governo

“Sembra chiaro a tutti che il governo Gentiloni appena nato e’ in assoluta continuita’ con il governo Renzi. La maggioranza, come dicevamo noi di Forza Italia, aveva i numeri da sola per rifare un governo. Certo, ci aspettavamo decisamente altro, perche’ la sensazione che si trasmette e’ che abbia vinto la voglia di potere e sia stato ignorato il voto popolare. Penso francamente che Maria Elena Boschi tornando al governo come se nulla fosse accaduto abbia fatto male a se stessa e al Partito democratico”. Lo ha detto Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, ad “Agora’”, su Rai Tre. “In alcune occasioni, nella vita come in politica, servirebbe e sarebbe opportuno fare un bagno di umilta’, dignita’ e stile. Se io mi fossi trovata nella posizione di Maria Elena Boschi – dopo una campagna referendaria come quella appena finita, dopo aver legato il proprio destino politico ad una riforma della Costituzione, e dopo la netta vittoria del No a quella stessa riforma – mi sarei dimessa, avrei lasciato, sarei stata coerente. Ma le scelte sono anche frutto della cultura politica che si acquisisce negli anni. La Boschi, per mesi e mesi, ha fatto lezione a tutti da maestrina in cattedra. La coerenza e’ un valore e quindi mi aspettavo che tenesse fede alla parola data anche perche’ la riforma bocciata dagli italiani aveva il suo volto e la sua firma”.

Questa vince questa perde. Il gioco delle tre carte e’ servito. Renzi continua a dare le carte e impone al nuovo Premier e al Capo dello Stato nomi e incarichi. Abbiamo gia’ detto su questo giornale che Renzi e’ un fuoriclasse. Un po’ come il destino: cinico e baro. Molto cinico, molto baro. Ma la realta’ e’ che non ha avversari e che alla sua leadership non vi sono alternative, e lui questo lo sa bene, a meno che non prenda il sopravvento il M5S. Ps: chi diceva che Angelino Alfano non ha il quid, si guardi un po’ allo specchio.

“Chiamatelo governo vitalizio: loro vogliono arrivare al vitalizio, ma noi non glielo permetteremo, statene certi. Questi signori hanno abusato gia’ della nostra pazienza”. Cosi’ Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, ha commentato il governo Gentiloni entrando a teatro a Genova dove e’ in scena “Grillo vs Grillo” lo spettacolo di Beppe Grillo. Il M5S ha fortemente criticato il governo Gentiloni, colpevole di perpetuare l’azione di quello Renzi nonostante le dimissioni di quest’ultimo. Il Movimento chiede a gran voce le elezioni, consapevole del successo che riscuote nel Paese in questa congiuntura.

“Il governo chiederà la fiducia alle Camere per rappresentare a pieno titolo l’Italia al Consiglio Europeo”. Così il premier incaricato, Paolo Gentiloni, dopo aver presentato la lista dei ministri e guardando già all’appuntamento con il Consiglio europeo di giovedì prossimo. Ha continuato Gentiloni: “L’Italia e’ protagonista della Ue e si batte per politiche migratorie comuni e una politica economica finalmente orientata alla crescita. Questo sara’ il mio impegno personale nei prossimi mesi. Cosi’ come altre scadenze internazionali”.

Il presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni, ha presentato la lista dei ministri. Ministri senza portafoglio: Anna Finocchiaro, Rapporti con il Parlamento; Marianna Madia, Pubblica Amministrazione; Enrico Costa, Affari Regionali; Claudio De Vincenti, Coesione Territoriale e Mezzogiorno; Luca Lotti, Sport con deleghe su editoria e Cipe; Ministri con portafoglio: Angelino Alfano, Esteri; Marco Minniti, Interno; Andrea Orlando, Giustizia; Roberta Pinotti, Difesa; Pier Carlo Padoan, Economia; Carlo Calenda, Sviluppo Economico; Maurizio Martina, Agricoltura; Gianluca Galletti, Ambiente; Graziano Delrio, Infrastrutture; Beatrice Lorenzin, Salute; Dario Franceschini, Cultura; Valeria Fedeli, Istruzione; Giuliano Poletti, Lavoro. Sottosegretario alla presidenza: Maria Eelena Boschi. Il giuramento è previsto nelle prossime ore.

“Non può esserci figura più capace ed autorevole come quella di Paolo Gentiloni per ricoprire l’incarico di nuovo Presidente del governo italiano e di interlocutore con gli altri Paesi nel mondo”. Queste le parole di Renata Bueno, l’esponente italo-brasiliana della Componente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani (Usei) del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati. La deputata evidenzia che “come Ministro degli Esteri, lui ha saputo riposizionare l’Italia come protagonista in Europa e ristabilire rapporti fondamentali con quei Paesi, per esempio in Sudamerica, dove vi è una considerevole presenza di comunità italiane che vivono all’estero. Credo, infatti, che se lui ha saputo svolgere così bene questo ruolo durante il Governo Renzi sicuramente adesso avrà l’opportunità di fare un’adeguata riforma elettorale per superare questa fase di crisi politica. Senza dimenticare – rileva la Bueno – che nei prossimi mesi l’Italia sarà chiamata a partecipare ad importanti appuntamenti internazionali, come il G7 e il Trattato di Roma, dove sarà fondamentale presentarsi con un’immagine solida del nostro Paese”. “Adesso che il testimone passerà al nuovo Ministro degli Esteri mi auguro ci possa essere un confronto sempre costruttivo perché – conclude – è necessario dare continuità a tutte le iniziative intraprese dall’Italia con l’estero”.

“Dai Conservatori e riformisti verrà una opposizione netta, com’è avvenuto nei confronti del Governo Renzi, sempre basata su limpide controproposte di merito, dall’economia ad ogni altro tema”. Cosi Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e riformisti, commenta in una nota l’esito delle consultazioni della delegazione Cor con il presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni. “Abbiamo ribadito in privato ciò che diciamo in pubblico: un Governo che fosse e apparisse la continuazione di quello precedente battuto il 4 dicembre scorso sarebbe in contraddizione piena con la volontà espressa dagli elettori – prosegue Fitto – Quanto alla legge elettorale, abbiamo ribadito la nostra propensione a un sistema ‘decidente’, tutt’altro che proporzionale, che consenta in modo chiaro ad uno schieramento di avere una maggioranza e di governare, senza intese post-elettorali alle spalle del voto popolare”.

“Paolo Gentiloni dara’ vita a un governo vero”. Pino Pisicchio, capogruppo del gruppo Misto alla Camera, al termine delle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, ha affermato che “l’attivita’ del governo non puo’ essere contemplata in una dimensione che tolleri aggettivi: non esiste un governo a termine o di scopo. Secondo la nostra costituzione esiste solo il governo”. Pisicchio, accompagnato da Massimo Artini, ha a apprezzato le parole “di grande responsabilita’ e di grande attenzione”, del premier incaricato, che “ha mostrato sensibilita’ per i diversi temi anche sociali che abbiamo rappresentato, in particolare per quanto riguarda il Sud”. “Noi – ha detto Pisicchio – abbiamo ribadito la necessita’ di ristabilire un clima di civilta’ politica. Ed abbiamo ricordato la necessita’ di porre mano a due leggi elettorali, ma anche al conflitto di interessi, che ha fatto meta’ strada, e ora rimane da fare il lavoro al Senato. C’e’ la necessita’ di porre mano alla questione sociale e da risolvere il problema delle banche”. Artini, rappresentante di Alternativa libera e possibile ha confermato il suo No alla fiducia al governo, ma si e’ detto confortato dalle parole di Gentiloni sulla possibilita’ di riaprire a temi che dovevano diventare oggetto di emendamenti alla legge di bilancio e che la crisi ha di fatto congelato.

Il Movimento Cinque Stelle non partecipera’ alle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni. Lo si apprende da fonti parlamentari del Movimento. L’incontro con i Cinquestelle era fissato per oggi alle ore 12 nella Sala del Cavaliere di Palazzo Montecitorio. Il Movimento sceglie cosi la linea dura nei confronti di un presidente incaricato che non riconosce come legittimo e di un governo in fieri che ritiene non conforme alla volonta’ popolare, alla luce del risultato del referendum costituzionale.

“Il Pd non esce dallo schema con cui si è avviato alla sconfitta referendaria, un voto popolare che ha sonoramente bocciato le riforme proposte a colpi di maggioranza dalla stessa maggioranza che viene riproposta oggi, in un impianto politico e istituzionale cioè che si è dimostrato perdente nemmeno una settimana fa. “Il governo del sì” non ha e non può avere un profilo politicamente diverso e sarà un “governo ombra”, condizionato dall’ombra del segretario del Pd che rimane protagonista e che non lascia affatto la politica, come ‘minacciato’ più volte”. Così in una nota il deputato di Possibile Pippo Civati. “Come temevamo – ha aggiunto – non si esce dal dibattito tra le correnti del Pd e dall’argomento della stabilità, la loro. Ci auguriamo soltanto che Gentiloni consenta al Parlamento di trovare una soluzione parlamentare alla riforma della legge elettorale, dopo il disastro combinato dalla maggioranza nei primi 4 anni della legislatura”.