Giorgia Meloni

“Ritengo di avere tutte le carte in regola per poter competere”. Lo dice il presidente di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni, nel corso di una lunga intervista concessa a Fabrizio Ratiglia per il settimanale ‘Tempi’, in edicola da domani giovedi’ 20 settembre. “Dobbiamo ancora stabilire le regole che seguiremo per scegliere il futuro premier- aggiunge Meloni- e dovra’ essere un metodo che prevede la partecipazione del popolo: il partito che prende piu’ voti, la persona che ottiene piu’ preferenze o altri sistemi. Ma non accettero’ mai veti su una donna a Palazzo Chigi. In caso di una larga vittoria del centrodestra, e abbiamo tutte le possibilita’ per riuscirci- continua il leader di FdI- il nostro presidente del Consiglio sara’ espressione di un’alleanza fra tre partiti che propongono una ricetta comune, forte e coraggiosa. Non sarebbe un governo del Presidente, ne’ tanto meno quello di un uomo solo o di una donna sola al comando, ma un governo di coalizione”. “Nel contesto attuale- conclude Meloni- chi dice che la nostra non possa essere la giusta sintesi unificante tra le posizioni liberali e conservatrici di Berlusconi e quelle piu’ drastiche di Salvini? Ritengo di avere tutte le carte in regola per poter competere”.

Sulla vicenda dello stupro di Rimini dell’agosto scorso, la domanda rivolta alla presidente della Camera, Laura Boldrini, “non era un insulto. Ho fatto una domanda politica alla presidente della Camera”. Lo dice Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ospite de ‘L’intervista’ di Maria Latella su Sky Tg 24. “Perchè -spiega- se la presidente della Camera, che è una paladina dei diritti delle donne, della lotta contro la violenza sulle donne, di fronte a quel fatto così efferato e che chiaramente aveva anche una proiezione internazionale essendo le due vittime polacche, lei che è la terza carica dello Stato davvero non ha avuto niente da dire su questo?” “Io -conclude Meloni -ritengo che non abbia detto niente su questo per il corto circuito di una sinistra che da una parte deve difendere l’immigrazione incontrollata (ci sono responsabilità dello Stato italiano sulla presenza di tre di quelle quattro persone che hanno stuprato i due ragazzi polacchi) e da una parte vorrebbe difendere le donne aggredite, ma non la fa più se lo stupratore diventa uno straniero. Francamente questo è intollerabile ed è tornata sull’argomento dopo che io le avevo chiesto se non avesse nulla da dire, ma fino allora si era tenuta bene in silenzio. Io pongo un tema politico ma non insulto mai nessuno”.

“L’avete visto Renzi? Va in giro dicendo che nell’economia siamo passati dal segno meno al segno piu’. Nemmeno Vanna Marchi…”. Cosi’ Giorgia Meloni, dal palco di Villa Palmeri a Termini Imerese (Pa) per la prima iniziativa pubblica del candidato del centro destra alla presidenza della Regione siciliana Nello Musumeci. “E’ come se un ciclista che e’ ultimo in corsa dice che in discesa va piu’ veloce – ha aggiunto – L’Italia e’ ultima in Europa e la Sicilia grazie al lavoro di Crocetta e’ in Italia l’ultima degli ultimi”. Fdi impegnata in prima linea nelle elezioni siciliane con il candidato alla presidenza Nello Musumeci, uomo di destra e alla guida di una coalizione di centrodestra.

“Dalla prima pagina del Sole 24 ore: la crescita economica italiana e’ molto inferiore alla media della UE e a quella dei nostri principali partner europei. Ma Renzi, Alfano e Gentiloni esultano lo stesso. Scommettiamo che senza la zavorra dei governi di sinistra, con una politica economica finalmente incentrata su PMI e difesa del Made in Italy, in pochi anni l’Italia tornerebbe ad essere una delle economie piu’ dinamiche d’Europa?”. Lo scrive su facebook la leader di Fdi, Giorgia Meloni.

Giorgia Meloni boccia la politica di dialogo di Salvini nei confronti dei Cinquestelle. “Trovo abbastanza limitativo, a fronte di un centrodestra maggioritario, che Matteo – dice la leader di FdI al Corriere della Sera – si faccia sbattere la porta in faccia da Di Maio. Ricordo al leader del Carroccio che circa un mese fa il M5S e’ stato il partito piu’ accanito nel votare contro la proposta di FdI che impegnava lo Stato a non spendere per un immigrato piu’ di quanto si investe per un pensionato sociale. Per non parlare dell’Europa dove il partito di Grillo ci regala confusione, al punto che qualche mese fa si sarebbe voluto iscrivere a Strasburgo al partito di Mario Monti”. Quanto poi a chi fara’ il candidato premier nel centrodestra, Meloni non sembra avere dubbi: “Il partito che prendera’ piu’ voti nella coalizione esprimera’ il premier”.

La destra verso la riunificazione. E’ quanto si augura Francesco Storace, presidente del Movimento Nazionale per la Sovranita’, nell’editoriale pubblicato oggi su Il Giornale d’Italia. “Lo sanno ancora in pochi ma Fratelli d’Italia va a congresso. Venerdi’ 28 aprile la Meloni sottoporra’ all’assemblea nazionale e alla direzione del suo partito la convocazione delle assise, probabilmente per l’autunno, dopo che avra’ consultato in settimana anche l’ufficio di presidenza”, scrive Storace. “Quando un partito va a congresso – continua – sono importanti le modalità, le parole, gli inviti, le prospettive. Se ci va un partito che sta a destra l’attenzione è doverosa, soprattutto dopo una storia di contrapposizioni che è difficile far digerire alla pubblica opinione”. Per il presidente Mns: “L’auspicio e’ quello di una svolta autentica, che punti a realizzare gli obiettivi che la fondazione An indico’ ad ottobre 2015 per favorire l’unita’ politica della destra italiana”. E continua: “La svolta autentica sarebbe l’intenzione vera di riunificare la destra, senza veti. Qui sara’ interessante il dibattito interno, per capire se finalmente ci si pone il problema della ricucitura di una diaspora che sembra senza fine. L’Italia ha bisogno di una destra unitaria, con tutte le sue storie, per restituire una missione ad un popolo sempre piu’ orfano di punti di riferimento”. Il Movimento nazionale per la sovranità si riunirà il 29 aprile.

“Sentire dire a Berlusconi che bisogna fare attenzione alla paura del populismo mi fa sorridere: il primo in Italia a essere stato definito populista e’ lui. Per storia trovo innaturale il suo posizionamento in Europa e vederlo andare a braccetto con la Merkel e Sarkozy: parliamo di gente perfettamente inserita nelle dinamiche fallimentari di governo di questa Europa e in certi casi di persone che addirittura hanno brigato contro di lui”. Cosi’ il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che, in una intervista a Rainews, aggiunge “Penso anche che a differenza di quanto accade nel resto dell’Occidente, da noi i cosiddetti ‘populismo’ e ‘popolarismo’ possano trovare una sintesi”. Sulla “Severino legge ad personam? – aggiunge Meloni – Oggi pare essere cosi’ ma io penso e spero che Berlusconi possa tornare a fare politica nel pieno delle sue possibilita’. Quello della leadership pero’ e’ un altro tema: io mi auguro proprio che possa fare politica bene perche’ in questo modo potremo misurarci con lui a 360 gradi. Aiutare ma non guidare? Certo, contribuire ma non pretendere di decidere”.

“Oggi l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue Mogherini ci dice che è “impossibile fermare la migrazione” e che senza i migranti ci “sarebbe il crollo delle nostre società”. Roba da pazzi! La Ue è complice dell’immigrazione incontrollata, dell’invasione dell’Europa e del progetto di sostituzione etnica dei cittadini europei volute dal grande capitale e dagli speculatori internazionali. #mogherinidimettiti”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Un accordo dopo il voto per governare con Grillo? “Intanto sgombriamo il campo da un equivoco. Noi speriamo che ci sia una legge elettorale che non imponga scelte di questo tipo, ovvero delle alleanze forzate che portino a delle maggioranze artificiali. Vogliamo una riforma che preveda un premio di governabilità, per non trovarci di fronte a situazioni di questo tipo. Col proporzionale, in un sistema tripolare, ti potresti trovare dopo il voto a governare al fianco di gente del fronte opposto”. Lo afferma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in un’intervista a Repubblica. I voti degli elettori di destra alla Raggi? “Ma quello era un ballottaggio, uno contro uno, e l’elettore di destra non voterebbe mai per il candidato di sinistra – spiega Meloni -. Per noi sarebbe difficile un’intesa politica con loro, soprattutto se le posizioni rimanessero quelle di oggi”. “Nel vero scontro aperto in Occidente tra chi sta col popolo e chi con le oligarchie, loro stanno di là – sottolinea -. Sull’immigrazione hanno sempre votato col Pd, perfino nelle alleanze tentate a Bruxelles coi liberali di Alde, cioè con gli amici di Monti, loro sono con l’establishment”. Alleanza difficile con M5S ma non impossibile? “Posso dire che a queste condizioni oggi non la farei – ribadisce la Meloni -. Sono le guardie bianche del Palazzo, il bluff non durerà. Poi, per carità, tutti si possono ricredere, le condizioni possono mutare. Cercano di pescare consensi sul nostro terreno, ma gli italiani non si faranno ingannare”. Forza Italia? Alla manifestazione di sabato “ha un’occasione in più per dire che vuole stare in questa metà campo e che gli inciuci non si fanno. Chi aderisce deve garantire coerenza” conclude la leader di Fdi.

Giorgia Meloni lancia il partito ‘sovranista’. La leader di Fratelli d’Italia lo farà in una manifestazione che si svolgerà il 28 gennaio a Roma. Al centro del progetto, come spiega in una intervista pubblicata oggi su La Stampa, gli interessi nazionali. Sarà “uno spartiacque”, dice Meloni, che ritiene le categorie di centrodestra e centrosinistra “superate” perché non corrispondono più alle esigenze e alla realtà italiana e non solo”.
I sovranisti,spiega, Meloni, “ sono tutti quelli che vogliono mettere al centro della propria proposta gli interessi nazionali, la tutela delle nostre imprese, del made in Italy, la difesa dei confini, la valorizzazione dele nostre tradizioni, l’introduzione della preferenza nazionale nell’acceso ai servizi sociali”. Nel progetto c’è anche uno scioglimento concordato della zona euro. Meloni di dice “dispiaciuta” delle distanze di vedute con Berlusconi. “Sono dispiaciuta che non la pensi come me”, dichiara, aggiungendo che “Berlusconi vuole l’inciucio con Renzi, ma non lo farà con i nostri voti”.