elezioni Sicilia

Vittorio Sgarbi è intervenuto stamattina ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Sulle elezioni in Sicilia: “Chi vince le elezioni in Sicilia?Mi candido io, quindi vincerò io. Mi candido come Governatore, è ufficiale. Corro da solo, non ho bisogno dell’appoggio di nessuno. Il mio obiettivo è vincere. Io sono io, gli altri chi sono? Al di là del fatto che uno sia una persona considerevole, ditemi chi è Micari? Di me si sa tutto, di Micari cosa si sa? E di Musumeci? Chi lo conosce Musumeci? Al massimo si ha che ha il pizzetto. E di Armao cosa si sa? Occorrerà che uno sia qualcosa per fare il Presidente della Regione oppure mettiamo uno lì a caso perché la gente è cogliona e non sa distinguere un uomo da un gatto? Forse correndo da solo non potrò vincere, però mi sembra che un siciliano votando Sgarbi sa cosa vota. Cancellieri non è stato capace neanche di laurearsi. Grillo sta smobilitando, perderà.”. Su Laura Boldrini: “Io l’ho sempre criticata, ma il primo giorno mi è piaciuta. Mi sembrava una ragazza carina, marchigiana, pensavo avessero fatto una scelta gradevole, con tutte quelle rospe che sono in Parlamento. Però vive di retorica, manca di spontaneità, qualunque cosa che fa è ridicola, cerca l’ideologia ovunque. Non so se sia peggio lei o la Raggi, ma credo che la Raggi sia più spontanea. La Raggi è una totale incapace, la Boldrini invece è presuntuosa”. 
Su Minniti: “Mi è simpatico, è bravo. La sua linea di forza sui confini ha funzionato”, dice Sgarbi. Su Grillo: “Sta smobilitando, farà la sua figuretta in Sicilia, perderà le elezioni e inizierà il suo declino”.Renzi: “E’ un ragazzo tipo Pieraccioni, gli assomiglia molto. Quando li vedo li confondo. Nel Pd è il migliore, ma è talmente pieno di sé che a un certo punto dovrà capire che l’unica possibilità che ha di vincere le elezioni è candidare Gentiloni, il volto borghese, tranquillo, non polemico, che può permettere al Pd di vincere le elezioni e di dare le carte della politica nazionale”. 

“In Sicilia, nel rispetto dell’autonomia territoriale che e’ un valore per noi importante, da sempre c”e’ un’area di grande maggioranza di Centro Centro- Destra che e’ formata da noi dell’Udc, da Forza Italia e da altre forze politiche presenti in Sicilia”. Lo dichiara il presidente nazionale dell’Udc Antonio De Poli, che aggiunge: “Quest’area politica, al di la’ delle bandiere partitiche, da sempre si riconosce negli stessi valori e nel simbolo unico della bandiera del Ppe. Questa e’ la premessa di un ragionamento che naturalmente verra’ vagliato dagli organi di partito che, come sempre, verranno convocati per i percorsi politici programmati da definirsi”. Continua De Poli: “A meta’ settembre verra’ convocato il Consiglio nazionale del partito. Nessuna incertezza, dunque, sulla propria identita’. L’Udc e’ ben consapevole dei propri punti di forza che stanno nello Scudo crociato e nell’appartenenza, in Europa, alla famiglia del Partito popolare europeo”.

“Un ticket tra Musumeci e Armao e’ la soluzione migliore per il centrodestra in Sicilia, che ha tutte le qualita’ e i numeri per essere la proposta vincente di fronte all’improvvisazione grillina e alla dissoluzione della sinistra che si divide dopo il disastro Crocetta”. Così Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia. “Ci deve essere uno spirito inclusivo e tutti devono stare con i piedi per terra – aggiunge – Anche gruppi e gruppetti di centro, che fanno bene ad invocare un’apertura della coalizione ma devono ragionare tenendo conto dei numeri, non giganteschi, che rappresentano. Per garantire una vittoria del centrodestra sara’ opportuno distribuire delle museruole per mettere a tacere le scorie finiane, che senza voti rischiano solo di inquinare con la loro capacita’ distruttiva la coalizione. Ma staranno sicuramente a cuccia senza nemmeno bisogno di dargli un osso”.

Armao o Musumeci candidato governatore in Sicilia? “Noi di ‘Cantiere popolare’ non abbiamo mai posto veti, nè pregiudiziali nei confronti di qualcuno, nemmeno su Musumeci. Registriamo, però, che quest’ultimo non ha preso le distanze nei confronti di coloro i quali si sono espressi con valutazioni politiche e non solo, lontane del nostro modo di vedere”. Nelle ultime ore si parla con insistenza di un’intesa ormai chiusa nel centrodestra sul nome di Nello Musumeci alla presidenza della Regione siciliana, ma Saverio Romano, leader di ‘Cantiere popolare’, spiega all’Adnkronos: ”Ad oggi ufficialmente non ci è stata proposta alcuna candidatura” e ”per noi è ancora in campo quella del professor Lagalla”. I centristi di ‘Cantiere popolare’, sono in “riunione permanente”, si sono visti stamattina e torneranno a riunirsi nel pomeriggio. Romano fa il punto della situazione: ”E’ fallita l’ipotesi alla quale abbiamo lavorato io e Miccichè principalmente per allargare la coalizione a un fronte centrista che fino ad oggi non c’è stato. Due nuovi partner della coalizione, che fino ad ora in Sicilia non erano presenti come la Meloni e Salvini, hanno prima posto un ‘non possumus’ all’alleanza con Alfano e successivamente hanno detto che ci stavano ad un’intesa elettorale, ma solo se il candidato fosse di loro espressione, snaturando anche il profilo civico che Musumeci in questi ultimi anni si era dato e facendolo apparire più di destra di quanto non sia”. “Tutto ciò, ovviamente -avverte- mette in crisi un sistema di alleanze in Sicilia, che fino ad oggi prevedeva una forte leadership moderata con Forza Italia interlocutore forte, stabile e di garanzia”. ”Tutto questo -spiega Romano- è diventato oggetto di dibattito dentro al mio partito ‘Cantiere popolare’ e con i miei tradizionali e naturali interlocutori, gli Autonomisti, il Movimento civico di Ferrandelli e ‘Idea Sicilia’ del professore Lagalla, prenderemo una decisione sul da farsi, tenuto conto che ancora oggi ufficialmente non c’è stata avanzata alcuna proposta di candidatura e di coalizione e che quella del professo Lagalla è ancora in campo”. Se Silvio Berlusconi e Lega-Fdi convergeranno su Musumeci, ‘Cantiere popolare’ è pronto a correre da solo? “Intanto la nostra valutazione verte su ciò che è già accaduto, ogni cosa a suo tempo”, dice l’ex ministro dell’Agricoltura. (Adnkronos)

Nello Musumeci rompe gli indugi e ufficializza il suo slogan della campagna elettorale che fara’ da sfondo a tutto il piano comunicazione per la candidatura alla presidenza della Regione siciliana del leader del movimento “Diventera’Bellissima”. “L’unico pizzo che piace ai siciliani” e’ lo slogan del primo manifesto elettorale di Nello Musumeci che da sabato verra’ affisso in tutte le province siciliane. L’immagine raffigura la sagoma e il pizzo di Musumeci, facendo leva sul doppio significato della parola “pizzo”. L’obiettivo e’ di evocare il programma del leader che vuole puntare sulla legalita’ e la lotta alla corruzione.

“Musumeci ed Armao sono ottimi candidati alla presidenza della Regione, così come penso lo siano Lagalla e La Via. Chi di loro può interpretare al meglio la domanda di politica del fare, inclusiva e credibile lo possono decidere solo quei partiti o movimenti che, radicati storicamente nel territorio, ne conoscono i bisogni e le speranze”. Lo dice Saverio Romano, leader di Cantiere popolare, che aggiunge: “Nuocciono invece le incursioni di chi, fuori dallo Stretto, guarda alla competizione elettorale siciliana, come una occasione per raccogliere spiccioli di consenso in libera uscita. Cantiere Popolare vuole essere cerniera fra i diversi soggetti politici che intendono attrezzare un progetto di governo alternativo a Crocetta ed al PD”. Prosegue Romano: “Non c’è più tempo da perdere! Chi si ritrova dentro questo perimetro politico faccia uno sforzo in più e guardi esclusivamente alla Sicilia. Noi faremo così, presentando le nostre liste senza mimetica. Facciamo un appello serio a chi si riconosce nella storia e nella prospettiva del PPE in Italia, da Berlusconi ad Alfano, per fare un pezzo di strada insieme ed al contempo chiediamo al movimento civico che fa capo a Musumeci di farsi interprete della necessità del dialogo e della collaborazione. Lasciamo gli estremisti della parola alla sinistra e scoraggiamo coloro che con questi metodi finiscono per devastare il nostro campo. Ritroviamo le tante ragioni che ci uniscono: i siciliani non perdonerebbero le nostre divisioni’.

“I partiti del centrodestra siano generosi o dall’isola verra’ uno stop al ritorno del centrodestra al governo previsto da tutti i sondaggi”. Lo dichiara il segretario di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.

‘Leggo sproloqui da parte dell’onorevole Carmelo Briguglio che scrive sotto lo pseudonimo @Musumeci_Staff. Non mi meraviglia affatto il tono rancoroso e il giudizio astioso che ha verso di me, niente di nuovo: lo ha già espresso altre volte.
Sono in buona compagnia: in passato attacco’ me e anche Silvio Berlusconi. Una sola domanda: gente come lui dovrebbe tenere unito il centrodestra?
L’onorevole Briguglio scrive – senza avere il coraggio di firmarsi ma usando uno pseudonimo – che se mi incontra per strada mi stringe la mano ma poi corre a lavarsela per aver toccato la mano di un condannato per favoreggiamento alla mafia.
In un tempo in cui l’acqua è preziosa mi preoccuperò io per lui di non sciuparne e se dovesse incontrarmi lo esenterò dallo stringermi la mano.
Io so di non aver mai favorito la mafia e di averla sempre schifiata e lottata amministrativamente e culturalmente ma questo appartiene alla mia coscienza e a quella di chi mi conosce, e questo mi basta per tenere la testa alta e il cuore forte. Briguglio sappia però che non è mio costume mettere veti: io diversamente da lui sono un Democristiano. Ho espresso – e questo neanche la sua cultura me lo può impedire – una valutazione politica sulla candidatura dell’onorevole Musumeci senza avere la pretesa che sia giusta e senza nascondermi come invece fa Carmelo Briguglio, per il quale Musumeci e’ solo una zattera come un’altra per tornare a galleggiare politicamente. Carissimo Briguglio: io non do giudizi sulle persone come invece fa lei e di nascosto, perché so che ogni persona, persino lei, si figuri, è migliore di me. Mi scusi se sono stato sincero ma solo se può.
Ah dimenticavo …. la fucilazione, anche quella morale, non è contemplata dal nostro Diritto e lei sostiene di essere un osservante scrupoloso della Legge’.
Totò Cuffaro

I Cinque Stelle sono da giorni in campagna elettorale, il centrodestra è ancora fermo. Possibile che Berlusconi non capisca? Eppure, chi vince in Sicilia, prenota la vittoria alle politiche”. Lo dice all’Adnkronos il leader di Energie per l’Italia, Stefano Parisi, il primo a puntare su Nello Musumeci come candidato di tutto il centrodestra, fin dal febbraio scorso, alla presidenza della Regione Siciliana. “Musumeci -sottolinea- è una persona integra, stimata, e attorno a lui il centrodestra può ritrovare il credito in questi giorni di inutili e incomprensibili battaglie tra potentati locali. Berlusconi si decida: il candidato c’è. Musumeci ce la può fare e con lui il centrodestra può vincere”. Per Parisi, però, il centrodestra deve mollare le diatribe e “pensare ai cittadini, a un programma che volti pagina, con un’adeguata offerta politica, rispetto ai disastri dell’amministrazione Crocetta che lascia in eredità un bilancio fallimentare, alta disoccupazione, infrastrutture al collasso”.

“Gli attriti tra i possibili alleati alle elezioni siciliane hanno come unico risultato quello di favorire il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico”. Lo sostiene Lorenzo Cesa (Udc). “Non capisco davvero cosa animi coloro che in questa fase cercano di dividere piuttosto che unire un campo ampio di centrodestra che si candidi a governare la Sicilia – aggiunge l’europarlamentare – Non è il momento dei veti, delle divisioni e delle frecciatine. Siamo nella fase in cui il centrodestra deve presentare la propria offerta politica ai siciliani per non lasciare campo libero ai grillini, che stanno battendo il territorio con eventi e manifestazioni. Ora è opportuno concentrarsi sulla sfida siciliana senza accostamenti forzati con quella nazionale del prossimo anno. Il centrodestra ha il dovere di impedire che in Sicilia torni l’evanescente Partito Democratico o arrivi l’incognita rappresentata dal Movimento Cinque Stelle”.