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“E’ sempre più evidente che sulla vicenda siciliana si giocano più partite nazionali. Allora non capiamo francamente il senso di quello che propone il Centrodestra ad AP: AP è buona in Sicilia perché può essere decisiva per la vittoria, ma Alfano e company sono brutti sporchi e cattivi a livello nazionale dove non servono”.Lo afferma l’onorevole Fabrizio Cicchitto (Alternativa popolare) che aggiunge: “Ma che razza di proposta politica è questa? In effetti, a renderla impraticabile c’è il fatto che davvero insulti a parte, fra AP e Salvini-Meloni c’è una differenza strategica di fondo. Berlusconi vuole la botte piena e la moglie ubriaca, AP a livello regionale e Salvini e Meloni a livello nazionale, ma questo è uno schema nel quale AP non può cadere a meno di non volersi suicidare”.

“Noi di Alternativa Popolare rimaniamo convinti che essa ha una sola chance, quella di presentare in modo limpido e chiaro un’alternativa di centro aggregando con generosita’ ed apertura tutte le forze disponili, facendo leva sui molti punti deboli, contraddizioni, perversioni del Movimento 5 Stelle (un movimento populista a guida autoritaria, un autentico pericolo per la democrazia rappresentativa) del centro-destra (profondamente diviso sui programmi fra Forza Italia e Lega Nord) e del PD (le cui contraddizioni devastanti sono sotto gli occhi di tutti). AP deve rivolgersi a quel 10% almeno di italiani che non si riconosce in nessuna di queste tre forze e aree politiche prevalenti. Cosi’ Fabrizio Cicchitto (Alternativa Popolare) all’HuffingtonPost, Presidente della III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) della Camera dei deputati. “per farlo in modo credibile -aggiunge – pero’ non deve stare a piatire alleanze con nessuno. Allora finora noi ci siamo ben guardati dal dire alcunche’ sulle prossime elezioni regionali siciliane. Siccome pero’ durante tutto questo tormentone estivo le vicende siciliane hanno dominato anche il quadro nazionale allora non possiamo fare a meno di avanzare una modesta proposta per rovesciare una tendenza che ha nuociuto a tutta Alternativa Popolare, a quella siciliana e a quella nazionale. Che AP siciliana avanzi la candidatura di un suo esponente alla presidenza della Regione (in AP siciliana abbiamo personalita’ di alto profilo). E poi aspettiamo le reazioni dei due poli di centro-destra e di centro-sinistra pronti a realizzare la convergenza con chi appoggiasse il nostro candidato, pronti pero’ anche a presentarci da soli forti di una consistenza non trascurabile. Questo e’ l’unico modo, a nostro avviso, per cancellare gli effetti negativi di un tormentone di mezza estate che, ‘diversamente dal sogno’, ha molto nuociuto e per riprendere l’iniziativa politica a livello nazionale e a livello regionale”.

“Il sostegno a Nello Musumeci rappresenta l’inizio di un percorso politico per il riscatto della Sicilia. Morale e politico. Si tratta della persona giusta per far dimenticare nel minor tempo possibile la malagestione di Rosario Crocetta e impedire che la straordinaria isola, piattaforma e crocevia di tre continenti, possa conoscere il baratro di un governo pentastellato. Ora, a tre mesi dal voto, dopo aver a lungo atteso che le altre forze politiche del centrodestra sciogliessero la riserva, ci aspettiamo che prevalga il senso di responsabilita’. Nello Musumeci e’ il candidato giusto per vincere e ben governare in Sicilia. Che tutti facciano un atto d’amore e si affrettino a sostenerlo”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

“Auspico un confronto elettorale svolto su programmi e proposte seriamente approfondite, un confronto politico caratterizzato da rissosita’ e slogan illusori allontana gli elettori e impoverirebbe il confronto politico. La politica non si esaurisca nella propaganda”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale

Un centro politico non insegue nessuna coalizione ma e’ indispensabile per chiunque voglia governare. Lo faremo anche il Sicilia: li’ abbiamo un programma in 10 punti e da domani chiameremo le altre forze politiche: chiederemo chi ci sta con questo programma e sara’ lui il nostro alleato. Su questi 10 punti chi ci sta diventa nostro alleato di governo”. Lo dice il leader AP e il ministro degli Esteri Angelino Alfano, parlando alla Summer School della Fondazione ‘Costruiamo il futuro’ ai Giardini Naxos di Taormina. “E abbiamo anche risorse per proporre un candidato a presidente- aggiunge- Le coalizioni si fanno sostenendo governi o facendoseli sostenere. Noi vogliamo farci sostenere il nostro”.

“Noi siamo un partito politico, siamo una forza politica. Non dobbiamo costruire un partito, dobbiamo rafforzare il nostro progetto”. Lo dice Beatrice Lorenzin parlando alla Summer School della Fondazione ‘Costruiamo il futuro’ ai Giardini Naxos di Taormina. “Negli ultimi quattro anni – continua l’esponente di AP – questo partito ha vinto in Parlamento sfide importantissime e superato sfide elettorali che hanno dimostrato che ci siamo sui territori e nel Paese. Se noi fossimo una ‘Bad Company’, un gruppo di persone confuse, non ci sarebbe un’ Opa su di noi, un continuo tentativo di assalto a qualcosa che non c’e’. Perche’ stiamo assistendo ancora una volta a un assalto al nostro partito? Perche’ dopo queste elezioni amministrative, Alternativa popolare ha avuto una media del 6 per cento, con punte anche del 12 per cento. Quindi, noi siamo sopra tutti i possibili sbarramenti elettorali che stanno cercando di fare. Noi il 5 per cento gia’ lo abbiamo in Italia, quello che vogliamo raggiungere e’ il 10 per cento”.

“Io ero, sono e saro’ sempre di centrodestra. Anzi, piu’ di destra che di centro. A livello nazionale, pertanto, e’ naturale che il mio partito, Fare!, si collochi in questo schieramento”. Lo afferma al Corriere della Sera Flavio Tosi, che spiega: “I partiti tradizionali, nel centrodestra, non bastano a calamitare tutti i potenziali consensi dell’area. Basta vedere alle recenti amministrative i risultati ottenuti, sia a Verona che a Palermo, dalle civiche di centrodestra per capirlo”. “Quindi – prosegue -, sulla scorta di quanto e’ accaduto proprio alle recenti Amministrative, e’ necessario creare delle civiche di centrodestra anche a livello nazionale per riuscire a diventare prima forza politica d’Italia. E lo spazio c’e'”. “Non esiste un’orbita Salvini – sottolinea Tosi -. Il catalizzatore del centrodestra e’ Silvio Berlusconi, Salvini e’ divisivo”. “Ripeto per l’ennesima volta – aggiunge – che io non sono uscito dalla Lega, ma sono stato espulso da Salvini dopo che lui aveva disatteso il “Patto del Pirellone”. Io rimango nel mio alveo naturale. Io i voti li prendo dall’elettorato di centrodestra”. Sui suoi rapporti con Matteo Renzi, Tosi fa sapere: “Nessun idillio, ma ho ottimi rapporti con lui. E al referendum rifarei la campagna per il Si'”.

Seggi aperti da stamane alle 7 in 101 comuni delle Regioni a statuto ordinario e in dieci delle Regioni a statuto speciale per il turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci. Sono in totale 4.304.739 gli elettori e 5.184 le sezioni elettorali. Ventidue i capoluoghi interessati: Genova, Catanzaro, L’Aquila, Alessandria, Asti, Belluno, Como, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani. I seggi si chiuderanno alle ore 23 e subito dopo ci sarà lo scrutinio. La sfida di oggi vede il centrodestra e il centrosinistra in lizza quasi ovunque nei grandi centri. Il Movimento 5 Stelle correra’ solo nei capoluoghi di provincia di Asti e Carrara.

Sono aperti da questa mattina alle 7 i seggi per le elezioni comunali in 1.004 città, per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. A questa tornata elettorale sono interessati 9.172.026 elettori, dei quali 4.428.389 di sesso maschile e 4.743.637 di sesso femminile. Lo scrutinio dei voti inizierà a partire dalle 23. La tornata amministrativa interessa, in particolare, quattro capoluoghi di Regione: Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila; e 21 di provincia: Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Lecce, Lodi, Lucca, Monza, Oristano, Padova, Parma, Piacenza, Pistoia, Rieti, Verona, Taranto e Trapani.
Le comunali di quest’anno riguarderanno soprattutto i comuni di Lombardia, Sicilia, Campania, Piemonte, Veneto, Calabria e Sardegna. Al momento ammontano a 132 i comuni che andranno alle urne perché commissariati. Si voterà anche in 11 nuovi comuni nati a seguito di processi di fusione.

La batosta inflitta a Theresa May alle legislative britanniche potrebbe cambiare lo scenario dei negoziati sulla Brexit, che la premier affronterà nettamente indebolita, sempre che resti al suo posto. Perdendo al maggioranza assoluta in parlamento la guida del governo conservatore non solo ha perso la sua scommessa di rafforzarsi, ma ha anche gettato una fitta ombra sulla sua capacità di imporre la linea nei negoziati con Bruxelles, che devono cominciare tra una decina di giorni. Il commissario europeo Guenter Oettinger ha subito messo il dito nella piaga: “abbiamo bisogno di un governo che sia capace di agire, che possa negoziare la Brexit … I britannici devono negoziare la loro uscita, ma con un partner negoziale debole, c’è il pericolo che i negoziati non vadano bene a nessuna delle parti” ha detto il commissario al bilancio. Secondo Simon Hix, della London School of Economics, il risultato potrebbe spingere il Regno unito ad adottare “un tono meno aggressivo” ammorbidendo forse la “hard Brexit” promossa da May, che comporta l’uscita da mercato unico e controlli all’immigrazione dalla Ue. “La hard Brexit è finita nella pattumiera stanotte” ha detto l’ex ministro delle Finanze conservatore George Osborne. May aveva convocato il voto anticipato per avere le mani libere sulla Brexit. Invece “si trova con un credito politico danneggiato al momento di iniziare il negoziato” dice Keith Featherstone, specialista di politica europea alla London School of Economics.