elezioni

“Non votate per la spazzatura Corbyn se non volete un amico dei terroristi che apre loro le nostre frontiere”. Cosi’ titola questa mattina il vendutissimo ‘Sun’, un milione di lettori, mentre i cittadini britannici vanno alle urne. A favore della premier conservatrice uscente Theresa May sono la maggior parte dei tabloid con il ‘Daily Express’ che grida ‘Vote for May today’. Il ‘Telegraph’, sempre di destra ma quotidiano di qualita’, avverte: “Il tuo Paese ha bisogno di te, vai a votare”. Le urne chiudono alle 22 e il conto delle 650 circoscrizioni finira’ verso mezzogiorno di domani. Per vincere davvero la May, che ha anticipato di due anni la scadenza naturale di Westminster, aumentando la forza parlamentare della sua maggioranza, che era di 330 deputati, dovrebbe arrivare almeno a 377 seggi. In questo caso potrebbe essere dichiarata vincitrice gia’ nelle prime ore del mattino di domani. Sia la premier che il suo oppositore Corbyn si giocano la carriera politica. In caso di sconfitta, il partito potrebbe costringere il leader laburista alle dimissioni. Non e’ da escludere un “parlamento impiccato” (o “appeso”) senza una maggioranza chiara. In questo caso Corbyn potrebbe arrivare al governo in una coalizione con il liberaldemocratici e i nazionalisti scozzesi dello Scottish National Party (Snp). Oppure la May potrebbe puntare a un’alleanza con i nordirlandesi del Dup, sostenuta dall’esterno da Liberaldemocratici e nazionalisti scozzesi. I giochi di Westminster sono ancora tutti aperti.

Il pm di Palermo Nino Di Matteo “ha il diritto di candidarsi” in politica. Certo c’e’ “il rischio” che, soprattutto quando un magistrato “e’ molto esposto”, il suo percorso, secondo una lettura malevola, venga visto come influenzato da una visione politica della societa’. Ma e’ un pericolo che “deve valutare chi si candida. Noi non possiamo assumere l’atteggiamento di Soloni”. Lo ha detto il presidente dell’Anm Eugenio Albamonte, intervistato da Repubblica tv. E sempre sulla stesso tema Albamonte ritiene che non sia isolata la vicenda di Michele Emiliano, il governatore della Puglia che ha ricoperto incarichi di vertice nel Pd regionale e che si era anche candidato alla segreteria nazionale del partito. “E’ uno dei tanti casi, non l’unico, che ha fatto della politica il suo impegno. E’ stato occasione di scandalo perche’ per primo ha coltivato l’ambizione di fare il segretario di un partito. Ma il suo caso non e’ differente da tanti altri”.

“Sono molto attento all’evoluzione politica, ma il mio impegno personale alle politiche non ci sara’. Io sono proiettato esclusivamente sulla citta’ di Napoli”. Cosi’ Luigi de Magistris, sindaco di Napoli e presidente del movimento demA, ha risposto in merito a una sua possibile partecipazione a Roma, il 1 luglio, all’iniziativa lanciata da Giuliano Pisapia, promotore di Campo progressista, per ricostruire il centrosinistra. De Magistris non chiude definitivamente la porta a un dialogo con la formazione di Pisapia a condizione che sia “una proposta di costruzione di un’alternativa su un programma veramente innovativo e forte che cammini su gambe caratterizzate dalla credibilita’. In questo caso – ha aggiunto – come movimento demA guarderemmo con attenzione alla proposta”.

Riprende la campagna elettorale nel Regno Unito in vista delle elezioni politiche dell’8 giugno, sospesa dopo l’attentato alla Manchester Arena che ha provocato 22 morti e decine di feriti. Oggi il leader del partito laburista Jeremy Corbyn ha criticato la politica del governo in materia di sicurezza e lotta al terrorismo. “Nessun governo può prevenire ogni attacco terroristico, ma la responsabilità dell’esecutivo è di ridurre al minimo tale possibilità, assicurare che la polizia abbia le risorse necessarie, che la nostra politica estera riduca, piuttosto che aumentare, le minacce per il Paese”, ha detto Corbyn in un discorso a Londra. “Molti esperti e professionisti dei nostri servizi di intelligence e di sicurezza hanno sottolineato le connessioni tra le guerre che abbiamo sostenuto in altri Paesi, come la Libia, e il terrorismo in casa nostra”, ha aggiunto il leader laburista. “Dobbiamo avere il coraggio di ammettere che la guerra al terrorismo non sta funzionando”, ha concluso Corbyn.

“E’ una terra stupenda. La conoscevo poco e piu’ la conosco piu’ mi piace e piu’, pero’, penso che abbia dei politici assolutamente non all’altezza. Ha una delle classi politiche piu’ incapaci, piu’ sprecone e meno efficienti e meno oneste che io abbia mai incontrato in Italia”. A dirlo il leader della Lega a Palermo Matteo Salvini parlando con i giornalisti durante il suo tour nel capoluogo siciliano, con tappa stamane allo Zen di Palermo. E infine ha aggiunto: “Spero che possa cambiare”.

“Su questo non ci esprimiamo. Noi siamo a vocazione maggioritaria”. E’ la risposta data ad un giornalista dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, su eventuali elezioni anticipate. “Quando si andra’ alle elezioni – ha detto – l’augurio e’ che possa emergere dalle urne un governo stabile che possa realizzare una politica di medio termine. Perche’ le grandi questioni che abbiamo e le criticita’ vanno affrontate in un piano di medio termine”.

“A Trapani vanno assicurate elezioni democratiche, con tutte le forze politiche nella pari condizione di affrontare il confronto davanti al giudizio degli elettori. Chiedo al presidente della Regione di rinviare il voto a Trapani, di adottare quindi un provvedimento urgente, con le eventuali e necessarie deliberazioni dell’Ars, per consentire di celebrare le elezioni amministrative in un clima sereno”. Lo afferma Nello Musumeci, leader dell’opposizione all’Ars. “Il terremoto giudiziario che investe la citta’ di Trapani “ripropone un serio e preoccupante problema che va al di la’ della specifica vicenda. Lungi da me, per cultura e formazione politica, l’idea di sindacare nel merito i provvedimenti dell’Autorita’ giudiziaria; mi pongo, quindi, esclusivamente sul piano del metodo la seguente domanda: procedere a carico di candidati il giorno dopo la formale presentazione delle liste – e quindi nel massimo della loro esposizione mediatica – non contribuisce in maniera inesorabile a delegittimare le istituzioni? Non si puo’ ottenere lo stesso risultato di tutela della legalita’ senza creare smarrimento e turbamento nel corpo elettorale, chiamato a scegliere i propri rappresentanti? Peraltro, sono certo che la magistratura ha tutto l’interesse ad accreditare un sereno e non conflittuale rapporto tra i poteri dello Stato, nella loro inviolabile autonomia. E la politica, dal canto suo, deve al proprio interno finalmente assumersi le responsabilita’ che le competono, senza aspettare rassegnata che sia la magistratura a svolgere una funzione di supplenza’

“Il Pd e’ l’unico partito gia’ pronto alle elezioni. Ma siccome siamo persone serie ci va benissimo votare nella primavera del 2018, non abbiamo fretta. Quindi lasciamo lavorare il governo, assicurando il massimo sostegno possibile”. Lo dice Matteo Renzi, intervistato dal Foglio. Il segretario del partito democratico, parla anche della legge elettorale: “Noi siamo pronti a votare l’Italicum – dichiara – ma chi sostiene questo tipo di riforma in realta’ sogna il Cespugliellum”. E continua: “In ogni caso se riusciamo ad accogliere l’appello di Mattarella e fare una legge che aiuti davvero la governabilità e il maggioritario per me è meglio. Alla domanda se crede che il Pd possa tornare al 40%, risponde: “Io penso di si’. Il Pd e’ l’unico grande partito di governo che esiste in Italia”. Sul caso De Bortoli-Boschi riguardo alla Banca Etruria, Renzi risponde: “De Bortoli ha fatto il direttore dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni e ora spiega che i poteri forti in Italia risiedono a Laterina? Chi ci crede è bravo. Ma voglio dire di più. Ferruccio de Bortoli ha una ossessione personale per me che stupisce anche i suoi amici”. E aggiunge: “Quando vado a Milano, mi chiedono: ma che gli hai fatto a Ferruccio? Boh. Non lo so. Forse – sottolinea il leader Dem – perché non mi conosce. Forse perché dà a me la colpa perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda della Rai e lo capisco: essere bocciato da una commissione parlamentare non è piacevole. Ma può succedere, non mi pare la fine del mondo”. Continua il leader dem: “Detto questo, che Unicredit studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella. Praticamente tutte le banche d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase. Come pure il dossier Ferrara, il dossier Chieti, il dossier Banca Marche. Lo hanno visto tutti e nessuno ha fatto niente” .

“Percorso unico che parte da scelte condivise e passa per una linea politica unitaria, nelle istituzioni e sul territorio, fino alla presentazione di una lista comune a partire dalle prossime regionali, con l’individuazione di un candidato autorevole alla presidenza”. E’ l’auspicio espresso dai quattordici deputati regionali di Alternativa Popolare e di Centristi per la Sicilia. “E’ il progetto, disegnato per il futuro del Paese, che abbiamo gia’ condiviso con i leader nazionali, Angelino Alfano e Gianpiero D’Alia, riproiettandolo sul domani della nostra Isola, perche’ essa arrivi finalmente a occupare il posto di eccellenza che naturalmente le compete”, sottolineano i due capigruppo, D’Asero e Forzese, che precisano: “Forti della nostra storia fatta di valori imprescindibili, non intendiamo aderire a schieramenti precostituiti, presentandoci piuttosto quali reali rappresentanti dell’area moderata che ha a cuore esclusivamente il domani della Sicilia, del suo rilancio, della qualita’ della vita dei suoi cittadini”. “La nostra unita’ di intenti – concludono – e’ tutta in queste parole, nella loro sostanza che e’, ribadiamo, indissolubilmente legata all’inserimento definitivo dell’Isola nello scacchiere economico europeo; processo che passa per il rilancio, tra l’altro, della sua piccola e media impresa, della fruizione agevolata dei suoi beni culturali e ambientali, della sua agricoltura con i propri prodotti diretti e di trasformazione, forti dei marchi di qualita’ assicurata e universalmente riconosciuta”

“Siamo stati messi a dura prova nell’ultimo periodo, ma siamo pronti alle presidenziali e alle legislative. Questo e’ il messaggio che possiamo dare; la democrazia e’ piu’ forte di tutto”. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande subito dopo aver votato per il primo turno delle presidenziali. Interviene il primo cittadino di Francia per ribadire la forza delle istituzioni democratiche del suo Paese, costretto a subire gli attacchi terroristici e a dover affrontare una tornata elettorale a distanza di pochi giorni da un attentato nel cuore del capoluogo. Elezioni dall’esito incerto e sul quale pesano i diversi atteggiamenti dei candidati e dei loro partiti proprio sul tema della sicurezza e del rapporto con il mondo islamico.