Legge elettorale

“Forza Italia non frena sulle elezioni, ma non possiamo accettare di andare a competere con una legge uscita dalla Consulta. Sarebbe una umiliazione per il Parlamento, perche’ si parla di regole del gioco. Ci sono le condizioni e i tempi per fare una legge elettorale e garantire la governabilita’ del Paese. Dopodiche’ si vada al voto. Noi siamo pronti”. Cosi’ Renata Polverini di Forza Italia, vicepresidente della commissione Lavoro alla Camera ed ex segretaria generale dell’Ugl, a margine di un convegno sulla parita’ di genere a Sala delle Lapidi, a Palazzo delle Aquile, a Palermo. “Pensiamo che ci sia bisogno di armonizzare i sistemi elettorali di Camera e Senato – aggiunge -. Le leggi elettorali non solo sono diverse per i collegi e per la selezione dei candidati, ma addirittura al Senato si prevede la possibilita’ delle coalizioni, mentre alla Camera no. Ci sono dei punti importanti che devono essere affrontati dal Parlamento. Non possiamo delegare tutto alla Consulta”, sottolinea Polverini.

“La legge elettorale c’e’ , la Consulta ha dato una sentenza che anche in questi termini dice parole chiare. Mi pare giusto che il Pd chiarisca se ci sono le condizioni per il Mattarellum”. A dirlo il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, arrivando a Rimini. “Se non ci sono le condizioni- aggiunge- capisco anche che non si puo’ tirare una discussione in lungo solo perche’ va tirata in lungo. Se c’e’ convergenza su Mattarellum in tempi ragionevoli, bene. Altrimenti c’e’ una legge elettorale”.

Un accordo dopo il voto per governare con Grillo? “Intanto sgombriamo il campo da un equivoco. Noi speriamo che ci sia una legge elettorale che non imponga scelte di questo tipo, ovvero delle alleanze forzate che portino a delle maggioranze artificiali. Vogliamo una riforma che preveda un premio di governabilità, per non trovarci di fronte a situazioni di questo tipo. Col proporzionale, in un sistema tripolare, ti potresti trovare dopo il voto a governare al fianco di gente del fronte opposto”. Lo afferma Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, in un’intervista a Repubblica. I voti degli elettori di destra alla Raggi? “Ma quello era un ballottaggio, uno contro uno, e l’elettore di destra non voterebbe mai per il candidato di sinistra – spiega Meloni -. Per noi sarebbe difficile un’intesa politica con loro, soprattutto se le posizioni rimanessero quelle di oggi”. “Nel vero scontro aperto in Occidente tra chi sta col popolo e chi con le oligarchie, loro stanno di là – sottolinea -. Sull’immigrazione hanno sempre votato col Pd, perfino nelle alleanze tentate a Bruxelles coi liberali di Alde, cioè con gli amici di Monti, loro sono con l’establishment”. Alleanza difficile con M5S ma non impossibile? “Posso dire che a queste condizioni oggi non la farei – ribadisce la Meloni -. Sono le guardie bianche del Palazzo, il bluff non durerà. Poi, per carità, tutti si possono ricredere, le condizioni possono mutare. Cercano di pescare consensi sul nostro terreno, ma gli italiani non si faranno ingannare”. Forza Italia? Alla manifestazione di sabato “ha un’occasione in più per dire che vuole stare in questa metà campo e che gli inciuci non si fanno. Chi aderisce deve garantire coerenza” conclude la leader di Fdi.

“Aspettiamo con serenita’ il giudizio della Corte Costituzionale sull’Italicum, per poi, una volta lette le motivazioni, avviare il lavoro parlamentare”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. Per Brunetta il lavoro parlamentare è “indispensabile, per ragioni di metodo e di merito. Di merito perche’ necessariamente le sentenze non saranno auto-applicative, per un problema di metodo politico perche’ a fare le leggi e’ il Parlamento e non la Corte Costituzionale”. Continua il presidente dei forzisti a Montecitorio: “Il Parlamento si assuma le sue responsabilita’, e sulla base dei giudizi della Corte, quello del 2014 e quello del 24 gennaio 2017, legiferi in piena autonomia. Poco tempo, tanto tempo, il tempo che sara’ necessario per poi andare ad elezioni. Grande serenita’, grande determinazione e idee chiare sul prodotto finale che Forza Italia persegue, ossia una legge elettorale a base fortemente proporzionale. Per il resto, come ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, siamo pronti a collaborare, in Parlamento, con tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione”.

“Il mattarellum puo’ essere una base positiva di partenza”. Lo dice Roberto Speranza (Pd) a Rainews24. “Dobbiamo trovare i numeri nella discussione politica – afferma il parlamentare – Perche’ e’ inimmaginabile ricorrere a strumenti come la fiducia. Si usi il mattarellum come base di partenza poi vedremo nella discussione parlamentare dove si arriva”. E a chi gli chiede perche’ non sia stato fatto quando Roberto Giachetti ha presentato una mozione per il ritorno al mattarellum, Speranza risponde: “Era una mozione del tutto strumentale che non aveva grande senso se non quello di rendere piu’ difficile il percorso di avvio del governo Letta. Una mozione non e’ una legge”.

Ben consapevole dell’importanza della legge elettorale per la rappresentanza democratica, il dibattito che non accenna a placarsi sul modello elettorale da adottare nel nostro Paese sta assumendo i toni della farsa. Siamo alle prese con una congiuntura economica e sociale a dir poco critica. I livelli di crescita e la produttivita’ dell’azienda-Paese sono pressocche’ stabili. Aumenta la pressione fiscale sostanziale, cresce la disoccupazione giovanile, rimane alta quella generale. Ma il cuore dei problemi nell’agenda politica rimane la legge elettorale. I maggiori partiti optano per il maggioritario, i piccoli partiti per il proporzionale (che garantisce una effettiva rappresentativita’ ma non la governabilita’) in grado di assicurare loro sopravvivenza. Riusciranno i partiti a rendere omogenea la legge elettorale sia per la Camera sia per il Senato, come da indicazione del Capo dello Stato? Le alternative sono 5: Mattarellum: maggioritario con collegi uninominali e con il 25% dei seggi assegnati con il proporzionale; Consultellum: il sistema che uscirebbe dall’ordinanza della Consulta nel caso in cui venisse bocciato il doppioturno e che prevede preferenze e proporzionale con sbarramento all’8% per il Senato e del 3% per la Camera; ‘Italicum bis’ nel caso in cui la Consulta dovesse salvare il ballottaggio previsto dall’Italicum e che prevede il doppio turno e la soglia, per ora al 40%, per la vittoria al primo turno; sistema proporzionale con minipremio di maggioranza alla lista o alla coalizione che arriva prima; modello tedesco: meta’ seggi assegnati con il proporzionale e meta’ con il maggioritario. Ebbene, uno di questi modelli sara’ quello vincente, ma per la politica non c’e’ fretta: senza legge elettorale nessun rischio di voto anticipato. Ma intanto non si parla d’altro.

Stefano Parisi a Faenza (Ravenna), a margine di un incontro nell’ambito della presentazione del suo movimento politico ‘Energie per l’Italia’, parla con i giornalisti di legge elettorale. “Dobbiamo tornare ad avere rappresentanti radicati sul territorio: preferenze o collegi uninominali, l’importante e’ non avere piu’ candidati calati dall’alto”, ha detto l’ex candidato a sindaco di Milano. Per Parisi “l’area liberal-popolare deve trovare la propria identita’, perche’ e’ a partire da identita’ chiare che si puo’ creare una coalizione”.

“Domani, alla riunione dell’Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali della Camera, vedremo se il Partito democratico vorra’ accelerare sulla legge elettorale”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Noi diciamo di attendere responsabilmente e istituzionalmente la sentenza della Corte costituzionale del 24 gennaio e la relativa motivazione – ha dichiarato – Dopo la sentenza della Consulta il Parlamento, autonomamente, dovra’ legiferare per quanto riguarda la nuova legge elettorale – come ha detto il presidente della Repubblica con il concorso di tutti i gruppi parlamentari, in maniera paritetica, aggiungo io, dopo gli esiti, infausti per Renzi, del referendum costituzionale. E dopo si vada al voto: o in maniera anticipata rispetto a febbraio 2018 o a scadenza naturale della legislatura”. Forza Italia, ha detto Brunetta, “e’ per un sistema a base fortemente proporzionale con un premio di governabilita’, perche’ non solo dobbiamo rappresentare i cittadini che votano ma dobbiamo anche avere un sistema capace, poi, di governare. Un sistema a forte base proporzionale che ci restituisca il prossimo Parlamento come un Parlamento costituente, e cioe’ che abbia la forza e la capacita’ di rappresentanza di modificare, nel senso di una migliore efficienza, la Costituzione”. E ha concluso: “Ci saranno delle riunioni nei prossimi giorni dentro il partito e all’interno del centrodestra per preparare il nostro posizionamento in vista del lavoro della Commissione Affari costituzionali, dopo il 24 gennaio”.

“Sulla legge elettorale non si puo’ perdere piu’ tempo. Al di la’ di come si esprimera’ la Consulta il 24 gennaio, e’ necessario avviare subito un tavolo di confronto bipartisan. Per sbloccare il Paese serve una prova di grande responsabilita’ da parte di tutte le forze politiche”. E’ quanto afferma Stefano Pedica del Pd. “Non e’ piu’ tempo di chiacchiere a vuoto e inutili polemiche – sottolinea Pedica -. Chi traccheggia non fa il bene del Paese. Tutta la politica deve dare prova di responsabilita’ e il Pd e’ pronto a fare la sua parte, ascoltando tutti. E mi auguro che l’invito sia subito raccolto da tutti i partiti”.

“Votare subito si puo’: approvando immediatamente una legge maggioritaria gia’ collaudata come il Mattarellum. A questa legge e’ sufficiente aggiungere le preferenze nella quota proporzionale, per il resto collegi e meccanismi tecnici sono gia’ pronti. Le voci giornalistiche dicono che Matteo Renzi sta manovrando sott’acqua in questa direzione, lasciando la Camera dei Deputati libera da impegni legislativi cogenti. Se questo fosse vero sarebbe la prima volta che Renzi sta facendo qualcosa di buono per l’Italia. La nostra Nazione me non puo’ rimanere ferma per un anno sotto il peso dei vincoli europei, dell’invasione migratoria e del pericolo fondamentalista. Noi saremo in piazza insieme a Matteo Salvini, a Giorgia Meloni e a tutti coloro che alla luce del sole e sena nessun compromesso vogliono elezioni subito per salvare l’Italia da un governo inutile come quello di Gentiloni”. Lo dice Gianni Alemanno, Azione Nazionale.