”Con la ripresa dei lavori parlamentari si profilano tre situazioni paradossali che vale la pena sottolineare, per porsi alla fine l’unica domanda che conta: sono veri problemi o sono solo grandi distruttori per tenere lontani gli italiani dalla grande questioni del momento?”. A sottolinearlo è Paola Binetti, deputata di Ap. “Per esempio, ridurre il problema della sicurezza legata ai rischi presunti e reali dell’immigrazione ad una questione di burquini prima e di burqua subito dopo. Ridurre il grave problema delle dipendenze, tutte, compresa quella da gioco d’azzardo, ad una questione di spinelli occasionali e quindi ad un proibizionismo sterile e fallimentare. Enfatizzare la possibile riduzione delle tasse esaltando operazioni come quella alla Ryanair, per evitare l’impatto rude con la ridotta capacità d’acquisto con cui si misureranno le famiglie al loro ritorno dalla vacanze, davanti ai costi della scuola che ricomincia. ‘Eppure saranno problemi seri, a tutto campo: la manovra economica in funzione della legge di stabilità, la cui cifra oscilla in una insopportabile finestra che va da 20 a 40 miliardi, sarà un problema vero capire che tipo di Piano per le famiglie si riuscirà a mettere in atto per sopperire allo shock con cui a breve impatteranno le stesse famiglie. E cosa faremo – chiede Binetti – delle decine, centinaia, migliaia di immigrati, rifugiati e non rifugiati, quando tra poche settimane arriverà non il freddo dell’inverno, ma le piogge dell’autunno e non sarà più tollerabile vederli accampati lungo le strade, ai confini, nelle stazioni ferroviarie”. “E non per una sorta di snobismo estetico ma per un vero e proprio problema di sicurezza: la loro salute e le conseguenze drammatiche che si potrebbero verificare se si ammalassero, dal momento che siamo già a quota meno 11 milioni di italiani che non si curano per mancanza di risorse. Di tutto questo vorremmo intravvedere soluzioni e dibattiti scevri da pregiudizi, sanamente pragmatici e orientati alla concretezza di problemi che non si possono liquidare con una manciata di parole in libertà. Su tutto questo vorremmo sentire i relativi ministri, il governo e gli aventi responsabilità specifiche. Altrimenti questo stato confusionale annegato nelle chiacchiere produrrà un ulteriore disaffezione alla politica con gli ovvi rischi per il prossimo referendum”.