dall’Istituto Demopolis, per il quotidiano “La Sicilia”, a 30 giorni dall’apertura delle urne. “Sia pur a ruoli inversi rispetto al sondaggio del 5 settembre – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento – la partita per Palazzo d’Orleans continua a riguardare i 2 candidati del Centrodestra e del Movimento 5 Stelle: resta ancora indietro il rettore dell’Universita’ di Palermo Fabrizio Micari, posizionato al 22,5%. Piu’ staccato, al 9%, Claudio Fava, che attrae comunque un voto piu’ ampio della lista che lo sostiene”. “Si tratta – conclude Pietro Vento – di uno scenario aperto ed in evoluzione, destinato a mutare con la presentazione delle liste dei candidati all’ARS in corso in queste ore”. L’Istituto Demopolis ha anche misurato la conoscenza dei candidati alla Presidenza ad un mese dal voto: “piu’ conosciuto si conferma in Sicilia con l’80% Nello Musumeci, seguito al 68% da Giancarlo Cancelleri, la cui notorieta’ e’ cresciuta di 10 punti nelle ultime 4 settimane. Sei intervistati su 10 hanno sentito parlare di Fava; il 39% di Micari, che – nonostante un incremento di 14 punti in un mese – resta ancora poco noto agli elettori dell’Isola”. Resta stabile la graduatoria della fiducia dei siciliani. Tra quanti hanno sentito parlare di ciascun candidato, il 40% dichiara di fidarsi di Giancarlo Cancelleri, il 39% di Nello Musumeci, il 37% di Fabrizio Micari. “Sull’incertezza del risultato elettorale del 5 novembre – spiega Vento – pesa anche un’altissima astensione, stimata oggi da Demopolis al 56% degli aventi diritto: in ulteriore crescita rispetto al mese scorso?”. L’indagine e’ stata condotta il 3 ed il 4 ottobre 2017 – per il quotidiano La Sicilia – su un campione regionale stratificato

“Il mio primo atto da presidente sara’ una legge sul diritto allo studio in Sicilia. Dobbiamo mettere fine alla sciagurata fuga di massa dei giovani costretti ad allontanarsi da casa con grave sacrificio per loro e per le risorse delle famiglie. Pensiamo che si debba anche operare perche’ termini la diaspora dei tanti insegnanti anche loro costretti a lasciare la terra che amano”. Lo ha detto nel corso di un forum all’Agenzia Italpress, Claudio Fava, candidato alla presidenza della Regione siciliana.

“Penso che il presidente della Regione deve essere laureato e Musumeci lo è, a dispetto del geometra Cancelleri. Se Musumeci vincerà le elezioni, come le vincerà, sarò assessore alla Cultura”. Così Vittorio Sgarbi, a margine del Festival del lavoro a Torino, ha spiegato il suo appoggio al candidato del centrodestra alle elezioni regionali siciliane.

“E’ ottima la notizia che Angelo Cambiano, ex sindaco di Licata abbia accettato l’invito del nostro Cancelleri di fare l’assessore nella giunta del MoVimento 5 Stelle. Una scelta di etica e di dignita’ politica. Il sindaco di Licata sfiduciato dalla sua maggioranza per la sua azione contro l’abusivismo sara’ paladino di questa lotta nella nostra giunta regionale”. Cosi’ i deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente, che aggiungono: “Per la sua battaglia il sindaco ha conosciuto la paura, la vita sotto scorta, le minacce. Con il Movimento 5 Stelle arrivera’ la stagione della lotta politica per la legalita’ e contro gli abusi”.

“Una fake list, una lista civetta inventata nella malinconica speranza che noi avessimo il marchio della sinistra nel simbolo per disorientare gli elettori”. Lo dice il candidato della sinistra alla Presidenza della Regione siciliana, Claudio Fava, tornando a parlare con l’Adnkronos della lista ‘Sinistra siciliana’ presentata da Mario Meli a sostegno della candidatura a Palazzo d’Orleans di Fabrizio Micari, sostenuto da Pd e Ap. Nei giorni scorsi lo staff del vice presidente della commissione parlamentare Antimafia aveva ipotizzato un ricorso contro questa lista il cui simbolo sarebbe troppo simile a quello del partito guidato da Nicola Fratojanni. “Ne discuteranno i nostri avvocati – dice ora Fava -, io non mi sto occupando di questa cosa”. Ma per il candidato governatore della sinistra si tratta di “un’operazione da gioco delle tre carte, fallita perché la nostra lista parla a tutti i siciliani e non si è raccolta solo attorno alle bandiere della sinistra”. Una scelta, però, che secondo Fava è il segno della “grande preoccupazione che c’è nella coalizione che sostiene Micari. Se deve ricorrere a questi mezzi per tentare con il trucco di ingannare qualche elettore vuol dire che è messa male”.

“Popolari-Autonomisti e Idea Sicilia vogliono rappresentare le ragioni del popolarismo, dell’autonomismo e dell’impegno civico, forti di un radicamento territoriale e di entusiasmo che va valorizzato. Un simbolo che racchiude l’esperienza popolare, liberale e di Centro. Un percorso comune che vuole essere inclusivo per raccogliere le migliori energie culturali e sociali. E’ questa la motivazione politica del nostro stare insieme e del nostro sostegno a Nello Musumeci a presidente della Regione”. Cosi Saverio Romano, presidente del gruppo Scelta Civica-Ala alla Camera dei deputati, nel corso della conferenza stampa, all’Ars, di presentazione del simbolo Popolari-Autonomisti Idea Sicilia. Presenti gli onorevoli Toto Cordaro, Pippo Reina, Roberto Di Mauro, e Roberto Lagalla. “Le ragioni del buon governo e la lotta alla povertà e alla disoccupazione – ha proseguito Romano – contro le sirene demagogiche del populismo e degli estremismi”.

Il figlio dell’ex sindaco di Messina Francantonio Genovese, condannato a 11 anni, e’ in corsa con Forza Italia in sostegno di Nello Musumeci. Posto che le eventuali colpe dei padri non debbano ricadere anche sui figli, sorprende come l’elemento dinastico sia utilizzato dalla destra come criterio di scelta dei propri candidati. Non importa quale sia la tua competenza e come intendi risollevare le sorti dell’isola, conta il cognome che hai e i voti che riesce a intercettare. Fabrizio Micari ed io abbiamo rifiutato quest’approccio nella ferma convinzione che la Sicilia meriti altro”. Lo dice l’europarlamentare Giovanni La Via (Ap), vicepresidente designato della coalizione di centrosinistra in Sicilia. “Inaugurare un nuovo modo di fare politica significa rifiutare quelle logiche familiste che per anni hanno dominato la politica siciliana – aggiunge La Via – Il tandem con Fabrizio Micari e’ un’opportunita’ di rilancio della Sicilia basato sulla competenza e non su quei rapporti di parentela che pare animino le liste dei nostri avversari”.