Giovanni Toti

“Le ultime tornate amministrative ci dimostrano che il centrodestra deve prendere consapevolezza dei propri mezzi”. E’ il commento di Giovanni Toti, governatore della Liguria, ai microfoni di Rai Radio 1 nello speciale dedicato alle elezioni siciliane. “Nessuno da solo e’ competitivo – continuato il presidente ligure – Il sogno renziano di un partito indipendente non e’ verosimile. Centrodestra e M5s saranno i competitor per i mesi a venire”.

In politica serve la semplicita’ di San Francesco. Il governatore ricorda fra l’altro in particolare “la statua della Vergine sopra la Porziuncola tremare, sotto le scosse del terremoto.. Oggi tornare qui dopo tutti questi anni e trovare tutto ricostruito, credo sia il segnale della tenacia e della determinazione, ma anche della capacita’ e del lavoro”. Ed e’ proprio il lavoro che, secondo Toti, accomuna Liguria e Umbria, terre “dove lavorare spesso non e’ facile, come spesso non lo e’ in Italia”. E allora l’olio donato “vuol significare, non solo la devozione, ma anche la fatica di tante persone che hanno contribuito a far crescere quelle olive e che intorno al loro faticoso lavoro hanno costruito vite e famiglie”. Della nutrita delegazione ligure, oltre agli assessori regionali Sonia Viale, Ilaria Cavo, Marco Scajola, Giacomo Giampedrone e Stefano Mai, ha fatto parte, tra gli altri, anche il presidente del Consiglio regionale, Francesco Bruzzone, che ieri in occasione della solenne commemorazione del “Transito di San Francesco” ha portato in dono una caravella in filigrana realizzata a Campo Ligure. Per Bruzzone la partecipazione della Liguria in rappresentanza delle altre Regioni italiane ha “un alto valore simbolico oltre che religioso: testimonia la volonta’ di coesione e solidarieta’ tra i diversi territori italiani, chiamati a fare fronte comune alle difficolta’”. Tra i doni offerti anche l’impegno al restauro della tela del pittore Nicola Nasini “San Francesco con angeli riceve le stimmate”, individuata dai frati Francescani, che verra’ recuperata dal Laboratorio di restauro della Regione Liguria..

“Forza Italia è un partito forte, nazionale, ramificato storicamente su tutto il territorio, presente al nord, al centro e al sud nel nostro Paese. Negli ultimi anni, anche in relazione al nuovo scenario politico tri o quadri-polare, Forza Italia, secondo tutti i sondaggi e anche nelle elezioni amministrative che si sono susseguite, ha più consenso nelle regioni del Mezzogiorno rispetto ad altre aree del Paese. Forse solo in alcune zone della Lombardia arriviamo ad avere le percentuali che possiamo vantare in Campania o in Calabria, in Sicilia o in Puglia”. Così in una nota Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera.
“Dire, come ha fatto l’amico Giovanni Toti oggi a ‘Il Messaggero’, che al sud c’è ‘incapacità di creare consenso e di fare squadra’ è assai inesatto – si legge nel comunicato pubblicato sul sito di Forza Italia – Così come dire, sempre parole del governatore ligure, che ‘quelli che erano i nostri granai d’Italia, faticano a dare le messi che davano una volta’ è sorprendentemente ingeneroso nei confronti di regioni che dal ’94 ad oggi e anche nel recente passato hanno fatto la fortuna di Forza Italia e del centrodestra”.
Continua il presidente dei forzisti a Montecitorio: “Sapendo di interpretare correttamente il suo pensiero, forse espresso male dall’amico Toti, mi permetto di completare il ragionamento. Il governatore della Liguria voleva solo spronare i nostri dirigenti e militanti locali a far ancora di più, a migliorare le nostre performance per vincere alle prossime elezioni politiche con la golden share di Forza Italia nella coalizione di centrodestra. Semmai ci fosse un problema al sud, questo sarebbe causato da qualche altro partito alleato che non è forte e ben radicato in tutto il Paese come lo siamo noi. Noi vogliamo un centrodestra forte, plurale e vincente in tutta Italia e Forza Italia, partito nazionale da sempre, lavora per questo grande obiettivo. Siamo certi che Toti lavorerà con grande impegno nella sua Liguria per far primeggiare Forza Italia e il centrodestra, il nostro auspicio è che tutte le altre forze alleate, che vogliono avere valenza nazionale e non locale, si rafforzino sempre più in tutto il territorio, in modo da essere competitivi in tutta Italia e con qualsiasi legge elettorale. Questa, e solo questa, sarà la chiave per la nostra vittoria alle prossime elezioni politiche del 2018”.

“Dobbiamo costruire ponti tra di noi. I muri li dobbiamo costruire alle frontiere. Tra i nostri elettori dobbiamo costruire ponti di comprensione e di dialogo”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (Forza Italia) intervenendo al raduno della Lega di Pontida. “Quando vado in giro – ha aggiunto Toti- vedo tante bandiere ma ascolto un solo grido: mandateli a casa perche’ stiamo stufi”. E ha osservato: “Sono emozionato perche’ sono il primo ‘straniero’ o meglio il primo non leghista a salire su questo palco ed e’ un onore vero”.

La legge sullo ius soli “non mi pare una priorita’, non esiste il clima in questo Paese, occupiamoci piuttosto dei disoccupati. Mi pare una cinica operazione politica per conquistare qualche voto a sinistra”. Lo dice Giovanni Toti, governatore della Liguria, a Fiuggi per la convention di Antonio Tajani. Prosegue senza sosta nel Paese il dibattito sullo ius soli, provvedimento abbandonato dal governo e dalle forze politiche che ne avevano proposto l’approvazione. All’origine del passo indietro ci sarebbero i sondaggi che hanno decretato la posizione contraria degli elettori italiani.

“Il populismo, semmai c’e’ stato, e’ finito. E anche come approccio, a questo punto deve finire. Siamo ora al post populismo. La denuncia, senza infingimenti e con toni ruvidi, che in Italia ci siano disoccupazione e troppi immigrati clandestini e che le citta’ siano insicure non e’ populismo, ma e’ dire la verita’. Ma sono d’accordo che si debba fare un passo oltre. Il post populismo e’ questo: denunciati i problemi, il centrodestra unito, come forza elettorale vincente e credibile, dara’ le risposte”. E’ quanto afferma in una intervista a Repubblica, il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che assicura: “Noi e la Lega siamo alleati naturali e questa volta porteremo via voti al M5S”. Sul candidato premier del centrodestra, Toti spiega: “A guidare l’alleanza vorrei uno del mio partito. Non e’ pero’ fuori al mondo che tocchi al capo della Lega. Conta vincere”. Sul ruolo del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, Toti aggiunge: “Non so che ruolo pensi per se’ Berlusconi. Adesso non e’ candidabile. E questa e’ un’ingiustizia. Se tornera’ ad esserlo, decidera’ lui. Comunque sara’ in campo, al nostro fianco. Ci siamo a lungo confrontati sulle elezioni in Sicilia e alla fine ha scelto l’opzione piu’ ragionevole, che gli avevo piu’ volte suggerito, ovvero correre con un centrodestra unito”.

“Vedo con piacere che adesso in tanti prendono in considerazione anche l’ipotesi che alle elezioni, se come è possibile resterà questa legge elettorale, ci si presenti con una lista unica del centrodestra. Anche Berlusconi, con cui ho appena parlato, mi pare abbia aperto una riflessione sul tema: ne sono lieto, è la linea che ho sempre considerato come la migliore possibile”. Lo dichiara Giovanni Toti in una intervista al Corriere della Sera. Per quanto riguarda le elezioni in Sicilia e la possibile alleanza con Alfano, il governatore della Liguria afferma: “Ha avuto rapporti altalenanti con Renzi, ma adesso sia chiaro rispetto agli impegni futuri”. “Non credo sinceramente che con le sue posizioni sia portatore di un particolare consenso per il centrodestra, ma in ogni caso sarebbe inaccettabile che Fi, Lega, FdI non esprimessero nell’isola un proprio candidato. Anzi, è ora che Fi, se ritiene di avere l’uomo giusto per vincere, lo tiri fuori”.

Per il governatore della Liguria, Giovanni Toti, l’esito dei ballottaggi nella sua regione porta un messaggio per Silvio Berlusconi ma “anche per tutti i dirigenti del centrodestra e di Forza Italia”: “Gli elettori ci vogliono uniti, senza rimanere a guardare che fanno Renzi e Grillo”, ha spiegato in un’intervista alla Stampa. “L’altro messaggio e’ che non abbiamo bisogno di uomini della Provvidenza, di personaggi come Calenda, i Montezemolo e Draghi di turno. Le risorse e le energie li abbiamo al nostro interno”. Toti ha auspicato un ripensamento di Berlusconi sul modello elettorale: “Io sono per il maggioritario, per un premio alla coalizione, occorre dire agli elettori prima del voto cosa vogliamo fare”, ha detto il governatore della Liguria, “si vince tutti insieme, con Meloni, Salvini, Fitto, e Alternativa popolare. Non possiamo essere la retroguardia rispetto agli elettori che vogliono un nostro profondo rinnovamento”.

“Fatta la legge elettorale, prima si vota in Italia e meglio e’, finalmente i partiti hanno trovato un accordo, non mi soddisfa, ma e’ bene che gli elettori tornino ai seggi dopo avere bocciato in massa al referendum del 4 dicembre le riforme di Renzi”. Cosi’ il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani a Genova ‘spinge’ per il voto anticipato del nuovo Parlamento il prossimo autunno. “Avrei preferito una legge elettorale piu’ maggioritaria, dove gli elettori potessero scegliere prima quale coalizione votare guardando negli occhi i loro eletti e non le segreterie di partito – commenta Toti -. Mattarella ha chiesto un accordo largo e un accordo largo oggi c’e’ sulla legge elettorale, Renzi ha ribadito la linea, i grillini ci stanno, Forza Italia anche”. Sul ritorno delle liste bloccate e della possibilita’ di candidarsi in piu’ collegi Toti paventa “il rischio che i cittadini percepiscano un senso di arroccamento e autoprotezione della politica, ma legge elettorali surrogate dal consenso non le ho mai viste in nessun Paese del mondo, per riconquistare il consenso la politica deve scendere in strada”.

“Berlusconi come Salvini, Meloni e tutte le dirigenze hanno l’obbligo politico e morale di lavorare a un centrodestra unito, compatto e vincente perche’ questo chiedono gli elettori dalla Valle d’Aosta alla Sicilia”. Lo dice il presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti commentando la sempre piu’ ampia distanza tra le posizioni di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. “Non ho mai sentito Berlusconi parlare di arginare la Lega – sostiene il governatore- ho sentito Berlusconi che ha valorizzato gli alleati che hanno governato con lui per 22 anni e che ritiene che il centrodestra possa essere la reale alternativa al populismo di Grillo e all’inconcludenza del governo del Pd in preda a un’ulteriore confusione dopo il congresso”. Toti si augura, dunque, che “la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, i movimenti cattolici di centro abbiano lo spirito di saper costruire un centrodestra unito che qui a Genova c’e’, in Regione Liguria c’e’, cosi’ come in Lombardia. Un centrodestra che sa governare bene, come ha dimostrato negli anni passati e lo fara’ negli anni futuri, mettendo sul tavolo le proprie convinzioni con decisione, ma sapendole confrontare e mediare con quelle degli altri”.