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“Un incontro molto positivo e costruttivo, l’Italia ha beneficiato di molta flessibilita’ compresa quella per le catastrofi naturali, so che la situazione e’ ancora oggi drammatica con questo hotel distrutto dalle valanghe, ma l’Italia deve anche conformarsi alle regole comuni e noi lavoriamo per trovare delle soluzioni. La regola del debito va rispettata, perche’ e’ il criterio determinante e ho fiducia che arriveremo a delle soluzioni comuni”. Cosi’ il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, in un’intervista al Gr3 Rai. “Il fine della Commissione non e’ mai quello di mettere in difficolta’, ma sempre quello di trovare soluzioni comuni tramite il dialogo, un metodo sempre piu’ efficace della minaccia. Lo spirito del nostro dialogo – ha aggiunto – e’ assolutamente di questa natura, costruttivo, amichevole, sulla via di un buon accordo per ciascuna delle parti, nella conformita’ alle regole e nell’interesse della zona euro”. Moscovici ha poi concluso: “non abbiamo parlato delle misure cui sta pensando il governo italiano: con il mio collega Dombrovskis abbiamo scritto una lettera al ministro Padoan, sta a lui ora rispondere, ma in realta’ siamo in contatto costante, ci siamo visti tante volte nell’ultimo anno, ed e’ per me un piacere”.

“L’ agenda politica di inizio anno è densa e vede al primo posto le difficoltà delle famiglie e le emergenze legate al terrorismo. Sarebbe un buon segnale per la politica riuscire a condividere azioni positive per far fronte ai drammi sociali che coinvolgono strati sempre più vasti di popolazione, come ricordano mestamente i dati dall’Istat sulla povertà in Italia. Così come sarebbe necessario concordare le misure necessarie ad affrontare i flussi migratori, rispondendo a criteri di rigore senza dimenticare la solidarietà umana. È troppo chiedere alla politica di alzare il livello del dibattito, mettendo da parte il pregiudiziale antagonismo, agitato quasi fossimo già in campagna elettorale?”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni incontrera’ a Palazzo Chigi, la Commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista. Alle termine dell’incontro, il ministro dell’Interno, Marco Minniti e il coordinatore della Commissione, Lorenzo Vidino, terranno una conferenza stampa alla presenza del presidente del Consiglio. La tematica e’ tra quelle considerate prioritarie dal governo. Nelle ultime settimane il governo ha potenziato i controlli e le collaborazione proprio per agire sul fronte della prevenzione oltre che su quello della professione

“Riformismo e Solidarieta’. Riparte dalle parole chiave che hanno segnato tutto il mio impegno civico, prima l’azione sindacale e poi quella politica, il mio rinnovato impegno al Ministero dell’Economia e delle Finanze, dopo la conferma a Sottosegretario di Stato”. Cosi’, in una nota il sottosegretario al Mef Pier Paolo Baretta. “Riparte dalla consapevolezza – prosegue Baretta – che siamo chiamati, come Governo e come partito, a concludere il lavoro di riforme iniziato in questa legislatura. E’ lo stesso spirito che e’ emerso nelle parole del premier Paolo Gentiloni, che ringrazio per la sua fiducia. In un momento delicato per la storia sociale e civile del nostro Paese, segnato dalla crisi economica, dalla difficolta’ di Istituzioni e partiti di rispondere alle nuove richieste di rappresentanza sociale, il Riformismo e la Solidarieta’ continuano a rappresentare i paradigmi piu’ validi per ripensare le categorie e le forme della politica e della vita. Ci richiamano alla responsabilita’, individuale e collettiva, di cercare, nella transizione culturale e valoriale che stiamo vivendo, le opportunita’ per assolvere adeguatamente al nostro ruolo di coesione, proposta e soluzione dei problemi odierni”.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato il decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini previsti da disposizioni legislative (cosiddetto Milleproroghe). Di seguito alcune delle principali proroghe, come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Pubbliche amministrazioni: viene prorogata fino al 31 dicembre 2017 l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni; vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti di lavoro a tempo determinato nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto; vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti a tempo determinato per province e città metropolitane per i centri per l’impiego; Editoria: è prorogato al 31 dicembre 2017 il termine a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese della stampa quotidiana e periodica. Il credito d’imposta previsto per sostenere l’adeguamento tecnologico degli operatori della rete, distributori ed edicolanti è conseguentemente riconosciuto per gli interventi di adeguamento tecnologico sostenuti sino al 31 dicembre 2017; In materia di lavoro e politiche sociali viene prorogato per il 2017 l’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa; nell’ambito dei settori istruzione, università e ricerca vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti in essere di ricercatori a tempo determinato di tipo “b”; in materia di economia e finanze, è prorogato al 31 dicembre 2017 il taglio del 10% degli emolumenti corrisposti dalla pubblica amministrazione ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo nonché per i commissari di Governo e i commissari straordinari; Altre proroghe riguardano le attività per la valorizzazione dell’area archeologica di Pompei, i settori dell’ambiente e dello sviluppo economico, i termini per interventi in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 o da altre calamità naturali e a interventi emergenziali. Tra gli altri provvedimenti, il Consiglio dei ministri ha adottato 15 delibere, relative ad altrettante Regioni, con le quali è stato portato a compimento il percorso istruttorio per il riconoscimento e la concessione di contributi ai cittadini le cui abitazioni erano state danneggiate dagli eventi alluvionali verificatisi tra la primavera del 2013 e la fine del 2015. In totale le delibere rendono disponibili per i cittadini alluvionati oltre 137 milioni di euro.

 

“So che la continuità nella squadra e nell’azione di governo che abbiamo appena deciso è considerata da alcuni un limite, c’è sempre voglia di qualcosa di nuovo e sorprendente, lo capisco e accetto la critica ma rivendico questa continuità sul piano politico”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni nel corso della conferenza stampa di fine anno. “Auspico discontinuità – ha aggiunto – non sui sottosegretari ma sulla violenza inaudita che il confronto pubblico, in particolalre in rete, ha preso nel 2016. Auspico discontinuità, se possibile, nella fecondità della dialettica parlamentare.
Ricucire il tessuto della coesione e’ la premessa per avere sviluppo e sicurezza”. Con queste parole il premier Paolo Gentiloni ha concluso la conferenza stampa di fine anno. “Nel prossimo anno – ha sottolineato Gentiloni – il governo si impegnera’ a risolvere i problemi del Paese cercando di risolverli, diffondendo la sicurezza, certi che lo Stato c’e’, che le nostre istituzioni funzionano, di cui Mattarella e’ il massimo garante. La coesione – ha aggiunto – non e’ un valore ideologico ma caratterizza un tessuto sociale che ha sempre tenuto e garantito la sicurezza”.

Ultime limature alla nomina dei sottosegretari e dei viceministri, con gli ultimi dubbi da sciogliere sulla partecipazione dei verdiniani alla squadra. La formalizzazione degli incarichi, con l’attesa, in particolare, per la delega ai Servizi, ci sarà domani, quando si dovrebbe tornare a riunire il Cdm. Gli ultimi rumors danno per probabile una sostanziale conferma degli uscenti, con le novità ridotte al lumicino. Secondo il ‘totonomi’ che circola nella maggioranza, sarebbero proprio verdiniani e Scelta civica che “stanno discutendo tra di loro”. Con tanto di ‘pressing’   nei confronti del premier Gentiloni per aprire le porte del sottogoverno. Se così alla fine dovesse essere, si tratterebbe di 2 o 3 poltrone.

Il Consiglio dei ministri nella notte ha dato il via libera al decreto legge sulle banche che contiene anche la misura per la ricapitalizzazione precauzionale di Monte Paschi di Siena e che sancisce il salvataggio pubblico della banca senese. Il decreto, ‘Misure urgenti per la tutela del risparmio’, spiega Palazzo Chigi, “dispone la creazione di un fondo con una dotazione di 20 miliardi di euro” e contiene “strumenti giuridici e finanziari propedeutici a interventi finalizzati a tutelare il risparmio”, “grazie ai quali il Governo potra’ intervenire sulla liquidita’ e il patrimonio delle banche”. Ha spiegato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Questo decreto rassicura i risparmiatori e il futuro di Mps” ed ha aggiunto che “si basa sull’autorizzazione ricevuta dal Parlamento con ampia maggioranza a costituire un fondo di 20 miliardi per intervenire a tutela del risparmio”. Intanto la Consob ha disposto la sospensione per oggi delle negoziazioni nei mercati regolamentati, nei sistemi multilaterali di negoziazione e nei sistemi di internalizzazione sistematica italiani relativamente ai titoli emessi o garantiti da Banca Monte dei Paschi di Siena spa e agli strumenti finanziari aventi come sottostante titoli emessi da Banca Monte dei Paschi di Siena spa. Per il ministro dell’Economia si tratta di una decisione “assolutamente normale”. l’operazione del governo con il decreto salvarisparmio si è resa necessaria dopo il fallito tentativo di salvataggio privato della banca e la resa del cda di Mps. Per l’aumento di capitale, infatti, non ha dato buon esito la ricerca sul mercato dei 5 miliardi chiesti dalla Bce. La banca e’ riuscita a raccogliere dalla conversione volontaria dei bond subordinati solo 2,44 miliardi. A sfilarsi, gli investitori istituzionali, tra questi il Qatar che avrebbe dovuto impegnarsi con 1 miliardo.

“Per quale motivo il governo e’ intervenuto subito in difesa di Mediaset quale azienda strategica mentre ha taciuto sulla svendita delle antenne di Raiway? Perche’ non c’e’ stata la stessa attenzione quando Vivendi ha scalato Telecom? Perche’ questo e’ consociativismo”. Lo dice Alessandro Di Battista, M5s, nel corso di una conferenza stampa alla Camera. “Il governo- spiega- non e’ interessato che l’azienda resti italiana o a salvagurdare i posti di lavoro, questo e’ solo l’ennesimo esempio di consociativismo, di interessi legati ai partiti”.

Il governo di Paolo Gentiloni ottiene la prima fiducia alla Camera con 368 sì e 105 no. Dieci voti in meno rispetto all’ex premier Matteo Renzi che ottenne 378 sì e 220 no (più un astenuto). Al voto non hanno partecipato 91 deputati del M5S e 19 della Lega, oltre a quelli di Ala e di Noi di Scelta Civica – fra i quali l’ex viceministro dell’Economia Enrico Zanetti. Oggi Gentiloni affronterà la prova al Senato, dove i numeri della maggioranza sono più risicati. Su un totale di 320, il governo può contare su 161 voti favorevoli anche senza Ala di Denis Verdini e senza tenere conto dei senatori a vita e del gruppo Misto che al suo interno ha vari orientamenti. Non parteciperanno Lega e M5S che, tuttavia, saranno presenti al momento delle dichiarazioni di voto. “E’ un governo di responsabilità nato con il fine di garantire la stabilità delle istituzioni”, ha detto ieri il neo premier a Montecitorio, precisando che l’esecutivo “dura fin quando ha la fiducia del Parlamento”.