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“Se non avessi conosciuto per tempo Fabrizio Ferrandelli, leggendo il comunicato col quale annuncia che alle prossime elezioni regionali sosterra’ la candidatura di Micari alla Presidenza della Regione, sarei rimasta sbigottita cosi’ come lo rimarranno di certo le migliaia di persone che, ingannate, lo hanno votato”. Lo afferma la consigliera comunale a Palermo, Marianna Caronia. “Ma ormai non c’e’ piu’ niente che Ferrandelli possa fare per meravigliarci. – aggiunge – Subito dopo aver avuto il sostegno di buona parte del centro destra e della sottoscritta nelle recenti elezioni amministrative, si e’ consegnato mani e piedi al sindaco Orlando calpestando in concorso con lo stesso e con altri le piu’ elementari regole della democrazia. Adesso un’altra bella virata a sinistra usando strumentalmente e demagogicamente la scusa della presunta resa dei moderati alla destra”.

“Io sono rimasto alla piazza del primo luglio, a quello che ci siamo detti lì. Poi sono andato in vacanza e non ho più seguito…La Sicilia? Io non ho ancora sentito dichiarazioni di Pisapia su questa vicenda. Ho letto una nota di Campo progressista a favore di un’alleanza civica e di centrosinistra che non comprende Alfano. Questo è quello che sosteniamo come Mdp”. Lo afferma Massimo D’Alema (Mdp) in un colloquio con La Stampa a proposito del rapporto con l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. “Mi fa piacere che Bersani e Pisapia si vedano – osserva D’Alema – ad oggi non vedo una rottura del percorso comune tra noi e Pisapia”. “In Sicilia Alfano e Renzi – sottolinea D’Alema – hanno stretto un accordo di potere per garantire ad Ap una ventina di senatori. Mi chiedo come qualcuno potesse pensare che noi avallassimo questo fatto”. Cercate di far perdere il Pd in Sicilia? “La responsabilità – risponde – è di Renzi, che si doveva fare gli affari suoi. In Sicilia ci sarebbe stata un’alleanza di centrosinistra e Alfano sarebbe andato per la sua strada. Lui ha scelto il Pd quando Lega e Fratelli d’Italia hanno messo il veto su Ap. È uno scarto del centrodestra. Meno male che i nostri compagni siciliani si sono tirati fuori da questo pasticcio. Erano consapevoli che i nostri elettori non li avrebbero mai seguiti. Se avessimo sostenuto Renzi e Alfano ci saremmo uniti a una compagnia destinata al fallimento. Non siamo usciti dal Pd per metterci a pasticciare per fare accordi con loro. In Sicilia, come alle prossime politiche, serve una voce autonoma della sinistra che esprima i nostri valori”. Voi siete solo antirenziani? “Risponderò citando l’ineffabile avvocato Pisapia, che non è accusabile di essere rancoroso come me. Lui ha detto che serve una ‘netta discontinuità’ di contenuti e leadership per un nuovo centrosinistra e ha escluso alleanze con Alfano. Io mi definisco un seguace di Pisapia. In Sicilia stiamo facendo questo, speriamo che lo faccia anche lui…”. 

“Chi ha tradito non puo’ essere l’ago della bilancia. Capisco che siamo a ferragosto ma vedere i giornali e la politica tutta che discutono solo di Alfano e’ troppo. Parlare tutti i giorni di chi ha fatto delle poltrone il proprio credo, parlare tutti i giorni di chi ha tradito significa fare pubblicita’ al peggio della vecchia politica. I poltronisti e gli inciucisti hanno preso il posto delle idee e delle cose da fare. Mi stupisco che anche dalla nostra parte sulla Sicilia il punto politico sia fare l’accordo con Alfano. E comunque faccio una previsione: Alfano ha gia’ la soluzione coerente con il suo percorso: stare un po’ di qua e un po’ di la’. Quindi stiamo discutendo del nulla da giorni”. Lo afferma la deputata di Forza Italia Daniela Santanche’.

“ll calore che abbiamo incontrato è stato davvero notevole e non mi riferisco solo alle condizioni climatiche, anzi”. Parole di Giancarlo Cancelleri, candidato 5 stelle alla presidenza della Regione siciliana, al termine della della prima parte del tour #atuttaSicilia, a bordo di due pulmini elettrici.
Cancelleri ha viaggiato nell’Isola a fianco del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e del deputato Alessandro Di Battista.
“Le piazze – ha detto il candidato pentastellato – sono state molto reattive ovunque, i siciliani ci hanno ascoltato con grande attenzione e partecipazione. Ci chiedono di andare avanti, sanno che la svolta è a portata di mano ma che non bisogna abbassare la guardia, cosa che, ovviamente, abbiamo ben presente anche noi”.
Da Marina di Ragusa a Castelbuono (tappe di apertura e chiusura della prima parte del tour) sono state migliaia le mani strette dai tre deputati, che hanno incontrato anche numerosi imprenditori negli incubatori di imprese innovative di Misterbianco e dell’università di Messina, che hanno parlato dei loro ambiziosi progetti, spesso mortificati da un politica finora assente.
Il tour del Movimento 5 Stelle riprenderà sabato 19 agosto col comizio di Gela e si chiuderà il 28 in provincia di Palermo con un comizio a Termini Imerese e una passeggiata a Bagheria.
“L’unica nota stonata del tour – afferma Cancelleri – è stata l’enorme difficoltà che abbiamo incontrato per la ricarica de pulmini elettrici. In Sicilia le colonnine sono quasi assenti, a dimostrazione del fatto che in questo versante siamo ancora molto indietro. Anche questa è una sfida che intendiamo raccogliere. La mobilità sostenibile anche da noi deve avere un notevole impulso”.

“La proposta di Idea Sicilia e’ giovane e ben radicata nei territori. E’ innegabile che per questo viene presa in considerazione sia dal centrodestra che dal centrosinistra. L’interlocuzione e’ a tutto campo. Tra i punti principali del nostro programma ci sono il rilancio dell’economia, il risanamento della sanita’ siciliana, il diritto allo studio e il pacchetto giovani. Come ha detto l’onorevole Salvatore Cardinale, confermo recenti contatti. Al momento non c’e’ alcun ragionamento definitivo, dopo Ferragosto contiamo di avere interlocuzioni piu’ concrete”. Lo ha detto all’ITALPRESS Roberto Lagalla, ex rettore dell’Universita’ di Palermo, leader di Idea Sicilia, confermando le parole del leader di Sicilia Futura, Salvatore Cardinale, che ieri aveva detto di voler “recuperare anche l’area Pisapia-Tabacci”. Il leader di Centro Democratico, Bruno Tabacci, ha sostenuto fin dal primo momento la candidatura di Lagalla.

Situazione tranquilla stamattina in Kenya dopo gli scontri post elettorali in cui, secondo la Commissione nazionale del Kenya per i diritti umani, da martedì sono morte almeno 24 persone. Le proteste e gli scontri sono scoppiati dopo che venerdì la commissione elettorale ha dichiarato vincitore il presidente uscente Uhuru Kenyatta con 1,4 milioni di voti; l’opposizione guidata dal candidato sconfitto Raila Odinga non ha accettato il risultato, ma nelle ultime ore cresce la pressione internazionale su Odinga affinché ammetta la sconfitta: a spingere Odinga sia diplomatici, che leader regionali, nonché l’Ue. L’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha diffuso una dichiarazione in cui afferma: “Voglio congratularmi con Uhuru Kenyatta” e “in linea con l’Unione Africana l’Ue si aspetta che l’opposizione rispetti i risultati e usi i mezzi legali disponibili per ricorsi e lamentele”. Fonte Reuters

“Non è ancora chiaro quale sarà la decisione di Alfano in Sicilia, ma è chiaro un dato. Anni fa, per l’ennesima volta, era partita una sfida centrista basata sull’esaurirsi della spinta e della presenza stessa di Berlusconi sulla scena politica, e sulla conseguente dissoluzione del centrodestra. Questo schema centrista, logoro e irreale, è stato proposto molte volte sin dagli anni ’90. In realtà anche questa volta il centro non torna e si dissolve. L’epilogo più naturale è quindi che ognuno vada là dove lo porta il cuore, con il centrodestra o con il centrosinistra. Ipotesi neo centriste non esistevano, non esistono e non esisteranno”. Lo afferma Maurizio Gasparri senatore di Forza Italia.

E’ una congiura contro i grillini quella ordita dal centrodestra e dal centrosinistra in Sicilia con i rispettivi schieramenti in ordine sparso e anarchicamente scomposti. Ma se nel caso di Roma furono gli stessi seguaci di Grillo e Casaleggio a temere una congiura contro di loro, dinnanzi allo sfacelo della Capitale difficilmente amministrabile, nel caso dell’Isola i due schieramenti non riescono rispettivamente a individuare un candidato che unisca, laddove invece occorrerebbe una conventio ad excludendum contro il M5S. Veti incrociati e rancori personali imperano sia a destra sia a sinistra. Cosi facendo, il prossimo governatore sara’ Giancarlo Cancelleri, rappresentante dell’improvvisazione ignorante e populista pentastellata. 

“Nell’intervista a “Il Giornale” il Presidente Berlusconi ha usato parole bellissime per descrivere il nostro campo politico, dicendo che ‘il centrodestra e’ innanzitutto un popolo, un popolo unito da valori e ideali che vuole una alternativa rispetto ai governi della sinistra’. Sono affermazioni importanti e verissime che devono portare il centrodestra, a partire dalla Sicilia, a ritrovare le ragioni dello stare insieme per il bene innanzitutto dei siciliani che meritano un presidente e una giunta regionale che sappiano ben governare per risollevare l’isola dopo il fallimento di Crocetta e della sinistra. La divisione del centrodestra sarebbe davvero incomprensibile e farebbe precipitare la Sicilia nel baratro dei 5 stelle”. Lo afferma in una nota l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu, eletto nella circoscrizione Sicilia e Sardegna.

”Ritengo che anche quando tutto sembra compromesso, non bisogna mai smettere di lavorare per trovare la sintesi, partendo da un’analisi comune: nessuno di coloro i quali oggi si sono confrontati per dar vita a una larga coalizione ha un giudizio positivo rispetto all’operato del governo Crocetta. Ciò significa che siamo tutti d’accordo sulla necessità di politiche che vanno nella direzione opposta a quelle fino ad oggi realizzate da Crocetta”. Saverio Romano, leader di ‘Cantiere Popolare’, e capogruppo di Ala alla Camera, è convinto che il centrodestra possa trovare un accordo su un candidato unitario alle regionali in Sicilia purchè metta da parte veti e divisioni interne. L’ex ministro crede in un’alleanza tra Fi e Ap e spiega all’Adnkronos che ”continuerà a lavora fino all’ultimo per la creazione di una coalizione ampia, dove i centristi non sono contorno, nè a traino, ma protagonisti”.”Partirei da questo presupposto -sottolinea Romano- per stabilire che in Sicilia occorre un governo di responsabilità che proprio per questo può e deve essere inclusivo. Nuocciono ad un’intesa sui contenuti prima che politica i personalismi, che antepongono un interesse di parte rispetto all’interesse generale, che non è quello della coalizione, ma quello dei siciliani”. “Detto ciò, ritengo utile stoppare le polemiche e sedersi tutti attorno a un tavolo senza pregiudizi e senza veti. Il candidato verrà naturalmente fuori”, assicura l’ex ministro.