Lega

“Non riconosciamo alcuna legittimità a Gentiloni e al suo governo. Non abbiamo tempo da perdere in inutili consultazioni. L’unica risposta che vogliamo ascoltare è la fissazione della data per le elezioni politiche”. Così il segretario della Lega Nord Matteo Salvini sulle consultazioni previste dal presidente incaricato Paolo Gentiloni. Salvini riunisce domani il consiglio federale a Milano alle 12 e alle 14 è prevista una conferenza stampa.

“L’unica alternativa alle primarie e’ l’implosione del centrodestra. Siamo pronti a celebrarle con tutti quelli che vorranno starci ho proposto la data del 5 marzo. La mia priorita’ e’ una: costruire una nuova proposta politica fondata sul concetto di sovranita’ e che rimetta al centro la difesa dell’interesse nazionale italiano”. Lo afferma la presidente di FdI Giorgia Meloni in un’intervista pubblicata da Libero e dal Tempo. La versione online dei due quotidiani oggi ospita una votazione tra Meloni e Matteo Salvini come leader del centrodestra. Sulla possibilita’ di un partito unico con la Lega, “un partito ha senso di esistere quando da’ voce a valori e idee che altri non rappresentano”, dichiara Meloni. “Non escludo che in futuro si possa giungere ad una proposta politica condivisa, piu’ sul modello della federazione che non del partito unico, che incarni le istanze identitarie e sovraniste nel solco dei movimenti che si stanno affermando in tutta Europa”. Meloni esclude la possibilita’ di un’alleanza con M5S: “Su immigrazione, temi etici, sicurezza o identita’ il M5S e’ sulla stessa barricata del Pd”. Quanto a Silvio Berlusconi, “Cio’ che mi interessa e’ trovare una piattaforma programmatica comune”, ma “chi nel centrodestra pensa di sostenere il quarto governo di fila non scelto dagli italiani – avverte – non potra’ essere nostro alleato in futuro”.

“Matteo Salvini si candida alla leadership di un centrodestra che interpreta bisogni ed esigenze e che da’ risposte concrete, non birignao, non il si potrebbe, ma coraggiose”. Così il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti a margine della manifestazione della Lega Nord a Firenze per il ‘no’ al referendum costituzionale. “Questa e’ la Lega ed e’ il messaggio che parte da qua”, afferma il governatore. “Berlusconi non c’e’ per motivi giustificabili io credo, – aggiunge – poi gli altri vedremo. Sono decisioni che prendera’ Salvini, che sta facendo un ottimo lavoro davvero, rinfrancato anche da quello che e’ successo di la’ dall’Atlantico, che noi avevamo previsto, io l’avevo previsto. Sono molto soddisfatto”.

“Oggi la sfida non e’ piu’ fra destra e sinistra, almeno in Europa. Lo scontro e’ fra una politica che specula sulle paure e una politica che cerca di risolvere i problemi. Salvini e’ perfetto nello speculare sulle paure ma qualcuno dovrebbe spiegargli che all’incasso andra’ Grillo, non lui”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini parlando a Milano a un incontro per il si’ al referendum costituzionale. L’ex presidente della Camera ha sostenuto che ormai “la possibilita’ di fare un centrodestra come l’avevamo sognato non c’e’ piu'”. “Stefano Parisi – ha concluso – e’ un amico carissimo, una persona per bene e la pensa come me. Ma questa cosa qua non c’e’, la vede solo qualche affezionato. Li’ c’e’ una dinamica che li obblighera’ a un rapporto prioritario con la Lega, non a caso in Forza Italia c’e’ qualcuno come Toti che getta il cuore oltre l’ostacolo e va alle manifestazioni della Lega”.

“Votare si per rendere la democrazia italiana piu’ forte. Basta guardarsi in giro nel mondo, in Europa, per vedere che le democrazie parlamentari, per come le abbiamo conosciute, vivono grandi difficolta’. E anche in Italia sono entrate in Parlamento forze che ora si sono divise. In Senato Fi si e’ sciolta in 4 gruppi. La Lega si e’ divisa, il movimento 5 stelle hanno perso grossi pezzi. Sono anni che cerchiamo di cambiare la Costituzione, sotto governi diversi, di destra e di centrosinistra. Con il Referendum, dopo il lavoro del Parlamento, i cittadini possono diventare ‘cittadini costituenti’. Questa e’ la posta in gioco: non la scelta si un colore politico ma la scelta di rafforzare la nostra democrazia oppure di lasciarla indebolire”. Cosi’ Luigi Zanda intervenendo ad un confronto sul referendum con l’ex presidente del Senato Renato Schifani organizzato dall’Universita’ Federico II di Napoli.

L’endorsement di Obama nei confronti di Renzi e del Sì al referendum, ma il viaggio stesso del premier negli Usa, non potevano non suscitare polemiche da parte dei Comitati del No al referendum e degli avversari politici, oltre che della opposizione piu’ intransigente al governo. “Renzi servo sciocco anche di Obama: si inchina alla sua corte per incassare un inutile indorsement al dannoso referendum del 4 dicembre” Cosi’ il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Fedriga. “È’ l’ennesima dimostrazione che Renzi rappresenta i poteri forti: un’altra ragione per votare no, per non consegnare il paese agli Obama e alle Merkel di turno”.

L’ex deputato di Area popolare Alessandro Pagano entra a fare parte del gruppo della Lega alla Camera. La decisione è stata annunciata durante una conferenza stampa a Montecitorio. “Oggi – spiega il capogruppo, Massimiliano Fedriga – entra a far parte della nostra compagine l’onorevole Pagano. La nostra strada riesce a essere attrattiva e questo credo sia importante. Questo ci distingue dalla compagine governativa, loro attirano persone per il potere, noi per il progetto”. Pagano racconta così la sua scelta: “Il 30 gennaio c’è stata una manifestazione a favore della famiglia e in quell’occasione – dice – notai con sommo piacere che gli unici stendardi regionali presenti erano quelli del Veneto, della Lombardia e della Liguria. Io ho sempre fatto politica fondando i miei principi sulla sacralità della vita e della famiglia e mi sono sorpreso in maniera positiva della presenza di quei tre stendardi e negativamente dell’assenza di tutti gli altri. Da quel momento è cominciata una riflessione interiore che mi ha portato a votare contro la legge sulle unioni civili, a non dare mai più la fiducia al governo Renzi e alla sospensione dal mio ex partito. Da quel momento è cominciato un dialogo con la Lega dei popoli”.  “Per il gruppo – aggiunge Giancarlo Giorgetti – è un apporto importante sia per esperienza che per bagaglio di valori. Sottolineo che sono molto rari i casi di parlamentari che passano dalla maggioranza all’opposizione”.

Un altro fallimento in campo economico per il governo Renzi, quello certificato oggi dall’Istat. Le esportazioni da parte delle aziende italiane registrano infatti una flessione superiore al 7% su base annua, segnale evidente di una mancata competitivita’ dei nostri prodotti. Nonostante il premier continui a favoleggiare di una presunta riduzione della pressione fiscale, i numeri dicono il contrario: si tratta del peggior calo nelle esportazioni degli ultimi sei anni, e la principale ragione di una tanto elevata perdita di competitivita’ e’ da ricercare nel fatto che anche le imprese, oltre ai cittadini, sono state massacrate da una quantita’ insostenibile di tasse, oltre a venire soffocate dalla burocrazia. Ennesima dimostrazione di quanto questo esecutivo sia dannoso per il Paese, ennesima spinta a dire No a Renzi e alla sua riforma, che non farebbe altro che peggiorare ancora di piu’ una situazione gia’ oggi insopportabile”. Così il sen. Roberto Calderoli, Vice Presidente del Senato e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord.

Il Movimento 5 Stelle perde consenso dopo il caso “Roma” con le nomine della giunta Raggi. In una settimana, il movimento di Beppe Grillo perde 4,4 punti percentuali a livello nazionale, secondo il sondaggio Swg all’8 settembre, pubblicato oggi sul quotidiano il Messaggero. I grillini passano dal 29,5% del primo settembre al 25,1%. Consensi perduti che si spostano verso la Lega e la sinistra. Il Pd aumenta lievemente il consenso e dal 30,4% sale al 31,0% staccando di 6 punti l’M5S che gli contendeva il podio. Forza Italia sale al 13,9% (era al 13,6% il primo settembre), la Lega accresce il consenso al 14,1% (12,8% il primo settembre).

E anche da Giorgio Maroni arriva la ‘benedizione’ nei confronti di Stefano Parisi, investito da Berlusconi della funzione di coordinatore di Forza Italia “Tutti i contributi sono utili. Chi vuole riunire il centrodestra seguendo il modello Milano, che io chiamo modello Lombardia perché qui funziona, è il benvenuto”. Cosi il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, dopo che ieri sera Stefano Parisi ha ricevuto l’incarico da Silvio Berlusconi di elaborare un progetto di rilancio “della presenza dei moderati italiani nella politica”. “Le vicende interne a Forza Italia mi interessano, le guardo con attenzione, ma non le commento”. Nel centrodestra, a suo parere, “è un momento interessante perché c’è molto movimento. Mi auguro che si riesca a trovare un’intesa perché solo così si è competitivi”. C’é ora da vedere quale sara’ la posizione assunta da Matteo Salvini.