Legge elettorale

Fabrizio Cicchitto (Ncd) interviene sulla legge elettorale dopo la road map tracciata dal presidente del Pd in una intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera: “Le tesi di Orfini sulle elezioni subito sono contestabili per due ragioni di fondo – spiega il presidente della Commissione esteri della Camera – in primo luogo sulle leggi elettorali non si gioca a mosca cieca. Di conseguenza e’ indispensabile avere la sentenza della Corte e dopo di essa il Parlamento deve fare la sua parte e, come ha detto il Presidente Mattarella, uniformare le leggi elettorali della Camera e del Senato”. E aggiunge: “Il resto e’ avventurismo allo stato puro come quello di chi punta ad elezioni immediate”. Per l’esponente Ncd: “E’ indispensabile nel minimo di tempo ragionevole fare i conti con gli elementi piu’ marcati di sofferenza economico e sociale”. Continua il parlamentare: “Sottoporre subito gli italiani a un altro stress, fondato evidentemente su una riproposizione di uno scontro frontale al limite dell’odio riproponendo anche problemi di leadership e di controleadership significa solo lavorare per il M5S”.

Lotta alla povertà e al disagio sociale, lavoro a cominciare dalla riforma dei voucher. E poi la riforma elettorale che deve armonizzare i sistemi di Camera e Senato e la correzione della riforma sulla pubblica amministrazione. In agenda anche le banche e la giustizia civile. Tanti i temi che il Parlamento dovrà affrontare all’inizio del nuovo anno. Alla Camera i lavori dell’Aula riprendono lunedì 9 gennaio, a partire dalle 15,30, con la discussione generale dei disegni di legge di ratifica: C.3946- Accordo Italia-Angola di cooperazione nel settore della difesa (approvato dal Senato), C. 4039- Accordo Italia-Vietnam sulla cooperazione in materia doganale, C. 4108- Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull’adesione del Montenegro (approvato dal Senato); seguirà la discussione generale di una mozione sulle iniziative in relazione alla crisi del sistema bancario; della proposta di legge costituzionale C. 56-A – Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano. Al Senato riprendono i lavori martedì 10 gennaio alle 16,30 con l’informativa del ministro del lavoro e delle delle politiche sociali. A seguire, la discussione sulla relazione della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sull’applicabilità dell’articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell’ambito di un procedimento penale nei confronti del senatore Gabriele Albertini, pendente dinanzi al Tribunale di Brescia; per i disegni di legge, il seguito della discussione delle disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario (approvato dalla Camera dei deputati); disposizioni in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità in ambito medico e sanitario; norme per la tutela della salute, per la disciplina del rischio clinico e della responsabilità professionale medica.

Con i “nostri alleati” Lega e Fdi, il programma è “comune sul quale concordiamo al 95%, anche per quanto riguarda il nostro rapporto con l’Europa e sui temi dell’immigrazione. Anche per questo non sono preoccupato della tenuta della nostra coalizione”. Così Silvio Berlusconi, intervistato da Libero. L’ex premier parla a tutto campo. “Sono convinto che ricompattare il centro sia indispensabile – dichiara – ma questo non puo’ avvenire attraverso accordi di palazzo con membri della nomenclatura politica privi di appoggio popolare, ci rivolgeremo soprattutto a persone credibili, non a mestieranti del palazzo”, così Berlusconi quando gli si chiede se e’ pronto a riprendere in squadra Alfano e Verdini.
Il leader di Forza Italia conferma al governo Gentiloni solo un voto positivo sui singoli provvedimenti, a cominciare dal decreto salva-risparmio che salva Mps. “Al di là dell’affetto che mi lega al Monte Paschi – dice- la sua saldezza e la credibilità del sistema bancario sono un interesse nazionale prioritario” e aggiunge: “la sua caduta innescherebbe un effetto-domino incontrollabile”. Sulla legge elettorale dichiara: “Spero che il Partito Democratico abbia acquisito la consapevolezza che le forzature non portano bene, con il Mattarellum, in un sistema tripolare, il vincitore delle elezioni sarebbe quasi casuale; se ci sara’ il proporzionale saranno gli italiani a decidere con il voto se vi sara’ un unico vincitore, o se si dovra’ ricorrere ad una coalizione”.

“Ci vuole una classe dirigente per correre con il Mattarellum. Spinge al bipolarismo” e “in due mesi si aggiornano i collegi. Diamo uno strumento con cui votare al paese e andiamo alle urne”. Così il senatore della Lega Roberto Calderoli, in una intervista a Repubblica. La Lega apprezza il Mattarellum “perche’ noi abbiamo una classe politica che si e’ formata nelle amministrazioni e abbiamo le facce da mettere in pista per potere competere contro gli altri candidati”, mentre “Se Grillo candida il buontempone del paese, nessuno lo vota”. E per Calderoli “il Pd ha una sua classe dirigente che puo’ mettere in pista. Sono convinto che se si mette in campo questo sistema si torna al bipolarismo”, sostiene il senatore per il quale, invece, Forza Italia è divisa su vari fronti. “Da un lato – spiega – Confalonieri, i figli di Berlusconi preferiscono il proporzionale che garantisce di stare in un’alleanza di governo comunque, sia pure come socio di minoranza. Questo consente di tutelare meglio gli interessi dell’azienda. Dall’altro, le figure valide forziste devono essere spese in collegi che poi possono rivelarsi a rischio”. Sulla possibilita’ di introdurre modifiche alla legge elettorale, Calderoli dichiara: “Si potrebbe intervenire sullo scorporo, cosi’ da eliminare le liste civetta. Prevedere il voto in una sola scheda”. E sui tempi: “Un mese e mezzo basta per fare la legge”.

“Nella partita sulla legge elettorale, il Pd non è proprietario del ‘pallone’. Vale la pena ribadirlo, visto che ieri Zanda e oggi Orfini continuano a tirare in ballo il Mattarellum e a chiamare in causa, quasi fosse una minaccia, la durata dell’esecutivo guidato dal loro stesso partito”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto. “La presunta superiorità politica dei Dem è stata chiaramente e sonoramente smontata dal referendum del 4 dicembre. Perciò basta con i diktat e gli aut aut. Il confronto sul nuovo sistema di voto comporta pari dignità degli interlocutori e una condivisione che lo stesso Capo dello Stato ha richiesto. Senza dimenticare che c’è una importante sentenza della Consulta da attendere. Insomma, questo Pd, tutto ‘arroganza & tatticismi’, non favorisce di certo le pacate e responsabili sinergie necessarie per disegnare un sistema di voto più rispettoso del rapporto elettore/eletto”, conclude.

“Dopo la sonora sconfitta referendaria il Pd di Renzi e Orfini non puo’ piu’ dare le carte, men che meno sulla riforma della legge elettorale. L’unico tavolo possibile e’ e rimane il Parlamento”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Pertanto – prosegue -, no a un Nazareno 2.0, no all’ennesima forzatura da parte del Pd. La legge elettorale, cosi’ come evidenziato piu’ volte dal Presidente della Repubblica, sia realmente condivisa ed elaborata da tutte le forze che siedono in Parlamento, solo cosi’ potra’ avere quell’autentica legittimazione politica che e’ mancata a tutte le orribili riforme di Renzi bocciate dagli italiani. La strada e’ tracciata: pronuncia della Consulta il 24 gennaio e poi discussione nelle Commissioni affari costituzionali e nelle Aule di Camera e Senato di una nuova legge che garantisca governabilita’ e rappresentativita’. Elementi questi che il Mattarellum, anche modificato, in presenza di un sistema ormai tripolare, non riuscirebbe a garantire”. “Il Pd di Renzi e Orfini se ne faccia una ragione, sotterri l’ascia di guerra, elabori il lutto della sconfitta referendaria e in Parlamento – conclude – ragioni con tutti di legge elettorale alla pari”.

“Il presidente Zanda non può non considerare che siamo di fronte a un sistema tripolare, in cui il Mattarellum non può garantire piena governabilità e rappresentatività. Si deve partire dalle parole del presidente Mattarella, che chiede una legge elettorale che prenda atto della sentenza della Consulta, prevista per il 24 gennaio, che sia omogenea fra i due rami del Parlamento e che trovi condivisione anche oltre il perimetro della maggioranza di governo”. Lo dice il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani. “Forza Italia é convinta che la soluzione migliore sia quella di privilegiare la rappresentatività attraverso il proporzionale, assicurando la governabilità attraverso una quota minima di maggioritario. Ognuna delle forze parlamentari ha diritto naturalmente di esprimere la sua posizione, ma il Pd non può dettare la linea, a maggior ragione alla luce di quanto è accaduto il 4 dicembre”. “Dopo la sentenza della Consulta avere subito una nuova legge elettorale sarà vitale per la nostra democrazia, ma servirà una larga convergenza su un complesso di regole che riguardano tutti e non solo gli interessi di una parte politica o di alcune sue componenti”, conclude Romani.

“Siamo pronti al Vietnam parlamentare per contrastare la legge elettorale che il Pd vuole approvare contro il Movimento Cinque Stelle”. Lo scrivono in una nota i deputati M5S della commissione Affari costituzionali. “Renzi non solo non si è ritirato a vita privata, come aveva promesso se avesse vinto il No al referendum ma, dovo aver voluto una riforma costituzionale scritta con i piedi e bocciata dagli italiani, dopo aver bloccato il Parlamento con l’Italicum, definendola la legge più bella del mondo, legge che probabilmente sarà bocciata dalla Consulta, ora torna in campo e la butta via perché consapevole che potrebbe vincere il Movimento Cinque Stelle”, sostengono i deputati, che aggiungono: “In realtà a costoro non interessa una buona norma per rendere più governabile il Paese, ma solo un ‘Anticinquestellum’ per impedirci di vincere le elezioni politiche. Al di là del Mattarellum, al Pd non importa il tipo di legge: l’importante è che non vinca il M5S. Non trattiamo con costoro perché sono delegittimati anche dal voto di quasi 20 milioni di italiani e torniamo a chiedere di andare subito a nuove elezioni con il Legalicum, cioè con la legge che emergerà il 24 gennaio dalla decisione della Consulta sull’Italicum, estesa anche al Senato con i dovuti correttivi”. Continuano i pentastellati: “Ricordiamo che siamo noi che abbiamo firmato i ricorsi contro questa legge perché riteniamo che la sovranità appartenga al popolo e non alle segreterie dei partiti”.

‘La proposta di ripartire dal Mattarellum, che sta emergendo dall’Assemblea nazionale del Partito democratico, e’ un buon argine alla voglia di proporzionale che si e’ fatta largo all’indomani del voto referendario, ed e’ coerente con la vocazione maggioritaria del Pd”. Lo dichiara Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani. “Rappresenta quindi un buon punto di partenza per il dibattito parlamentare su una riforma che, a nostro avviso, dovra’ avere al centro i collegi uninominali: il solo strumento in grado di ricucire lo strappo tra paese e istituzioni, perche’ assicura un rapporto diretto tra elettori ed eletti attraverso regole chiare e comprensibili, senza calcoli algebrici basati sulle esigenze dei partiti. Perche’ permette ai cittadini di conoscere davvero i propri eletti, cosi’ da poterne giudicare l’operato. Una riforma basata sui collegi uninominali e’ quindi quello che serve per restituire credibilita’ alla politica e alle istituzioni. Come Radicali ci impegneremo nelle prossime settimane, anche ad aprire un dibattito pubblico che aiuti il parlamento nel percorso di riforma, scongiurando la cessione di ulteriori spazi al proporzionale”, conclude Magi.

“Siamo molto interessati a collaborare a una nuova stagione di riforme costituzionali vere e – nell’immediato – a una riforma della legge elettorale che consenta agli italiani di votare il più presto possibile, con nuove regole che garantiscano un’effettiva corrispondenza fra maggioranza parlamentare e di governo e maggioranza degli elettori”. Così Silvio Berlusconi in un messaggio inviato a Sandra Savino, coordinatore di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia in occasione della festa azzurra. E tende la mano la Lega. “Siamo pronti a collaborare con il governo per fare la nuova legge elettorale. Anche con Renzi pronti al dialogo, basta che questo governo farsa abbia una data di scadenza”. Così ha risposto ai cronisti Matteo Salvini, leader della Lega, intervenuto in una manifestazione a Palermo.